ISIS DICHIARA GUERRA ANCHE AD HAMAS (A ISRAELE PROPRIO MAI?)

Di Maurizio Blondet , il - 40 commenti

Un video di 22 minuti. Dove uno speaker dell’ISIS  (Stato  Islamico, sezione Penisola del Sinai)  dichiara guerra ad  Hamas, l’organizzazione ultrà che controlla la striscia di Gaza, bollandola come “apostata”, e alla fine, compie l’esecuzione di un barbuto in tuta gialla, che si dice essere un membro della Brigata Izzeddin al-Qassam, la milizia armata di Hamas.    Lo speaker, che parla brandendo un coltello, incita i giovani  dentro Gaza a distruggere Hamas, dando come motivo che non ha saputo impedire il riconoscimento da parte americana di Gerusalemme come capitale di Israele.  “Usate esplosivi, pistole col silenziatore, bombe adesive Mettete bombe nei suoi tribunali e i suoi locali della security…”. Insomma adempiere i migliori desideri di Israele, che non viene mai nominata.   Stupirà qualcuno apprendere che il video è stato scoperto, tradotto e diffuso dal SITE  di Rita Katz?

https://www.washingtonpost.com/news/worldviews/wp/2018/01/04/islamic-state-throws-down-gauntlet-to-rival-hamas-with-video-execution/?utm_term=.292428047779

Ciò significa che l’ISIS non muore mai, ossia che  il Deep State neocon e Israele ne hanno ancora  bisogno.   Particolarmente sul Sinai,dove è interesse dei jihadisti-made-in Usrael  continuare   la guerriglia contro l’Egitto, impegnando Al Sisi in una “lunga e sanguinosa guerriglia che non porta da nessuna parte” (come ha scritto il Washington Post, ossia la CIA), che degrada il prestigio del generale, fino al giorno in cui la penisola  del Sinai dovrà essere tolta all’Egitto e data per sicurezza, alla gestione molto più efficiente di Sion:  solo allora il DAesh del Sinai sparirà. Si ricordi che il 23 novembre scorso l questo ISIS del Sinai ha sterminato 305 fedeli musulmani  sufi, che per la preghiera del venerdì affollavano la moschea di Bir al-Abd, sulla costa dei Sinai: operazione  altamente professionale  mirante a  svuotare il Sinai –  tanto insicuro – della popolazione favorevole ad Al Sisi  e alle sue truppe di protezione,  che sono così incapaci di proteggere sufi e copti.

 

Quindi, l’ISIS farà scorrere altro sangue.   Quanto ne è già costato il lurido gioco in cui la  “coalizione anti-ISIS”  americano-occidentale, coi  soldi dei reucci del Golfo, fingendo di lottare contro “il terrorismo” in Siria  e Irak ma nello stesso tempo armando i  “ribelli moderati” contro Assad e il governo sciita iracheno? Armi che poi i ribelli moderati vogliosi di democrazia, si  affrettavano ad abbandonare ai jihadisti di Al Nusra e dell’ISIS a cui si univano,  tradendo le migliori speranze  della CIA per la democrazia a Damasco?

Un  calcolo ha provato a farlo il sito Egalité et Réconciliation, basandosi su varie fonti. Secondo questa valutazione, sono100 mila i jihadisti  più o meno democratici o più o meno wahabiti che sono morti   nella lotta contro i governi legittimi di Damasco e Bagdad. Per la sola  Siria, fra l’agosto 2014  e il  dicembre 2016 – entrata nella guerra della  ”coalizione” Usa e dei russi – si parla  di 50 mila jihadisti ammazzati: ovviamente i più dall’aviazione di Mosca, che moltiplicando le sue sortite ha prima incenerito  le  colonne di autobotti con  cui l’ISIS vendeva a Erdogan il greggio siriano-irakeno, poi attaccato le loro piazzeforti in cui s’erano trincerate facendosi scudo della popolazione civile (ricorderete le lacrime della Goracci sui bambini di Aleppo e la campagna mondiale basata sulle immagini dei  Caschi Bianchi, ossia jihadisti mascherati da soccorritori umanitari).  Aleppo poi è stata liberata  dopo un negoziato coi ribelli fatti uscire   sui loro veicoli;  da Deir Ezzor gli elicotteri Usa hanno salvato una ventina di comandanti di Daesh (buoni per un’altra volta); da Rakka, uguale.

