Assisteremo al rassicurante spettacolo distopico, figlio del caos di anime nere a cavalieri di ventura

Di Mauro Bottarelli , il - 62 commenti


Mentre scrivo a notte fonda, dopo un paio di giorni di assenza forzata, l’Hotel Intercontinel di Kabul è sotto attacco terroristico in grande stile: sono almeno 15 le vittime accertate e testimoni oculari parlano di persone gettate vive dalle finestre. Macabro rituale ma non nuovo: nei territori gestiti e controllati dal Califfato, questo era il destino che attendeva gli omoessuali. In quel caso, radunata la folla sotto il palazzo, venivano gettati dall’ultimo piano. Come monito e pena esemplare. Sarebbero stati in quattro, con ogni probabilità kamikaze, a sparare su clienti e personale dell’albergo, due dei quali uccisi dalle forze speciali entrate in azione: dinamica anche in questo caso non nuova. Dal Mali alla Turchia. Paese quest’ultimo che, quasi in contemporanea, ha lanciato un’offensiva contro i curdi siriani nell’enclave di Afrin, da dove nel tardo pomeriggio di ieri si alzavano alte colonne di fumo per i colpi dell’artiglieria.

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Il presidente Erdogan, nell’ufficializzare il via all’operazione “Ramoscello d’ulivo” (di certo non difetta di senso dell’umorismo), ha confermato che subito dopo toccherà al distretto di Manbij, verso il confine iracheno, fare i conti con Ankara: scopo dell’operazione, “porre fine alle atrocità poste in essere da Ypg e Isis nell’area”. Lo stesso Ypg che si è mostrato alleato fedelissimo degli USA, da cui hanno ricevuto supporto e armamento in grande stile, il tutto proprio mentre Ankara partecipava al piano di pace parallelo per la Siria di Astana con Iran e Russia e, da membro NATO, acquistava batterie anti-missile S-400 da Mosca. La guerra, laggiù, non è affatto finita. Mentre la stessa guerra, sporca e destabilizzante, in Afghanistan è appena ricominciata. Chissà cosa ne penserà Mike Pence, da un po’ di tempo decisamente di casa a Kabul e dintorni.

E mentre il mondo, nei suoi angoli più caldi, brucia, cosa accade negli USA? Questo:


ovvero, da un lato lo Stato si blocca, a causa del muro contro muro fra Repubblicani e Democratici, garantendo l’headline su telegiornali e stampa, mentre dall’altro cominciano a diventare “normali” manifestazioni in cui si mette in dubbio la mascolinità eterosessuale. Direte voi, cosa c’entra tutto questo? Quale nesso esiste, se mai ne esistesse uno? Sempre lo stesso: mascherare con crisi ufficiali e, di fatto, innocue (quello in atto è infatti il 18mo shutdown della storia, non mi pare i precedenti abbiano portato con sé sfaceli e tragedie tipo cavallette), il mega-esperimento sociale in atto negli Stati Uniti. Se infatti queste tabelle


ci mostra come la crisi da abuso e dipendenza da opiodi stia ormai colpendo anche i millennials e i dati del Bureau of Labor Statistic ci dicano come la crisi da Fentanil stia ormai colpendo al cuore la società statunitense, con i casi di overdose sul lavoro passati da 165 del 2015 a 217 del 2016, un incremento del 32%, ecco che questi due grafici


ci mostrano come casualmente l’Ohio che mette in discussione addirittura la “mascolinità bianca” sia proprio il fulcro del disagio da tossicodipendenza, uno Stato-zombie insomma. Ma, accidenti, tremendamente all’avanguardia sul fronte dei diritti. Tutto, soltanto un caso? Ma si sa, quando hai altre priorità – ad esempio il Russiagate -, puoi fare a meno di farti troppe domande. E pensate che la questione sia meramente statunitense? No, in sedicesimi (almeno per ora), riguarda anche noi. Guardate qui,

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quali sono le priorità, ovviamente tutte in chiave elettorale: interferenze russe, fascisti e fake news, con il ministero dell’Interno che addirittura si inventa per il periodo precedente alle urne il “bottone” anti-disinformazione che garantirà alla polizia la possibilità di decidere autonomamente cosa bandire e cosa no dalla Rete. Il tutto, in nome della libertà d’espressione e della lotta alle bufale (e al fascismo): siamo alla DDR ma senza le garanzie sociali che questa almeno garantiva ai suoi cittadini. Siate pronti a sentire suonare il campanello di casa all’alba, se andate un po’ troppo fuori linea nei vostri commenti?

Ad esempio, se fate notare questo:


la civile Svezia ripropone infatti ai proprio cittadini brochure da tempi di guerra, con istruzioni per la sopravvivenza: ovviamente, la grande stampa che ha offerto contezza della notizia ha sottolineato come il tutto sia da legare all’espansionismo russo verso Baltico e Scandinavia, mentre in patria quale sia l’intento appare palese: la situazione nelle cosiddette no-go areas – negate fino a ieri dal governo – dei grandi centri urbani è talmente fuori controllo da evocare, ufficialmente, scenari (e necessità) da guerra civile. Dichiarata.

Ma paradossalmente, parlando di Europa, a far paura dovrebbe essere in realtà quanto sta accadendo dietro le quinte nel “motore” ormai inceppato del Continente, per decenni centrale operativa della CIA in nome del prezzo da pagare come risarcimento alla Seconda Guerra Mondiale e ora ruota di scorta del neo-europeismo da Dipartimento di Stato di Emmanuel Macron, l’uomo che negli utimi due giorni ha imposto la sua legge a Gran Bretagna e proprio Berlino, spacciandola sotto il nome di Trattato. Ecco cosa è accaduto in Germania negli ultimi giorni:

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mettete in fila, associate, date un senso di continuità a questo tracollo sociale verso lo status di Ohio d’Europa alla nazione più potente dell’UE fino all’altro ieri e capirete cosa si nasconde sottotraccia. E, soprattutto, dietro certi spauracchi ormai sempre più palesemente strumentali. A cosa stiamo andando incontro? A quali società? Ma, soprattutto, a quale parte del guado le elites ci hanno già portato, quasi senza che ce ne accorgessimo realmente? Al caos, bellico, geopolitico o sociale che sia: il caos totale, il tempo delle anime nere e dei cavalieri di ventura. Normalizzato, per quanto riguarda l’Italia, dalle prospettive del voto, del sublime e supremo esempio di cittadinanza attiva, di suffragio universale, di democrazia compiuta.

Con la polizia che setaccia la Rete per censurare e criminalizzare chi osa scrivere qualcosa di fuori linea, mentre il Paese è in mano al degrado e alla criminalità, con baby-gang stile “Arancia meccanica” ed esempi di follia collettiva o personale che ci mostrano l’applicazione pratica del principio di alienazione indotta del potere. Per mesi ci hanno venduto la favola da Dottor Stranamore dell’incubo nucleare coreano: e ora? Bastano i Giochi invernali di Seul per vedere addirittura le due Coree sfilare sotto una stessa bandiera. Pace fatta, tutto finito. E’ bastato l’hockey su ghiaccio, dove aveva fallito la diplomazia e la minaccia del “day after”. Benvenuti nel mondo distopico. E non dite che non vi avessi avvertito in tempo.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

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