O è bipolare o paraculo, in ogni caso Bannon è solo un pupazzo che fa gossip. Diamoci un taglio

Di Mauro Bottarelli , il - 45 commenti


Prima di tutto, un doveroso aggiornamento su un argomento cui tengo molto e riguardo il quale mi sono ritrovato più volte vittima di critiche e sarcasmo nella sezione dei commenti ai miei articoli: il Brexit. Lo faccio lasciando parlare gli altri,




tra cui un “altro” decisamente autorevole e che in tempi non sospetti vi avevo segnalato come gran cerimoniere dell’operazione “Bregret”. Lo faccio non per autocelebrazione – dato che di fatto non c’è nulla da celebrare, se non un clima molto agitato sotto il Big Ben – ma perché i tempi di Westminster stanno rivelandosi biblici pari a quelli di Montecitorio per quanto riguarda l’esame e il voto delle migliaia di emendamenti posti in calce alla legge che rende operativo l’addio del Regno Unito all’UE ma che, al tempo stesso, vincola questo epilogo al voto proprio del Parlamento britannico. Tanto vi dovevo, per puri amore e dovere di cronaca: resto pronto all’atto di penitenza in caso contrario, cenere sul capo e pubblico ludibrio su questi schermi. Lo ripeto: il Brexit non ci sarà. Almeno, non nella forma drastica che stanno prospettando.

Ma veniamo all’argomento vero, all’ultima stronzata che il circo mediatico ha lanciato nello stagno per far girare la testa al parco buoi dell’opinione pubblica: l’affaire Bannon. Ex eminenza grigia dell’amministrazione Trump, consigliere strategico del presidente, guru della Alt-Right, l’estrema destra americana, attraverso il sito Breitbart, per alcuni leninista rigido, per altri infaticabile e onnivoro lettore di Julius Evola. Insomma, uno che il martedì assalta il Palazzo d’inverno e il giovedì cavalca la tigre. Apoteosi del rossobrunesimo, ovvero punto di contatto fra massimalismo marxista-bolscevico e anti-mondialismo neofascista, Bannon fu accompagnato alla porta di Pennsylvania Avenue lo scorso 19 agosto, un atto che per molti rappresentava la resa di Trump all’establishment che, piano piano, stava prendendo il potere alla Casa Bianca, con mezzo gabinetto economico composto da ex dirigenti di Goldman Sachs.

Il licenziamento sembrava comunque non aver avuto conseguenze sul rapporto personale tra i due, almeno fino a due giorni fa, quando in tutto il mondo sono deflagrate le considerazioni di Bannon sulla questione Russiagate contenute nel libro “Fire and fury – Inside the Trump White House” del giornalista in aria di mitomania e spregiudicatezza nell’uso di fonti e virgolettati, Michael Wolff, il quale ha dipinto a tinte forti il primo anno di amministrazione Trump attraverso decine e decine di interviste a testimoni più o meno oculari e attendibili. I contenuti del libro, che trovate riassunti qui,



sono degni della sala d’aspetto di una manicure di Cantù, almeno a livello politologico: scopriamo come Ivanka Trump sogni di diventare la prima donna presidente e, nel frattempo, sveli come riescano ogni giorno a dare vita a quella voliera per uccelli che è la capigliatura del padre. Scopriamo che l’entourage di Trump rimase sconvolto e incredulo dalla notizia della vittoria e, addirittura, come la moglie Melania proruppe in un pianto disperato, poiché non voleva che il marito diventasse presidente. Oppure che lo stesso tycoon abbia l’ossessione di essere avvelenato e, per questo, si nutra spesso e volentieri con cibo comprato da McDonald’s. Insomma, poco più che un libro di Alfonso Signorini.

Ma, attenzione, ecco che la parte relativa a Steve Bannon pare sconvolgere il mondo. Cosa ha detto a Wolff, l’ex consigliere strategico? Che l’incontro tenutosi nel giugno 2016, in piena campagna per le presidenziali, alla Trump Tower fra il figlio maggiore del miliardario newyorchese, suo genero, il capo del team elettorale e l’avvocatessa russa, Natalia Veselnitskaya, fu “sovversivo e antipatriottico”, oltre che meritevole dell’intervento dell’FBI. Di più, per Bannon è praticamente impossibile che a quell’incontro non abbia partecipato anche Donald Trump, quel giorno presente nel suo ufficio al 26mo piano del medesimo palazzo. E quindi, che cazzo di scoop sarebbe? Quale acqua tumultuosa porterebbe al mulino del Russiagate e dei rapporti compromettenti fra entourage del tycoon ed emissari del Cremlino per ottenere materiale che screditasse Hillary Clinton?

