I COLTIVATORI SUICIDI. PER LA NOSTRA INGRATUDINE.

Di Maurizio Blondet , il - 163 commenti

Gli agricoltori americani si suicidano  cinque volte di più che la popolazione generale. In alcuni Stati, i tassi di suicidi fra i lavoratori dei campi supera anche quello, già orrendo, dei soldati tornati dalle guerre americane:  i reduci giovani e maschi (fino al 29 anni) si tolgono la vita   al ritmo dei 85,64 per 100 mila abitanti  (fra la popolazione generale la percentuale è poco  più  di 15  su 100 mila).

https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/65/wr/mm6525a1.htm

 

Ma non è una tragedia esclusivamente americana.  Se in Usa e in Australia si toglie la vita un coltivatore ogni quattro giorni, in Francia se ne uccide uno ogni due;  il suicidio  è la terza causa di morte nelle campagne francesi. In India si tolgono la vita 270 mila contadini l’anno. E queste cifre spaventose, si ritiene non dicano tutto: molti coltivatori fanno apparire il loro suicidio un incidente sul lavoro , magari per  lasciare l’assicurazione vita alla famiglia; e il “lavoro” offre una sinistra abbondanza di mezzi ed attrezzi per farla finita,dal trattore che si rovescia alla  pistola ammazza-vitelli. Non a caso, il 30% i tutti i suicidi nel mondo avviene  per avvelenamento da pesticidi, in ambiente rurale. Qualche esperto  ipotizza che l’esposizione a tanti veleni agricoli provochi  disturbi neurologici. Senza naturalmente dimenticare “l’isolamento sociale,  i redditi bassi, le possibili perdite finanziarie,  l’impossibilità o incapacità di chiedere aiuto psichiatrico, mancando nelle campagne centri di igiene mentale”.

“Anni fa  sono stato anch’io un orticoltore in Arizona”, racconta Debbie Weingarten, autore di un’inchiesta sul Guardian  –  ero schiacciato dai grossi debiti tipici di un’impresa agricola. Producevamo, cibo,ma non potevamo permetterci di comprarlo. Lavoravamo 80 ore a settimana, ma non potevamo permetterci da  andare dal dentista.  Ricordo il panico quando una gelata in ritardo minacciava il raccolto, la lotta continua per i soldi”.

Schiacciati dal debito

John Blaske e la moglie, coltivatori a Onaga (Kansas),  raccontano: il  Giorno del Ringraziamento dell’82  una scintilla dalla stufa a legna s’è appiccata alla tenda in cucina, in un attimo il fuoco ha preso tutto, sono rimasti senza tetto  sui loro quasi 300 acri di terra. Hanno vissuto nel fienile. Subito dopo, “le banche  ci hanno  alzato i tassi d’interesse dal 7 al 18%;  è stato tutto un correre da una banca all’altra, da un prestatore privato all’altro per tentare di avere prestiti a meno, rinegoziare i termini”. Alla fine, i Blaske hanno dovuto fare bancarotta. Gli hanno pignorato  265 acri, loro vivono adesso sui 34 che gli restano. “Non c’è  stato giorno che non abbia pensato al suicidio”.

Negli anni ’80, sono state migliaia le famiglie di coltivatori colpite dalla crisi:  sovrapproduzione che fece crollare i  prezzi   grani, crollo aggravato dall’embargo che Washington impose sulle esportazioni all’URSS. L’indebitamento  per l’acquisto o  affitto dei terreni, macchinari e carburanti,  da sempre schiacciante per le famiglie,   era raddoppiato dal 1978 all’84;  il crollo dei prezzi delle granaglie  rese  le famiglie insolventi. Le banche  prima raddoppiarono gli interessi, poi chiusero i rubinetti.  Pignorarono i terreni e li misero in vendita, provocando anche qui il collasso dei prezzi, e bancarotte a catena.

Una crisi  ricorrente,  come quella degli anni ’20 e poi degli anni ’30,  quando le praterie centrali iper-sfruttate isterilirono, persero l’humus, divennero un dust bowl (tazza  di polvere); anche allora il debito impagabile schiacciò   le famiglie. Nella primavera del 1985 migliaia di coldiretti marciarono su Washington, portando ciascuno una croce  nera, ciascuna col nome di un suicida o di un pignorato ridotto in miseria dal sequestro, e le hanno depositate  davanti al Dipartimento dell’Agricoltura , USDA.

La crisi degli anni ’80 è stata  una tragedia  di dimensioni altrettanto epiche, ma non ha avuto il suo Steinbeck a cantarla e a piangerla. Sicché  se ne sa poco. I politici se n sono infischiati. Un programma di “telefono amico” per agricoltori tentati  al suicidio, che ha avuto un certo successo  (almeno  vinceva l’isolamento e la solitudine disperata) e costava 18 milioni di dollari, non è stato finanziato dal  Senato come  “spesa non necessaria che aumentava il debito pubblico”; la cifra rappresenta qualche ora di spesa del Pentagono.

Il punto è  che da quella  crisi degli anni ‘80, il ceto agricolo statunitense non si è mai veramente risollevato.  Incatenato perennemente al debito (necessario per un’agricoltura industriale), il reddito netto dell’agricoltore americano è calato – dal 2013 ad oggi – del 50%.  Il reddito mediano  (non medio)  per il 2017 è negativo – ossia in perdita –  per 1.325 dollari:   nuovi fallimenti e nuovi sequestri, nuove rovine e suicidi,  sono dietro l’angolo. L liberismo ideologico imperante vieta, naturalmente, di fissare un “prezzo di parità”, un minimo-base per i prodotti agricoli; e già i prezzi di molti grani sono al disotto dei costi di produzione.

Tom Giessel, presidente di un sindacato di agricoltori di Pawnee,  Kansas, ha messo su Youtube un video su “Le dieci cose che non posso  comprare con un bushel di frumento”: un bushel, ossia 27 chili di grano,  oggi vale meno di quattro rotoli di carta igienica, di  sei muffins inglesi;  di due pile per la radiolina, di due lattine di Red Bull. Costa persino meno di una forma di pane, benché con un bushel del grano di Giessel si possano fare 70 forme di pane.

I suicidi degli agricoltori francesi hanno le stesse cause:

« L’agricoltura ha vissuto pressioni amministrative ed economiche molto forti: da vent’anni il settore si trova su un mercato mondiale che vede i prezzi scendere; una catena che non fa regali ai produttori»,   spiega il principale  sindacato del settore, FNSEA .     Negli anni   della “mucca pazza” quando bisognò abbattere migliaia di capi,  il numero dei suicidi fra gli allevatori decuplicò.

Perché – come spiega Mike Rosman, uno psicologo che, lasciato 30 anni fa l’insegnamento alla University of Virginia ha comprato 190 acri   nello Iowa e vive di quello, ma   ha organizzato il “telefono amico” per i colleghi tentati dal suicidio –  “gli uomini dei campi   hanno una forte motivazione  a  produrre  le cose essenziali per la vita umana, alimenti, fibre, legna”.  E’ un sentimento o una responsabilità cosciente? Lo psicologo lo ha chiamato “l’imperativo agrario”. “Quando il contadino non riesce ad adempiere al suo scopo, si sente disperato.  E’ un paradosso: proprio quella qualità che fa bravo l’agricoltore, è quella che lo fa’ disperato   se fallisce”.

Ma se  questo è vero, è la definitiva imputazione di questa società a piramide  rovesciata, dove gli fa il lavoro più necessario è quello che viene meno compensato, mentre  chi guadagna miliardi ed ha “successo”,  è proprio chi più è privo del senso di responsabilità verso il prossimo; e schiaccia e depreda coloro che sentono l’imperativo di “nutrire gli altri”.    Speculatori di Wall Street e attori di Hollywood, giornalisti e banchieri e bancari,  viviamo tutti su di loro.  Senza il contadino che  produce grano e soya e non riesce a spuntare 4 dollari per il suo bushel di grano, anche lo speculatore di Wall Street e l’attrice  strapagata  – che fanno milioni –   sarebbero morti.   Eppure ciò non trattiene i banchieri e i bancari dall’applicare ai nutritori   che hanno indebitato, i “tassi di mercato”; e di raddoppiarli  alla prima difficoltà,  di sequestrare terreni e svalutarli.

Sempre, anche in passato, i contadini sono stati  oppressi dai debiti;  quelli che ho conosciuto io   ragazzino in Toscana,   fu probabilmente una delle ultime generazioni che cercavano di vivere a ciclo completo  e chiuso, non consumavano carburante, il fertilizzante era il letame delle loro bestie.  Non gli mancava il  cibo  (anche se i vecchi ricordavano carestie, quando “passava di qui la linea gotica”, e un neonato morì e lo seppellirono dietro il casale), ma non avevano soldi per comprare le scarpe, né il caffè  per  le puerpere. Quel poco denaro, lo guadagnavano le uova e quattro galline al mercato. Il sale era una delle  poche  necessità assolute  che compravano, e per questo il pane toscano è  sciapo. Portavano il loro grano al molino  per farne farina, e gliene lasciavano una parte per pagamento. Era una economia “primaria” nel senso più  forte ed  elementare:  sul limitare tremendo fra la vita e la fame, con la memoria stampata nei secoli,che se una gelata o una malattia rovinava  il raccolto, nessuno ti avrebbe aiutato; perché erano loro i nutritori di  tutti  gli altri. Gli ultimi, e tuttavia i primi. La prima e l’ultima linea.

