Caro Spielberg, a quando un bel film sulle bugie degli “eroici” giornali USA su Siria e Russiagate?

Di Mauro Bottarelli , il - 53 commenti


Nella Milano già moralmente e visivamente devastata dalla moda uomo (passatemi l’eufemismo, visto ciò che sfila), l’altra sera è andata in scena anche una Hollywood in sedicesimi con tanto di red carpet per l’anteprima di “The Post”, l’ultimo film di Steven Spielberg che racconta dei cosiddetti “Pentagon Papers”, i documenti che nel 1971 svelarono i retroscena della guerra del Vietnam e il ruolo cruciale dell’editrice, Kay Graham, nel renderli pubblici. Una sorta di “Tutti gli uomini del presidente” 2.0 ma molto più furbetto e paraculo, come si addice al buon Spielberg: “La stampa è al servizio dei governati, non dei governanti”, la frase-culto del film, tanto per capirci.

La pellicola, poi, è stranamente in linea con l’attualità più stringente: racconta infatti la storia di una delle più importanti battaglie per la libertà di stampa della storia, quando l’amministrazione Nixon tentò di bloccare la pubblicazione del rapporto sulla guerra del Vietnam commissionato dal ministero della Difesa Usa, in cui si evidenziava la responsabilità di ben quattro presidenti (Truman, Eisenhower, Kennedy e Johnson) più quella del quinto (Richard Nixon) intento a censurare la stampa. Non vi ricorda il Russiagate, in qualche modo? E c’è di più: “The Post” racconta la tenacia dello storico direttore del Washington Post, Ben Bradlee (Tom Hanks) ma soprattutto il coraggio della proprietaria del giornale, Katharine Graham (Meryl Streep), che pur di difendere la libertà di stampa mettono a rischio tutto, dall’azienda alla carriera fino alla libertà personale.

“La stampa è guardiana della democrazia, questo mi hanno insegnato. Ora la libertà di stampa è nuovamente minacciata. Da parte della stampa USA abbiamo avuto sostegno e supporto anche perché deve combattere quotidianamente contro le accuse di fare disinformazione e si sente spesso etichettata come fabbrica di fake news, se pubblica notizie che non piacciono a Trump. I giornalisti sono eroi, sono i nuovi Indiana Jones”, ha dichiarato Spielberg. E, guarda caso, in tempi di molestie e diritti delle donne come faro di civiltà, il film celebra appunto il coraggio di una figura femminile, interpretata da quella Meryl Streep in prima fila nella battaglia scaturita dal caso Weinstein e da sempre clintoniana fervente e convinta.

Insomma, Hollywood torna pesantemente in campo a livello politico. E se nell’era Bush, padre e poi figlio, furono film parossisticamente anti-russi come “Top gun” o “Rambo 3” o “Al vertice della tensione” a tirare la volata al sentimento da nuovo maccartismo che le amministrazioni intendevano spargere a piene mani per garantirsi un ambiente adatto a certe politiche, oggi è la guerra contro Trump il leit-motiv. E non sono solo i grandi calibri a muoversi, bensì anche film di cassetta e basso livello ma grandi incassi come questo,

capace di far indignare una larga parte di chi era andato a vederlo, sperando in un’ora e mezzo di svago e musica: niente di tutto questo, solo strategia della paura e retorica del Pentagono. Negli USA bolle in pentola qualcosa. Anche perché questo


ci conferma che lo statunitense medio non la pensa esattamente come Steven Spielberg riguardo gli “eroici” giornalisti mainstream e nemmeno verso i fustigatori di costumi stile Michael Wolff, beneficiario con il suo libro della pubblicità garantitagli dal bipolare Steven Bannon ma ritenuto giustamente un cialtrone da larga parte dell’opinione pubblica. Sarà perché la stampa USA, “Washington Post” in testa, più che doversi difendere dalle accuse della Casa Bianca ha speso il suo tempo a inventare scoop sulle presunte ingerenze russe nel voto del 2016, vedendosi smentita sistematicamente dai fatti?

O vogliamo parlare della copertura imparziale e indipendente che hanno dato e continuano in parte a dare del conflitto siriano? O, in generale, di quel franchising della destabilizzazione chiamato Daesh? O della contabilità fantasiosa, stile Fausto Tonna, della Clinton Foundation? E dei mille scandali che vedono implicato il clan Clinton e il Comitato elettorale Democratico? O delle armi passate dall’ambasciata USA di Bengasi e destinate ad Al-Nusra e altri ribelli “moderati”, costate la vita all’ambasciatore Christopher Stevens l’11 settembre 2012? E potrei andare avanti ancora per parecchio tempo. Ma pare che Steven Spielberg non sia interessato all’argomento.