https://sputniknews.com/middleeast/201709071057182244-daesh-deir-ez-zor-us-evacuation/

Resterebbero ancora in Siria 27 mila combattenti di una dozzina di nazionalità, contro le forze pro-siriane.  Inoltre, una parte del Nord di Siria e  Irak è occupato da forze curde sostenute dagli anglo-americani.  Per l’Irak, che  per volontà usraeliana è in guerra dal 1979 (contro l’Iran per 8 anni, poi  le invasioni americane, poi Daesh)  l’ultima guerra contro i jihadisti sunniti (2013-2017) è costata, si valuta, 30 mila morti fra i civili e 70 mila fra i combattenti, di cui la metà tra le varie forze diciamo legittimiste, esercito irakeno, milizie sciite, forze iraniane, le diverse fazioni curde;  l’altra metà,   per le forze jihadiste,  Stato  Islamico in Irak e la cosiddetta armata Naqsbandiyya, formata   da ex ufficiali di Saddam, che si sono schierati coi jihadisti in quanto anti-sciiti.

Se la cifra di 100 mila jihadisti uccisi è più o meno  credibile, ed  è una cifra spaventosa, allora  è chiaro che l’Impero sion-americanista e saudita ha scatenato un vero esercito di mercenari, armati di tutto punto, addestrati e stipendiati; la cifra complessiva di combattenti anti-Assad si può calcolare infatti in 240 mila almeno: quattro o cinque corpi d’armata, uno sforzo bellico, umano ed economico gigantesco contro un piccolo Stato e in cui la maggioranza della popolazione, sunnita,  in gran parte  ha scelto la condizione di  rifugiato all’estero non volendo né schierarsi con l’ISIS, ma neppure  servire nell’esercito nazionale, sostanzialmente alawita.  Le perdite delle forze filo-governative sono valutabili in 120 mila . Se è vero, è un prezzo di sangue altissimo che il popolo siriano fedele ha pagato per la propria sovranità e libertà.   Un dissanguamento  che ha colpito soprattutto la minoranza alawita, che probabilmente ispira i calcoli israeliani: far continuare i conflitti fino all’usura delle minoranze attive e  odiate. Hezbollah ha pagato un  prezzo  commisurabile, se è vero che conta 1600 morti e quasi seimila feriti. Le perdite iraniane  non sono note, ma il fatto che nei  combattimenti  in Siria siano stati uccisi sei fra generali e comandanti di brigata,  lascia indovinare la combattività  e coraggio degli iraniani i cui capi si espongono sulla linea del fuoco, ma anche che le perdite dei sottoposti   devono essere commisurate.   Nel 2016 il generale Mohammad Ali Jafari, comandante in capo   dei pasdaran, al funerale di uno dei comandanti uccisi,  esaltò “la preparazione di circa 200.000 giovani forze armate in Siria, Iraq, Afghanistan, Pakistan e Yemen” ,  anche l’Iran ha dovuto schierare corpi d’armata di milizie multinazionali, uno sforzo impressionante contro una forza jihadista (usraelian-saudita)  anch’essa enorme. Altro che guerra civile siriana.