Chi si è accaparrata la loro aumentata produttività

 

Quell’agricoltura era “arretrata”, ovvio. Mai nessuna categoria  di lavoratori ha   aumentato    tanto prodigiosamente la produttività come  la loro: dopo che per secoli il 90% di un popolo era impiegato nell’agricoltura,  ancora  nel 1931 in Italia il 46,8 per cento era impiegato nel settore primario, quello che sfama; nel 1961 erano   ancora agricoltori il 29 per cento della popolazione attiva; nel 2007, sono scesi sotto  il 3,9 –  che è la quota mondiale  di popolazione agricola nei paesi  avanzati. E ora il 4% produce  enormemente di più di  quel che produceva il 90, o anche  il 46% che faticava con l’aratro a metà del ‘900.

Settore primario: agricoltura e miniere. Secondario: industria. Terziario: servizi

Secondo l’ideologia dell’economia di mercato che si pretende etica,   tanto “recupero di  produttività” dovrebbe premiare i lavoratori, andare a loro in buona parte come reddito, di benessere.  Stranamente, invece, sono stati altri ad accaparrarsi la produttività recuperata: dalle banche indebitatrici  ai miliardari di Wall Street  (o di Montepaschi, o di Sorgenia, o Mediaset)  che, senza nemmeno saperlo manipolano   e sprecano capitali   che sono stati formati laggiù, nel settore primario  perché è lì che avviene l’accumulazione primaria, la formazione originaria del capitale.

Nell’agricoltura arretrata e poco produttiva, il 90% che faticava sui campi manteneva (oltre a se stesso) un 10% di re, cavalieri, religiosi e  santi nei conventi; con le offerta al Papato,  manteneva  qualche Brunelleschi, Giotto e Michelangelo. Oggi il 4% produce abbastanza per mantenere i Berlusconi e i Visco,   Boldrini e Grasso, Draghi e DeBenedetti…e  anche ciascuno di noi, che lavora  nel “terziario”, ossia nel superfluo.  Riconosciamo la nostra parte nello sfruttamento: la loro “aumentata  produttività” di agricoltori, la godiamo noi. E sapete come? Nel ribasso  del costo del  cibo. Gli alimentari costano “poco”. Costano meno che in passato.  Costano pochissimo, poi, in confronto allo smartphone che diamo ai nostri tredicenni,all’auto che cambiamo ogni tre anni; poco rispetto alle paghe dei parassiti ed oligarchi  pubblici. Pochissimo rispetto ai bitcoin e agli F-35…Tutti mantenuti da  loro, in definitiva.   Ma se  rincarano le zucchine, ne parlano i  Tg; importiamo grano dall’Australia per pagarlo meno  –  e appena il grano dei nostri coltivatori siciliani è pronto per la messe, ecco che rrivano le navi granarie dal Canada, a rompere i prezzi  col grano che è nelle stive, magari, da anni …..  Mi domando se gli agricoltori non siano uccisi dalla nostra ingratitudine. E se noi non ci seghiamo il  proverbiale ramo.

 

Con usura nessuno ha una solida casa di pietra squadrata e liscia per istoriarne la facciata. Con usura non v’è chiesa con affreschi di paradiso harpes et luz e l’Annunciazione dell’Angelo con le aureole sbalzate. con usura nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine.  non si dipinge per tenersi arte in casa ma per vendere e vendere presto e con profitto, peccato contro natura. il tuo pane sarà staccio vieto arido come carta, senza segala né farina di grano dur  (…) 

L’articolo I COLTIVATORI SUICIDI. PER LA NOSTRA INGRATUDINE. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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  • enricodiba

    Oggi in italia nell’agricoltura si può stare meglio che in altri settori,pensione a 105 giorni di lavoro, disoccupazione agricola mi sembra a 70 giorni, il problema sono i troppi immigrati che uccidono anche questa piccola fetta di lavoro italiano, del resto anche negli Usa succede lo stesso, poi si chiedono perché vince Trump.

    • kobayashiSak

      Il problema in agricoltura non sono gli immigrati ma il fatto che i giovani italiani non vogliono fare questo lavoro. Noi genitori abbiamo la nostra parte di responsabilità perché non vogliamo figli agricoltori ma dottori o avvocati. Se non ci fosserero quelli lì, che qui tutti aditano a rovina dell’Italia, avremmo altri problemi.

      • Lorenzo Ghiselli

        Negli ultimi tempi, il trend è migliorato: chi ha il terreno del nonno, complice anche la crisi, è ritornato nei campi. Che il business sia sostenibile, ho dei dubbi, x i motivi elencati in questo articolo.

        • deadkennedy

          stanno facendo di tutto perchè non sia sostenibile… come ho detto nel post iniziale a certi che fanno la bella faccia gli interessi tu come essere biologico (produttore-consumatore) e come essere senziente (gli interessa schiavizzarti e ti convince che è per il tuo bene)

        • kobayashiSak

          Vogliamo parlare dei contributi della comunità europea che percepiscono molti “contadini”? Per legge non vanno nell’imponibile IRPEF quindi esentasse… In molte parti “disagiate” d’euroa Europa (Sud Italia ma non solo) piovono miliardi a pioggia senza un perché

          • Lorenzo Ghiselli

            Si chiama PAC.. Forse x tenere il prezzo dei cereali artificialmente basso? Forse perché altrimenti sarebbe antieconomico produrre cereali?? Non saprei… Però, se pensi che guadagnino tanto, ti invito a cambiar lavoro.

      • Stopensando

        Giusto

      • enricodiba

        Gli immigrati uccidono la meccanizzazione dell’agricoltura, basta pensare per esempio alla lagna degli africani e i pomadori, se non ci fossero gli africani i pomodori li raccoglierebbero con le macchine, solo che finché ci sono gli schiavi africani convengono loro.
        I lavori più specializzati come potature li devono fare gli italiani, perché sono lavori più tecnici e meglio pagati, anche perché se paghi poco un italiano per potare, quello giustamente ti pota male e poi sono affari tuoi, senza contare che spesso questi immigrati non hanno documenti in regola e quindi non possono usare o guidare camion o trattori.

        • kobayashiSak

          Non tutto è possibie demandarlo alla meccanizzazione, il lavoro umano è ancora fondamentale

          • enricodiba

            Il lavoro qualificato e bene pagato, il resto lo fanno le macchine.

      • enricodiba

        In agricoltura è pieno di giovani che sono tornati a farla, se non altro perché non c’è scelta, il problema i troppi immigrati che non fanno sviluppare il lavoro e fanno concorrenza non solo agli italiani, ma anche alle macchine.

  • È proprio questo che ho cominciato a fare. Pagare di più il cibo. Conoscere i coltivatori di zona. Ci vuole tempo, perchè fuori dal circuito delle comodità, scopri che il mpndo non è li a tua disposizione.

  • Marco Padova82

    Io compro locale, organico, cresciuto all’aria aperta. Spendo il triplo. Speriamo serva a qualcosa.

    • Stopensando

      Goditi almeno il sapore

    • Blondet

      Credo ci guadagnino i distributori…

      • Marco Padova82

        Sui prodotti del supermercato si.
        Ma almeno su quelli che compro al farmer’s market, i soldi li do direttamente in mano all’agricoltore/allevatore.

  • marcoferro

    da qualche parte ho letto che la materia prima che in futuro sarà più scarsa sarà proprio il cibo, il mangiare. per vari motivi, la scarsità d’acqua, la desertificazione, i terreni si stanno impoverendo perche sono super sfruttati da grandi compagnie e poi la terra quella è non aumenta. forse con l’agricoltura idroponica si potrebbe provare, grandi cabine chiuse con vetri climatizzate e solo con acqua senza la terra e i parassiti e quindi senza pesticidi. potrebbe essere l’agricoltura del futuro e io ho un’amica che sta studiano questo sistema. inoltre poi non ricordo chi ha detto che quando questi banchieri, lobbisti, etc..avranno tirato giù l’ultimo albero e pescato l’ultimo pesce dopo non si potranno mangiare i loro soldi. gli aiuti arrivano anche agli agricoltori italiani però perche l’anno scorso ci fu una puntata di report dove loro dicevano che gli conveniva dichiarare calamità naturale che fare il raccolto di arance o carciofi, uva, che non ci guadagnavano nulla. c’era un contadino che col figlio buttava via casse intere di melanzane, una cosa assurda. invece con l’aiuto dello stato quando dichiarano che hanno avuto un disastro climatico che ha rovinato i raccolti ci guadagnavano di più. insomma venivano pagati per non produrre ma a vantaggio di chi ? i compratori invece compravano grano dall’ucraina per fare la pasta, compresa la Barilla e poi dicono il made in italy. fanno degli accordi con altri paesi per comprare i loro prodotti, tipo le arance dal marocco a discapito delle nostre siciliane, poi l’olio di oliva fetente tunisino a scapito sempre dell’olio pugliese,ma anche maiali, per fare prosciutti di parma, dalla polonia e dalla germania . prodotti semi-lavorati caseari dai paesi dell’est. etc..insomma noi che siamo famosi per il cibo poi facciamo queste cose, è da malati mentali. l’italia dovrebbe essere almeno sull’alimentare indipendente.

  • Lorenzo Ghiselli

    La verità, nulla più della verità. Ho 2 fratelli che lavorano in questo settore: uno fa il trattorista, e tra mille trattamenti chimici e lavorazioni, mi diceva che già arrivare in pareggio è una fortuna. L’altro, produce latte x il parmigiano: sì, essendo una produzione specializzata qualcosa si guadagna, ma non più di operaio. Ovvio che se partisse ora da zero, non guadagnerebbe nemmeno 10mila€ annui, con tutti gli investimenti necessari.

  • Lorenzo Ghiselli

    La verità, nulla più della verità. Ho 2 fratelli che lavorano in questo settore: uno fa il trattorista, e tra mille trattamenti chimici e lavorazioni, mi diceva che già arrivare in pareggio è una fortuna. L’altro, produce latte x il parmigiano: sì, essendo una produzione specializzata qualcosa si guadagna, ma non più di operaio. Ovvio che se partisse ora da zero, non guadagnerebbe nemmeno 10mila€ annui, con tutti gli investimenti necessari.

