MACRON NON TEME LE BANLIEUES IN FIAMME. TEME “RT”.

Di Maurizio Blondet , il - 142 commenti

E’ ormai un rituale nei sobborghi, ogni Capodanno  in  Francia: le torme di giovinastri e vandali di colore bruciano le auto parcheggiate incautamente sotto i loro falansteri.  La sola novità è la crescita del fenomeno: dalle 935 auto bruciato il 31 dicembre dell’anno scorso, si è passati a capodanno 2017  a 1031.   Ciò, nonostante lo spiegamento di 140 mila fra agenti e forze di sicurezza in tutto  il territorio. Gli arresti sono parimenti cresciuti da 456 a 510.  A  cosa si deve questo rituale di bruciare le auto nelle banlieues? “può essere un gioco associato alle violenze urbane, o per noia o per protesta contro un arresto – risponde a Le Parisien  Christophe Schulz,  funzionario dell’Osservatorio  Nazionale Per il crimine e la repressione penale (DNPR) – o può essere anche il bisogno di liberarsi di un’auto usata per un delitto o in una  truffa assicurativa”.  L’ultima risposta fa’  pensare a  zone di non-legge  assoluta, in mano a comunità interamente criminali.

Nel sobborgo  parigino di Champigny sur Marne, dozzine di giovanotti   di colore, strafatti e fumati,   durante un “veglione di strada” hanno pestato  due agenti – fra cui una poliziotta di 25 anni, bastonata da dietro  le spalle,  una volta caduta presa  a calci  alla faccia e al ventre   – per poi postare la virile impresa  sui  “social” insieme agli altri loro vandalismi,  dove si sentono le loro urla belluine e i loro grugniti di gioia. L’agente che era con la ragazza, un capitano  di 37 anni, anche preso a calci mentre era terra da un gruppo “molto aggressivo”, ha estratto la pistola, riuscendo a farsi desistere.

La notte seguente  nella vicina Stains, Seine-Saint-Denis,    un incendio in un  palazzo popolare. Dei poliziotti  entrano, salgono fino al terzo piano fra le fiamme (“pezzi incendiati ci cadevano addosso”), sfondando a calci una porta e salvano tre bambini che, dentro, urlavano. Quando   sono sulla strada coi piccoli che hanno salvato, vengono accolti  da una gragnuola di sassi.   “Una banda di giovani, non avevano capito, non  eravamo venuti ad arrestare nessuno”,  dice il brigadiere-capo di 35 anni.

Nei primi dieci mesi del 2017 si sono tolti  la vita 47 poliziotti francesi e 16 gendarmi; nella sola seconda settimana di novembre, 8 agenti e 2 gendarmi hanno messo fine ai propri  giorni. Nell’ultimo decennio,  sono più di 700 i poliziotti suicidi. Per lo più maschi, quarantenni, sposati con due figli.   La continua sensazione di  dover agire in territorio ostile, circondati dal disprezzo e dall’odio  dei presenti, gli orari massacranti, i riposi saltati. Speso si suicidano   per la separazione o il divorzio. “Ma sono i problemi professionali  che  fanno esplodere  la vita privata”, dice un sindacalista.  Una tragedia cronica, per una professione costretta  a operare giorno e notte in quartieri  proibiti dove ribolle una rivolta nichilistica  dei  ragazzi  di terza generazione, che non sa diventare rivoluzione.  Ma non è questo che preoccupa il potere.

Nel suo discorso di Capodanno, il presidente Macron ha spiegato cosa lo allarma  davvero.  “Ho deciso di far evolvere il nostro dispositivo giuridico per proteggere la vita democratica dalle notizia false”, ha annunciato. Ecco ik  problema: le fake news.  Ha annunciato una censura legale  “delle piattaforme, dei tweeet, dei siti interi” che “inventano voci e notizie false che affiancano  quelle vere. La verità è che c’è una strategia- una strategia finanziata – che mira a creare il dubbio, a lasciar pensare che quel che   dicono i politici  e   i media  è sempre più o meno menzognero”.

Come si vede, una teoria complottista  in piena regola:  dietro le  informazioni false   c’è una strategia, per giunta “finanziata”.  Da chi? I commentatori ritengono che con questo  Macron, senza nominarla, alludesse a RT,   la tv Russia Today  che ha  appena inaugurato le sue trasmissioni  in francese,  dalla sua nuova sede di Parigi,  sicché adesso  gli ascoltatori  avranno  un notiziario 24 ore su 24 con un punto di vista diverso da quello (corale all’unisono) dei media nazionali; e che raggiunge non solo i francesi, ma Belgio, Canada, Maghreb, Africa francofona.

“Russia Today” in francese. E’ il panico.

Le  autorità   hanno provato per due anni ad impedire l’andata in onda di RT a forza di  burocrazia  e normative e regolamentazioni.  Hanno tentato di imporre che le trasmissioni fossero controllate e autorizzate da  una Commissione Etica, cosa alquanto insolita per un  telegiornale   che   va in diretta.    I più noti   giornalisti della carta stampata e anchorman  delle tv concorrenti hanno cominciato ad attaccarla  prima ancora che andasse in onda.   E adesso i redattori  assunti da RT ricevono sms d colleghi che  li accusano di “essere passati alla Russia” Macron in persona l’ha bollata come “propaganda”  senza aver visto il primo notiziario, ed ha negato ai giornalisti di RT l’accredito per accedere all’Eliseo alle sue conferenze-stampa.

Un vero attacco di panico dell’Establishment, che ha fondati motivi: “il canale  solleverà gli argomenti che di solito sono nascosti sotto il tappeto  dagli altri media”, ha detto un giornalista neo-assunto, ed ecco il problema: perché  se le tv nazionali d’Oltralpe sono  tanto omissive e ufficiose quanto le nostre italiane, là il potere ha cose più grosse da nascondere, e che non vuol vedere spiegate al suo pubblico.. Per esempio: cosa stanno facendo veramente le truppe francesi in Niger e in Mali?  Ecco un tema in cui le tv e i giornali sono  assai  rispettosamente  discreti, per comprensibile patriottismo.  Qualche reportage d’inchiesta sulla parte avuta da Parigi nella sovversione armata in Siria, di cui i francesi nulla sanno, è una eventualità che basta a far rizzare i  capelli in testa a tutti quelli che contano.  Perché Parigi ha fornito armi ai  jihadisti anti-Assad fin dal 2012, nonostante la UE avesse posto un embargo su tali  tipi di assistenza;  senza  contare i soldati francesi  mandato come istruttori, o gli strani casi dei  ragazzotti di terza generazione di quelle banlieues misteriosamente “radicalizzati” e spediti in Siria. Magari, Iddio non voglia, la RT potrebbe intervistar Alain Soral,   l’intellettuale passato dal  comunismo alla posizione “destra del lavoro e sinistra dei valori”; che per tutti i media bempensanti è una assoluta non-persona, da  non citare mai e  da non mostrare mai nemmeno di faccia. O ancor peggio, una apparizione in video  del comico del “manico d’ombrello”  (quénelle) Dieudonné, su cui pesa la più tombale censura mediatica perché ha detto cose “antisemite”.   Magari, potrebbero mostrare servizi dal vivo delle  auto incendiate a  Capodanno,   e far avanzare in primo piano un problema sociale e politico della   rivolta endemica dei sobborghi,  che i media ritengono di cattivo gusto esagerare; parlando invece dei disordini e manifestazioni in Iran.  Magari, un’inchiesta sui poliziotti che si suicidano in massa, cercando di capire perché.  Sono tutti rischi terribili, per la narrativa liberista, liberale, felicemente globalista e  europeista di “successo”, di Macron.

 

Narrativa che ha bisogno di essere sostenuta dai media “bobo”, bourgeois-bohemièn, perché sotto cova una rabbia ancora più politicamente pericolosa di quella dei vandali delle banlieues:  quella della classe  media “periferica” e la classe  operaia bianca che si vede spossessata ed ha votato Front National.

Ne ho parlato in un articolo del 3  ottobre scorso:

“Il Sistema produce il suo proprio popolo”

 

E’ una  Francia che “non esiste” per i media fatti da giornalisti bobo, per i quali “la società consiste solo di ricchi glamour e di poveri immigrati” da accogliere   benevolmente.  Ora, questi ceti abbandonati (perché “razzisti”, sovranisti, lepeniani) assistono alle “riforme” di Macron, che non possono essere che definite plutocratiche.

Ha  quasi soppresso  la ISF (Imposta sulle Fortune  che colpisce  le  fortune superiori ai 1,3 milioni), ridotto al 30 per cento “flat”  l’imposta sui capitali (Prélèvement Forfetaire Unique) , abbassato l’imposta sulle società (dal 30 al 25%), ridotto di un terzo la tassazione sulle stock-options, e – nella speranza di attrarre i finanziari da Londra – tagliato l’imposta sugli stipendi superiori a 152.279 euro annui, che si traduce in un regalo da 140 milioni di euro soprattutto ai banchieri  – e questo in un paese dove 3520  famiglie ricche sfondate conservano 140 miliardi di euro al sicuro nei paradisi fiscali. 

https://www.marianne.net/economie/les-3-520-menages-les-plus-riches-de-france-planquent-140-milliards-d-euros-dans-les

E contemporaneamente ha rincarato il gas, la benzina, il contributo quotidiano ospedaliero che francese ricoverato deve pagare di tasca  propria; per giunta ha privatizzato la società Aéroports de Paris vendendola…a Merrill Lynch (e pensare che rifiutava di vendere a Fincantieri la RTX) .  La rabbia di questa France Périferique, classe media degradata e classe operaia dimenticata,  sarà molto peggio di quella delle banlieues

 

 

L’articolo MACRON NON TEME LE BANLIEUES IN FIAMME. TEME “RT”. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

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  • marcoferro

    scena come il pestaggio dei due poliziotti, tra cui una donna, negli stati uniti non si sarebbero mai viste. perche da quelle parti la polizia prima spara e poi ti chiede alza le mani. cosa aspettavano a far fuoco ? quella era legittima difesa. chi parlerà di questi fatti RT ? speriamo, anche perche ho letto che l’80% dei media sono nelle mani di 8-10 uomini tra i più ricchi di francia, tra i quali spicca il nome dei rotschil proprietario di Le monde se non sbaglio, etc..Micron è solo il cagnetto da salotto che abbaia a comando all’ordine del suo padrone. quella parte di popolo francese che lo ha voluto, che lo ha eletto dandogli il voto e sputando contro il fronte nazionale dicendo che era qualunquista, razzista, populista, etc…spero che siano felici di questa ondata di aumenti, della censura dei media e della violenza di questi negretti arabi infami che si divertono a incendiare auto di poveri cristi.