Di fatto, Bannon offre un giudizio su quell’incontro di cui si sapeva già pressoché tutto, innanzitutto il fatto che non solo Natalia Veselnitskaya fosse a New York per partecipare a un processo legato alla permanenza negli USA di un dissidente anti-Putin ma, soprattutto, che la stessa beneficiasse per quel soggiorno di un visto particolare del ministero della Giustizia, all’epoca guidato dalla clintoniana Loretta Lynch, non certo tacciabile di simpatie per Trump. Perché tanto clamore? Cosa, nei fatti, ci ha rivelato Bannon? Niente, in compenso questo tweet


di ieri di Michale Wolff spiega tante cose: il suo libro avrebbe dovuto arrivare nelle librerie americane lunedì prossimo, invece l’uscita è stata anticipata ad oggi a causa proprio del clamore mediatico suscitato e che ha garantito dei dati di pre-ordinazioni da capogiro. Insomma, di cosa stiamo parlando, se non di mero gossip da poche righe su un libro di centinaia di pagine? Sembra la questione Boschi-Ghizzoni contenuta nell’ultima fatica editoriale di Ferruccio De Bortoli, 68 righe a fronte di altre decine e decine di pagine di cui non è fregato un cazzo a nessuno. Almeno, però, in quelle righe era contenuta una notizia, qui siamo al Bannon-pensiero su un qualcosa di stranoto e contro cui la potentissima commissione guidata da Robert Mueller non ha potuto muovere un dito, visto che non vi siano prove di alcunché. Eppure, il mondo è parso sconvolto.

Forse perché l’episodio tocca direttamente il genero di Trump, Jared Kuschner, responsabile dei rapporti con il Medio Oriente e anch’esso mitomane di prima categoria, stando almeno alla realtà dei fatti. Davvero è lui a tramare nell’ombra le mosse più ardite di politica estera del presidente? C’è lui dietro la geniale intuizione di Gerusalemme capitale d’Israele? Lo avevano promesso nell’ordine Clinton, Bush e Obama: quindi, siamo a un livello di originalità pari a quella del libro di Wolff. C’è ancora lui dietro la pantomima sulle rivolte in Iran? Complimenti, operazione e gestione da capolavoro diplomatico. C’è forse lui dietro il possibile colpo di coda statunitense in Iraq e Siria, da più parti temuto e ventilato?

E a vostro modo di vedere uno come il generale Mattis si fa dettare l’agenda da un fighetta trentenne di Wall Street, solo perché ebreo e ben ammanicato con la lobby newyorchese? Ma fatemi il piacere, per quanto si vogliano vedere complotti del Sinedrio ovunque, anche il senso del ridicolo dovrebbe avere un limite. Non sarà che l’intera faccenda sia molto più semplice, ovvero che i Trump siano il Circo Barnum che Deep State e complesso bellico-industriale necessitavano per compiere atti – vedi la riforma fiscale – che i mercati avrebbero bocciato a chiunque altro? Non sarà che siamo alle prese con il corrispettivo politico della Famiglia Addams, buona per catturare l’attenzione dell’opinione pubblica con i Bannon in stile cameriere-mostro o i Kuschner misteriosi come la mano che esce dalla scatola e si muove da sola?

Che a muovere certi fili sia ormai da mesi il vice-presidente, Mike Pence, ce lo hanno detto la sua visita nei Balcani di agosto e lo strano radicamento a tempo di record dell’ISIS in Afghanistan, dove da settimane si susseguono attentati sempre più cruenti nel silenzio pressoché generale. E che dire del Pakistan, Paese i cui servizi segreti (ISI) sono da sempre stati lo scendiletto della CIA nell’area e che da ieri ha visto sospesi gli aiuti per la sicurezza degli USA, perché tacciato di poco sforzo contro il terrorismo? Casualmente proprio nel giorno in cui Islamabad firmava un accordo con la Cina per il pagamento in yuan dei contratti bilaterali. Donald Trump ha fatto il suo dovere di utile idiota e va scaricato?