  • cagliostro

    Grazie x aver solkevato il problema,
    Il mondo è disposto a spendere milioni x acquistare armi, la gente è disposta a spendere x acquistare abiti macchine, ma non vuol pagare chi li nutrisce, una cosa assurda, e i contadini, x antonomasia sono stupidi, basterebbe non produrre niente se non x se stessi, 2/3 anni e rovesciare camion e vagoni ferroviari provenienti dall’estero,
    Contadini, una categoria considerata inutile e troppo numerosa, vedi rosarno, i media si indignano se un immigrato percepisce l30 euro al giorno,
    Ma non si indignano se al produttore gli vengono pagati i pomodori 10 cent al kg.
    Mi spiegate come puo pagare di piu la manodopera se a stento sopravvive?

    • Nikolai

      Il sistema di distribuzione non è di mercato…è mafioso…bisognerebbe renderlo più libero…in Russia se sei un piccolo contadino e produci ortaggi, puoi andare al mercato con la tua bancarella e vendere i prodotti filiera corta ed i prezzi sono molto più alti che al supermercato..e non paghi tasse su quello che vendi perché lo Stato colpisce i grandi non i piccoli che guadagnano per avere una vita dignitosa…

      • cipperimerlo

        Quindi, in Russia lo stato devia il mercato. E il risultato sembra migliore di quello del mercato…

        • Nikolai

          Spiegami come lo devia…

          • cipperimerlo

            Tu l’ha scritto.
            Fa pagare le tasse agli operatori più grandi ed esenta i più piccoli. Che è la tassazione progressiva richiesta dal dettato costituzionale, e che invoca gli alti lai dei difensori d’ufficio del mercato.
            Non so se tu abbia mai strillato contro la progressività della tassazione. Se lo hai fatto, sappi che, secondo quanto hai scritto, lo stato russo la pratica e, secondo quanto hai scritto, funziona e, per questo motivo, secondo quanto hai scritto, la elogi.
            Penso sia chiaro che tutto quanto io riporto, lo hai scritto tu…

          • Nikolai

            Ahaha…ma cosa c’entra la progressività del reddito delle persone fisiche (tutte uguali di fronte al fisco) con la differenza tra chi usa metodi intensivi di produzione agricola e le piccole aziende che producono con sistemi alternativi più costosi e più tradizionali…tutto sto tempo ti sei preso per scrivere sta cosa..boh..

        • Luigi Zambotti

          Certo perchè ciò che muove l’Uomo é l’Avidità non l’Ammmorre come propaganda quella setta di criminali e dementi venuta dal Vicino Oriente e che continuiamo a mantenere.mentre lavora per la ns. distruzione.
          Quindi ci vogliono regole ed Autorità che le facciano rispettare.

      • deadkennedy

        provaci…. ma non in occidente dove a parole parlano di mercato mentre a loro interessa il monopolio

        • Nikolai

          Su questo ti do ragione…è per questo che c’è un vuoto politico…vogliamo fare politica?…lottiamo contro gli ipocriti occidentali che parlano sempre di valori ma sono molto abili nel non specificarli mai…

          • deadkennedy

            i micro mercati agricoli nei paesi della provincia italiana ci sono… ma il consumatore attualr vuole pagare il doppio o il triplo? perchè sta li il nodo gordiano!

      • cagliostro

        Anche in italia puoi avere il banco sul mercato, ma poi trovi sul banco accanto al tuo pomodori che provengono dal maracco al 70% meno dei tuoi, poco importa alla gente che siano usati pesticidi cancerogeni.
        L’altra settimana, trovatomi in toscana, mio paese natale, sono stato invitato da amici a seguirli a ypercoop, la gente faceva le corse x accaparrarsi dell’olio extravergine d’oliva a 3,90 il litro, ditemi voi che olio sarà? Quando servono 1,70 di frangitura al kg, bottiglia tappo etichette imballaggio e beneficio x la struttura di vendita,
        Se paragonato al costo reale di 8/10€ al kg, e anche vendendoli a quei prezzi, il contadino non si arricchira di certo,

        • maboba

          Montepulciano (Siena). Ho pagato l’olio ad un amico produttore (ci conosciamo da sempre) 13 E/Kg. Pagati volentieri.

          • cagliostro

            Io lo pago 12€ una bottiglia da 700 cl dop buti pisa e sono contento.
            E quando condisco un pomodoro ne godo.

          • Fabio Rubino

            io le raccolgo dagli alberi di famiglia (non usiamo niente… solo acqua possibilmente piovana)…. e poi al frantoio, ci godo anche io cagliostro 😉

          • cagliostro

            Bè! Allora se sei uno che ama la campagna e raccogli le olive, ti sarai reso conto che l’olio che raccogli, anche vendendolo a caro prezzo, non ti ripaghera mai il costo del lavoro.

    • Luigi Zambotti

      .. i contadini, x antonomasia sono stupidi, basterebbe non produrre niente se non x se stessi, ..

      No i contadini sono stupidi perchè non si organizzano per tagliare fuori gli intermediari. Lo ha capito il Bezos di Amazon dove si fanno i soldi, i contadini no.
      La risposta di Nikolai qui sotto é corretta: Il sistema di distribuzione non è di mercato…è mafioso..

      • Nikolai

        Finalmente qualcuno che usa il cervello…

      • Nikolai

        Ti darò anche una risposta aggiuntiva Luigi…un idea interessante…tu hai nominato Bezos…immagina un portale stile Amazon sui prodotti biologici…sarebbe una mossa di mercato perfetta…tu pensi che il sistema criminale Stato te lo lascerà fare…inizieranno a farti duemila pippe sulle leggi fitosanitarie..e tu pensi che l’obiettivo è la salute..no…l’obiettivo è la pressione mafiosa che accentra la distribuzione, pagherà mazzette ai burocrati di merda è così useranno uno strumento giusto per deviare il mercato…questo è diventato l’Occidente oggi..

      • deadkennedy

        errato è un falso mercato. bezos sicuramente è uno sveglio… mq dietro a bezos chi ci sta? non voglio essere complottista ma e come chiedere chi sta dietro microsoft o mille altre big corporate… li il mercato non esiste è controllato. stop

        • Nikolai

          Non funziona antitrust…io avrei bloccato acquisto di whatsapp di Facebook…è chiaro che c’e dietro qualcuno, perciò le regole di mercato non sono applicate…ma l’idea di Bezos è intelligente

          • deadkennedy

            non gaurda che l’idea di bezos è finanziata da qualcuno che vuole che il mercato sparisca… scusa ma tu sei proorio un romantico idealista ahimè

          • Nikolai

            Infatti la differenza tra Bezos e te è proprio quella…qualcuno dietro…l’uomo misterioso…altrimenti se al posto di Bezos c’eri tu, Amazon sarebbe sicuramente un’azienda migliore..

          • deadkennedy

            io non ho mai detto che sarebbe migliore…. sarebbe la medesima le dinamiche le guida chi vuole prendersi il surplus… e non sono marxista! per il resto possiamo andare avanti per anni ma non cambia la questione… non esiste un mercato esistono agenti economici con diverse info, diversi poteri, diverse ezigenze bla bla e tutto ciò muove e modifica/distorce il mercato.

  • Nikolai

    Già detto a Blondet..non parlare a vanvera di economia…l’economia si studia…parli di economia di mercato, ma i sistemi economici centralizzati di pianificazione economica hanno fatto più miseria di qualsiasi economia di mercato..Blondet il mercato funziona (se non viene deviato da uomo) come la Natura…la Natura non è presuntuosa e crede di creare un mondo giusto…la Natura ha un solo obiettivo…adattarsi ai cambiamenti e sopravvivere nel tempo…la centralizzazione dell’economia sull’uomo e non sul mercato sul lungo periodo crea molti più disastri…la storia è la logica lo dicono…
    La produttività del settore agricolo poi dipende da innovazioni tecnologiche realizzate in economia di mercato…se il frumento vale 2 redbull vuol dire che c’e Eccesso di frumento…piaccia o no questo è il fatto…

    • deadkennedy

      l’economia è una para scienza basata su convenzioni umane. la natura è una scienza basata su leggi fisiche che, si rietiene, valgono ovuqnue e sono replicabili ovunque producendo lo stesso risulato ceteris paribus… le pare che in economia e/o in finanza sia cosi? mi pare sia lei quello che deve studiare. indipendentemente da come la pensa l’economia capitalista e quella pianificata puntano entrambre allo stesso obiettivo: monopolio dei mezzi di produzione che in entrambi i casi sono a vantaggio di una piccola elitè… e questo da quando abbiaml società stanziali…. controllare la produzione di cibo…. in questi ultimi 30 anni è esplosa una vera corsa all’accapparmanto dei terrini dei piccoli proprietari: la piccola borghesia la classe di mezzo…odiata da quelli sotto e temuta da quelli sopra

      • Nikolai

        Se lei avesse letto lo 0,1% di quello che ho letto io lei mi saprebbe scrivere la differenza tra economia di mercato ed economia capitalista…aspetto una sua altrettanto baldanzosa risposta in merito…

