Non facciamo gli snob, la protesta per i sacchetti a pagamento è molto più seria della rivolta in Iran

Di Mauro Bottarelli , il - 39 commenti


Roba grossa all’orizzonte. L’italiano, strana forma di rivoluzionario che per Ennio Flaiano è avvezzo a fare le barricate solo con i mobili altrui, stavolta si è veramente incazzato e pare deciso a combattere con ogni mezzo l’ultimo sopruso del governo: il pagamento dei sacchetti biodegradabili per gli alimentari sfusi. Avete capito bene, quei sacchetti di merda che si utilizzano in coppia con il guanto da urologo folle per pesare le mele al supermarket: fino al 31 dicembre erano gratis, da oggi costano fra 1 e 3 centesimi. Di fatto, non una cifra folle e nulla che mandi a puttane un bilancio famigliare.

Ma, al di là dell’incazzatura insita nell’italiano medio per ogni aggravio reddituale, c’è il fatto che l’Europa l’ha proposta ma non imposta: ogni Stato poteva decidere se introdurre o meno il pagamento. L’Italia, nemmeno a dirlo, lo ha fatto, in nome della lotta per i mari puliti, tanto per prenderci per il culo ancora un pochino. I telegiornali si sono scatenati, inviando giornalisti nei supermercati a intervistare novelli Renato Curcio pronti ad attaccare il cuore della grande distribuzione, partendo da campagne di disobbedienza civile basate sul pesare ogni singolo frutto od ortaggio singolarmente e incollarci sopra l’etichetta del prezzo, bypassando l’uso del sacchetto, divenuto simbolo del consumismo e del profitto. Nonché dell’avidità del governo e del PD, tanto che sono bastate poche ore per arrivare a questo:

la bufala sulla cugina di Renzi che produce tutti i sacchetti del globo terracqueo e la smentita sarcastica del presidente PD al riguardo, buona però per ricordare come ormai siamo in campagna elettorale e il pericolo delle fake news sia davvero in agguato. Ormai tutto si interfaccia e si incastra, la rivolta del sacchetto in stile foresta di Sherwood del banco frutta e verdura con le elezioni e l’arma letale delle bufale in Rete, arma talmente a doppio taglio da consigliarne l’uso minore possibile. A tutti.

Già, perché a ben guardare le cose serie del mondo, ti ritrovi a constate come la guerra al sacchetto a pagamento sia tra le più serie di tutte. Perché in perfetta contemporanea con le scene di guerriglia urbani nei supermercati italiani, in Francia era tempo di annunci ufficiali. “Le parole non contano tutte allo stesso modo: propaganda e informazioni false nuocciono alla democrazia”, queste le parole con cui Emmanuel Macron annunciava un progetto di legge per combattere le fake news e per rafforzare il controllo dei contenuti su internet in periodo elettorale. “Faremo evolvere il nostro dispositivo giuridico per proteggere la vita democratica contro queste notizie false”, ha dichiarato il presidente francese, esprimendosi dinanzi ai giornalisti invitati all’Eliseo per la tradizionale cerimonia di auguri di inizio anno alla stampa.

Più In particolare, Macron vuole smascherare quelle persone, partiti o istituzioni che finanziano, in modo anonimo, la diffusione di voci o informazioni false sui social network: “Le piattaforme si vedranno così imporre obblighi di maggiore trasparenza su tutti i contenuti sponsorizzati per rendere pubblica l’identità degli inserzionisti e di chi li controlla ma anche limitare i fondi destinati a questi contenuti”. In caso di diffusione di informazioni false, sarà dunque possibile rivolgersi al giudice attraverso un procedimento giudiziario che consenta, se necessario, di eliminare il contenuto in questione, cancellare il sito dai motori di ricerca e chiudere l’account dell’utente, se non bloccare l’accesso al sito web che ha pubblicato il fake.

E chi si fa promotore di questa sacrosanta battaglia per smascherare la piaga di sponsor e padrini occulti? L’uomo arrivato all’Eliseo dal nulla grazie alla Banca Rothschild, destinatario di una campagna stampa e di sostegno internazionale senza precedenti. E tutto in sei mesi, roba che in confronto i proprietari cinesi del Milan sono imprenditori credibili e referenziati. Ah, scordavo, nel Paese dove la verità è talmente sacra da vedere appunto secretata sotto i rigidi vincoli militari quella questioncina legata al passaggio di armi fra servizi e “terroristi” del Bataclan. Meraviglioso.