 

Intermezzo italiota

Il 4 gennaio, La Repubblica – dopo sei anni   dall’inizio della guerra – pubblica  nel suo sito  un articolo dal titolo clamoroso:

“Siria, le narrazioni fasulle dell”‘Osservatorio siriano sui diritti” che copre i crimini dei cosiddetti ribelli” –

A  firma di Carlo Ciavoni, l’articolo  rivela , per la prima volta su Repubblica,  “la   scarsa o nulla attendibilità  dell’Osservatorio Siriano dei diritti umani,  essendo di fatto gestito da una sola persona, peraltro finanziata, a quanto pare, da una non meglio precisata agenzia britannica”  (Abdel Rahman, un fuoriuscito anti-Assad che scrive da Coventry e in Siria non è entrato da  17 anni) , che fornisce da sei anni  notizie e cifre sulle vittime civili uccise dall’esercito siriano regolare  e dall’aviazione russa, notizie che vengono accettate come oro colato dai grandi media.

Ciavone spiega che l’Osservatorio non ha mai parlato dei   “civili usati dai mercenari come scudi umani negli scontri e come protezione di installazioni militari e check- point; di come i “ribelli” hanno impedito alla popolazione di allontanarsi dalle città, di abbandonare la zona di guerra o anche solo la linea degli scontri…Sono i ribelli che usano i civili come scudi umani”, e non i regolai  siriani. 

“sono  i  cosiddetti “ribelli”, terroristi senza scrupoli, ad affamare i civili, privandoli degli aiuti a loro inviati, usandoli come scudi umani e come oggetto di un’ignobile mistificazione della realtà. Una trappola nella quale molti media sono caduti. Trappola che ha fatto sì che sin’ora non sia stato scritto nulla sulla sorte dei villaggi sciiti di Nubbul, al-Zahraa, Kfarya e al-Foaa nel Nord del Paese, assediati dai terroristi e che resistono in condizioni disperate per evitare il massacro. Un doppiopesismo fazioso e interessato, dunque che – secondo gli accusatori dell’Osservatorio – “fa della disinformazione la regola e lo strumento degli interessi dei veri sponsor del Terrore”.

Un articolo-verità inaudito su Repubblica, che ha sempre riferito i dati e le informazioni (fake) del cosiddetto  Osservatorio come serie e vere, come  anche ha riferito come veri i messaggi di Daesh  diffusi dal SITE.  Come mai? Forse ora che i  jihadisti cari all’Occidente sono stati sconfitti, Repubblica si sente libera di dire la verità? La  speranza dura   poco.  Poche ore dopo, la direzione  si accorge, e  rimuove l’articolo di Ciavone e lo sostituisce con un pippone su  quanto sia  “Difficile mestiere di informare” in Siria.  Preceduto da un  breve corsivo:

Il 4 gennaio in questa pagina è stato pubblicato un articolo dal titolo “Siria, le narrazioni fasulle dell”Osservatorio siriano sui diritti’ che copre i crimini dei cosiddetti ‘ribelli’” che non rispettava gli standard di accuratezza e imparzialità di questa testata. Ce ne scusiamo con i lettori. 

Naturalmente, senza riprendere più l’informazione-chiave dell’articolo cancellato, ossia che sono i jihadisti a ridurre la popolazione civile a scudi umani, non l’esercito nazionale.  Tramonta quindi  anche la speranza che La Repubblica ci dica finalmente  la verità sui Caschi Bianchi (organizzazione con sede in Turchia fondata da James Le Mesurier, un ex ufficiale inglese tutt’ora in stretti rapporti con l’Intelligence britannico. Hanno inventato atrocità governative contro i civili per incoraggiare un intervento militare esterno e provocare un regime change a Damasco).  Possiamo dedurre che il “grande giornale illuminato” continuerà a diffondere, sul terrorismo islamico le “notizie” diramate dal SITE di Rita  Katz.  Eh sì, la guerra continua.

(la ridicolastoria è stat egregiamente riferita da  L’Antidiplomatico:

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-repubblica_che_figuraccia_sullosservatorio_siriano_dei_diritti_umani_ora_cambia_titolo_e_contenuti_dellarticolo/6119_22710/

 

Però adesso sappiamo:  la coincidenza perfetta  di Daesh con Israele riguardo ai nemici da abbattere.  Non c’è un  solo nemico odiato da Netanyahu e dai neocon, che non sia anche un nemico  giurato per lo Stato Islamico. Fino ad oggi, mancava Hamas. Adesso il conto è completo.