Chi invece sembra voler fare sul serio in fatto di fake news,

non avendo evidentemente di meglio con cui arrovellarsi le sinapsi, è l’UE, la quale ha creato una sorta di commissione di saggi – una quarantina di presunti esperti di web e comunicazione – che entro maggio darà vita a una relazione riguardo le modalità di contrasto della disinformazione on line, “non una censura ma uno strumento di difesa per i cittadini. Con un occhio di attenzione alle eventuali ingerenze estere nei processi democratici nell’Unione”. E se Hollywood e Pentagono sono in fermento propagandistico e l’UE non vede l’ora di accodarsi, ecco che anche nel nostro Paese il panico generalizzato sembra prendere piede,

tanto per testare il terreno di un’eventuale psicosi a bassa intensità ansiogena, quasi un gas destabilizzante azzurrino e intontente, da mettere in atto: e se ci si mette anche Lui,

allora vuol dire che davvero qualcosa sta cominciando a muoversi. Magari sottotraccia ma in maniera chiara. Certo, notizie come queste


non faranno certo piacere Oltreoceano e occorre muoversi, visto che entro fine mese la Cina intende lanciare i futures petroliferi denominati in yuan e, casualmente, proprio oggi l’ambasciatore USA a Mosca ha confermato che le nuove sanzioni contro la Russia entreranno in vigore il 29 gennaio prossimo, con tanto di lista degli oligarchi vicini a Vladimir Putin di cui beni verranno congelati. C’è voglia di alzare la tensione? Sì e io sono convinto che il detonatore proxy sarà questo,

quasi un deja vu del lavoro lasciato a metà nella primavera del 1999. Chissà come gli eroici giornalisti statunitensi incensati da Steven Spielberg nella sua visita milanese ci racconteranno questa messe di eventi sotterranei ma grandemente pericolosi e prodromici. Anzi, la domanda è un’altra: ce la racconteranno?

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  • AnonimoSchedato

    Sulla commistione tra potere e media e l’uso strumentale di Holliwood non si può essere più d’accordo.
    A me solo un punto non torna. Quando il peso dell’energia è oramai sceso a poco più del 10% del totale degli scambi mondiali in dollari (fonte: https://atlas.media.mit.edu/en/visualize/stacked/sitc/export/wld/all/show/1962.2014/ ) perchè dovrebbe essere così rilevante un suo passaggio in altre monete? Lo si vede come un detonatore, cioè l’esempio che aprirebbe le porte a più scambi in monete locali anche per il resto? Le multinazionali saranno d’accordo? Con i margini ridotti di certi settori, già è complicato tenere traccia dei movimenti di cambio usando una moneta unica, figuriamoci se si dovesse fare in monete locali.
    Continua a sfuggirmi a qualcosa…

    • PdL

      Multinazionali, politici e banchieri hanno perfettamente ragione ad fottere a più non posso i cattocomunisti par tuo; visto che siete voi a consentirglielo e godeteva più a gogó quando ve lo mettono in quel posto.

      • AnonimoSchedato

        PLONK.