E si pensa di farlo con il complotto del 26mo piano di Bannon? Ma, soprattutto, chi tira i fili è così coglione da scatenare una tempesta politica proprio ora che i media stanno vendendo alla grande proprio l’effetto Trump come ragione per i record generalizzati degli indici azionari che stanno permettendo a Wall Street di scaricare merda dai portafogli senza che la gente se ne accorga, soprattutto se regali al cane di Pavlov l’osso di Intel? Oltretutto, con la garanzia di un dollaro debolissimo che favorisce export e guerra commerciale, evitando inoltre il tantrum stile Bernanke sugli emergenti troppo esposti al debito in biglietti verdi? Che sia un mitomane, un bipolare o un paraculo, Bannon non conta un cazzo, tanto quanto le sue rivelazioni da pettegolezzo parrocchiale. Soprattutto, al netto delle sue dichiarazioni di ieri, nelle quali rinnova la stima personale verso Trump, definendolo “un ottimo presidente”. Diamoci un taglio, c’è ben altro di cui preoccuparsi Oltreoceano che della recita a soggetto in atto alla Casa Bianca.

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  • Albert Nextein

    Questa è gente che si fa i fattacci propri il più di nascosto possibile.
    Qualche cazzata gli scappa , ed è quello che noi vediamo da fuori.
    Ma solo quello.
    Inutile occuparsene e preoccuparsene.
    Bottarelli dice bene, è un gossip continuo, una fake dietro l’altra.
    Uno spettacolo infame e noioso.
    Ma tra i nostri doveri c’è quello di organizzarci e prepararci ,affinché le cazzate di costoro non ci danneggino.
    Abbiamo una visuale privilegiata rispetto al mainstream politicamente corretto.
    Sfruttiamola.

    • Goffry

      Puoi chiamarlo anche “Beautiful 2.0”, un enorme teleromanzo che i giornalisti amano tanto, visti i (finti) colpi di scena quotidiani. Un immenso mare di stronzate e cortine fumogene.
      Ovviamente, in tono minore, è la stessa cosa in salsa italiana.

  • Ale C.

    Grandissimo Bottarelli

  • Ale C.

    e a proposito di buffonate…
    http://www.corriere.it/politica/18_gennaio_05/sorpresa-emmott-ex-economist-berlusconi-non-piu-inadatto-0c8be6fa-f1f1-11e7-97ff-2fed46070853.shtml

    eheheh direi che il Silvio ha già promesso in dote di svendere un altro pezzo di Italia.

    • Cruciverba

      E’ chiaro che il vecchio pappone sarebbe il garante dell’inciucio tra centro desta e centro sinistra .
      A livello internazionale sarebbe la cosa migliore per i dominatori delle banche e delle corporations , ci drenerebbero senza dover scomodare nemmeno la Troika.
      Per questo votare per uno dei due schieramenti è uguale .
      I vecchi partiti continuano a prendere per il culo tutti quanti .
      Per me onestamente è incomprensibile come la gente non fiuti questa chiara evidenza . Gente che dice di schifare il PD poi vota la Lega che è il braccio destro di Berlusconi che si vuole alleare proprio con il PD .
      Il gioco delle tre carte allora è proprio vero che funziona sempre .
      Mettiamola come equivalenza magari capiscono :
      Lega+Forza Italia+Meloni= PD+Sinistrume vario = Governo di inchiappettata nazionale .

      • Ale C.

        So di scatenare un vespaio ma temo che manchi un termine.
        =M5s
        Sarò felice di essere smentito ma la sensazione che ho è quella

        • Cruciverba

          Puo’ darsi ma per almeno c’è dubbio e l’incertezza e la follia che non manca mai quando si parla dei 5 Stalle .Il fatto pero’ che i vecchi e giurati nemici del Berlusca nazionali (Scalfari) ed internazionali (Emmot) che lo hanno sputtanato per anni lo riabilitino come se fosse uno dei migliori statisti su piazza depone a favore dei 5 Stalle .

          • Ale C.

            Messa in questi termini è difficile essere in disaccordo

          • Mariana Erdei

            Secondo me, sia Scalfari che altri giornalisti di rilievo vedono il PROSSIMO VINCITORE BERLUSCONI, per cui vogliono assicurarsi “un posto a tavola” !…hanno capito che l’era del PD e Company è FINITA !!!!