La  direzione di Hamas non può che congratularsi con se stessa. Benché sia stata aiutata ed armata dalla Siria (il suo ufficio politico  era ospitato a  Damasco), non  appena i sauditi  e gli occidentali hanno lanciato la guerra contro la Siria nel 2011, Ismail Haniya, il “primo ministro” di Gaza assediata,ha denunciato il  “regime di Assad”  e ha proclamato: “Io saluto  tutti i popoli della Primavera Araba, e io saluto il popolo siriano che vuole libertà, democrazia  e riforme”:  ripetendo  parole e  concetti di Barak Obama, dei media occidentali, e di Hollande.  Alcuni dicono per  promesse di finanziamenti sauditi mai arrivati. Altri, perché semplicemente Hamas ha riposto con riflesso pavloviano  al richiamo della foresta, essendo un  braccio dei Fratelli Musulmani.  In tutta questa sporca storia, l’organizzazione musulmana   che si  mostrata insieme più criminale e più politicamente idiota. Del resto è stata creata un secolo fa dal Foreign Office, e buon sangue non mente.

http://www.larouchepub.com/other/2013/4031mb_hms.html

L’articolo ISIS DICHIARA GUERRA ANCHE AD HAMAS (A ISRAELE PROPRIO MAI?) è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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  • Natalis

    La Cina si interessa al Sinai ed ecco che compare l’ISIS, come prima in Birmania. Come sono sfortunati questi cinesi, peggio della nuvoletta di Fantozzi.

    • AnonimoSchedato

      C’è una conferenza di un maggiore generale (due stelle) cinese, Qiao Liang, che è un po’ fuori tema ma non troppo.
      Una lettura vivamente consigliata, purtroppo solo in inglese:
      http://chinascope.org/archives/6458/76
      Dopo averla vista, mi sono convinto a leggere il suo libro, Unrestricted War, liberamente scaricabile in inglese dalla rete (http://www.c4i.org/unrestricted.pdf), traduzione a cura dell’intelligence USA. Non la vedo bene per i cowboys, questa sembra altra pasta dai loro soliti avversari straccioni. Insieme con la Russia, poi…

      • Gianox

        D’altro canto, pensiamoci bene.
        Col petroldollaro, ovvero con l’obbligo di poter acquistare petrolio solo pagando in dollari, chiunque sia un importatore netto di idrocarburi, prima ancora di poterli comprare, deve acquistare dagli USA dei dollari, e lo fa scambiandoli con beni reali da esso stesso prodotti.
        Così gli americani – anche se questa non è certo una cosa positiva – possono fare a meno di produrseli da soli: li importano.
        Allo stesso modo, i paesi OPEC, inondati di quei dollari che ricevono in cambio della vendita del loro petrolio, li spendono per acquistare a loro volta asset e titoli di debito pubblico USA.
        In questa maniera, i dollari tornano, per così dire, a casa, e non c’è inflazione.
        Nei fatti, gli americani, in cambio di quello che non è altro che la stampa di un fogliettino di carta, ottengono senza colpo ferire beni materiali e riescono a vendere il loro debito a tassi bassissimi.
        E ci credo che facciano guerre per evitare che il giochino si scopra: nessuno gli regalerebbe più beni materiali e gli comprerebbe il debito pubblico a tassi di interesse così bassi.
        Avendo già 20.000 miliardi di debito, gli USA andrebbero immediatamente a gambe all’aria, facendo default e sperimentando nel contempo inflazione e rivolte sociali, visto che hanno decine di milioni di cittadini che vivono di sussidi statali. E soprattutto non sarebbero più in grado di pagarsi le basi all’estero.

        • Caio Giulio

          Ti scordi però Bretton Woods e l’obbligo delle banche centrali di detenere dollari come riserve legali obbligatorie.