        • deadkennedy

          l’econonia di mercato si basi su assunzioni della teoria classica (smit, ricardo in particolare) e più spudoratamente sulla neoclassica (3 scuole di pensiero tutte europee). ahime le assunzioni da cui partono sono false: ovvero produttori e consumatori hannno perfetat conoscenza (equa distribuzione delle informazioni e proddoti succedanei) e capacita di produzione e consumo (singole) non in grado di influenzare il mercato che, dato dall’unione dei produttori e consumatori, trova il prezzo di equilibrio (la cosidetta mano invisibile di smith). il marginsimo suvcessivo introduce la possibilità di desquilibri di breve termine (dove si creano surplus/rendite) ma nel lungo periodo ciò ne e possibile poichè la concorrenza (distribuzione informazioni) e la succedaneità dei prodotti (mi sposto su prodotti sostitutivi) riequilibra prezzo e la rendita scompare… da qiesto punto loi entra in scena Marx ma mi fermo…. le pare che l’economia sia mai funzionata secondo questa veloce e semplice descrizione. può dirmi che lei vive in un mondo ad informazione perfetta e equidistribiita? e mk dica come può un modello simile remunerare per il rischio di impresa che nei due modelli teorici sopra ricordati non ci sono? be ci pensa la finanza che fa dell’asimmetria informatica e del trasferimento del rischio il pane quotidiano…. potremmo andare avanti per anni ma mi creda la teoria economica è ampiamente smentita dall’analisi empirica. se fosse una legge fisica le cosidette crisi sistemiche avverrebbero su scale millenarie…. solo nel xx secolo abbiamo osservato diversi fenomeni (legag crisi) a 6 deviazioni standard che in fisica/matematica implicherebbero scale di milioni di anni per verificarsi… e paraliamo di fenomeni aleafori di tipo gaussiano…. perfettamente conosciuti, studiati e prevedibili c9n accuratezza…. non di fenomeni leptukurtotici (nella miglior3 delle ipotesi)…. legga ancora va

          • Nikolai

            No lei ha fatto i compitini a casa…ma non ha imparato una minchia..mi creda..se lei cerca un sistema che non ha crisi lei proprio non ha imparato una ceppa, non solo dai libri ma proprio dalla vita…si rilegga la sua prima risposta alla mia nota a Blondet, lei parla di economia capitalista mentre io non la nomino mai..certo che io continuo a leggere, lei invece deve ancora imparare a farlo…

          • deadkennedy

            come meglio crede io parlo di economia capitalista perchè è quella in cui viviamo e operiamo se vuole parlare di economia di mercato (nel senso neoclassico che lei chiedeva sopra) le brevi note che riportato le dovrebbero suggerire che si tratta di una luogo ideale che non esiste in natura…. in natura come segnala lei vige anche un principio darwinista ma questo comporterebbe che lei vivesse solo in funzione del mangiare e del riprodursi… la specie umana fa molte altre cose ( molte male x onesta) che la differenzia sostanzialmente dal resto del mondo animale.

          • Nikolai

            Ahhh…l’economia neoclassica è un esercizio mentale…se lei assimila i concetti li deve personalizzare…non esistono le ricette preconfezionate…le spiego.la prima regola tra economia di mercato ed economia capitalista è l’Antitrust VERO E FUNZIONANTE, la seconda è che ogni settore industriale ha le sue configurazioni di costo ed andrebbe regolato nel senso di perseguire l’ottimo…servono le regole di mercato non gli uomini che pianificano i risultati…secondo lei l’INDUSTRIA delle TELECOMUNICAZIONI, quello della DIFESA e quello ALIMENTARE hanno le stesse strutture economiche? Me ne sbatto le palle delle regoline del neoclassico…quelle cose lì le devono servire a ragionare con la sua testa non a mettersi in pratica come la ricetta dell’amatriciana…

          • deadkennedy

            pure le sue sono pippe mentali come le mie… ha già introdotto dei regolatori di mercato che per loro natura sono al soldo di qualcuno. mi ricorda tanto un mio ex collega di dottorato straniero che pontificava sulla belleza della costituzione italiana, sull’eauilibrio di poteri… bla bla… poi guardava la realtà e si faceva tante domande. se vogliamo un sistema a conccorenza perfetta (o quasi) devi essere disposto a pagare perchè il principio reale che la guida è l’avidità

          • Nikolai

            Per loro natura sono al soldo di qualcuno.. si le leggi e le regole sono infatti le uniche che possono correggere l’uomo…se lei mette una pena minimo di 25 anni di prigione modello Siberia, senza sconti di alcun tipo a chi viene tanato per corruzione, le faccio vedere come cambia la natura dell’uomo…

          • deadkennedy

            ci può stare l’importante essere certi quando si somministarno le condanne…. i nasoni della bibbia, in russia conosciuti come bolscevici hanno usato questo approccio e nonostante tutto sono andati a remengo. il mercato è una chimera. si può decidere di ridurre all’osso l’intervento pubblico lasciando al privato tutto il resto ma la storia ci insegna che non funziona neanche cosi proprio perchè l’economia non è una scienza!

          • Nikolai

            Con te è molto difficile parlare perché parli per pregiudizi e metti tutto in un pentolone…non ho ho mai detto che l’intervento dello Stato deve essere ridotto all’osso, ma tu ne parli come se io avessi detto questo…ci sono dei casi, in cui il mercato non raggiunge l’ottimo ma fallisce..i bolscevici erano i sostenitori di Lenin, non avevano nulla a che fare con gli ebrei, penso che tu ti riferissi a questo quando parli dei nasoni della Bibbia…i bolscevici sono andati a remengo perché il comunismo è una forma di organizzazione economica stupida in quanto insostenibile..boh..io non ho mai parlato di economia come una scienza tanto è vero che sei tu mostrandomi le lezioncine dei neoclassici ne hai parlato come una scienza..certo, per ragionare di economia bisogna averla studiata ad un certo livello, perché altrimenti è come uno che parla di arte o musica senza mai averne studiato le basi…

          • deadkennedy

            per sua info i bolschevici erano al 90% ebrei/askhenaziti! stato e mercato devono convivere come il singolo convive con la comunità. poi sul fatto se ho studiato o meno economia e/o econometria e/o statistica inferenziale multivariata e/o ingneria finanziaria e/o um dottoraro di recerca e/o un mba e/o lavorato 15 anni 2 blasonate societa internazionali di consulenza e/o possieda e gestisca una società con 47 dipendenti (tutti hanno almeno la laurea), 23 consulenti indipendenti (con almeno 20 anni di esperienza) e/o lavori in partnership con ben 3 multinazionali può significare che non so nulla: ci sta! certo se lo dice un coglione come lei se ne prendo atto. la saluto quadrupede

          • Nikolai

            Si infatti il comunismo è una convivenza tra stato e mercato…

          • deadkennedy

            be dai studia meglio che forse capirai

          • Nikolai

            Certo, consulente, mega direttore della multinazionale, dei 40 dipendenti…e delle 90 perete e diarree che ti fai nel cervello vuoto da fankazzista..

          • deadkennedy

            detto da in emerito coglione mi fa solo piacere il suo commento. mi stia bene demente io quello che so lo studiato e se possibile applicato per il resto la lascio alle sue filippiche da michione della bocciofila dei pensionati

          • Carlo Robotti

            Devi avere fatto la Boccaloni, o sbaglio?

          • Nikolai

            L’avidita’ è nella Bibbia, appartiene all’uomo, non alla concorrenza perfetta..’zo diciamo?

          • deadkennedy

            scusi ma la concorrenza perfetta e/o l’economia e/o il mercato e/o il denaro sono una congettura umana di che c…o parliamo?

          • Nikolai

            E/o cosa? O è o o è e…continui a butta tutto nella pentola..l’economia è una congettura umana,.va bene finiamola qua…vai…

          • deadkennedy

            bravo vedo che hai installato il cervello!

          • Nieuport

            Don’t feed the troll.

          • Devo venire più spesso su questo blog è meglio di oggi le comiche, cito Nikolai:

            ” la prima regola tra economia di mercato ed economia capitalista è l’Antitrust VERO E FUNZIONANTE,”

            Concetto che esiste allo stesso modo del radioso sol dell’avvenir ovvero degli unicorni – in una economia di ‘mercato e capitalista’ (sic) ti compri il legislatore (fai lobbismo che suona molto meglio di comprare parlamentari un tanto al chilo) e massimizzi il tuo profitto. Punto.

          • deadkennedy

            ma sai lui ha letto…. lo dice lui e sa di economia!

        • Blondet

          Quindi è lei che dà le patenti e i permessi di parlare di economia. Piacere . Ma lei chi è? Nemmeno si firma. Io ci metto la faccia, lei si nasconde dietro pseudonimo.

          • Nikolai

            Sono uno che sa l’economia..piacere…

          • ilDemiurgo

            Ma NON la Lingua italiana… quella non LA SAI, purtroppo.

          • Nikolai

            Preferisco comunicare in 3 lingue diverse che essere fanatico di una…tu, forse, ne conosci una…

          • ilDemiurgo

            Lingua di bue, lingua di serpente e lingua di…?

          • Blondet

            Anonimo

          • Nikolai

            Si…preferisco…il mondo è già pieno di megalomani…

    • Alberto Capece Minutolo

      Possibile che molte persone siano rimaste così infantili da non riuscire ad uscire dal rozzo discorso: ah ma gli altri erano peggio. A parte che questo occorrerebbe evemtualmente dimostrarlo con le cifre e non con ideologismi da bar sport (chi vi dice che dovete studiare è al soilito il peggior ignorante)tale querimonia da scuola d’infanzia non porta proprio a nulla è solo oziosità mentale

      • Nikolai

        Che fior fior intellettuale! Si vede anche nella posa della foto! Qualche anno fa il mondo era migliore perché era governato anche da gente preparata..ma non si preoccupi si continui ad annoiare e fare qualunquismo…buona notte

  • Fabrizio de Paoli

    Potere politico coercitivo, sopraffazione, furto, inconsapevolezza, fallimento, suicidio.
    È tutto collegato.
    Il potere si esprime in tanti modi, ti fa agire in un certo modo, ti fa pensare in un certo modo e ti fa desiderare in un certo modo.
    Dopo riesce a sopraffarti.
    E dopo ancora a derubarti. Ora ci sarebbe da aprire il solito capitolo sul mezzo di rapina per eccellenza che il potere usa -la moneta fiat-, ma tanto lo sanno già quasi tutti.
    Quando però una persona capace ed onesta è inconsapevole di essere derubata, attribuisce le cause del suo insuccesso a sé stesso, nel suo personale bilancio non prende in considerazione la parte di ricchezza che ha prodotto e gli è stata sottratta, e non prende nemmeno in considerazione le azioni di successo che avrebbe potuto intraprendere o che avrebbe potuto evitare perché vietate o imposte dal potere.
    A quel punto uno si sente fallito.
    Ha tre strade:
    Suicidarsi.
    Accettare il fallimento.
    Capire i motivi andando ad analizzare con attenzione se tutte le cause che attribuisce al suo fallimento sono effettivamente da imputare a sé stesso.
    Se si facesse quest’ultima cosa credo che molti suicidi verrebbero evitati ed al tempo stesso aumenterebbero le persone consapevoli e libere.