  • Gianox

    Tecnicamente parlando, queste banlieu in cui un poliziotto non può mettere piede senza il timore di essere aggredito da uno straniero non sono altro che zone soggette ad occupazione da parte di un invasore.
    Non c’è altro modo di descrivere questa situazione.
    Durante la seconda guerra mondiale, americani, francesi, inglesi & Co. non si sono fatti scrupoli nel bombardare, con bombe di ogni tipo, incendiarie od addirittura atomiche, le belle città della Germania, del Giappone, dell’Italia, causando spesso decine di migliaia di morti ad ogni incursione.
    Altrettanto spesso, sono stati bombardamenti che non corrispondevano a finalità militari vere e proprie: avevano l’unico obiettivo di seminare morte e distruzione a prescindere, per fiaccare il morale della popolazione ma anche solo per il gusto di uccidere.
    Oggi, invece, la nostra Europa in larghe parti del suo territorio è soggetto ad occupazione straniera, e non si può fare nulla.
    Mi chiedo sempre perché gli alleati hanno potuto fare quello che hanno fatto venendo chiamati liberatori, mentre a noi è preclusa ogni forma di difesa del territorio nazionale.
    Come chiamare bene il male e male il bene…
    Comunque, facendo riferimento ad alcune profezie di cui ha spesso parlato Blondet, tipo quella di Alois Irlmaier, profezie secondo cui le armate russe avrebbe invaso l’Europa, beh, sotto sotto io spero proprio che si avverino.
    Chissà mai che i russi possano avere il coraggio di fare quello che noi non abbiamo il coraggio di fare: ripulire, alla maniera cecena, queste zone di occupazione straniera.

    • marcoferro

      ma addirittura a torino, per entrare al museo egizio fanno lo sconto agli arabi mentre agli italiani no, e queste non sono discriminazioni razziali ? siamo noi oggetto di razzismo….

      • Gianox

        Ma certo che è così: siamo vittime di discriminazione razziale da parte del nostro stesso stato.
        Io mi sono sempre chiesto perché gli stati europei non facciano pagare aliquote di imposta più alte agli stranieri residenti in Europa rispetto ai loro cittadini autoctoni.
        A me sembra una cosa lapalissiana: visto che il venire a vivere in Europa non è un diritto, ma un privilegio, sono gli stranieri che devono dimostrare di meritarsi questo privilegio, appunto pagando più tasse rispetto al cittadino autoctono.
        Invece succede il contrario. Anzi, peggio.
        Prima di tutto, è per me cosa assurda che una costituzione democratica non faccia una qualche minima distinzione tra uno che è in Italia da ieri, a prescindere dal fatto che sia un immigrato legale o meno, e chi ha radici secolari in questo paese. Perché mai devono avere uguali diritti?
        Perché questa è la democrazia? Ma quale democrazia!? Questo è il peggiore dei fascismi, quello che dà all’ultimo arrivato, che manco se li merita, gli stessi diritti dei primi.
        Quindi, le costituzione sono sbagliate.
        Ma il fatto è che le cose non vanno neppure così: è sbagliato affermare che l’ultimo arrivato abbia tanti diritti quanto gli autoctoni, ne ha proprio molti di più.
        Questa è la stortura più evidente, dovuta alla sinistra razzista verso gli italiani.
        Ma in realtà è il principio stesso alla base delle costituzioni occidentali che deve essere rivisto: è ontologicamente sbagliato dare all’ultimo arrivato gli stessi diritti – in questo caso anche più diritti – del padrone di casa.
        Non è mai esistita una cosa del genere nell’intera storia del genere umano.

        • marcoferro

          concordo, inoltre di questi diritti la maggioranza di questa gente non sa neppure cosa sono. vengono da paesi con leggi tribali e con tribunali formati dai membri anziani del villaggio. poi vengono in italia è pretendono tutto, wi fi per incominciare, non gli piace il cibo, vogliono andare dove dicono loro e fare quello che vogliono. gridano e protestano che hanno i diritti. bene ma allora perche i loro diritti non li chiedono o combattono per essi nei paesi da dove sono andati via ?

        • deadkennedy

          sono i nasoni askhenaziti che metto gli uni contro gli altri….

        • ecomostro

          Beh, aliquote di imposta più alte agli stranieri residenti non so… però almeno una trattenuta del 22% sulle rimesse mi sembra il minimo (ovvero una trattenuta pari all’IVA nel caso in cui quei soldi invece che esportati fossero stati spesi sul territorio nazionale).
          Inoltre, bisognerebbe almeno mettere un freno alle esternalità negative che producono, es. se hai bisogno di un mediatore culturale o di un interprete te lo paghi tu, non il contribuente.
          E poi il welfare… prestazioni sanitarie, case popolari, ecc. dovrebbero essere gratis solo per chi è cittadino.

        • Winston Smith

          Mio fratello mi ha detto che recentemente, Donald Trump, ha dato disposizione alle aziende di pagare di dare, ai lavoratori (regolarmente) immigrati negli USA, uno stipendio più elevato rispetto agli statunitensi, a parità di mansione.
          A me sembra una cosa molto intelligente, perché da un lato scoraggia l’assunzione di manodopera straniera da parte delle imprese, a vantaggio degli autoctoni; dall’altro non ti esponi ad accuse di razzismo da parte dell’intellighenzia liberal.

      • Angel

        Stanno favorendo l’ascesa del centrodestra in Italia, con piccoli colpi al cerchio e alla botte (museo egizio scontato solo per gli arabi, la faccenda dei sacchetti bio etc). Non è un mistero che Scalfari su Repubblica, e ieri The Economist, stiano ‘spingendo’ su Berlusconi. Per fare cosa non è del tutto chiaro, ma l’Economist ha parlato di Berlusconi come di un negoziatore capace di mettere su un’ammucchiata di larghe intese. Come al solito, il governo sarà emanazione di poteri esterni.

        • Filippo Candio

          stanno preparando il “governo tecnico” propedeutico per la Troika. Così nessun partito sarà direttamente responsabile della prossima “spremitura”….

          • AnonimoSchedato

            Perchè esporsi in prima persona quando hanno ottime quinte colonne in casa nostra ?

        • marcoferro

          vorranno berlusconi come grande garante del grande inciucio col pd…..

    • Luigi Zambotti

      Chissà mai che i russi possano avere il coraggio di fare quello che noi
      non abbiamo il coraggio di fare: ripulire, alla maniera cecena, queste
      zone di occupazione straniera.

      I russi non avranno il coraggio, ma la necessità e l’interesse di fare quello che auguri.e che l’Irlmaier profetizzò.
      L’apertura di sedi in Europa come la RT France sono azioni che preparano il terreno perchè contribuiscono a far capire a sempre più numerosi europei in quale grande inganno sono tenuti.
      Verrà quindi il giorno in cui saranno le stesse popolazioni europee ad auspicare ed invocare l’intervento russo per mettere fine al caos nel quale vivranno.
      La propaganda usa ci descrive i russi come zotici ignoranti. Non lo sono ed ahnno capacità di analisi, previsione, preparazione e motivazione decisamente superiori a quelle degli usa.
      Ce ne accorgeremo fra non molto, adesso. basta lasciare fare ai Maccherone francese, al Cazzaro rignanese et similia.

      • Gianox

        Non avevo mai considerato sotto questa luce il lavoro di media come RussiaToday, però concordo pienamente con quanto dici: anch’io sono convinto che i russi dovranno passare alla controffensiva per una mera questione di necessità.

      • Annibale Mantovan

        Io non credo assolutamente che ai russi venga l’ idea di venire in Europa Occidentale con i carri armati…a fare cosa? a regalare gas e altre materie prime? Già con Yalta si son fermati a metà e dopo 40-45 anni se ne sono andati cacciati via dalla propaganda e pagando il conto SALATISSIMO della crisi degli anni ’90. Un impero deve essere gestito con logiche di rapina imperiali e dura quel che dura (in genere finchè c’
        ricchezza da prelevare) non con logiche federative come sono organizzati i russi. Gli occidentali se vogliono cavarsela dovranno contare solo sulle loro forze.

        • paolinks

          Il punto è che i russi si troveranno presto con le spalle al muro, spinti da una massa di invasori che vogliono la loro testa. Per questo agiranno per necessità.

          Ad oggi semplicemente non possono isolarsi e andare per i fatti propri.

          • Annibale Mantovan

            Le spalle al muro dici?…faranno concime!

          • Stopensando

            Sono d’accordo

      • Bravissimo.
        la neonata RT è una bella notizia per i francesi rintronati dalle solite campane mediatiche di regime.