          • Gianox

            Foglietti di carta al posto di oro fisico?
            Eh beh, si capisce perché Wall Street ci dice che l’oro è solo una reliquia storica.

          • Caio Giulio

            Sì ma lo è dal primo Bretton Woods del lontano 45 se non ricordo male.

          • Gianox

            La convertibilità tra oro e dollari fu interrotta nell’agosto del 1971.
            Sino ad allora, si poteva ottenere un’oncia d’oro in cambio di 35 dollari. Fu allora che venne trovato l’accordo coi paesi OPEC per dare vita al petroldollaro.

          • Caio Giulio

            No, dopo il 45 solo il dollaro rimaneva convertibile, mentre tutte le altre banche centrali mondiali con moneta ormai fiat, dovevano avere le riserve legali invece che in oro in USD.
            Così hanno creato l’egemonia del dollaro a livello bancario mondiale, il petrodollaro è stato solo un rafforzamento successivo.

          • AnonimoSchedato

            Vero, ma manca un informazione interessante. Già al tempo del EO 6102 (1933, quello dell’oro alla patria di Roosvelt) era permesso alla Fed di stampare più del doppio dell’oro posseduto (40% di riserva, cioè 2,5 volte più banconote che oro).
            Bretton woods era già una truffa nel 1945, se crediamo che la riserva debba essere 1:1, ben prima che arrivasse il suo ripudio nel 1971.

          • deadkennedy

            come disse quel minchione di nixon sono cazzi degli altri….

          • what you see is a fraud

            Una reliquia storica che CINA , RUSSIA e INDIA comprano ogni mese a tonnellate per mettere in un museo del denaro in cui anche una immagine di cera dei Capi della Reserve Bank e’ in mostra !

          • what you see is a fraud

            Bretton Woods e’ finito nel 1972 …. quindi non c’e’ nessun obbligo di tenere dollari . Fino al 1972 era possibile scambiare dollari per oro in banche USA ora non piu’ .

          • Caio Giulio

            No ti sbagli, l’obbligo ancora sussiste eccome, quello che è finito è solo la convertibilità del dollaro.

        • Staffo

          Se volete approfondire i possibili scenari futuri riguardo la fine dell’egemonia del petroldollaro c’è questo podcast molto interessante,dal min 35 citano proprio il libro Unrestricted warfare @AnonimoSchedato:disqus @disqus_NzzpDCyZ7r:disqus
          https://player.fm/series/macro-voices/anatomy-of-the-us-dollar-end-game-part-3-of-5
          Anche qua se ne parla, dal min17 a28
          https://youtu.be/sdGC0a4LZdU?t=17m20s

          • AnonimoSchedato

            Interessante. Grazie.
            Anche quì, si parla tanto di petrodollari (che sono solo il 10% del totale del commercio mondiale), ma non riesco a comprendere perchè si trascuri il restante 90% (vedi: https://atlas.media.mit.edu/en/visualize/stacked/sitc/export/wld/all/show/1962.2014/ ). Ci deve essere un bit che non capisco o che trascuro… e questo mi invalida tutte le analisi che riesco a concepire, non arrivo a fidarmi dei miei ragionamenti…

        • AnonimoSchedato

          C’è solo un punto che non mi torna (più) in questo ragionamento. Da poco ho scoperto che gli idrocarburi rappresentano solo il 10% del commercio mondiale (fonte: MIT, https://atlas.media.mit.edu/en/visualize/stacked/sitc/export/wld/all/show/1962.2014/ il miglior visualizzatore che abbia mai usato!).
          E’ difficile sostenere che possa essere solo questa parte minoritaria del commercio in US$ ad essere vitale per gli interessi USA, e non le altre. Questa osservazione mette in forte dubbio che gli USA possano occuparsi solo del petrolio e non anche del resto, di cui non sento mai parlare (ovviamente l’osservazione che se i dollari oggi usati nel commercio mondiale, cioè fuori USA, tornassero in patria l’inflazione li ucciderebbe la condivido, anche se a colpi di trilioni di nuovo debito mi sembra che abbiano trovato un buon pozzo senza fondo per tenerli lontano da Main Street, almeno per ora). Che ne pensi?