  • Sergio Andreani

    Il terziario superfluo?
    Ma dai!
    E’ una generalizzazione eccessiva.
    Senza i camionisti, chi porterebbe il grano alle industrie alimentari?

  • Il_disturbatore

    Troppa produzione, basterebbe distruggere il 5% per riequilibrare il mercato.
    Poi hanno voluto mettere le sanzioni alla Russia? .. la Russia si è organizzata in pochissimi anni ed è diventata il primo esportatore mondiale di grano, e con questo ci fa pure politica venendo alle aste internazionali sotto costo.
    Allora di cosa ci lamentiamo se ci siamo tirati la zappa sui piedi

  • Lila

    Quanto amo l’agricoltura…da agri.. alta in lingua indoeuropea e campo i lingua “romana”. L’agricoltura è l’arte di estrarre dalla cronucopia Terra , il meglio e il buono che nutre. Pero’ giustamente non esiste piu’ l’agricoltura, nel senso di mettere a frutto, sostituita dallo sfruttare, e quindi depauperare non solo la Terra, ma sopratutto quella cultura millenaria che era fatta di riti e rituali, di Conoscenza, di amore per il territorio stanziale che era Patria, che era Annona, che era fertilità. Felix, significa fertile e la fertilità era io zenith da raggiungere, nella terra, nella famiglia, nelle idee, nelle innovazioni . Nella cultura di questo secolo, manca il concetto di fertilità, e quindi di felicità . Ricordo i campi di grano quando esplodevano di colori , di fiordalisi e papaveri..L’azzurro come gli occhi di Kerris, (da ker e significa “colei che ha in sé il principio della crescita) e il rosso come il suo amore , Lei, Dea dell’abbondanza.
    Ma il silenzio dei papaveri e dei fiordalisi, la morte dell’avena cornuta, equivale al silenzio della fertilità. Un’abbondanza sterile e mal distribuita regala infelicità e morte e null’altro potrebbero fare i contadini che deprimersi, senza piu riti, con debiti, con un’alta produttività non piu creata dalla collettività e dalla conoscenza, ma da una cultura di morte, talmente mortale da avere bandito la morte dal circuito informativo.
    Tant’è…sarà anche questo un ciclo… che finirà, come tutte le cose.

  • Albert Nextein

    E’ una situazione incancrenita che io vedo da decenni.
    Le pezze che provano a metterci, stato e sovrastato europeo, ho l’impressione che servano per lo più a mantenere lo status quo e anche a peggiorarlo.
    Immagino che la concorrenza sia molto estesa, in ogni ambito della produzione agricola.
    Ricordo che una trentina di anni fa , mentre si portavano all’ammasso pomodori ed aranci, la gente iniziava ad acquistare i kiwi a 1000 lire cadauno.
    Quelli che li producevano ebbero ottimi momenti e qualcuno si arricchì.
    Oggi la produzione di kiwi è molto maggiore, costano meno e sono sulle tavole di molti.
    Non penso che gli agricoltori che li producono ricevano sovvenzioni ormai radicate nella storia.
    Io semplificherei, anche se pare eccessivo.
    Abolirei ogni sovvenzione pubblica e europea a tutti gli agricoltori dell’unione.
    Stato e sovrastato smettono di drogare il settore agricolo.
    Al contempo riducono molto incisivamente le tasse.
    Naturalmente molti agricoltori usciranno di scena.
    Ma col tempo la situazione dovrebbe riequilibrarsi, sia nella produzione che nei prezzi.
    E anche nei prezzi che avremo nei supermercati.
    I grossisti saranno ridimensionati e si dovranno accontentare.
    Le aziende trasformatrici pagheranno prezzi più elevati.
    Si arriva ad un nuovo equilibrio.
    Per i terreni che usciranno dal settore agricolo io ridurrei i vincoli urbanistici al minimo quanto a destinazioni d’uso.
    Capisco che il resto del mondo continuerebbe a fare concorrenza spietata.
    Ma forse un esempio del genere aprirebbe loro gli occhi.
    Chi rimane guadagna di più, migliora il prodotto, ha soddisfazione nell’attività.
    Chi esce si occuperà d’altro su terreni utilizzabili diversamente e liberamente.
    Basta con le sovvenzioni, e i prodotti all’ammasso.

    • deadkennedy

      senza voler essere pedante ma se esiste un mercato che vicinissimo alla concorrenza perfetta è proprio quello agricolo dove i prodotti sono proprio succedanei… lei sa distinguere tra una mela del trentino e una mela fatta in spagna e/o in california? NO pertanto la discriminazione del prezzo la fa la distribuzione che controlla la formazione/distorsione del prezzo… se non introduci dei meccanismi di calmierazione avrai oscillazioni estreme dei prezzi da un anno con l’altro….per vai del tempo, della sovra/sotto produzione, epidemie/malattie ect ect come fai a fare impresa agricola che risponda ad una domanda di consumo simile? la popolazione sulla terra è storicamente esplosa nel xx secolo quando la meccanizzazione e sistemi di calmierazione dei prezzi hanno permesso di “pianificare” e rendere sostenibili certe produzioni alimentari a prezzi per tutti… perchè se tu non magni ti incazzi…. l’agricoltura di sussistenza è funzionale a piccoli gruppi di popolazione…. non e funzionale a sfamare la popolazione x esempio del cairo dove ho controlli produzione/prezzi o importi in toto da fuori egitto (si produce nel delta)… ma dipendere da altri x il cibo crea ben altri problemi….

      • Albert Nextein

        Io ragiono a lume del buonsenso che ho sviluppato con i decenni.
        So che in Nuova Zelanda hanno cambiato registro per le politiche agricole già da molto tempo, pare soddisfacentemente.
        Per me è una questione semplice.
        Lo stato non si deve occupare di agricoltura con sovvenzioni a fondo perduto o rappezzi di ogni genere pressoché inutili se non controproducenti.
        Lo stato deve limitarsi a far pagare meno tasse possibili , lasciare l’imprenditoria libera e , dove richiesto, fornire infrastrutture.
        Aziende che non stanno su da sole , indebitate, fuori mercato coi prodotti, obsolete tecnicamente, devono chiudere, e non devono esser drogate da finanziamenti di sorta.
        La distribuzione farà la sua parte nella filiera, ha il suo ruolo e se lo gioca.
        Naturalmente quanto auspico non succederà.
        Fintanto che imprenditori come Giorgio Fidenato devono combattere giudizialmente in ogni sede per poter coltivare Ogm sui propri terreni e saranno vessati, mentre altri vedranno i loro prodotti marcire nei campi o portati all’ammasso le cose non miglioreranno.
        E fino a che aziende obsolete saranno sovvenzionate coi soldi di tutti i spolpati contribuenti per fallire più lentamente non ci sarà un bel futuro.

        • deadkennedy

          non saprei… dal mio punto di vista bisognerebbe essere di meno, consumare di meno, consumare stagionalmente/localmente, riciclare di più e pagare il cibo di più. quale sia il sistema sostenibile non lo so certo non quello iperindustrializzato attuale.

        • Cristiano

          Lasciare l’imprenditoria libera…
          Perfetto!
          Quindi grano dal canada, frutta e verdura dal sud America, carni dagli States… e che vada tutto in mona!

          • Albert Nextein

            Il protezionismo uccide la libera impresa.
            Lo stato pervasivo e impiccione uccide l’economia.

      • Certo che so distinguere una mela del Trentino da una Spagnola o peggio Americana – la Trentina è quella che compro indipendemente dal prezzo perché se la compro faccio vivere la valle dove vado on vacanza.

        Ditto per qualsiasi alimentare, ho smesso di comprare birre tedesche, ( unica eccezione, le birrerie che sono nel raggio di 10km) compro italiano e ne lo porto su in Germania

        Sostenere l’economia locale costa di meno, magari paghi di più le merci ma vivi meglio nella tua zona.

        • Filippo Candio

          ssss lo dico piano, il 50% delle mele del Trentino , provengono dalla pianura padana

          • deadkennedy

            lo scopri adesso? vedi il basso veronese va…. se non vai propio in campo rischi che ti rifilano le mele cinesi

          • ‘Scolta tre cose
            1) attraversando il trentino in auto si vedono sostanzialmente due coltivazioni – vigne e mele.

            2) guardo bene le etichette (ad esempio non compro più l’olio con etichetta italiana e dicitura miscela oli comunitari ) e quelle che prendo di mele indicano pure la valle.
            P.S. ci sono anche olii del Garda e della conca di Bassano

            3) se anche finissi per prendere mele “padane” sosterrei comunque l’agricolutura italiana e non la spagnola o la cinese.