        • aiccor

          offro gratuitamente sede a RT in Italia per programmi in italiano…

    • Winston Smith

      Ma tu, detto sinceramente, credi che sotto una eventuale dominazione russocinese, l’europa occidentale si troverà meglio ?

      • Gianox

        Fai tu.
        Quelle che abbiamo sotto gli occhi sono le conseguenze della dominazione americana: debito, povertà, migranti, politicamente corretto, rifiuto dei valori tradizionali, consumismo, volgarità, menzogna, ecc…
        Se non altro, Russia e Cina parlano di un mondo multipolare e non si ritengono la Nazione indispensabile, alla quale tutti si devono uniformare.
        Personalmente, credo che saremmo stati molto meglio addirittura se avessero vinto i nazisti la Seconda Guerra Mondiale.
        Va detto, tuttavia, che queste sono cose di cui solo negli ultimi anni abbiamo avuto occasione di accorgerci.
        Credo che nessuno tra i nostri padri avrebbe mai potuto pensarlo.
        Però, studiando con attenzione alcuni particolari della storia che non ci vengono raccontati, ti accorgi, seppure col classico senno di poi, che era proprio qui che l’impero americano andava a parare.
        Sotto l’impero americano siamo stati bene fino al crollo del muro di Berlino.
        Da lì in poi, il delirio.
        Penso che – ma questa è una mia opinione personale, della quale comunque sono convinto – se non ci fosse stata la contrapposizione tra blocco sovietico e blocco americano, la vera natura dell’impero americano si sarebbe disvelata con largo anticipo.

        • PdL

          Non imputerei tanto le colpe agli americani, che è sempre stato un popolo estremamente serio e dignitoso…. credo che la madre di tutti i mali debbano ricercarsi nel ’68.

      • Gianox

        Rincaro la dose.
        Dopo aver letto il seguente articolo, postatomi dall’utente Valentino, che non posso far altro che ringraziare, sono sempre più convinto di quello che ti ho scritto prima nonché della necessità pressoché divina che l’impero americano abbia termine nella maniera più apocalittica possibile per gli USA:
        http://www.ereticamente.net/2013/01/la-dichiarazione-di-guerra-della-germania-agli-stati-uniti.html
        Questo articolo altro non è che l’estratto del discorso che Hitler tenne al Reichstag tedesco in occasione della dichiarazione di guerra agli USA nel dicembre del 1941.

        • PdL

          Ti ringrazio…. però quello di dichiare guerra agli USA fu un madornale errore che, non solo accellerò la disfatta dell’Asse, ma anche diede origine all’occupazione militare statunitense di buona parte dell’Europa.

          • Gianox

            Ma hai ancora una volta cambiato nickname e avatar?
            Comunque, ritornando a noi, ti rispondo nella maniera seguente.
            Non ho nulla di personale nei confronti del popolo americano. Anzi, lo compatisco perché bisogna riconoscere che è lui stesso la prima vittima delle malefatte dei suoi governi.
            Prendiamo tutte le guerre che gli Stati Uniti hanno fatto dopo il 11 settembre e che hanno seminato morte e distruzione un po’ ovunque: non è esagerato affermare che la prima vittima sono proprio gli stessi cittadini americani, i quali si sono impoveriti per una serie di guerre dalle quali non hanno tratto alcun beneficio.
            Tuttavia è una questione di quello che genericamente si può chiamare destino manifesto.
            Forse, il destino manifesto degli Stati Uniti è quello di essere il braccio armato delle forze globaliste. Ed è per questo motivo che ne dovranno pagare il fio, pur dovendosi ammettere che i primi a pagarne le conseguenze sono gli americani stessi.
            Per quello che concerne la Seconda Guerra Mondiale, in questo discorso da me citato Hitler ha asserito davanti al parlamento tedesco che la guerra contro gli Stati Uniti era diventata inevitabile per una serie di provocazioni di cui i tedeschi erano stati vittime da parte degli americani.
            Pur formalmente neutrali, gli americani avevano iniziato ad affondare i sottomarini e le navi tedesche che operavano nell’ Oceano Atlantico e a sequestrare i beni tedeschi in America. Questi sono atti di guerra a tutti gli effetti.
            In altre parole, gli americani stavano già facendo la guerra ai tedeschi ma senza avere il coraggio di dirloapertamente.
            Non fu la Germania a muovere guerra agli stati uniti, ma il contrario.

          • PdL

            Hai scritto benissimo: ‘dopo l’11 Settembre…‘, magari possiamo partire da una diecina di anni prima; dall’amministrazione Clinton…
            Relativamente alla WWII, è difficile trovare nella storia una qualsiasi potemza il cui comportamento sia stato limpido e cristallino.
            Lo stesso Hitler con l’annessione di Austria e Cecoslovacchia, aveva già palesato le sue intenzioni, peraltro già pre annunciate nel Mein Kampf.

          • Gianox

            Ad onor del vero, bisognerebbe dire che Hitler non invase mai territori che non erano tedeschi.
            In questo discorso che ho linkato, Hitler specifica di aver invaso la Polonia solo per correre in aiuto della popolazione tedesca residente nel corridoio di Danzica oggetto di vera e propria persecuzione razziale da parte dei polacchi.
            Ed il corridoio di Danzica fino alla prima guerra mondiale era territorio del Reich tedesco.
            Per ciò che concerne invece gli Stati Uniti, indubbiamente il cambiamento più radicale di è stato a partire dal 11 settembre. Ma personalmente credo che l’anno di svolta sia stato il 1913: da quella data gli Stati Uniti hanno smesso di essere quello che erano stati in precedenza, divenendo succubi delle forze mondialiste.

          • PdL

            Cosa accadde nel 1913 ?
            PS: il cambio del nick è solo per propaganda elettorale per il Partito dei Lampionari.

  • Verklarte

    Non sara’ per caso destra dei valori e sinistra del lavoro la posizione di Soral ?

    • Rifle

      L’avevo pensato anch’io.

      La frase nel post: portafoglio a dx e cuore a sx,
      in realtà è la posizione dei bobo e , in generale, delle classi dominanti attuali.

  • Luigi Zambotti

    La Francia è quasi persa e presto tutta l’Europa tutta lo sarà-

    Se invece dovesse negli USa succedere questo allora il ns. destino potrebbe cambiare.

    Greg Hunter: They Will Indict Hillary Clinton Before February 1st 2018
    ………….
    Greg is referring to all of the happenings in Washington D.C. in general, and the Executive Order President Trump signed on December 21stBlocking The Property of Persons Involved In Serious Human Rights Abuseor Corruption.
    What is this building to?
    Greg speculates that there may be military style tribunals coming to the United States, and this could lead to things such as former President Obama being the first former president to serve jail time, andpossibly followed by Bill Clinton as well.

    https://www.silverdoctors.com/headlines/world-news/greg-hunter-unprecedented-developments-in-the-u-s-as-the-race-is-on-to-indict-hillary-this-year/

    Vorrei tanto accadesse ma NON CI CREDO.

    Mitt Dolcino forse invece sì.

    • Winston Smith

      Come amo spesso ripetere…. il tempo è sempre il miglior giudice.

  • Bomba da 100 KT sulla Sorbona. Più piccola no, perché si rischia che qualcuno nei sotterranei si salvi.

  • paolosenzabandiere

    QUANDO LA DEMOCRAZIA SI FA FROCETTA.

    Immaginatevi i due poliziotti aggrediti “potenzialmente” morti. Dico potenzialmente morti perché non sta scritto da nessuna parte che da una teppaglia inferocita puoi ricevere solo calci in faccia e non coltellate o peggio.

    Ecco immaginiamo appunto cosa sarebbe accaduto ai due poliziotti se l’istinto di sopravvivenza li avesse portati ad usare le loro armi, cosa gli avrebbe fatto la democrazia frocetta?

    La democrazia frocetta sembra dare armi ai suoi figli/nemici poliziotti solo per suicidarli, poi spaventata che si possa capire, scatena l’odio preventivo dei loro pennivendoli contro i giornalisti di Russia to-day. Certo i produttori di Camembert potrebbero incazzarsi un po’ nell’apprendere che i russi si sono solo difesi in Ucraina dal colpo di stato finanziato dagli ameri cani, gli unici che la “grandeur” diventata frocetta dovrebbe sanzionare.

    • giuseppe

      …ameri “cani”…

    • Fabrizio de Paoli

      Per fare lo sbirro ti devono prima sopprimere istinto e anima.
      Ti devono far diventare un burattino, che è poi quello che lo stato cerca di fare con tutti.
      Coi poliziotti è più facile perché sono già persone predisposte a scambiare il loro fallimento umano con diritti straordinari ed il potere delle armi offertogli dallo stato.
      Poi però anche loro si accorgono che quel potere è illusorio perché se poi le armi le usano vanno nella merda.
      A quel punto si confrontano con quel minimo di principio che hanno ancora interiormente, constatano una sistematica contraddizione ed ipocrisia del sistema e, essendogli impedito dal loro ego smisurato di accettare un secondo grande fallimento, si suicidano.

      È comunque selezione, è mirata e dal mio punto di vista sana.
      Non è un caso che la maggior parte delle persone non ambiscano a fare i politici o i poliziotti: hanno più principi, più intelligenza e più coerenza.

      • hurom

        a capodanno un amico aveva con se la nuova compagna, una poliziotta quarantenne. si è controllata per buona parte della serata, poi dopo un paio di drinks è sbottata sulle “risorse”, vomitando tutta la sua frustrazione e rabbia per dover avere a che fare quotidianamente con questa gente, di quanto sono arroganti, volgari, violenti e assolutamente consapevoli di avere le spalle coperte qualunque cosa facciano.