          • Gianox

            Probabilmente, il petroldollaro è fondamentale non tanto per i volumi di scambio del petrolio, ma per il fatto che esso dà al dollaro lo status inattaccabile di valuta di riserva mondiale.
            Non essendo più il dollaro vincolato all’oro, nel momento in cui non fosse più ancorato anche al petrolio, diverrebbe una moneta come qualsiasi altra.
            Ed a quel punto, un debito pubblico di 20.000 miliardi sarebbe molto difficilmente gestibile. Gli investitori internazionali non si fiderebbero più di una moneta espressione di un’economia così compromessa. La FED sarebbe costretta ad aumentare i tassi di interesse all’inverosimile, ed il debito americano esploderebbe indebolendo il dollaro a livelli di repubblica di Weimar.
            In fin dei conti, una banconota non è altro che una sorta di “pagherò”, una cambiale. Se non fosse più universalmente accettata, il castello crollerebbe perché gli USA sarebbero considerati come dei debitori insolventi.

          • davide

            Parecchi anni addietro leggendo un libro sugli idrocarburi di Ugo Bardi, definiva l’industria degli idrocarburi et similia quella che fatturava + di qualsiasi altra attività a livello mondiale.
            Notare che comprende anche estrazione e trattamento.
            Ti faccio presente che considerate tutte le varie forme di prodotti dall’umanità, un industria che fattura da sola il 10% a livello globale, è già qualcosa di enorme, forse la prima.

          • AnonimoSchedato

            Se dai un occhiata al link che ho messo nel post precedente, si vede che almeno due altre industrie vengono prima (ok il raggruppamento è arbitrario, ma questo usa il MIT). Certo non sono altrettanto tassate e rientrano nelle spese discrezionali, quando l’energia per lo più è una spesa obbligata, ma sono ben più grandi come peso.
            Sembra più un retaggio del passato, visto che la crescita del mercato dell’energia è stata inferiore, negli anni, a quella di molti altri mercati. O almeno, al momento è l’unica risposta che riesco a dare. Mi sfugge qualcosa, lo sento…

        • davide

          Questo tuo inserimento fa il paio con Blondet di qualche settimana addietro dove citava statistiche sul livello di suicidi del settore primario agricoltura. + alti rispetto alla media.
          Il fatto che con il biglietto verde comprano derrate gratis da Argentina, India, Africa ecc…fa prevedere la fame negli US nel momento in cui, come prevedi, il biglietto verde diventa un foglietto da collezionismo.

          • Gianox

            Ma neanche da collezionismo!
            Ne hanno stampati così tanti che sarà impossibile venderli pure su eBay.
            Sarà un caso, ma la Russia ultimamente diventata esportatore netto di grano. E tutto rigorosamente non OGM.
            E poi ci dicono che in Russia c’è la dittatura.

          • davide

            già….

  • aiccor

    SCUSATE MA NON RESISTO, ne vado orgoglioso, ho già postato questo commento in calce al bell’articolo del bottarelli che riporta “l’eccesso di verità” di Repubblica. Ho scritto al giornalista Carlo Ciavoni (autore del delitto su Repubblica) su facebook il seguente messaggio:
    “Carlo, devo farti i complimenti: finalmente uno sprazzo di verità sulla Siria. Ma sei rimasto folgorato sulla via di Damasco (e’ proprio il caso!) o ti è partito un colpo mentre pulivi la penna?”