        • Semplice

          In alcuni Comuni il M5S,governati dai vecchi partiti e in particolare dal soviet PC, si vedono dei cambiamenti incoraggianti; nulla di impressionante ma del resto si rimane sempre molto scettici, giustamente, e poi le macerie sono talmente tante che anche se viene fatto un gran lavoro, si fatica a vederne i veri risultati.

          • Ale C.

            può essere. ma a livello centrale non sono convinto che possano funzionare. ci sono tanti aspetti che non mi piacciono:
            1. il background degli esponenti non sufficiente, a mio avviso (passami l’iperbole : se mettiamo la persona più onesta del mondo ma completamente ignorante- a capo di una centrale nucleare non possiamo aspettarci che finisca bene).
            — so già cosa mi dirai: beh non è che le ultime classi politiche abbiano mostrato cv migliori (a meno che nei cv non ci mettiamo le attività criminali) – minetti, fedeli, etc- e non posso che essere d’accordo su questo però io penso che per recuperare una situazione da un disastro servano persone più “specializzate” se no va a finire che la cura è come la malattia.

            2. un po’ fumosi su alcuni aspetti di primaria importanza: ad esempio: ius soli sì o no?

            3. ci sono alcuni aspetti del programma che proprio non condivido per niente; ad esempio il reddito di cittadinanza.

            poi certo, fra loro e il PD+Berlusca, almeno a loro il beneficio del dubbio lo lascio eccome!
            (nel mondo dei miei sogni, vorrei una Meloni indipendente dal Berlusca che prende il 51% dei voti ma Natale è già passato…)

            se poi smentiranno i miei dubbi, sarò il primo a riconoscerlo e ad esserne felice.

          • Semplice

            Guarda, nonostante la nostra attenzione comunque sia non siamo del tutto immuni dal bombardamento mediatico e quindi trai le tue conclusioni su questo.

            Secondo, non siamo in condizioni di poter fare gli schizzinosi, non abbiamo scelta. Dobbiamo azzerare e quindi o provi a farlo in modo democratico, con il voto e loro piaccia o no sono l’unica alternativa, oppure lo fai con la forza, rivoluzione/liberazione.

            Quindi quando sento dire “non mi convincono alcune cose…” deduco che quello che ho davanti non ha ancora accettato di essere alla fine, vive ancora di speranza ma il tempo passa e così il cancro cresce sempre più.

            Ti devi lanciare, l’areo sta cadendo, i motori non vanno più e quindi se proprio devi morire e allo fallo tentando, facendo, non aspettare un miracolo che mai avverrà, non aspettare il cavallo bianco, un messia.

            La morte è certa.

          • Ale C.

            Sul discorso della speranza, so che hai ragione.
            Resta il fatto che il reddito di cittadinanza mi trova in totale disaccordo.
            Boh.

          • Semplice

            Nel mio caso invece è il loro antimilitarismo che guasta e segno che ancora c’è troppa gente ideologizzata e poco pragmatica.

            Tuttavia siamo sempre li, sono costretto ad ingoiare perchè siamo messi talmente male che occorre, per adesso, sorvolare. Ma solo per adesso.

            Dobbiamo scegliere tra l’affondare certamente o provare a salvarci…provare. Terzo non dato.

      • Equivalenza descritta bene, purtroppo…
        Anche se spero che Salvini ottenga più voti del Berlusca – magari non è detto che l’inciucione incula-italioti funzioni.

        C’è voglia di lampione!

        • Ale C.

          Io la Meloni.
          Ma ho il sospetto che sarò deluso

        • Semplice

          Il nano sta cercando di far fuori Salvini.

      • Pieretto

        Se uno vota la Lega non vota FI quindi a meno che anche la prima non si allei col PD ( ne dubito anche se ci si può aspettare di tutto ) non vedo come questo possa favorire il PD stesso.

        L’unico serio inghippo se ho ben capito la legge elettorale è che nel proprio collegio si presenti come candidato della coalizione uno di FI per cui un voto alla Lega nel proporzionale sarebbe automaticamente un voto anche per il rappresentante berluscoide mentre se il candidato è uno della Lega non c’è dubbio che votare questa sarebbe il miglior modo per evitare il PD e i sinistrati in genere nuovamente al governo.

        Tutto questo sempre se si voglia prendere sul serio tutto il teatrino.