    • Rolmas

      Il 10% è comunque rilevante, ma sorvoliamo su questo dettaglio. Tutte le quotazioni di cereali, materie prime, caffé, minerali, oro e quant’altro vengono effettuate in dollari. E la maggior parte delle transazioni commerciali vengono regolate in dollari. Sorvoliamo anche su questo. La maggior parte delle riserve valutarie dei vari paesi, piccoli o grandi che siano, è in dollari (non solo in dollari, ma soprattutto in dollari). Dunque, ti sfugge cosa? I petrodollari sono una parte del castello. Il castello è molto più grande. Se vai ai confini tra Messico e Guatemala trovi un sacco di gente che compra e vende dollari al mercato nero. Idem tra Argentina e Bolivia. Idem in molti altri confini. Questo significa che il dollaro è drenato in mille rivoli e lo trovi in mille stagni perché questa è la valuta di riferimento dell’intero pianeta. Gheddafi voleva essere pagato in dollari. Saddam in euro. Mmmm… finiti male. Le cose in realtà stanno cambiando e la situazione per gli Stati Uniti sta peggiorando. Colpa la Cina e la Russia, colpa i BRICS, colpa il mondo che vuole andare avanti, colpa il fatto che gli Stati Uniti hanno gestito questo immenso potere, vale a dire essere la banca del mondo, in modo surreale, creando conflitti, guerre e povertà. Adesso lo Zio Sam si trova davanti a un problema grande. Se perde la leadership in modo troppo veloce, quei dollari che si trovano nei mille rivoli tornano indietro e distruggono la loro economia. Non se lo possono permettere. Se invece la perdita di leadership è lenta, perdono la posizione egemone e diventano un paese normale, da superpotenza a potenza regionale, forse anche meno, perché si sono deindustrializzati. Stanno cercando una terza via, intermedia. Lo stato di guerra continua, la tensione, le microguerre, il terrorismo, l’ISIS, l’impoverimento generale, l’embargo alla Russia, il bastone fra le ruote alla Cina, le guerre regionali, sono tutte cose che rallentano enormemente il declino, creano incertezza e tutto questo gioca a loro favore.
      Come hai detto tu, quel 10% potrebbe essere visto come un detonatore, una specie di linea rossa da non oltrepassare.

      • AnonimoSchedato

        L’aspetto temporale mi sembra un ottima spiegazione. Anche se ho dei dubbi che una larga parte del loro sistema accetti il declassamento a potenza regionale (mi sembrano più votati al “muoia sansone con tutti i filistei”), lo scenario che dipingi mi sembra molto ragionevole. Sempre nel solco della lotta interna, che non si riesce a capire perché non abbiamo informazioni, meno che mai attendibili.

  • cristina cappugi

    Fra gli Americani l’ultima vera icona rimasta è Clint Eastwood, unico e solo erede della serie dei grandissimi che furono capaci di trasformare la sanguinaria conquista del West in una grandiosa epopea con il loro eccezionale appeal. Tutti gli altri attori americani viventi, anche i più celebrati, non mi sembrano in grado di convincere chicchessia di alcunché, nonostante gli sforzi e le grancasse

  • Lucio

    Il Kosovo…. mamma mia che feccia!!!!

    • maboba

      Già. pensare che abbiamo anche noi bombardato Belgrado, una capitale europea!, per creare una feccia del genere.

      • Natalis

        Allora presidente del consiglio era l’ex-comunista D’Alema, che alcune settimane orsono ebbe a dire a riguardo al ritorno della salma di Vittorio Emanuele III: “Trovo che il rientro con volo di Stato sia un episodio sgradevole da chiarire in Parlamento”. Caro D’Alema io trovo molto piu’ sgradevole che durante il tuo governo gli aerei NATO partiti dalle basi in territorio italiano abbiano martellato per 70 giorni una grande capitale europea che il ritorno con volo di stato di uno che nel bene e nel male e’ stato per 46 anni capo di stato, non un’assoluta nullita’ come te medesimo.

      • what you see is a fraud

        Era la NATO che ci costrinse ! ah, ah, ah, Quindi i celebrolesi al potere non distinguono tra il bene e il male e il giusto e l’ingiusto ! E pensare che il processo di Norimberga che condanno’ a’ morte il gerarca Hess con false accuse e dopo averlo torturato ,,,,,,, stabili’che la scusa ” Io eseguivo ordini ” Non funziona e non e’ accettabile in un tribunale . Ora dopo oltre 70 anni ancora ci raccontano cretinate come ” Era la NATO che ci costrinse ” !

        • Bruno Rosso

          Hess prese l’ergastolo, forse ti confondi con Eichmann, condannato a morte in Israele.

          • what you see is a fraud

            Hai ragione . Il nome del comandante condannato a morte fu Rudolf Hoess

  • johnny rotten

    Si stanno sparando le ultime cartucce, impegnati come sono su un mucchio di fronti dovessero davvero muovere una guerra, farebbero una brutta fine, c’è mezzo mondo che non vede l’ora di saltargli addosso, e gli europei sarebbero i primi a darsela a gambe, rimarrebbero da soli, la loro questione è legata principalmente al dollaro, che a cicli riversano sul mondo e poi fanno ritornare in patria distruggendo così le economie di molti paesi, lo fecero in sud-america, poi con le tigri asiatiche, ma non gli è riuscita con la Cina, e adesso che il giochino non gli funziona più sono praticamente disarmati, chi li tiene sù è solo l’intelligenza e la lungimiranza di chi governa in Cina ed in Russia, che stanno operando accortamente per impedire uno schianto degli usa, un crackdown che metterebbe a rischio tutto il sistema economico globale, la strada è però tracciata e l’intero occidente finirà declassato ad una misura consona alle sue reali possibilità, del resto le correnti liberal che hanno governato il mondo occidentale dopo la caduta del muro si stanno liquefacendo, questi fake-film sono un’inutile resistenza che tenta di fermare ciò che non può più essere fermato.