        • Fabrizio de Paoli

          Appunto!
          Non le è venuto il dubbio che forse sta lavorando per il padrone sbagliato?

          • Winston Smith

            Non ti è venuto il dubbio che questa poliziotta, sta comunque cercando di tutelarci, pur con restrizioni sempre più stringenti ?

          • Gengis Cane

            Perchè non scrive una lettera aperta ai giornali? perchè non fa i nomi? perchè non parla del suo questore che certamente come tutti i questori in Italia rilascia permessi e permessini a cani e porci?

          • Winston Smith

            Posso risponderti io ?
            La donna in questione non la conosco, ma:
            -) invio lettere ai giornali: bisognerebbe chiedersi, innanzi tutto quale redazione la pubblicherebbe,con il rischio che questa donna venga segnalata a qualche suo superiore con conseguenti provvedimenti disciplinari.
            ) Parlarne al suo questore: secondo te lui è del tutto oscuro della situazione oppure, sa che deve lasciare correte ?

          • UnionJack

            Se ne parla dai 90, di certe cose, di certi aspetti, che le forze dell’ordine sono strutturate in modo da essere impermeabili agli appunti e alle osservazioni degli operatori sul campo che più di tutti potrebbero contribuire a migliorare la situazione.

            Purtroppo, con il tempo, i dirigenti si sono allontanati sempre più dal resto della piramide, senza ricordarsi da dove sono partiti e quale sarebbe il loro ruolo sociale.
            In Inghilterra non è poi tanto diverso, anche se quì sono effettivamente più presenti e visibili sul territorio rispetto all’italia.

          • Winston Smith

            Non sono un poliziotto, e non conosco per nulla l’ambiente.
            E’ però abbastanza facile intuire che, poiché i questori rispondono, in ultima analisi, al ministro degli interni; nella migliore delle ipotesi hanno le mani legate, nella peggiore sono conniventi con i responsabili di questo degrado.
            Una protesta, una lamentela con il questore sarebbe solo controproducente nei confronti di chi l’ha inoltrata.

          • UnionJack

            Hai colto il punto, purtroppo.

            “fai quello che dico, non dire quello che faccio”.

          • Winston Smith

            No, non credo che sia questo…. se io fossi nei panni della poliziotta in questione, reputerei solo una perdita di tempo il parlarne con il questore.
            Correndo l’inutile rischio di avere in aggiunta ripercussioni negative sul lavoro.

          • Fabrizio de Paoli

            Può darsi che quella fosse la sua intenzione iniziale quando è entrata in polizia, questa domanda andrebbe fatta ad ogni singolo agente ed ipotizzando che diano risposte oneste credo che sarebbero tutte molto diverse tra loro.

            Comunque no, a me quel dubbio non è venuto.
            Io penso in questo caso da populista: il poliziotto va a fare il poliziotto perché divisa e pistola ne aumentano ego e prestigio, vigilesse e funzionari dell’asl poi non ne parliamo…, le buone intenzioni sono solo il paravento di facciata, a quella gente interessa garanzia di stipendio, potere ed autorità. Nascono schiavi, vogliono rimanerlo, vogliono che anche gli altri lo siano e quindi si cercano un lavoro da schiavi, consegnano onore ed anima giurando fedeltà allo stato in cambio di quattro soldi ed un distintivo.
            Mi spiace, zero dignità.
            Poi mi rendo conto che in questo caso anche io sto generalizzando, ma resta il fatto matematico che se uno sceglie in buonafede di giurare per uno stato del genere è evidentemente stupido.

          • Winston Smith

            E’ un discorso molto lungo, ed in buona parte non nego che tu abbia ragione…. stante la situazione attuale, entrare nelle forze dell’ordine può anche essere una valida prospettiva per un giovane.
            Ha anche, direi parecchi, contros comunque, non è solo fare il ‘figo’ sul corso con divisa, pistola e distintivo e stipendio sicuro….
            Puoi trovarti coinvolto in situazioni come quelle sopra menzionate (a meno di non avere buoni paraculi), con la consapevolezza di dover prestare la max. attenzione ad alzare un dito contro il bestione africano di turno anche se è in gioco la tua stessa incolumità fisica.
            E personalmente ritengo che situazioni descritte qua sopra, avverranno con maggiore frequenza; sia in FR che in IT.

          • UnionJack

            Innanzitutto scusami se intervengo come per “difesa di categoria”, mio padre ha fatto il poliziotto per 36 anni, e credimi, è tutt’altro che una scelta facile.
            Però per papà era davvero una vocazione, per me sarebbe stato solo più un tentativo di imitazione contro cui ho lottato fino a che non sono riuscito più ad ingannarmi, ma andiamo oltre.
            In un certo senso, tendo ad identificarmi facilmente in quello che un agente può trovarsi di fronte, ne ho sentite così tante da papà e dai suoi colleghi che ogni volta che leggo certe cose mi sale il sangue agli occhi per quello che potrebbero fare e viene loro imposto di NON fare.
            Ego, prestigio e cazzate simili, perdonami il termine, non centrano un emerito cazzo.
            Sono robe da acab, da centri sociali, da gente che odia la divisa perchè è una divisa e perchè ne odia la funzione che aldilà della tua giusta critica ideologica, purtroppo non è al momento sopprimibile o rinunciabile.
            Ti basti pensare ad una mancanza cronica di risorse, di fondi e di personale che rende il controllo del territorio e la “pronta risposta” una utopia puramente circostanziale.
            Gente conosciuta e schedata che sbrocca e che non può essere fermata neanche di fronte ad una palese reiterazione del reato, poi la fa grossa e chi ci finisce in mezzo?! gli innocenti e gli agenti.
            Mai il reo, mai i politici che fanno le leggi, mai i magistrati che le applicano ad cazzum o gli avvocati che ne abusano.

            Turni doppi, turni anche di 36 ore filate causa emergenze impreviste, questioni sindacali continue, pressioni politiche, vita sociale e familiare sconvolta, e il tutto mentre il tuo quotidiano è a contatto con la merda più sporca e puzzolente che la presunta società civile produce e a cui l’agente, non il dirigente, non il sindacalista, non il comune cittadino, salvo questioni di estrema rarità (finora, per fortuna), si interfaccia.
            Quotidianamente, ribadisco, Fabrizio.
            Magari politicamente sarei pure vicinissimo al tuo modo di pensare, magari, inconsciamente, dentro di me non ho partecipato alla selezione ANCHE per questo, non saprei.
            La verità è che è un lavoro dove tu non hai tutele, dove esci di casa e non sai se ci tornerai a fine turno, e questo è un fatto.
            Dove quando torni a casa lo fai con sulle spalle la merda quotidiana che affronti a lavoro.
            Dove ti confronti con gentaglia di ogni risma e dove l’odio e la sfiducia colpiscono più te che i criminali.
            Quale altra professione esige un fardello simile?!

            Lo faceva per il proprio ego? per stringere una merda di 9mm beretta al poligono?
            No.

            Lo faceva perchè sapeva che poteva fare la differenza, perchè aiutava la comunità e la società civile a vivere la loro vita in modo relativamente sicuro e tranquillo, sicuramente molto di più di come sarebbe andata se lui e i suoi colleghi non l’avessero fatto.

            Sai quanti arresti gli hanno invalidato, rimettendo spacciatori e delinquenti a piede libero in 72 ore?
            Sai quante denunce ritirate?

            E’ andato in pensione 5 anni fa, senza vedersi mai riconosciuto ciò che meritava per ragioni puramente politiche, dopo innumerevoli trasferimenti che scuotevano irreparabilmente il nostro tessuto familiare.

            Quando gli chiesi un parere onesto sul lavoro le sue parole mi aprirono la mente come mai prima di quel momento, e fui in grado di decidere autonomamente di non farlo, senza sentirmi in colpa nei suoi confronti.
            Non era, non è la mia strada, ma massimo rispetto per chi lo fa, per chi accetta di combattere storture e vergogne simili del lavorare per un padrone che ti sfrutta e ti umilia quotidianamente.

            Per finire, non penso che ci sia un impiego che possa aver maggiore dignità di uno svolto a servizio della comunità in cui si vive, poliziotto, dottore, vigile del fuoco.

            Poi viene il resto.

            Ma senza questi il resto non è possibile neanche immaginarlo.

            In amicizia, saluti.

    • Winston Smith

      Cosa sarebbe accaduto se…. anche con i ‘se’ ed i ‘ma’ non si fa la storia, reputo la tua domanda intelligente, seppur retorica.
      Se ci fosse scappato il morto, tra le file di questi selvaggi aggressori africani, sicuramente sarebbe stato un gioco al massacro, da parte di tutta la società civile francese contro questi due onesti poliziotti e la brutalità ed il razzismo serpeggianti tra le forze dell’ordine.
      Sicuramente avremmo assistito anche alla concreta solidarietà del presidente francese Macron ai parenti delle vittime, come lo scorso anno il suo predecessore Hollande manifestò la sua solidarietà allo spacciatore di colore Theo (ricordi ?).
      Diciamo che ho tirato ad indovinare, ma non credo di essere andato molto lontano.

      • paolosenzabandiere

        Concordo. Appunto una democrazia frocetta, di pijalo in culo, che sa solo mettersi pecoroni contro i suoi nemici di sempre. Non amo la polizia americana, tutta robocop, ma mille volte meglio di questi che usano la pistola solo per suicidarsi.