        Per quanto mi riguarda se ci sarà un governo di cdx ( difficile ) dopo un ottimo risultato della Lega e quindi con un’impostazione non totalmente inciucista ( molto difficile anche perchè è probabile che in questo caso il Berlusca trovi qualche scusa per smontare tutto sia per motivi “politici” che per ripicca personale ma cmq non impossibile ) penso che Salvini attuerà una ben piccola parte di quello che promette di fare causa fortissimi vincoli sia esterni che interni oltre a carenze sul piano personale.

        Detto che le sue proposte con cui non sono d’accordo non influenzerebbero negativamente più di tanto la mia vita quotidiana, se riduce un pochino gli arrivi indesiderati, ti permette, se ne sei in grado, di mazzulare con mezzi a tua scelta senza troppe conseguenze chi ti entra in casa con malevole intenzioni, rende il sistema fiscale un tantino meno orwelliano e prepotente giusto per citare le prime cose che mi vengono in mente, direi piuttosto che niente meglio piuttosto.

        So bene che tanti pensano non farebbe neanche cose molto annacquate perchè è un poveraccio circondato da poveracci, tanti vorrebbero il tanto peggio tanto meglio perchè ormai la situazione è totalmente compromessa, tanti vorrebbero 1mln di nuovi immigrati subsahariani l’anno, tour no stop nelle scuole medie di Cecchi Paone e Scalfarotto, il disarmo di tutti i cittadini perbene e la giornata lavorativa di 16 ore, tranne l’ultima esecrabile categoria posizioni rispettabili, basta esserne convinti e non assumerle per atteggiamento snobistico-nichilista.

      • Antonello S.

        Affermare che la Lega di Salvini è il braccio destro di Berlusconi, se non denota ignoranza politica, almeno alquanta disattenzione…

  • johnny rotten

    C’è da essere piuttosto sicuri che dietro il mondo delle fake-news, raccontato ogni giorno dai fake-media di regime, c’è molto che si sta muovendo, e questi avvenimenti sottotraccia o nascosti presto si presenteranno come grandi terremoti, sino ad ora i vespai sollevati fanno gioco a The Donald perchè distolgono l’attenzione dalle politiche davvero importanti sin qui realizzate, che principalmente riguardano gli americani, tempo al tempo e potremmo scoprire le conseguenze proprio qui in €u, già con l’€uro a 1.20 sul dollaro, in germania qualcuno inizia ad accorgersene.

    • Caio Giulio

      Qualcuno sta tenendo il conto dei cd. “sealed indietments”, ovvero l’equivalente dei ns. avvisi di garanzia però segreti, e nelle ultime settimane pare ce ne siano stati migliaia.

      • johnny rotten

        New York, 5 gen. (askanews) – Morgan Stanley si è unita a un gruppo di aziende che subiranno oneri una tantum per via della riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale. La banca di Wall Street ha fatto sapere che gli utili degli ultimi tre mesi del 2017 saranno indeboliti di 1,25 miliardi di dollari netti (o 1,4 miliardi lordi).
        La botta è dovuta principalmente a cambiamenti nel modo in cui vengono misurati sgravi fiscali noti in Usa come “deferred tax assets”. In pratica cambia il modo in cui vengono usate perdite passate per controbilanciare il versamento di tasse future su certi asset. Gli sgravi valgono meno quando l’aliquota aziendale cala (Trump l’ha tagliata in modo permanente al 21% dal 35% e di questo la Corporate America beneficerà nel lungo termine). L’annuncio arrivato da Morgan Stanely segue quelli simili di gruppi rivali come le connazionali Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs e American Expresse; anche la svizzera Credit Suisse e la tedesca Deutsche Bank ne faranno le spese nell’ultimo trimestre del 2017. Nel caso della banca tedesca l’effetto negativo sarà di 1,5 miliardi di euro.
        New York, 5 gen. (askanews) – Bank of America ha detto che subirà oneri per 3 miliardi, Citi per 20 miliardi, Goldman per 5 miliardi e AmEx (che ora prevedere conti in rosso tra ottobre e dicembre) per 2,4 miliardi di dollari.
        In alcuni di questi casi la botta è dovuta anche al passaggio a un regime territoriale di tassazione e in base al quale gli utili che sono stati accumulati all’estero sotto il vecchio sistema fiscale sono trattati come rimpatriati. Fino ad ora le aziende potevano posticipare il versamento delle imposte Usa fino al rimpatrio degli utili detenuti all’estero. Ora quegli utili vengono tassati al 15,5% se in contanti o prodotti liquidi o all’8% per asset non liquidi come impianti e attrezzature. A quel punto il denaro potrebbe essere riportato in Usa senza punizioni ulteriori.
        L’attenzione si sposta sull’inizio della stagione delle trimestrali: si comincia il 12 gennaio con JP Morgan Chase e Wells Fargo.
        E scusa se è poco!!!