    • Goffry

      Se ci pensi, è un caos planetario di puttanate. Medio oriente, Siria, Cina, Ucraina, Corea, Russia, con problemi interni in US di portata devastante.

    • maggioranza_silenziosa

      La Cina (per ora), ha avuto l’intelligenza di non fare entrare i soliti compagni di merende (Goldman, Morgan, City, ecc.) nel proprio sistema finanziario.
      Prima hanno fatto i soldi vendendo carabattole a tutto l’occidente, in primis gli USA, adesso stanno facendo il salto di qualità, cercando di diventare i n° 1 in molti settori soprattutto tecnologici.
      Fino a 2/3 anni fa, per esempio, chi aveva mai sentito parlare della Huawei?

      • johnny rotten

        Se sei interessato a capire quale sia la strategia cinese e come loro vedono quanto accade a livello globale, ti segnalo questo link:

        https://aurorasito.wordpress.com/2018/01/11/stratega-della-cina-gli-stati-uniti-usano-il-dollaro-per-dominare-il-mondo/

        • maggioranza_silenziosa

          Ottimo articolo che non si leggerà mai in nessun giornale.

      • nathan

        I cinesi sono rozzi ladri per antonomasia, mentre da noi ti mettevano in croce se copiavi una virgola sul solo nome registrato di qualcun altro, loro copiavano tecnologia altrui (evitando i costi di sviluppo) pagando la manodopera con una ciotola di riso, in barba ad ogni basilare regola di brevetto e gerarchia sociale.
        Un popolo di scimmie che è emerso grazie al numero di schiavi disponibili e che ora grazie al furto di cui nessuno si è mai davvero interessato quando era necessario, sono anche in grado di consumare quello che non gli spetterebbe.
        Ma la vera mano gliel’hanno data le tante menti semplici occidentali che, pur di avere qualcosa che altrimenti non si sarebbero potute permettere, hanno permesso alle formiche di prosperare saltando la gavetta del mercato.

        • maggioranza_silenziosa

          Dici una cosa giusta.
          Dalle mie parti ci sono dei costruttori di macchine per la lavorazione del marmo che vendevano in tutto il mondo.
          Per loro era un motivo di orgoglio presentare nelle fiere del settore l’ultimo modello, con i dettagli delle parti interne in evidenza.
          Non facevano caso a qualcuno che faceva qualche fotografia di troppo di quei dettagli, tanto nei primi anni ’80 quelle macchine se non le facevano loro chi le avrebbe fatte?
          Morale: dopo un paio di anni si sono trovati sul mercato dei concorrenti sud coreani che vendevano la stessa macchina ad 1/3 in meno di prezzo.

  • donato zeno

    Questa è buona notizia (sperando di non essere obbligati ad impiego operativo):http://www.affaritaliani.it/affari-europei/russia-pronto-sottomarino-bomba-nucleare-allarme-sul-baltico-519416.html

    • what you see is a fraud

      Si ma ci saranno nuove sanzioni contro Putin . Sono continuazioni di atti di guerra economica che possro essere risposti da Putin con bombe atomiche …..
      Cosi’ comincio’ la seconda guerra mondiale . Il consiglio di giudea di Londra dichiaro guerra alla germania nel 1933 e come conseguenza cominciarono a boicottare le merci tedesche ……. e poi ci fu la reazione di Hitler … e le conseguenze del boicottaggio furono guerra calda .

      https://www.wintersonnenwende.com/scriptorium/english/archives/articles/jdecwar.html

  • Caio Giulio

    Hollywoo-doo sta ormai fallendo, la loro propaganda è ormai al sipario, come la credibilità di robette tipo il nyt o il wapo in mani della palpebra calante di cui scriveva il Direttore l’altro giorno, che praticamente ha fatto da prestanome per acquistarlo per conto della CIA a fronte di un contratto multi milionario di forniture,
    Il punto è che ormai il re è nudo, e mentre noi discutiamo di nani, cazzari, puttane e ballerine varie, negli USA tantissimi si sono svegliati e il giochino non funziona più PUNTO

    • Carlo Robotti

      quindi che fare?