Ma non è tutto. Come giudicare, a livello di serietà, la crisi in Nord Corea, visto che dopo mesi di minacce nucleari giunte in queste ore al vertice fra statisti della sfida fra chi ha il pulsante più grosso (sul cervello è pari e patta, questo è sicuro) per attivare le testate nucleare, è scoppiata una meravigliosa narratva di spirito olimpico, in base alla quale PyongYang non solo manderà una delegazione ai Giochi invernali di Seul ma si vocifera addirittura di delegazioni unite fra le due Coree sotto un’unica bandiera? Oggi il 38mo parallelo si è aperto per lasciare passare i negoziatori ed entrambe i contendenti hanno parlato di grande passo avanti per i due Paesi. Insomma, tano casino e alla fine bastano due pattinatori sul ghiaccio o uno sciatore di fondo per chiudere la faccenda? Sanzioni, minacce, corse agli armamenti e poi tutto a tarallucci e vino lungo una pista di bob a due, magari in attesa di andarsi a bere un bombardino o un punch assieme a fine gara?

Ma chi cazzo pensano di prendere per il culo? A quanto pare parecchia gente, media in testa, visto che gli stessi telegiornali che si facevano beffe dell’italiano medio e della sua ridicola lotta contro la sporta a pagamento, segnalavano l’accaduto come seconda notizia, senza nemmeno premurarsi di mandare in sovra-impressione una banda che – questa volta, sì – avvisasse della messa in onda a breve di una fake news. E per finire, che dire della rivolta iraniana, apertura di tutti i giornali e i tg di oggi? Già finita, ne hanno dato notizia i vertici dei Pasdaran poco fa, come volevasi dimostrare fin dall’inizio. Eppure, quante dotte e preoccupate analisi geopolitiche abbiamo letto e sentito in queste 72 ore? Quante immagini iconiche sono sorte, pronte all’uso per la prossima ricorrenza contro il femminicidio o per i diritti delle donne?

Il tutto per un simil-golpe che sarebbe stato tentato dai seguaci di Ahmeninejad, nel tentativo di destabilizzare Rohani: certo, ci sono stati dei morti (ancorché io non mi senta di escludere feriti all’Esselunga nel corso della giornata, fra cassette di patate e limoni) ma cosa puoi aspettarti se insceni proteste anti-governative in Iran, il lancio di rose da parte dei Pasdaran? Una medaglia da Khamenei? Addirittura, guardate qui:


non ci sono nemmeno più le operazioni coperte della CIA di una volta, a dirti che gli USA sosterranno i rivoltosi a tempo debito ci pensa in anticipo la Casa Bianca, tanto per spaventarti e metterti in guardia! E quelli patetici e fuori dal mondo sarebbero i rivoluzionari da market che combattono la loro lotta personale contro il sacchetto a pagamento? Proprio sicuri? Per quanto mi riguarda, meritano loro le prime pagine. Le stesse che domani saranno piene davvero di fake news. E che, contestualmente, faranno la morale ai taccagni anti-ecologici pronti alla loro personalissima Stalingrado nel reparto del fresco. Sarà una risata che li seppellirà.

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  • andrea pippo

    questa storia non ha alcun senso. i supermercati li comprano i sacchetti e quindi li pagano. che cazzo di legge è? decideranno i supermercati se farli pagare o meno al cliente o se rifarsi sul prezzo del prodotto, cosa c’entra l’europa e il governo italiano. ma che leggi di merda fanno?

    • Flambeau

      Lei è il tipico esempio di pericoloso libberista.

      Ho provveduto a segnalare il suo nome alla polizia postale per i dovuti accertamenti

    • Cruciverba

      Basta delegare il potere di decidere a qualche psicopatico radical chic frikkettone ed il risultato è questo . Gente che vuole mettere per legge la misura delle zucchine ti sembra sana di mente ??!!! … Questa è l’Europa bellezza e c’è qualche coglione che ciancia di “piu’ Europa” …

    • maggioranza_silenziosa

      A Pisa la Coop ricarica 1 cent. sul prezzo della frutta/verdura.
      Non vedo la necessità di farci delle polemiche e dei servizi giornalistici, ma si sa siamo in Italia e come al solito si guarda il dito e non la luna.