    • RC17

      Se ti risponde facci sapere 😉

      • aiccor

        ecco la risposta:
        Caro xxxxx, devo dire che nessuna delle due ipotesi che avanzi corrisponde a verità. Non sono stato folgorato, né ero intento alla pulizia di alcunché. Se dunque i tuoi compliemti sono sinceri, ti ringrazio molto.Se al contrario mi stai prendendo per i fondelli….cosa assolutamente legittima, per carità…se vuoi ti spiego come sono andate le cose. Ma preferirei farlo a voce, non per iscritto….anche perché mi sono un po’ stufato di scrivere e riscrivere la stessa cosa. Ma una precisazione vorrei fare, prima di tutto: quel “finalmente uno sprazzo di verità”, è molto fuori luogo. Testimonia soprattutto che non leggi la sezione di Repubblica.it dedicata alla Cooperazione internazionale, agli aiuti umanitari, ai diritti umani, che si chiama Mondo Solidale. Perché qualche volta avessi consultato quella parte del sito ti saresti accorto che della Siria ho parlato decine di volte, sottolineando sempre la scarsa affidabilità delle fonti di informazione che gravano su quella guerra, sia da parte governativa, ma soprattutto da parte del cosiddetto “fronte ribelle”, composto – come spero tu sappia – da formazioni armate dal blocco sunnita, in funzione anti Assad, ma soprattutto anti-Iran. Insomma di fregnacce da quel fronte se ne raccontano tante. Troppe. Spesso con l’intento principale di far sembrare che in Siria l’unico delinquente in libertà è Assad e tutti gli altri sono eroici combattenti per la libertà. Ma purtroppo non è così. Grazie, comunque

        • RC17

          Dai, dai, accetta l’offerta di chiarire a voce 😉

        • PdL

          Mi sembra un modo trasversale per dire che lui abbia voluto raccintare uno ‘sprazzo di verità’ senza doversi esporre troppo.
          Posizione, quella del giornalista, del tutto comprensibile, ovviamente.

  • Caio Giulio

    Vabbe’, ormai siamo proprio al ridicolo con questi video e questi appelli.
    E meno male che parliamo di “eletti e illuminati”..

  • Caio Giulio

    E mentre parliamo ancora di deep state etc, eccovi un piccolo OT magari un tantino più attuale:
    https://www.youtube.com/watch?v=PvLWGutDTis

    • –<>– –<>–

      Alex Jones è morto l’11 settembre 2001.
      http://www.septclues.com/VICSIMS/AlexanderJRNapierBIG.jpg

      • Caio Giulio

        Che c’entra Jones? E’ Corsi che parla, oltretutto devo dire che il suo “sosia” è meglio dell’originale!
        Comunque alla faccia del complottismo da strapazzo 😉

  • marcoferro

    forse la repubblica ha usato quella tecnica che usano vari blog filo governativi americani dove tra tante bufale mettono una notizia vera, giusto per confondere le acque.
    ma piuttosto io oggi ho sentito la notizia sui nostri media che avrebbe arrestato in iran l’ex premier Ahmadinejad perche incitava la folla alla rivolta. ma a qualcuno risulta vera questa cosa oppure è una bufala come io penso ?

    • You are entitled to nothing

      Vera vedi libero oggi

    • virgilio

      Bufala

  • paolosenzabandiere

    Per il Sinai Al Sisi dovrebbe chiamare Putin 31 31…

    • deadkennedy

      secondo me già fatto…

    • deadkennedy

      secondo me già fatto…

  • Sergio Andreani

    Zardoz.

    Chi non l’ha visto ancora, guardi questo film di fantascienza con Sean Connery e Charlotte Rampling:, regia di John Boorman: riconoscerete molti tratti della politica israeliana attuale.

    E non solo di quella.

    Qui:https://www.youtube.com/watch?v=kbGVIdA3dx0

  • Jacopo
  • LucaF.

    Secondo Nasrallah: “Gli elementi dell’ala militante di Hamas continuano a combattere in Siria per i jihadisti, nonostante tutto il supporto che la Siria ha fornito al gruppo in passato”.

    http://www.fort-russ.com/2018/01/nasrallah-confirms-that-assad-will-not.html

    Probabile che il video della Katz sia una qualche forma di dissimulazione per il consumo interno in Israele…

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