      • nathan

        Sorbirsi esclusivamnte documentari indipendenti sui bradipi.

    • Andrew

      Vero, la cinematografia Hollywoodiana non sa più che inventarsi, ripetitiva e noiosa, ormai giocano e puntano esclusivamente sugli effetti speciali, le tecnologie informatiche consentono di edulcorare i film come mai in precedenza.

      E trovo tutto noioso.
      “Arsenico e vecchi merletti” in compenso mi immobilizza sul divano e mi fa ridere ancora.

      Ringrazio il Cielo di avere una madre che mi ha trasmesso la passione per la Hollywood che fu.

  • donato zeno

    Questo mostra come per Washington la democrazia sia buona solo per pulirsi il culo:http://formiche.net/2018/01/16/putin-sanzioni-washington-tossico/

  • marcoferro

    spielberg e’ un sionista e vede la storia a modo suo. e’ al servizio del sistema hollywood la macchina propagandistica piu’ grande che hanno. peccato solo che quei giornali e quei giornalisti di razza non esistono piu’, sono stati comprati dalla feccia sionista e sono diventati servi e prostitute del potere, ma almeno gli americani si stanno accorgend o di quello che sono diventati. neppure piu’ al papi gorgoglio credono piu’, ma neppure noi se e’ per questo. mentre nel kossovo terra serba da secoli e solo l’intervento criminale della nato ha strappato alla serbia, oggi si pratica ogni genere di traffico col presidente mafioso thaci al potere in barba alla nato e alla silente ue.
    intanto nel silenzio elettorale dove stanno sparando immani kazzate lo sbaco di negri continua allegramente e in silenzio, ben il 15% in piu’ rispetto alla scorso anno, con nigeriani, senegalesi, marocchini e maliani che la fanno da padrone. ovviamente in quei paesi di merda non c’e’ nessuna guerra quindi perche dobbiamo accoglierli ?

    • Massimo

      ho cercato la notizia dei millenials dell’uk
      il lavaggio del cervello ha prodotto i loro effetti
      la generazione “snowflakes”, bambocci viziati che frignarono dopo l’elezione di Trump e il voto della brexit
      che poi “friends” 20 anni fa era il prototipo della serie tv piu’ politically correct che esistesse.
      tra un po’ neanche peppa pig andra’ bene

      e pensare che fino a 30 anni fa, nel pieno del boom economico
      pozzetto nei suoi film poteva dare del “culattone” senza sentirsi dare dell’omofobo….anzi era l’attore piu’ in voga degli anni ’80

      • Goffry

        Capisci perché sostengo che è giusto che i millennials italiani (e i loro successori) prendano mazzate su jobs act, l’università in tre anni e altre stronzate simili? E non me ne frega un beneamato cazzo se tutti questi millennials in UK e USA amanti del multicultaralismo, la foto su Instragram e la voglia di libertù si sentano tristi e depressi e senza futuro? Ci vogliono più sergenti Hartman…

      • Bruno Rosso

        Millennials di città, cresciuti a stronzate dal professorame, pussy generation che non ha mai visto ammazzare una gallina.

      • marcoferro

        Ma poi in friends c.’erano lesbiche., transessuali., etc..non si capisce cosa vogliono quei finocchietti smidollati.

    • nathan

      “spielberg e’ un sionista”

      a ridaje..

      • Stopensando

        Lo sanno anche le pietre

  • Giovanni Netto

    interessante notizia economica:

    La CIna Downgrada il debito pubblico USA da A- a BBB

    https://southfront.org/china-downgrades-us-credit-rating-bbb-warns-us-insolvency-detonate-next-crisis/

    China Downgrades US Credit Rating From A- To BBB+, Warns US Insolvency Would “Detonate Next Crisis”

    interessante vero (per i detentori del pubblico USA) ?

    dalla siria

    http://www.lantidiplomatico.it/

    I “ribelli”, in visita negli USA, chiedono dollari per combattere Siria e Iran

    Erdogan: “Distruggeremo l’esercito terrorista formato dagli Usa in Siria”

    • marcoferro

      se le agenzie americane di ranking fossero serie dovrebbero dare titoli junky agli usa, ossia spazzatura per una economia con 20 mila miliardi di dollari di debito

      • Massimo

        e i titoli di magic italy?

        hanno voglia poi di strillare contro i populismi….