        • Caio Giulio

          Vedi, ma di queste cose non si parla mai nei merdia, anzi riescono pure a raccontare che in realtà la manovra fiscale serve per arricchire l’1%. Altro che quei buffoni sinistronzi di occupy wall street dissoltisi tipo il popolo viola.

  • Franco Maraschi

    Quindi se ho capito bene, siamo in presenza di un libro scritto da un giornalista di sinistra non nuovo a fake, NON da Bannon. lo stesso bannon ORA (non 1 anno fa) ha elogiato Trump. E’ cosi?

    • Caio Giulio

      Esatto, adesso lo stesso autore ammette pubblicamente che è “parzialmente” una bufala, tanto per cambiare!

      http://www.businessinsider.com/michael-wolff-note-says-he-doesnt-know-if-trump-book-is-all-true-2018-1?IR=T

      • Franco Maraschi

        Letto. Quindi questo tizio non nuovo a fake anzi lo ammette pure, dice che avrebbe intervistato per 3 ore Trump, che quindi si sarebbe autosputtanato. Logico e credibile. Visto che si mettono in fila per comprare il libro, se costa piu’ di 2 euro sono ancora piu’ imbecilli dei partecipanti alle primarie pd.

        • elf elrond

          Smettiamola di sottovalutarci, noi italiani.
          ci vuole ben altro per battere il record di imbecillità stabilito dai partecipanti alle primarie web

      • Pieretto

        “The author of the explosive new book about Donald Trump’s presidency acknowledged in an author’s note that he wasn’t certain all of its content was true.

        Michael Wolff, the author of “Fire and Fury: Inside the Trump White House,” included a note at the start that casts significant doubt on the reliability of the specifics contained in the rest of its pages.

        Several of his sources, he says, were definitely lying to him, while some offered accounts that flatly contradicted those of others.

        But some were nonetheless included in the vivid account of the West Wing’s workings, in a process Wolff describes as “allowing the reader to judge” whether the sources’ claims are true.”

        Ahahah ma questo è proprio una sagoma, vabbè, visti i soldi che incasserà grazie ai fessi si vede che ha ragione lui.

  • Franco Maraschi
  • Mariana Erdei

    Secondo me hanno approfittato l’onda “THE DONALD”, per fare un po’ di BUSINESS !
    Tutto qua !
    Se ci fosse un VERO REATO da scoprire THE DONALD sarebbe già in Carcere, A VITA !!

  • marcoferro

    a me ha colpito la dichiarazione che ha fatto quel criminale di guerra di Toni Bleah: “facciamo votare la gente fino a quando vota quello che diciamo noi”. adesso fa il consulente per jp morgan quello schifoso. di er pannocchia penso tutto il male possibile ormai è la puttanella dei neocon e il pakistan probabilmente si è stancato da fare da vassallo ai merighi tanto c’è già la cina che lo ha incluso nella via della seta….

    • Caio Giulio

      I Paki sono delle merde, ed anzi guarda che gli sono stati appena revocati dar pannocchia ben 900 mil di “aiuti”, altro che via della seta 🙂

      • marcoferro

        neanche a me sono simpatici parliamoci chiaro, è una razza infida come gli indiani e i bengalesi, in effetti sono la stessa razza. comunque i cinesi ringraziano, perche i merighi perdono un alleato a vantaggio loro….

        • Caio Giulio

          Alleato? Ma de che? Chi pensi che sia dietro i talebani? Il vero e unico possibile alleato nella zona è proprio l’India, e non si può essere alleati con tutti e due e giustamente si è scelta l’India.

          • marcoferro

            è possibile che abbiano scelto l’india adesso in chiave anti cinese, dato che esiste una forte rivalità tra i due giganti asiatici, anche se secondo me la cina ne farebbe un solo boccone di quegli stupratori di gruppo seriali con turbante…

    • donato zeno

      E’al soldo della CIA ci fecero anche un film sull’argomento.

      • marcoferro

        abbiamo avuto i migliori criminali nei posti di comando, assurdo..