        • Winston Smith

          Guarda, non credo che i poliziotti USA siano tutti degli esaltati Rambo e biechi razzisti del KKK che si divertono a fare il tiro a bersaglio sui neri… la mia impressione è che negli USA, nonostante la loro miriade di difetti (da un legno storto come l’uomo non potrà mai uscirne nulla di perfettamente diritto, diceva Kant) , viga ancora lo stato di diritto, dove la persona onesta è tutelata, a scapito del delinquente, e nel quale la polizia abbia ancora sufficiente potere per colpire con la necessaria durezza.

  • Epiphanius

    Questo scenario ben dipinto da Blondet (al quale, grazie ai suoi contatti e alla sua ottima conoscenza del francese si devono tanti aggiornamenti, anche sui malumori dell’Armèe dei quali scrisse a suo tempo) è, in verità, già delineato letterariamente nella società francese: sia da Jean Raspail con “Il campo dei santi”, sia da Laurent Obertone, con il recentissimo “Guerriglia”, per la verità assai meno riuscito nell’indagare le reali CAUSE di tutto questo e un po’ meno avvincente sul piano narrativo rispetto al capolavoro di Raspail. Ma è importante dire che Obertone (pseudonimo), descrivendo gli eventi che portano alla caduta della Francia in soli tre
    giorni a causa dell’improvvisa rivolta delle masse di immigrati – si
    baserebbe su “scenari ipotetici ma verosimili, prefigurati dai servizi
    segreti francesi con i quali Obertone è stato in stretto contatto per
    due anni”.

    Penso anche al celebre film L’ODIO, di molti anni fa, con Vincent Cassel e regia di Mathieu Kassovitz, origini dell’est ed israelite (autore anche di altri film a contenuto mortifero e assai “particolare” per chi li ha visti – come il sottoscritto – e si tratta di “Gothika” e de “I Fiumi di porpora”)..”L’Odio” è un film datato orma, ma perfettamente attuale in quanto a periferie senza anima, multietniche, piene di miseria soprattutto morale, di droghe (non che l’alta società e l’alta politica ne siano immuni!!!), perdizione (IDEM) e naturalmente ricchissime della tanto cara multietnicità professata dal santone argentino e dai suoi sodali Repubblica-L’Espresso, Fabi Fazi e Saviani vari.

    • Angel

      “L’Odio” fu una profezia solo in parte. In realtà, il fuoco nelle banlieu bruciava già nel lontano 1995, anno di uscita del film, così come si rimarcava la divisione in caste e cittadelle della capitale francese. E’ il finale che prefigura l’epilogo odierno, proprio come una profezia.

    • ecomostro

      Grazie per la segnalazione del libro di Obertone. Lo leggerò.

      • Carlo Robotti

        Io ho trovato utili solo qualche citazione di inizio capitolo.

        Essendo scritto con l’aiuto dei servizi credo abbia lo scopo di terrorizzare il borghese bianco, non credo che lascierebbero degenerare fino al punto di azzerare ogni servizio pubblico (reti, energia, trasporti….)

      • AnonimoSchedato

        Risparmiatelo. Ho letto entrambi. Raspail vale la pena, Guerriglia, a mio parere, no.

        • ecomostro

          Beh, Il campo dei santi lo ho letto e riletto, ho l’edizione del ’98 con la zattera della medusa in copertina. Quello e’ un capolavoro. Però questo guerriglia mi ha incuriosito… mi sa che una lettura gliela darò, anche se e’ un letamaio qualche perla spero di trovarcela. 🙂

          • AnonimoSchedato

            Facci sapere 🙂

  • davide

    Il problema delle banlieu è scremare i nullafacenti per scelta da quelli (minoranza) che vivono onestamente facendo i lavori umili.
    Oppure fare di tutte le erbe un fascio e spedirli in Africa tutti senza distinguo.

    • deadkennedy

      la seconda. stop!

      • aiccor

        magari…ma non fattibile..spero che il male francese serva di lezione a noi che ci incamminiamo sullo stesso sentiero

        • AnonimoSchedato

          Prego notare la differenza che ho delineato nel post di risposta a deadkennedy…

      • AnonimoSchedato

        Ma perchè? Lasciamo che i galletti si godano i frutti delle loro colonie.
        Da noi al massimo questo diritto (morale) possono reclamarlo qualche milione di libici (che prima dell’aggressione e dell’alto tradimento di “qualche” politico nostrano stavano benissimo a casa loro) e qualche milione di Etiopi, Somali ed Eritrei. Gli altri non hanno alcun diritto, neppure questo che è solo morale e non certo giuridico.
        Illegali e invasori, da noi. Cittadini francesi da loro. Notiamo la differenza, almeno noi.

    • Gengis Cane

      Molto meglio la seconda. Non è che se i tuoi genitori sono senegalesi tu diventi un francese perchè nato in Francia.

  • Rifle

    Vediamo se la Francia, patria della rivoluzione, liberté egalité ecc. , arriverà veramente a imporre una sorta di censura.

    Ancora meglio: vediamo se dopo aver censurato una notizia, RT decidesse di ricorrere al tribunale e vincesse.

  • Tom Kindle

    Tutto questo mondo prolifera grazie ai sussidi pubblici che permettono di vivere senza lavorare mettendo solo al mondo figlioli.
    Questo è il cancro che ha ft ammalare la Francia.
    Se non c’era sussidi e squallide case popolari, tanti rimanevano in Africa e tanti non avevano tempo per fare casini poiché dovevano lavorare

  • Fabrizio de Paoli

    “..Sono tutti rischi terribili, per la narrativa liberista, liberale, felicemente globalista e europeista di “successo”, di Macron…”

    Blondet sei un debole!
    Proprio non ti tieni dall’usare le stesse tecniche persuasive dell’establishment, non resisti dallo stravolgere il significato delle parole per il tuo scopo e dall’usare tu stesso una neolingua che tanto condanni.

    Cosa ci trovi di liberista nel rifiutarsi di commerciare con la Russia?
    E Cosa ci trovi di liberale nell’impedire ai francesi di guardare RT?

    Sono atteggiamenti liberisti? O forse più nazicomunisti?…

    • Carlo Robotti

      Credo che il problema lo hai tu:
      quelli sono termini della neo-lingua e non vanno interpretati con il dizionario garzanti. Pero’ magari sbaglio

      • Fabrizio de Paoli

        Sbagli.
        Corrompere, mistificare, stravolgere un termine equivale a distruggerlo.
        È uno sport molto di moda ultimamente, solo che una volta distrutti i termini rimaniamo senza parole da poter usare per dialogare e confrontarci.
        Trovo sia un processo che ha un nonsoche’ di satanico: impedire lo scambio di idee, blindare e spegnere il mercato delle idee.

        In una lingua un termine ha per convenzione tra chi utilizza quella lingua un significato ben preciso, per questioni pratiche: così si evita tutte le volte di ingegnarsi per poter esprimere un concetto ed il confronto può procedere più spedito ed arrivare a costruire qualcosa di nuovo.
        Non trovi?

        Per esempio, se io dicessi a qualcuno che è un pezzo di merda, se quel qualcuno trovasse da obbiettare, e se io cercassi di fargli credere che ha interpretato il termine in modo sbagliato; quel qualcuno mi chiederebbe se lo sto prendendo per il culo…
        Capisci?

    • Verklarte

      Libera circolazione delle merci, dei capitali e delle persone. E’ questa l’accezione liberista che ci hanno imposto in occidente almeno dall’inizio degli anni novanta. Manca il quarto elemento, di gran lunga il più importante che è anzi l’architrave che sovrasta i primi tre: libera corcolazione delle IDEE. Senza queste la UE sembra (e di fatto lo è) un lager nazicomunista.

      • Fabrizio de Paoli

        Quando si desidera libertà di scambio (e io la desidero) è scontato che per poterla attuare sia necessaria la libera circolazione di idee, persone, merci e capitali.
        Questa libertà è successiva alla libertà di scelta (io desidero anche quella), io per esempio nel momento in cui sono sovrano di CIÒ CHE È MIO, posso scegliere di non comprare o non vendere, non rapportarmi oppure rapportarmi con qualcuno. Fin qui ci siamo?
        Libertà di poter scambiare non significa “obbligo di scambiare”

        Cosa succede nel momento in cui quelle libertà passano dall’individuo ad uno stato?
        Succede che egli automaticamente mi esclude dall’esserne titolare perché le mie libertà sono vincolate al suo volere.

        Contesto poi la frase “è questa l’accezione liberista che ci hanno imposto…”
        I motivi sono che se c’è imposizione non può esserci niente di liberista, questo da un punto di vista ideologico.
        L’altro motivo è che nei fatti nemmeno tra stati è così, stiamo parlando di qualcosa che nei fatti e nella realtà non esiste ma viene strumentalizzato alla Blondet.

      • Franco Maraschi

        Peccato che poi il loro fallimento i liberisti (vedasi le banche americane e non solo ) li fanno pagare agli stati. Qui il problerma e’ che deve essere ridimensionato l’eccessivo liberismo, che lo fanno pagare al popolo. Vedasi ad es. anche le carissime autostrade italiane, la sanita’ americana….Lo stato deve controllare, dirigere, intervenire, regolare, compensare, investire, proteggere…dopodiche’ quando ha effettuato queste funzioni i capitalisti si possono (anzi devono) arricchirsi, ma sempre controllati, no come ora….quindi possiamo dire che l’economia funziona/funzionava meglio dove vengono/venivano applicati quei principi che ho elencato…cioe’ la germania di Hitler (dal punto di vista economico funziono’ a meraviglia), la attuale russia ed attuale cina…:mix tra pubblico e privato ma il privato deve essere controllato.

    • Gengis Cane

      Le misure elencate da Blondet sono chiaramente liberiste. Ha detto qualcosa di falso forse?