  • maboba

    Bellissimo pezzo su quella che potremo chiamare la più grande schizofrenia del mondo industrializzato. So che le cose non cambieranno perché l’inerzia del volano che si è avviato è troppo grande per essere fermata in poco tempo, tuttavia queste riflessioni di Blondet aiutano forse in parte a capire perché il mondo “moderno” si sta avvitando in una crisi dietro l’altra. Considerare esseri viventi, dalle piante agli animali, solo come cose e ridurre l’agricoltura a una sorta di catena di montaggio di “cose” (uso massivo di pesticidi, allevamenti intensivi sono le conseguenze) ha significato togliere importanza e significato a quello che in realtà ci permette di campare. Sono secoli che questo processo di diminutio del lavoro nei campi e dell’ intero settore si è avviato. La vita sui campi è sempre stata durissima, ma nei tempi passati la ricchezza in senso lato risiedeva nella proprietà terriera e nella produzione di cibo (la ricchezza dei piatti di cui ci facciamo vanto nel mondo è frutto di quella cultura che è sopravvissuta fino a pochi decenni fa qui da noi). In questi ultimi due-trecento anni coll’avvento della società industriale e della capillarizzazione della cultura metropolitana il disprezzo “culturale” verso contadini e quant’altro riguardasse il lavoro nei campi è aumentato a dismisura e anche da qui il basso prezzo per i prodotti di quel lavoro. Oggi qualche segno di inversione di tendenza c’è, ma rimangono quei problemi di scarsa remunerazione di quello che razionalmente dovrebbe essere il lavoro più salvaguardato.

  • hurom

    “né il caffè per le puerpere”
    da terapista, mi mancava che il caffè fosse sostanza fondamentale per le puerpere di un tempo. non si finisce mai di imparare!

  • hurom

    bisogna tornare ai bei tempi che furono, dove l’uomo, predatore e carnivoro per anatomia, alleva e si nutre di animali che vivono in natura mangiando in natura, non soia e grano OGM.
    guardate cosa danno alle scrofe che producono i maialetti dei blasonati prosciutti italiani “artigianali” https://uploads.disquscdn.com/images/a058174dc09a4b2aecc19edc8add195996344651ccc06ce54ef129ead27d36cf.jpg .
    ma probabilmente sto sognando ad occhi aperti…

    • Filippo Candio

      e sei fortunato a torvarli questi prosciutti con cosce di maiali allevati in italia.Gran parte delle cosce arrivano dalla germania

  • televisione falsa

    In questo mondo maligno l’unica soluzione e mettersi in contatto con la propria anima che è la verità assoluta del tutto , così facendo si è gioiosi e pieni di vita ed è impossibile che una persona si suicida

  • hurom

    che pesticidi e diserbanti abbiano un ruolo nella condizione psicofisica di questi lavoratori è indubbio.
    per lavoro ne vedo moltissimi, dalle mie parti ci sono allevamenti intensivi di maiali e coltivazioni su larga scala di frutta, e i miei clienti che ci lavorano , pur giovani, soffrono di malesseri “strani” e diffusi.
    inoltre nessuno è consapevole che le piante stesse sono vere e proprie fabbriche di VELENI CHIMICI PER AUTODIFESA (fito-tossine) e solo in minima parte contengono fattori nutrizionali, che sovente vengono pure resi non-assimilabili a causa degli anti-nutrienti presenti nel vegetale.
    la stessa manipolazione continuativa di vegetali, (i raccoglitori) quali il sedano ad esempio, può portare gravi problemi di salute.
    bruce ames, autorità indiscussa dice:
    “In 1987, Ames and his collaborator Lois Gold ranked natural and synthetic pesticides and found that cancer risks from traces of pesticide residues on fruits and vegetables are minuscule compared with the cancer-causing potential of some natural chemicals in plants. “We wrote a review pointing out that every plant has a hundred or so toxic chemicals—nature’s pesticides—to kill off insects, animals, and other predators, and that we were getting 10,000 times more of them than [of] man-made pesticides”

    ovvero, ogni pianta produce pesticidi in quantità x 10.000 (!!) SUPERIORI a qualunque traccia o residuo di pesticidi applicati dall’ uomo.
    le piante non hanno denti, corna o zoccoli, si difendono avvelenandovi.
    buona sana insalatona a tutti. :DDDD

  • ilDemiurgo

    Ho provato una sensazione fortissima, divergente, leggendo articolo di Blondet e commenti: l’articolo è (come spesso capita, col Direttore) meraviglioso, i commenti sono (come spesso capita, con certi personaggi in cerca di autore e di collocazione nel mondo) deprimenti, a tratti irritanti, per la maggior parte ignoranti, per il 99% inutili. Che tristezza, pensare che gli agricoltori lavorano ANCHE per voi…

    • Peppino Prisco

      ma lavorare nei campi non serve. l’importante è minare bitcoin.

      • Filippo Candio

        minatori! altro che agricoltori. Quello è un duro lavoro!

    • Nikolai

      Rimbambito se fossi un personaggio in cerca di collocazione nel mondo, mi sarei presentato con nome è cognome…il mio obiettivo è proprio quello di smontare quelli che abusano di competenze che bisogna sudare per esprimere..va in mona…la lingua si la logica no?

      • ilDemiurgo

        La coda di paglia brucia, eh…
        E a te non brucia solo quella, mi sa.

        • Nikolai

          Ti sbagli…non mi so mai piaciuti i lecchini…

      • Fabio Rubino

        però Nikolai capisco che hai voluto puntualizzare qualcosa che non ti andava giù inerente al tuo campo (economia), ma l’articolo parla di agricoltura e dei problemi che gli agricoltori sono continuamente obbligati a far fronte.
        All’agricoltore non interessano tutte le tue analisi del perchè o del come, interessa solo entrare nei costi e guadagnare per vivere decentemente.
        Di tutti i discorsi economici non sa che farsene (nonostante essere informati è già un modo per risolvere il problema) anche perchè non cambieranno la realtà (i prodotti agricoli vengono pagati pochissimo).
        Poi per carità sul tuo primo commento sono anche d’accordo… ma la realtà è fatta anche di persone non da rette che si intersecano ;).

        • Nikolai

          in parte concordo…la cosa che mi irrita di più sai qual è?…. un articolo invece di fare politica distruttiva dicendo una falsità di proporzione gigantesca, ossia la colpa è del mercato brutto e cattivo…e non si propone per i contadini la totale defiscalizzazione per i redditi dei contadini e se l’agricoltura è strategica come è in Italia (non spiego per non fare una pippa troppo lunga) non si esortano delle riforme che difendono con dazi o con altri strumenti l’unicita’ dei nostri prodotti ? ..no alle sogli del 2020 devo sentire ancora i racconti favoleschi sulla colpa del mercato…il mercato porta cambiamenti…la vita porta cambiamenti…gente che non conosce la differenza tra economia di mercato ed economia capitalista..c’e un genio che mi parla di perfetta concorrenza (quando la parola perfetta non appartiene a questo mondo) e di neoclassicismo…mi scrive in privato, da codardo, che lui ha lauree ha lavorato per multinazionali società di consulenza e non sa la differenza tra impresa e industria e probabilmente economia industriale..e l’unica cosa che sa è la differenza tra la o e la e…ma io sbrocco, dai…

          • Fabio Rubino

            Nikolai ho capito il tuo discorso ma non devi prendertela sul personale!!
            (anche io sto studiando economia, ma non sono al tuo livello)
            Avrai anche ragione a livello tecnico (il mercato cambia e bisogna adattarsi) però sei consapevole che non è facile… figurati per una categoria a cui l’insegnamento del lavoro viene tramandata di generazioni (e quindi poco propensi al cambiamento/aggiornamento, o se propensi comunque non facili da attuare per una questione di costi).
            Sul discorso che l’Italia ha tutte le carte in regola e potrebbe avere il coltello dalla parte del manico (sia in sede EU sia a livello mondiale) per attuare politiche di tutela dei nostri prodotti, sono più che d’accordo con te… MA SIAMO ITALIANI che vuoi farci.

          • Fabio Rubino

            Ti faccio un piccolo esempio giusto per… io sono lucano e il nome della basilicata deriva dal latino: lucus=bosco.
            Il nostro territorio dovrebbe essere adibito per la sua naturale propensione: ovvero alberi da frutto (noci, mandorle ecc.); dovrebbe essere la nostra eccellenza lucana nel mondo; tipo come fa la puglia con gli ulivi…. e invece no, dalla riforma agraria (necessaria all’epoca) ad oggi nulla è cambiato, gli agricoltori spinti dal “contributo” (300 euro a ettaro per tutta l’italia non solo il meridione) gli diventa sconveniente cambiare tipo di coltura (e li capisco).
            Dall’altra parte senza contributo tantissimi piccoli-medi agricoltori sarebbero spacciati a prescindere.