  • what you see is a fraud

    https://www.youtube.com/watch?v=wxDjZlTSuK4

    assolutamente da ascoltare . Quelle voci i cui si parla …… sono vere . Greg ha parlato con contatiti molto informati su cio’ che succede . Da non perdere , in inglese .

    • Franco Maraschi

      Sono in ritardo sulla direttiva Fedeli. Puoi dire qualcosa per chi (anche volutamente) non mastica l’inglese?

      • Caio Giulio

        Sostanzialmente conferma che è in atto, grazie all’ordine esecutivo di fine anno, una purga attraverso i militari con confisca di tutti i beni di tutti quelli colpevoli di corruzione e traffico di esseri umani. Poi dice anche che sui brogli elettorali, adesso se ne occuperà la homeland security dopo l’ennesimo scandalo in Alabama e le macchinette fasulle elettroniche made in soros saranno vietate.La cosa interessante è che a un certo punto parla del petro yuan in vigore dal prossimo 18 gennaio e dice che in pratica ci sarebbe un accordo con la Cina per cancellare il debito e che con le nuove norme sull’estrazione, gli USA diventeranno la nuova arabia saudita del mondo come produzione.

        • Franco Maraschi

          Grazie. Quindi i siti accreditati come bufaliani tipo sadefensa e disclosure italia, non lo sono del tutto…

  • Antonello S.

    Due paroline anche sul libro di un certo Wolff che i media puttane stanno pubblicizzando come fosse il successo editoriale del secolo…
    Secondo quel fallito di giornalista, a Washington tutti ritengono Donald Trump un perfetto idiota.
    Ora mi chiedo…se considerate idiota un personaggio come Trump, che possiede una Laurea e che ha rinforzato ulteriormente il già cospicuo capitale di famiglia con una spregiudicata carriera imprenditoriale e che è riuscito, contro il volere di tutto l’establishement statunitense (e non solo) a diventare Presidente degli USA (mica pizza e fichi), allora mi chiedo tutti gli altri, noi compresi, come dovremo appellarci.

    • Franco Maraschi

      …un presidente fesso che in un solo anno ha portato in fondo la riforma fiscale, cambiato l’obamacare, la fed, la corte costituzionale, gia’ mezza europa(visegrad), sapendo gestirsi con abilita’ tra repubblicani e democratici…. e che in siria ha lasciato finire il lavoro a Putin, ed in nord korea tiene alta la tensione , per tenere uniti gli usa…

    • Caio Giulio

      In fondo è un vantaggio per lui che lo continuino a sottovalutare mentre nel frattempo li fotte alla grande.

  • eusebio

    Il casino americano si riverbera su di noi, province periferiche di un impero al cui confronto la Roma di Nerone era un collegio di educande.
    Finchè gli USA avevano una popolazione bianca anglofona protestante che superava l’80% della popolazione, poteva essere considerata una democrazia stabile, ma adesso che i bianchi sono poco più del 70% e circa 30 milioni sono ispanici, il casino è evidente.
    La ricca minoranza ebraica domina la scena politico-economica, appoggiandosi alla ricchissima oligarchia araba wahabita immigrata negli ultimi anni (che per fortuna tende a dissipare velocissimamente i proventi del petrolio), e coinvolgendo la grossa comunità nera in caso di presidenze progressiste, la debole maggioranza bianca in caso di presidenze di destra.
    Questo rende Israele particolarmente potente e sfacciata, anche grazie al fatto che il milione scarso di ebrei che vive tra Regno Unito, Francia e Germania detiene enormi leve economiche e mediatiche (e questo spiega le sadiche politiche antiariane della UE verso i meschini paesi dell’Europa meridionale).
    La Russia ci sta passando dal colpo di stato in Ucraina organizzato dall’agente del mossad Soros per conto del megalomane premier di Tel Aviv, infatti in Siria ha massacrato decine di migliaia di terroristi salafiti addestrati dal mossad con l’aiuto della NATO asservita a Tel Aviv, tanto che ormai le unità dell’esercito siriano integrano personale russo (e magari pure cinese, come si è recentemente vociferato), in modo che se lo staterello ebraico dovesse ammazzare personale militare russo (o magari cinese) poi dovrebbe pagarne lo scotto.
    L’impressione è che Putin cerchi quasi il casus belli con il suo ridicolo avversario giudaico, tanto per giocare a fare l’imperatore Tito.

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