      • Fabrizio de Paoli

        Impedire ai francesi di commerciare con i russi NON è una misura liberista.
        Impedire ai francesi di avere rapporti con i russi NON è una misura liberista.
        Iniziare una crociata contro RT affinché i francesi non la possano vedere e sentire NON è una misura liberista.

        Poi puoi anche provare a convincermi che questa notte in Italia ci sarà il sole…, sempre che non ti importi di fare la figura dell’idiota eh…

        • Gengis Cane

          Ma che c’entra? QUelli sono “ordini superiori” ai quali non ci si può sottrarre.

          • Fabrizio de Paoli

            Se tu parlassi da etero e poi però ti comportassi da frocio perché “hai ricevuto un ordine superiore”, di te cosa si dovrebbe dire? Che sei etero, o che sei frocio?
            Se uno è interessato ai fatti direbbe SENZA OMBRA DI DUBBIO che sei frocio!
            Uno che invece si fa imbambolare dalle favole potrebbe pensare che tu sia etero (anche se in quel momento lo stai prendendo nel culo (per via di quelli che tu chiami “ordini superiori”)).

            Quindi mi spiace ma non si può dire che Macron sia liberista.

          • Gengis Cane

            Sono liberisti ma sono anche contro la Russia. Dai, è semlice il discorso.

          • Fabrizio de Paoli

            Sono vegetariano però mangio anche il pesce…

          • Gengis Cane

            E’ un grumo di potere liberista E vogliono distruggere la Russia. Cosa c’è di strano, sucsa?

          • Fabrizio de Paoli

            C’è di strano che insisti nel portare avanti una contraddizione saltando a piè pari la sostanza.
            Un liberista non distrugge, crea.
            Ad un liberista non serve il potere, scambia.
            Di sicuro riferito a quella gente il liberismo non c’entra una minchia, quindi ogni uso improprio del termine, compreso il tuo e quello di Blondet, è squisitamente strumentale.

          • Franco Maraschi

            La russia e’ l’alfiere degli stati nazionali, quindi sono contro la russia proprio perche’ sono liberisti (cioe’, liberi di accumulare capitali senza pagare le tasse e facendole pagare ai popoli, ecco come la intendono la definizione di liberista quelli attualmente al potere tramite i lori camerieri stile il finocchietto, Renzi Blear, Clinton ecc.)

    • Epiphanius

      Blondet un debole..? Uno licenziato per aver dato praticamente dell’ignorante al proprio direttore?Uno che non ha accettato la liquidazione promessagli, si dice, se avesse rettificato pubblicamente la propria posizione? Per quanto mi riguarda e non solo per questo: chapeau.
      Comunque non ti è evidentemente chiaro cosa intenda dire. Il ragionamento sul liberismo di facciata di Macron è perfetto…Liberismo moderno non è solo in economia (anzi spesso Blondet stesso spiega che di fatto si va verso un OLIGOPOLIO), ma soprattutto nei “diritti individuali” (chiaramente non quelli a salute, equa retribuzione, previdenza, ecc.), quanto piuttosto canne libere (osannate per l’appunto anche dal quotidiano Libero appena ha sentito che il premier austriaco ci sta pensando) e via dicendo.
      Poi la questione del mancato commercio con la Russia andrebbe astratta dal concetto di liberismo: a parte che tale posizione non tocca solo la Francia ma molti altri Stati compresi noi, ma poi siamo sul piano della politica estera. Tocca andare per connessioni, non a COMPARTIMENTI stagni.

      • Fabrizio de Paoli

        “Poi la questione del mancato commercio con la Russia andrebbe astratta dal concetto di liberismo: a parte che tale posizione non tocca solo la Francia ma molti altri Stati compresi noi, ma poi siamo sul piano della politica estera.”

        Col cazzo che la astraggo!
        È la dimostrazione del fatto che non c’è nulla di liberista, né per i francesi né per nessun’altro.

        Blondet è debole perché per portare avanti la sua legittima ed orribile propaganda nazionalista e statalista ricorre a mezzucci intellettualmente disonesti e fuorvianti, tipo mistificare o stravolgere i termini.
        La considero una debolezza. Il fine NON giustifica i mezzi quando questi ti rendono meno nobile.

      • Winston Smith

        ‘Uno licenziato per aver dato praticamente dell’ignorante al proprio direttore?Uno che non ha accettato la liquidazione promessagli, si dice, se avesse rettificato pubblicamente la propria posizione? P’
        Riusciresti cortesemente a rendermi edotto di cosa accadde ?
        Grazie

        • Epiphanius

          Blondet lavorava per Avvenire come inviato ed editorialista, era all’incirca il 2005. In non so quale frangente e su quale tema contestò apertamente sul giornale online che dirigeva, il proprio Direttore del giornale quotidiano cartaceo per il quale, al contempo, lavorava (credo proprio fosse Boffo, Presidente CEI era invece Ruini) tacciandolo di insufficienza culturale e di non saper “partecipare a un dibattito pubblico, di esprimere idee e di fare una qualunque battaglia culturale”. Nel far questo evidenziava come Ruini avesse da anni ed anni affidato la galassia mediatica cattolica (anche TV SAT 2000) a questo signore, riferito sempre al Dott. Boffo. Seguì, credo, una precisazione sul giornale online che allora Blondet dirigeva con l’amico, il compianto Fabio De Fina: qui scrisse in pratica che Avvenire è il giornale della CEI e che lui non lo usava certo per le proprie idee, ma più per altro per le verità consentitegli, visto che in sostanza non gli avrebbero consentito di andare a ruota libera sul giornale (dava infatti alle stampe tra il 2002 e il 2005 parecchi libri “particolari”). FU sostanzialmente messo alla porta per giusta causa, ma – vado a memoria in base a quanto scrisse o quanto presente online, quindi potrei essere impreciso – gli era stata offerta una buoniscita nel caso avesse accettato di ritrattare la propria scomoda posizione manifestata su quel giornale. A differenza della quasi totalità dei giornalisti italioti, lui rifiutò seccamente andando per la sua strada. Altri che lo intervistarono e che accennarono, pur sinteticamente, a quella curiosa vicenda, ne ebbero lamentele o ripicche, es. mancate recensioni. Mi ricordo che in quel periodo mi trovavo in una piccola libreria “d’elite” di una grande città e incontrai un addetto ai lavori, credo di ricordare si sia presentato come giornalista. Stava acquistando un libro di Blondet (ovviamente non si trovano nei “circuiti mainstream!), chiamandolo amichevolmente “quel matto” o qualcosa di simile, ovviamente in un’accezione piena di stima, come si usa di solito per uno che non si piega.
          Questo spero serva a render noto a credenti e non credenti di chi sia davvero e soprattutto di quale pasta sia fatto Maurizio Blondet.

  • johnny rotten

    Gli europei avranno quello che si meritano, dopo sforzi durati 70 anni per produrre un sistema come quello attuale, saranno giustamente premiati, per il loro ottimo lavoro.

  • Lucio

    Devo ancora capire la logica di poliziotti che vengono aggrediti e subiscono senza svuotare il caricatore addosso agli aggressori.
    Forse dovremmo importare un po’ di polizia americana.

    • Natalis

      Se provano a difendersi vengono mediaticamente massacrati dagli apostoli del politicamente corretto, questo spiega anche l’alto tasso di suicidi tra le forze dell’ordine.

      • Lucio

        Piuttosto che farmi massacrare svuoterei l’intero caricatore e fanculo i “corretti”.

        • Fabrizio de Paoli

          Una persona libera fa così!
          Un poliziotto no, lui è in genere un cagnolino docile ed obbediente che obbedisce sempre al padrone.
          Del resto se non fosse così e se avesse un minimo di indipendenza di pensiero il caricatore lo svuoterebbe ancor prima sul suo padrone, che è quello che deruba la gente perbene per invitare e mantenere cani e porci.

          Senza contare poi che quest’insana “usanza” era già iniziata prima delle immigrazioni, infatti la classe al governo dello stato ha sempre provveduto a saccheggiare dalle brave persone per spartire con i soci della sua stessa classe.
          Succede così nel sistema che chiamate stato.
          Solo che in quella fase, essendo indigeni i componenti della classe parassitaria, in nome di un non precisato nazionalismo e credo statalista, quel tipo di rapina veniva tollerato e dai socialisti più incalliti addirittura promosso.

          • paolinks

            “se avesse un minimo di indipendenza di pensiero il caricatore lo svuoterebbe ancor prima sul suo padrone”…STANDING OVATION

          • Fabrizio de Paoli

            Era un modo di dire, non prendermi alla lettera :)…
            Se avesse un minimo di indipendenza di pensiero un poliziotto si licenzierebbe all’istante!

          • Winston Smith

            Certamente, ed i tengo famiglia dentro alle forze dell’ordine ci sono sicuramente.
            Il fatto è che molti di loro, invece sono onesti lavoratori che se non altro svolgono, all’interno di maglie sempre più strette, la funzione di dissuasione e di deterrente.

          • Fabrizio de Paoli

            Sicuro che ci siano persone in buona fede, non stavo discutendo quello, dico che poiché uno stato è senza principi, decidere di servire quello stato è da idioti, se si hanno dei principi.

            Non credo nemmeno ad una funzione deterrente, o meglio, ce l’hanno in qualità di spauracchio verso le persone perbene affinché abbassino la testa agli ordini di stato e paghino “il dovuto” al fisco.

          • Winston Smith

            funzione deterrente…. se si limitano a prendere un borseggiatore, è vero che il giorno dopo è nuovamente in circolazione, ma almeno gli rovinano la serata.
            Certo, la funzione deterrente è molto limitata, perché se solo si azzardano a torcere un capello a questo infame, poi rischiano di passare seri guai.