          • Nikolai

            È vero ma non solo gli agricoltori hanno bisogno di un contributo,,viviamo una fase di concentrazione della ricchezza che sta distruggendo l’umanita’..ma la responsabilità non è del mercato, per cui meglio il socialismo o peggio il comunismo…colpa dell’assenza di regole che devono disciplinare il mercato..bisogna studiare le interazioni e disciplinare le debolezze dei flussi..è che sono stanco delle solite storielle che non approfondiscono mai..tutto qui..comunque è un piacere parlare con uno che ha buonsenso e non si limita solo alle solite polemiche

          • Fabio Rubino

            anche a me fa piacere… ti do ragione su questo punto ma qui purtroppo si apre un mondo!
            Molto difficile da capire/interpretare e figurati cercare soluzioni (e attuarle)

          • Nikolai

            Fabio hai ragione tu..non la devo prendere sul personale..ma se dovessi spiegarti…ricordi il film di mafia ‘Mary per sempre’…quando uno di loro dice per giustificare il suo comportamento, ‘oggi Natale cia’ i cazzi suoi’..ecco una cosa del genere..mi sono sfogato..ed ho sbagliato..è sempre un piacere parlare con le persone intelligenti comunque…ripeto, hai ragione tu…

          • Fabio Rubino

            mi fa piacere nikolai… ma ci tengo a precisare che non voglio aver ragione a tutti i costi, si discute 🙂

          • Nikolai

            Discutere richiede talento…non tutti lo hanno…e quando vedo un cabron e ho le cose che mi girano…

      • deadkennedy

        il maestro di vita. ma vq a ciapà i rat

        • Nikolai

          Pigliuncul’ sceem’

          • deadkennedy

            pure terrone

          • Nikolai

            No torrone…quello nero che ti piace prendere a Natale…li conosco quelli come te..gli piace fino al dolore…vai vai cagone

          • deadkennedy

            parli per esperienza vedo. fottiti coglione fallito

  • Ronf Ronf

    Io sono stato in silenzio per rispetto verso le scelte degli elettori Repubblicani alle Primarie in Alabama, ma oggi posso dirlo ufficialmente: l’estrema destra fa SEMPRE vincere la sinistra (non ci voleva l’Alabama per capirlo, ma bastava ricordarsi di come nel 1996 aveva vinto Prodi nel maggioritario, ovvero grazie alla divisione tra il polo di centrodestra – composto da FI, AN, CCD, CDU, Lista Pannella Sgarbi – e la Fiamma Tricolore di Pino Rauti). Quindi, cari estremisti di destra, adesso avete capito che IO ho ragione? Ma voi continuate con i vostri deliri… https://en.wikipedia.org/w/index.php?title=United_States_Senate_special_election_in_Alabama%2C_2017&type=revision&diff=815193444&oldid=815193307#Results_4 visto?

    • Natalis

      Quando non parli di Germania si puo anche essere d’accordo 🙂 C’era un motivo ben preciso, andando alcuni decenni indietro, per cui i comunisti in Italia non vollero mettere il MSI fuori legge nonostante la sua ispirazione fascista: tenere congelati dei voti che altrimenti avrebbero ingrossato la DC. Similmente il FN fu voluto da Mitterand in Francia per fare le scarpe ai gollisti. Notare anche la somiglianza dei simboli:
      https://uploads.disquscdn.com/images/a4d82062cdc6cbbee2d60534d2688359bbd0efc5eabd72feb68c0c34ba739dcc.jpg

      • Ronf Ronf

        Esatto: infatti oggi il PD tiene vivo Berlusconi perchè altrimenti i voti di FI andrebbero a Salvini e Meloni… notare infatti che i parlamentari di Berlusconi si vendono al PD (ecco 2 esempi su tutti: Alfano e Verdini), mentre quelli della Lega e di Fratelli d’Italia NON si vendono al PD. Ed ecco perchè il PD ha ordinato ai magistrati di NON mettere in carcere Berlusconi perchè se lui finisse in carcere, allora FI crollerebbe facendo salire Salvini e Meloni… il M5S anch’esso viene sostenuto dal sistema mediatico legato al PD visto che in caso di crollo del M5S ci sarebbe la salita di Salvini e Meloni; poi, per il FN in Francia, direi che l’elezione di Macron (che MAI ci sarebbe stata se Fillon fosse andato lui al II turno al posto del FN) dimostra a cosa serve il FN. Nel frattempo qualcosa si muove nel centrodestra francese perchè il partito UMP-LR ha fatto la svolta a destra con Laurent Wauquiez (visto che i centristi sono quasi tutti andati via con Macron proprio come Alfano e Verdini sono andati con Renzi) https://disqus.com/home/discussion/rischiocalcolato/adesso_8220repubblica8221_scopre_il_nazismo_svedese_guarda_caso_scorda_stupri_record_e_no_go_zones/#comment-3657869689 https://en.wikipedia.org/wiki/The_Republicans_(France)_leadership_election,_2017

    • Covpepe

      Quindi, secondo te bisogna votare Salvini o Meloni?

      • Ronf Ronf

        Meglio la Meloni perchè lei candida solamente gli ex MSI-AN perchè sia Berlusconi (FI) che Salvini (mi riferisco a Noi Con Salvini, non alla Lega Nord nelle regioni del Nord e del Centro Italia) stanno arruolando al Sud un sacco di ex DC-FI-UDC-PDL-MPA, quindi l’estrema destra crea solo e soltanto del casino… e infatti il PD ha ordinato a Repubblica-Espresso di pompare Casapound e Forza Nuova apposta per abbattere la Meloni.

  • gianluca pointo

    quando cominceremo ad ammalarci veramente, allora ci renderemo conto dell’importanza dell’agricoltura, già oggi comunque siamo a buon punto, anche grazie per esempio ai fanghi di recupero che concimano le risaie in pianura padana

  • Fabio Rubino

    Complimenti per l’articolo direttore… chi critica evidentemente non sa nemmeno cosa sia zappare la terra (giusto a titolo informativo possiedo 13 ettari e non ci campa nemmeno una persona per un anno se “produci” grano).
    L’argomento è molto serio e ormai rientrare nei costi è veramente difficile, solo i più grandi e al passo con le tecnologie/attrezzature può farlo… tant’è vero che i piu piccoli pur con tutta la buona volontà, soccombono.
    Quando arriveranno le I.A anche in campo agricolo (non tra 50 anni, tra 10) la produttività aumenterà ancora di più… ma ovviamente queste tecnologie non saranno gratis! (solo chi avrà maggiori risorse potrà permetterselo)
    Già oggi un piccolo team siciliano sta progettando un’applicazione I.A per monitorare con droni o robot la produzione (attraverso big data: temperatura, umidità, terreno, lo stato di salute/malattie ecc.)… ti avvisa lei quando: “devi irrigare, devi mettere quello o quell’altro prodotto ecc..”
    Figuratevi le grandi aziende del settore dove sono già… e queste nuove tecnologie non saranno GRATIS, anzi…
    IL PROBLEMA E’ MOLTO SERIO

    • Cristiano

      La Fendt sta sperimentando un trattore che lavora da solo la terra.
      Pensate a quanti contoterzisti e manovali rimarranno a spasso

      • Fabio Rubino

        già da un pò esistono trattori che vanno relativamente “da soli” col GPS però uno dentro ci deve ancora stare XD, in futuro neanche quello

      • Fabrizio de Paoli

        Anche John Deere e New Holland.
        C’e anche una postazione robotica (mi pare De Laval) che da sola munge le vacche.

        • Fabio Rubino

          ho visto…. e gli aspiratori (o come si dice) si attaccano alle mammelle da soli!!!

      • enricodiba

        In agricoltura come nell’industria la tecnologia e la meccanizzazione sta facendo sparire i lavori più faticosi, per quelli più specializzati, solo in italia importiamo schiavi invece di comprare le macchine.

    • Fabrizio de Paoli

      Sì però non starei tanto a piagnucolare sugli effetti. Ci sono effetti buoni ed effetti cattivi.
      La tecnologia produce effetti buoni, ricchezza, quando comparvero i primi trattori c’era chi si allarmava per la sorte degli allevatori di cavalli da tiro e dei maniscalchi, le cose cambiano.
      Effetto cattivo invece lo prduce il furto di stato, moneta obbligatoria e salvataggio di banche e aziende fallite. È così che nascono quei colossi industriali che poi si impadroniscono di risorse e tecnologie IMMERITATAMENTE!
      Ma anche qui non starei tanto a lamentarmi con gli effetti, mi preoccuperei piuttosto di non essere complice delle cause, per esempio desiderando uno stato, pagando le tasse ed usando la sua moneta.

      • Fabio Rubino

        Fabrizio sulla seconda parte sono d’accordo; sulla prima:
        non è che voglio piagnucolare lo so che la tecnologia ha pregi (molti) e difetti, io stesso sono il primo a dire che il progresso non va fermato, ma le problematiche che questa “nuova rivoluzione” non saranno poche anzi e nessun settore o figura professionale sarà al sicuro.
        Se già oggi il 4% della popolazione è dedito all’agricoltura ci sono queste problematiche, quando diventerà 1% (ovvero solo i colossi mondiali) quali ripercussioni avremo?

        • deadkennedy

          cosa ti faranno mangiare? e sei in monopolio che prezzo pagherai?

          • Fabio Rubino

            e tante altre… 🙂

        • Fabrizio de Paoli

          Io infatti sto dicendo che la causa che ci porterà all’1% dei colossi indirettamente SIAMO NOI.
          Siamo noi che permettiamo che ci venga rubata da stati e banche la goccia di ricchezza che produciamo.
          Tanti miliardi di gocce finiscono in poche mani. I colossi.
          Questo per me non sarebbe un problema se non ci fosse di mezzo il furto, non ho nulla contro chi è un bravo imprenditore e si arricchisce, solo che quel modo non seleziona bravi imprenditori ma bravi corruttori di stati.
          Inoltre direi che se smettessimo di tollerare o subire il furto sistematico, per certe realtà abnormi sarebbe pressoché impossibile esistere, ce ne sarebbero molte di più ma più piccole.
          Non si deve farne una questione di invidia, ma di giustizia.

          • Fabio Rubino

            son d’accordo…. ma purtroppo la realtà è questa 🙁

          • Fabrizio de Paoli

            Lascia stare il “purtroppo”, io sto imparando a godere cambiando la realtà, iniziando da quello che posso fare io.

          • Filippo Candio

            e prenditi un bitcoin….cazzo!

          • Fabio Rubino

            nel 2013 ero propenso ad acquistarne… vuoi per la giovane età, inesperienza, poca conoscenza della materia ecc. ho desistito.
            Mi mangio le mani a ripensarci 🙂

    • Filippo Candio
      • Fabio Rubino

        era proprio a questo che mi riferivo…

    • Andrew

      “rientrare nei costi è veramente difficile, solo i più grandi e al passo con le tecnologie/attrezzature può farlo… tant’è vero che i piu piccoli pur con tutta la buona volontà, soccombono”.