        • cagliostro

          20 mila miliardi divisi i 52 stati,
          Agli italiani gli fanno un baffo, noi da soli siamo riusciti a farne 2.400
          Dovrebbero venire a lezione dal duo bomba/mummia.

          • so_matic

            dividerei per 323 milioni; e noi siamo 60milioni, dopotutto non siamo i peggio

          • deadkennedy

            in più con un collaterale che vale in termini di immobili… loro a parte qualche centro città che fa pure cagare posso offrire distese di capannoni e centri commerciali morti… oltre la risparmio privato (chissà per quanto)…. in queste statistiche non si computa mai il debito privato!

          • Massimo

            i collaterali valgono sempre “sulla carta”
            bolla del credito per sostenere la merda accumulata precedentemente…per tenere su il debito pubblico

          • cagliostro

            55 milioni 5 sono risorse,
            Ma la nostra economia non è quella dello zio sam

    • what you see is a fraud

      BBB+ e’ gia’ generoso dovrenne essere piu’ basso . Sono contento che la Cina glie lo mette in quel posto . per decenno ci hanno rotto le palle con i rating delle varie agenzie USA che sono ovviamente partigiane di Washington , dicono AAA per il loro governo quando dovrebbe essere D – o anche sotto zero se il rating esistesse .

    • nathan

      BBB+ è ancora un furto.

  • Cruciverba

    L’ultima notzia potrebbe essere veramente il dito sul grilletto che fa partire la baronda .
    Ivanovic era l’unico garante della pace nella zona dell’Ex-Jugoslavia . Se l’hanno fatto fuori vuol dire che si preparano a portare la guerra pure li …

  • Bruno Rosso

    Top Gun (1986) e Rambo 3 (1988) appartengono più all’era reaganiana che alla parentesi bushista.

    • deadkennedy

      diciamo dai predatori dell’arca perduta il primo…. comunque di propaganda pure quello

    • nathan

      Dai, A.I. non è male seppur diretto da un precedente progetto di Kubrick..

  • giuseppe

    …vi do un consiglio…leggete “Il fondamentalismo Holliwoodista” di Roberto Quaglia.

    Questo il primo libro mai scritto sull’hollywoodismo, l’invisibile ideologia dell’Occidente. un’ideologia invisibile, che non si dichiara, i cui testi sacri sono le migliaia e migliaia di film e telefilm che veicolano i modi di pensare e di vedere il mondo dell’Occidente, caricandoli quotidianamente in miliardi di cervelli. Cos si forma la nostra visione del mondo. Ma In quali modi i film prodotti da Hollywood modificano il nostro modo di percepire ed interpretare la realtà? E in quale misura questo fenomeno il frutto di un preciso progetto ed in quale invece solo la conseguenza del conformismo agli stereotipi vigenti? Quali tecniche di manipolazione vengono applicate nei nostri confronti mentre, seduti in poltrona, ci godiamo un film? Tutto questo ed altro ancora viene sottoposto a stringente analisi in questo saggio di Roberto Quaglia, il quale parte da lontano, da un illuminante viaggio in Iran, paese di antichissima cultura dove l’ideologia hollywoodista ancora un corpo estraneo. Oltre metà dell’opera infine dedicata all’analisi di un’ampia selezione di film hollywoodisti, identificando ed illustrando le specifiche tecniche di manipolazione in essi applicate. L’autore elenca 11 specifiche strategie principali di manipolazione e per ogni film spiega in dettaglio quali siano state usate e come. Dopo avere letto questo libro, non guarderete mai pi ad un film di Hollywood allo stesso modo di prima.
    …buona lettura

    • ittymixe

      Il libro da te consigliato non l’ho letto, ma avevo già compreso l’inganno.

      Il cinema (di hollywood ed altrove) mi fa schifo da 25 anni per le stesse ragioni da te illustrate, idem i telefilm e le serie tv, che infatti non guardo.

      Adesso bisogna stare attenti persino al lavaggio del cervello svolto dai documentari e dalla divulgazione (vedasi la premiata ditta Piero Angela & C.)

      • Stopensando

        Sarà almeno 15 anni che non vedo cinematografia yankee

  • nathan

    Leggo con divertito interesse che Hollywood plagerebbe tutti di proposito, ma non voi.
    Interessante..
    Mai venuta l’idea che non è il prodotto, ma le capacità cognitive di chi lo recepisce, il cardine della selezione naturale?

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