          • Fabrizio de Paoli

            Cioè…, io devo pagare uno stipendio ad un poliziotto perché così (forse) rovina una serata al borseggiatore?
            Ma guarda che con un terzo di quei soldi, forse anche meno, mi compro io gli strumenti necessari per rovinare (l’ultima serata di borseggio) al borseggiatore…

          • Winston Smith

            Non posso che darti perfettamente ragione…. ma il poliziotto, più che consegnarlo al magistrato non può (giustamente) fare molto di più.
            Credo che bisognerebbe invece prendersela con il giudice (e con il legislatore) che poi lo rimette in circolazione, anche se ha già una fedina penale lunga come la fame.

          • Stopensando

            Bravo dopo tanto girovagare sei arrivato al dunque.
            È li il problema solo li.

          • Winston Smith

            better late than never…. 🙂

          • Stopensando

            Well done

          • Fabrizio de Paoli

            Lo so come funziona.
            Io me la prendo con chiunque partecipi a quel sistema: poliziotto, giudice, legislatore, politico, funzionario. Non assolvo uno in base alla sua posizione nella scala gerarchica, io ho grande rispetto per l’uomo quindi per me di fronte alle loro responsabilità morali individuali valgono tutti allo stesso modo.
            La differenza di posizione gerarchica ha come unica conseguenza la quantità di ingiustizia producibile: un giudice fa più danni di un poliziotto, un legislatore fa più danni di un giudice e così via.
            Individui che hanno principi però non fanno danni e non provocano ingiustizie perché scelgono già all’origine di rifiutarsi di partecipare a quel sistema.

          • Winston Smith

            Concordo… se può esserti, in qualche modo di consolazione, sappi comunque che questi sgherri, a differenza di quelli sopra la catena, avranno sempre maggiori probabilità di ritrovarsi in situazioni come quella qui riportata; sia in FR che in IT.

          • Franco Maraschi

            Che cazzo di commenti….uno stato e’ senza principi (no, invece li hanno i globalisti delle multinazionali) ..i poliziotti anche loro senza principi e in cerca solo di stipendio e potere (a me risulta che rischiano la pelle, vorrei vedere te a inseguire i rapinatori di banche) molti sono di destra, entrano proprio perche’ ci credono per difendere lo stato, per l’ordine)…poi ora se non gli viene (in parte) permesso, e’ un altro discorso…

          • Winston Smith

            Che tutti siano di destra non saprei…. è certo che se non hai nessun paraculo o non sei nella postale, ben difficilmente puoi sperare di rimanere sempre in ufficio a scaldare una sedia.
            I continui arrivi rendono sempre più probabile, sopratutto per un poliziotto, il rischio di trovarsi in una situazione simile a quella di questo articolo; e la totale impunità che i nostri graditissimi ospiti godono da parte di magistratura e di politici implica che anche l’uso di mezzi estremi per salvare la pelle sia (purtroppo) da limitare cum granum salis.

          • Franco Maraschi

            Si, ma non esageriamo. Se un poliziotto viene aggredito e spara in situazione di pericolo e legittima difesa, si alza un gran clamore mediatico da parte del sinistrume , ma poi non gli possono far niente. Ugualmente se un ladro ti entra in casa, te lo trovi davanti e gli spari. I processi, condanne che hanno subito chi e’ stato aggredito, e’ perche’ ha sparato quando il rapinatore era gia’ uscito o era in fuga….e guarda ti posso dire che nella citta’ dove abito uno ando’ nei guai perche’ sparo’ al malvivente fuori dal cancello, quando era gia’ uscito…se la cavo’ nel processo ma a fatica….(anni fa, magari ora sarebbe stato condannato).

          • Winston Smith

            Hai detto tutto nelle ultime righe; se la cavo’ nel processo ma a fatica….(anni fa, magari ora sarebbe stato condannato).
            Potrei aggiungere il probabile linciaggio mediatico sui giornali progressisti; soprattutto se la vittima fa parte di qualche categoria protetta.

          • Fabrizio de Paoli

            Ma certamente che lo stato è senza principi, è un continuo contraddirsi e su questo blog viene dimostrato continuamente, c’è addirittura una rubrica apposita che si chiama “perifrasi della costituzione”, è davvero interessante, dovresti darci un’occhiata ogni tanto.

            Di conseguenza anche chi decide di servire lo stato e giurargli fedeltà è a sua volta SENZA PRINCIPI.

            Potrebbe darsi che tu non abbia idea di cosa sia un principio e di come si mantenga tale.
            Le tue associazioni sono sospette, quando dici “no, invece li hanno i globalisti delle multinazionali” dimentichi che sono le multinazionali a corrompere e comprare leggi a loro favore dallo stato.
            Già solo questo fatto dovrebbe renderti EVIDENTE che lo stato NON HA principi.
            Oppure quando dici a proposito dei poliziotti “a me risulta che rischiano la pelle, vorrei vedere te a inseguire i rapinatori di banche”, completamente scollegato, come se una prova di coraggio dimostrasse l’avere un principio, se è per questo anche il rapinatore rischia la vita ma questa cosa non lo rende certo nobile.

            Puoi sostenere di avere un principio solo se compi azioni dirette o indirette che non vadano a contraddire quanto quel principio enuncia.

          • ws

            esatto, ma bisogna vedere quali altre occasioni lavorative ci sono per mantenersi ( e mantenere la famiglia)
            Anni fa era diverso, ma oggi i “nativi” sono praticamente impossibilitati a mantenersi dignitosamente senza un impiego.

            Ad esempio tanti anni fa mio cugino, finito il militare entrò come caposquadra nella fabbrica ( allora ce ne erano ancora parecchie) dove aveva lavorato una vita il padre operaio . Purtroppo vide subito che avrebbe dovuto fare il cane sulla sua squadra per conto della direzione , ma non toccando mai i fancazzisti sindacalizzati ( già allora padronato e sindacato andavano a braccetto) .

            Dopo 3 mesi si licenziò e si mise in proprio; allora era facile , “il lavoro” c’ era , lui aveva 22 anni e non aveva ancora famiglia.
            Spero che il concetto sia chiaro

          • Fabrizio de Paoli

            Tuo cugino è un ottimo esempio da seguire, e si può fare anche oggi: risparmi iniziando dal non pagare tasse ed imposte, accumuli un piccolo capitale (meglio in oro) e poi ti metti in proprio, ma proprio proprio, senza comparire sull’anagrafe tributaria, in nero insomma…
            Spero che il concetto sia chiaro!

          • ws

            allora si poteva fare , oggi ( almeno a nord della linea gotica ) il fisco ti “becca” sempre

          • Fabrizio de Paoli

            Non se diventa povero.

          • Winston Smith

            Immagina che uno di quei due poliziotti, mentre stavano subendo il tentativo di linciaggio, avesse sparato ed ucciso un paio di queste merde africane, te li immagini li strali delle merda progressista e radical shit ?
            Te li immagini le tonnellate di biasimo ed, l’infamia che i giornali progressisti avrebbero scaricato su questi due malcapitati agenti, rimarcando la brutalità ed il razzismo delle forze dell’ordine ?
            Probabilmente il presidente Macron in persona (come fece quel cialtrone di Hollande che andò a visitare lo spacciatore di colore Theo), sarebbe andato anche a portare la solidarietà di tutta la Francia antirazzista ad eventuali feriti e ai parenti delle vittime .
            Oggigiorno fare il poliziotto è così: anche se spari al delinquente per difendere, non tanto l’ordine costituito, ma la tua stessa incolumità fisica, poi ti ritrovi massacrato da me(r)dia e magistrati progressisti.
            Vorrei invece esprimere la mia più completa solidarietà ai tutori dell’ordine, il cui compito è reso sempre più difficile da questo marciume istituzionale.
            @paolinks:disqus

          • Fabrizio de Paoli

            Me lo immagino sì!, e lo trovo umiliante.
            Una ragione in più per cui non servirsi mai un padrone del genere.

          • gino monte

            evidentemente non conosci la polizia brasiliana (negri peraltro):

        • what you see is a fraud

          e poi andrai in galera per 60 anni .

    • Winston Smith

      Poi però trovi degli idioti, anti americani a prescindere (anche qua dentro) che criticano, aprioristicamente, le brutalità della polizia americana,

      • AnonimoSchedato

        Ma una sana via di mezzo no, eh?
        Perchè crede che i totalitarismi ci siano stati da ambo i lati dello spettro politico ? Mai chiesto, eh?

        • Winston Smith

          Ma quale via di mezzo…. se un poliziotto ammazza un ladro in fuga, in tutta sincerità non riesco proprio a commuovermi; nemmeno se provassi con una cipolla.

          • what you see is a fraud

            Se ammazza un ladro in fuga commette un crimine ! Il poliziotto ha solo il diritto di difendersi con un colpo o due di pistola , non ha diritto di scaricare la pistola sul malvivente .

    • Epiphanius

      Obertone fa proprio questa ipotesi nel suo libro, discusso anche qua sopra credo quest’estate. Le conseguenze sono indicibili.

    • gino monte

      meglio quella brasiliana, che poi sono quasi tutti negri, ihihih

  • silvia

    E’ evidente che mettere a soqquadro le periferie di Parigi o presidiare interi quartieri nelle metropoli europee da parte di immigrati, e’ segno del disagio che questi sopportano.
    lo stesso disagio lo sperimentano sempre di piu’ i cittadini, una volta classe media, che stanno sprofondando nella miseria.Non so perche’ ma mi sento solidale con loro.