      Direi che hai riassunto egregiamente.

      Ricordo gli allevatori di Brescia che sparavano il latte con le pompe dalle autobotti a perdere lungo i campi e le strade per protesta contro le quote latte e le multe comminate.
      Questa è l’Europa.

      Rendere ricchi un po’ più gli altri per prenderlo nel culo noi.

  • Covpepe

    Chi possiede la terra, e le armi per difenderla, sopravviverà alla prossima grande crisi.
    Chi vive nelle città morirà di fame. E la cosa non mi dispiace più di tanto perché le città sono il centro della corruzione, del parassitismo, dello statalismo e, in ultima analisi, di tutto ciò che rappresenta la dittatura socialista.

    • Riserva Fissa

      Possibile, ma la terra, però, come la difendi? con dei mercenari? In ogni caso te la toglieranno, o toglieranno di mezzo te, purtroppo la vedo cosi.

      • Covpepe

        Nello scenario peggiore la tua terra la difendi da solo. In quello migliore, con l’aiuto di una comunità di persone a te vicine e con le quali scambi regolarmente ciò che produci per cose di cui hai bisogno e che producono gli altri.
        Quando si combatte si può anche morire. Ma non combattendo si muore certamente. L’importante, in caso di pericolo, è non arrendersi mai e vendere cara la propria pelle.

        • Lila

          10 milioni di kulaki sterminati nell’era di Stalin, fann capire quanti proprietari terrieri si salveranno in caso di crisi

          http://www.homolaicus.com/teorici/stalin/kulaki.htm

          • Covpepe

            Un bell’esempio storico. Ma, a differenza dei kulaki che furono sterminati soprattutto dalla fame, io preferisco morire in combattimento difendendo la mia terra.
            Non esiste una soluzione sicura al 100%. Questi sono i rischi che un uomo si deve prendere, da sempre.

          • Lila

            Non hanno mai vinto le pedine

        • Stopensando

          Sei un filosofo molto pungente, tutto vero.

  • Cristiano

    I contadini di tutto l’occidente hanno i mezzi (pensate ai presidi degli agricoltori per le quote latte sforate… quando arrivarono i cellerini mi ricordo lo spandiliquami a tutta forza – un geyser di merda di maiale – che li faceva scappare come se avessero avuto di fronte la divisione SS Adolf Hitler)
    Hanno mezzi, grossi ed inarrestabili, e pellaccia per bloccare tutto per settimane e far valere le loro ragioni

    Ma anche loro, probabilmente, la sera guardano youporn

  • Nieuport

    “…costava 18 milioni di dollari, non è stato finanziato dal Senato come “spesa non necessaria che aumentava il debito pubblico”; la cifra rappresenta qualche ora di spesa del Pentagono.” dice Blondet.
    Per la precisione 18 milioni di dollari sono circa 13 minuti di spesa del Pentagono (che ha un bilancio effettivo di circa 800 miliardi).

  • You are entitled to nothing

    Bell articolo stavolta vi siete superati ! No cemento ma campi di frumento! Thank a farmer if y have food on your plate! Sono i miei pensieri più ricorrenti !

  • Blas

    L´odio irrazionale al capitalismo di Blondet le fa pubblicare fake news. Se gli agricoltori americani si suicidano di piú bisogna trovare le ragioni in un´altra parte non nelle condizioni económiche dell´agricoltura. Dopo il 9/11 il valore del quintale di soja, frumento e maiz si raddopiato, dopo il 2008 é arrivato a sestuplicarsi per poi scendere a livelli piu alti che prima del 2008. Un propietario di un campo in Argentina, dove il governo si portava via il 35% del valore internazionale e ancora oggi si prende il 30% nella soja, é una persona che puó avere un reddito interessante anche solo affitando il terreno. Penso che in america stiano ancora meglio.

    • Fabio Rubino

      blas sono parzialmente d’accordo ma… non tutti i terreni sono propensi alla coltura del momento su cui speculare 😉

      • Blas

        Oggi coi OGM coltivi quello che vuoi dove vuoi. Ho appena letto di un riso per l´acqua salata.

        • Fabio Rubino

          blas avrai anche ragione… ma se pensi che sia una passeggiata farlo ti sbagli: innanzitutto gli agricoltori sono restii al cambiamento (e i motivi sono innumerevoli), poi c’è da comprare macchinari, attrezzature, implementare conoscenze, magari se hai animali non hai il tempo materiale ecc. ecc. e tutto questo a tuo rischio e pericolo!

          • Blas

            Non dico che sia facile, si puó fare e guadagnarci bene, Non sono condannati alla povertá dai cattivi banchieri.

          • Fabio Rubino

            ok pienamente d’accordo ma chi si trova nel mezzo (ne troppo grandi ne troppo piccoli) è bloccato per una questione di liquidità… e nel lungo periodo con prezzi delle colture sempre in discesa per via della maggior produzione non ci stai dentro coi costi e li diventa difficile…
            comunque si discute blas, non è che io voglia aver ragione a tutti i costi… anzi mi ha fatto piacere

          • giovanni

            Carissimo Blas, non vorrei offenderLa, ma Lei non ha mai visto una piantina di grano o una piantina di pomodoro neanche in fotografia. Purtroppo vedo tantissima gente che parla senza avere esperienza del settore.
            Il sottoscritto quando non conosce la materia non esprime giudizi, perché non vuole offendere il lavoro e le fatiche altrui.
            Buona giornata.

        • davide

          probabilmente farà schifo da mangiare come certe varietà di mele o di pesche molto resistenti alla conservazione ma che poi erano immangiabili. Alla fine finivano in distilleria perchè i maiali dopo un morso preferivano il pastone di pane ammuffito.
          Nel frattempo avevi pagato a peso d’oro i diritti ai vivaisti per la varietà. A detta di costoro varietà pregiata.
          Chi mi legge e ha fatto o fa il contadino saprà di cosa parlo.
          (sulla pelle mia e della mia famiglia)

    • deadkennedy

      scusi ma dinamica dei costi? parlare dei ricavi non basta.. sconcertante leggere certi post da manifesta ignoranza

    • Carlo Robotti

      Hai parenti in agricoltura per caso?

  • You are entitled to nothing

    Crop Production 2016 Summary (January 2017)
    3
    USDA, National Agricultural Statistics Service
    Corn
    for grain production is
    estimated at 15.1
    billion bushels, down 1
    percent from the November forecast but up
    11
    percent from the 2015 estimate. The average yield in the United
    States is estimated at 174.6
    bushels per acre. This is
    down 0.7
    bushel from the November forecast but 6.2
    bushels above the 2015 average yield of 168.4
    bushels per acre.
    Area harvested for grain is estimated at 86.7
    million acres, down slightly from the November forecast but up 7
    percent
    from 2015.
    Sorghum
    grain production in 2016 is estimated at 480
    million bushels, up 4 percent from the November
    forecast but
    down 20
    percent from the 2015 total. Planted area for 2016 is estimated at 6.69
    million acres, down 21
    percent from the
    previous year. Area harvested
    for grain, at 6.16
    million acres, is down 22
    percent from 2015. Grain yield is estimated at a
    record 77.9
    bushels per acre, up 1.4
    bushels from the previous forecast and up 1.9
    bushels from 2015.
    Rice
    productio
    n in 2016
    is estimated at 224
    million cwt, down 5
    percent from the previous forecast but up 16
    percent
    from the revised
    2015
    total. Planted area for
    2016
    is estimated at
    3.15
    million acres, up
    20
    percent from
    2015. Area
    harvested, at
    3.10
    million acres, is
    also up 20
    percent from the previous crop year. The average yield for all United States
    rice is estimated at
    7,237
    pounds per acre, down 256
    pounds from the previous forecast and
    235
    pounds below the
    2015
    United
    States average of
    7,472
    pounds per acre.
    Soybean
    production in 2016
    totaled a record 4.31
    billion bushels, down 1
    percent from the November forecast but up
    10
    percent from 2015. The average yield per acre is estimated at a record high 52.1
    bushels, 0.4
    bushel below the
    Novem
    ber
    forecast but 4.1
    bushels above the previous record yield in 2015. Harvested area is up 1
    percent from last year
    to a record 82.7
    million acres.

    • You are entitled to nothing

      non ho notizie del CANADA …. MA hanno terra per cui penso che ne producano di cereali per alimentazione sia umana che animale. il 25% del territorio USA e’ dedito a pascolo brado ……. una percentuale enorme …..

  • Alcoor26 .

    Ecco. Pensi che i banchieri e i ricchi che lei cita, diventano più ricchi con la creazione di nuova moneta da parte dello stato che gli fa aumentare di valore gli assets finanziari che detengono rispetto ai contadini. Ecco perchè non può esser per la moneta di stato e non per le cripto. E’ attraverso la svalutazione a piacere della moneta degli stati esteri, che è possibile e conveniente far arrivare i prodotti alimentari dall’altra parte del mondo a noi.

  • fanta si

    Il mondo funziona al contrario. Il sistema capitalista ha ribaltato la piramide sociale, e ora sta eliminando la base, tanto essendo in cima alla piramide ribaltata, non serve più a sostenerla; anzi, l’appesantisce. E così sarà per le altre fasce, del secondario e del terziario. Tra un po’ non serviranno più lavoratori, giusto qualche scienziato, quelli della robotica e pochi altri… Però l’incremento demografico aumenta. Credere alle profezie apocalittche è irrazionale, ma ipotizzare la catastrofe è buon senso. Purtroppo il signor Blondet è una voce nel deserto.

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