    • what you see is a fraud

      Io non sono solidale perche’ i cittadini francesi sono delle persone ignoranti quanto gli Italipitechi . Se l’hanno cercata da loro . Si sono bevuti per decenni i giornali che propagano fake News pro israeliane e ora pagano .

      • Caio Giulio

        Sono ancora peggio, con la loro “grandeur” dei miei … Sono rimasti a Napoleone gli idioti, che oltretutto se non era per lo Zar a Vienna, l’avrebbero già allora ridotta a brandelli

        • Quel terrorista ladro di napoleone…
          Coi morti e lutti che aveva sparso in gran parte dell’Europa mi stupisco del culo franzoso per aver evitato la fine della Germania post-’45, con perdita di 2/5 del territorio…

        • Epiphanius

          Sono un popolo per alcuni aspetti migliore del nostro. Vorrei la avessimo noi la loro mania di grandeur. A noi interessa la grandeur nel calcio e nella cucina, mica nell’arma atomica e nei sottomarini/caccia (vgs. Rafale). Loro hanno la Legione, noi “i nosti ragazzi”… Non sottovalutiamoli. Loro le guerre le perdono sul campo ma le vincono al tavolo della pace. Coi suoi pregi e difetti hanno espresso un De Gaulle, che tante battaglie ha combattuto contro la gauche e i mondialisti. Certo, bisogna riconoscere che in questo momento sono un laboratorio politico come noi e soprattutto che hanno una quantità di immigrati di 1,2,3 generazione che cambia radicalmente lo scenario rispetto a quello italopiteco.

          • enricodiba

            Gli immigrati di 2 e 3 generazione francesi, sono come i loro nonni, non si sono integrati, questo la dice lunga sulla stupidaggine degli immigrati di 2 e 3 generazione che si dovrebbero integrare.

          • Caio Giulio

            Non ci siamo se permetti: anche il tanto decantato De Gaulle, era un vigliacco disertore che parlava alla radio finanziata dagli inglesi durante tutto il conflitto, altro che generale da resistenza.
            Poi vogliamo parlare della bontà della loro amministrazione? Parassiti sinistrati che mantengono la sinistra al potere da sempre pure peggio dei nostri. Quindi direi che è ridicolo prenderli come esempio, tralasciando poi tutta la feccia magrbina e negroide che ormai li spazzerà via nel giro di un paio di decenni: altro che Italia e italioti come vi piace scrivere da queste parti.

      • Marco Padova82

        Si scrive “se la sono cercata loro”, giusto per rimanere in tema di ignoranti.

  • Epiphanius

    RT è uno dei potenziali obiettivi militari in caso di “problemi”?
    Tony Blair sul Guardian, 1999 “Serb TV station was legitimate target”…Si sa come finì.
    In realtà mi risulta che l’U.K. abbia imposto molti vincoli e laboriose procedure prima di far trasmettere RT da Londra, così lessi da qualche parte.

    E’ la dottrina del “full spectrum dominance”: controllo dell’intero spazio di conflitto “terrestre, aereo, marittimo, sotterraneo, spaziale, psicologico, biologico, cybertecnologico”.
    Il Guardian riporta che durante una visita dello scorso anno Putin avrebbe richiesto al personale di RT di operare in modo “imparziale”, esortandolo però a “rompere il monopolio anglosassone sui flussi globale dell’informazione”.

    Anche il Times di Londra aveva a suo tempo sottolineato come le diplomazie europee avvertano il confronto con la Russia nella guerra dell’informazione ed intendano per questo costituire un canale in lingua russa che risponda agli interessi U.E. o NATO.
    Nonostante gli auspici in tal senso – rivolti dai Ministri degli Esteri di Danimarca, Estonia, Lituania e Regno Unito all’Alto Rappresentante U.E. per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza,
    Federica MOGHERINI – l’iniziativa rimane eventuale. Da ricordare che la Mogherini sosteneva, attraverso una propria nota ufficiale, che la propaganda russa costituisca un pericolo. La rappresentante U.E. sottolinea, riferendosi a RT, come “l’obiettivo sia di gettare discredito sulle narrazioni U.E.” e di erodere il supporto al Governo legittimo nella regione, nonché
    di “demoralizzare la popolazione locale e di disorientare i politici occidentali”, minando in questo modo il concetto di “media liberi, indipendenti e pluralisti”.

    Interessanti anche le dichiarazioni all’epoca rilasciate da Viktors MAKAROVS, portavoce del Ministro degli esteri lettone, Edgars RINKĒVIČS, secondo il quale l’UE non deve soltanto proibire la diffusione dei programmi di Russia Today, ma “creare una alternativa di qualità comparabile in termini tecnici”.

    Significativa anche l’analisi del Centre of Excellence (COE) della NATO in materia di comunicazione; parrebbe riconoscere la forza di Russia Today – che trasmette in inglese, spagnolo, arabo e tedesco – ed aggiunge che la Russia pare aver effettivamente preordinato una “narrativa governativa”, rafforzata anche da interventi legislativi e fondata su memoria storica, legata ad esempio alla “grande guerra patriottica”, ma anche su “disinformazione e manipolazione”. La Russia dunque valorizza
    l’importanza della superiorità nella comunicazione, al pari delle Potenze che le sono contrapposte (“Analysis of Russia’s information campaign against Ukraine”, pp. 4-5, secondo il quale la “strategic narrative” rifletterebbe il contenuto di “policy documents like the Foreign Policy Review of 2007 and the State Security Review of 2009”).

  • Epiphanius

    Laura Boldrini (una tra i mille cantori italioti e non dell’accoglienza) ha 261.000 like sul suo profilo FB. Parte sono stranieri, larga parte penso siano italiani.
    La pagina che inneggia alle sue dimissioni ha poco più di 200.000 like.
    NOn servono considerazioni, se non il fatto che viene apprezzata anche da chi non usa FB.
    Conforta il fatto che FB non può essere l’indice della vita e delle valutazioni (inoltre i like, per chi ancora non lo sapesse, almeno per i soggetti commerciali, si possono comprare!).
    C’è peraltro anche molta gente che non la conosce: https://www.youtube.com/watch?v=noUtlh8vvjU&t=5s
    Conclusione, in ogni caso, assumendo che tutti e 261.000 siano autentici come ritengo: “Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”. Aldo Moro. Era peraltro un terzomondista e filoarabo, ma aveva le sue ragioni.

    Quale senso del dovere è il far arrivare sul nostro territorio a bivaccare nelle piazze e nelle stazioni e nelle strutture pagate dal cittadino centinaia di migliaia di stranieri senza arte nè parte?
    “Quousque tandem”, come diceva l’astuto (e ambiguo) Cicerone?

    • marcoferro

      il tenero finocchietto rappresenta in pieno la koglionaggine di certa europa. se poi si pensasse che gli islamici a questi frocetti gli farebbero la pelle all’istante, altro che gay pride, figli in adozione e i diritti, si può vedere bene il cortocircuito mentale che hanno in quelle zucche vuote…. https://uploads.disquscdn.com/images/414c97f971435da61cc62b083e493e204b388cfdd17cb8de43295e3b411fe1dc.jpg

      • what you see is a fraud

        La Francia che ha votato per decenni i politici supportati dalla famiglia Rotschield ora sono ariivati a capolinea con Macron che mettera i chiodi sulla bara della Francia , distrutta dall’importazione selvaggia di persone non integrabili . Questo risultato era evidente anche negli anni 70 e ottanta quando gia’ c’erano dei rioni in principali citta’ Francesi NO GO zone . Con la criminalita’ fuori controllo . Il costo di aver votato per decenni fantocci politici amici dei kazzari e’ la distruzione della Francia .
        Sembra che i francesi siano piu coglioni degli Italiani , dico questo perche’ in Francia la distruzione del paese e’ piu’ avanzata .

        • Francos

          …più coglioni degli italiani…. che però si fanno colonizzare dalla loro GDO e dalle loro banche, oltre a concedere che possano prendere il controllo di aziende strategiche come Telecom !!

    • Caio Giulio

      Queste interviste, compreso il barbetta cretino con le sue domandine da quinta elementare, più che ridere fanno veramente pena in tutti i sensi. Compresa l’ambientazione da cine panettone del cazzo.

    • mariobond
  • Caio Giulio

    C’erano una volta i galletti, adesso sono rimasti solo i capponi..
    La Francia è il migliore esempio di cosa succede se ci si astiene in massa, e non ditemi il contrario per cortesia. E’ ESATTAMENTE quello che si meritano da buoni sveglioni.

  • RUteo

    Non mettete mai in dubbio il coraggio dei francesi. Sono stati loro a scoprire che le lumache sono commestibili.
    DOUG LARSON

    • Epiphanius

      Tanto disprezzo per i francesi… Mah. Non è che noi siamo poi così migliori. Prima guardo a casa mia. Anzitutto loro hanno una pubblica amministrazione più funzionale e mediamente onesta, hanno senso civico. Sono stati e sono tuttora infiltrati dalla gauche come noi, del resto i più grossi partiti comunisti li avevamo noi due. In ogni caso fin quando continueremo a ghignare bovinamente sulle sventure francesi o tedesche o spagnole non cambierà niente. Verrà il tempo in cui sarà meglio essere UNITI senza tanti discorsi.

  • Minamoto no Yoritomo

    Macron, comincia a mettere ordine nel welfare francese che è una festa. Conosco immigrati comunitari che vivono in Francia, lavora il marito, 50% de lo stipendio lo prende in nero, cosi possono prendere tanti aiuti dallo stato francese.

  • enricodiba

    Per i francesi non ho nessuna empatia, anzi tutto il contrario.

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