  • Franco Maraschi

    Pero’ la campagna elettorale non si decidera’ sul sacchetto biodegradabile, ma su quanti confronti /scontri ci saranno in tv: ho appena visto il video tra paolo Dion ed una giovane politica piddiota , che meravigliosamente sosteneva lo jus soli. E’ li che vanno stanati, lo jus soli, per vedere di dividere i piddioti (che andranno sempre e comunque a votare) da almeno una parte dei restanti piddini che potrebbero astenersi.

  • Alex

    Chi deve pagare il marchettaro di Rignano. Semplicemente viscido, lui come il piddi.

  • johnny rotten

    Padoan deve pensare di essere diventato come Zio Paperone, che a forza di cent ha fatto i miliardi, solo che qui i cent li incassano all’ingrosso, o più semplicemente una mancia alle coop del piddì ma che torna utile anche con gli altri supermarket, in vista della campagna elettorale, trattasi di commercio di voti più o meno occulto.

  • Austrian school

    Il problema della tassa sui sacchetti è che è l’ennesimo modo per prendere culo e soldi alle pecore italiche.
    D’altronde uno Stato che basa la sua ragion d’essere sul debito, i soldi da qualche parte deve prenderli e pretenderli.
    Quindi pagate i sacchetti oltre al canone Rai, all’Imu, alla Tasi, alle accise e non rompete i [email protected]@@oni al PD che sa bene di cosa gli italiani hanno bisogno.
    Dobbiamo ricordare in eterno che il PD è il partito dove illustri esponenti hanno fatto lo sciopero della fame per dare il voto ai figli degli immigrati, ma che nulla hanno fatto per i terremotati.

    • Mario Rossi

      Tutte queste tasse e l’invasione in atto, l’uso della neolingua politically correct trovano il fondamento in quel vergognoso 25% di voti al PD e 28% al M5S. Uno scandalo morale il voto al PD ed una gigantesca occasione persa il voto inutile e congelato al M5S.

      • Epiphanius

        I M5S sempre funzionalissimi al sistema e sostanzialmente attrattivi per tutta una galassia antimondialista e freakettona che ci darà tanti “diritti” in più. Iniziando dalla marijuana.Intanto sui migranti han sempre fatto orecchie da mercante, per non dire SCHIFO.

        • maboba

          vedi sopra

      • maboba

        E’ un articolo di Francesca Totolo, la collaboratrice di Luca Donadel. Finora è sempre stata ben documentata per cui vale la pena leggerlo, forse non si tratta di una bufala.

        http://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/cosi-gli-uomini-di-soros-hanno-scritto-il-programma-immigrazione-del-m5s-77760/

        • davide

          Ottima la tua segnalazione! Se tal Francesca Totolo è intellettualmente onesta, allora subito a capo dei servizi informazione della repubblica italiana.

      • Buon Giorno

        Vuol dire che il 53% degli italiani si scava la fossa da solo a danno del restante 47%.

    • Cruciverba

      Ma che campano con i loro soldi … Almeno si facessero mantenere dalle loro amate risorse .

  • Lucio

    e la Haley che come un isterica chiede una riunione di emergenza perchè il governo iraniano stermina tutti i manifestanti? Che personaggio incredibile che è quella donna.

    Comunque la fake news principale sui sacchetti è quella data dai media che a molti sono riusciti a far credere che sia l’Europa ad aver preteso che i sacchetti fossero a pagamento.

    • ws

      in ogni caso un autogol. A son di nascondersi dietro la U€ i predoni piddini , per quanto siano abilissimi trasformisti, ne favoriscono la fine e la seguiranno inesorabilmente.

      • alfvanred

        Speriamo.

  • Davide

    Non sanno più dove prendere soldi e poi sono degli incompetenti la direttiva UE è scaduta nel 2016 che dice altro.

    http://www.today.it/economia/sacchetti-frutta-a-pagamento-direttiva-ue.html

  • RC17

    Letto l’articolo, un atroce dubbio mi ha assalito: non è che si paga anche la carta accartocciata dentro le scarpe? 😉

  • andrea pippo

    L’altra settimana avevo sentito un servizio su rainews24 sulla
    catalogna e il commentatore diceva che era difficile volere la
    seccessione dato che “quasi la metà della popolazione è contraria”. Non
    ha detto che più del 50% è favorevole, ma che quasi la metà è contraria.
    Questo è un caso simile, perchè i tg non dicono che i sacchetti sono tassati, ma che sono a pagamento. Stanno incrementando l’uso della neolingua in maniera oscena.
    Poi: hanno tassato i sacchetti biodegradabili per disincentivare l’uso dei sacchetti di plastica non biodegradabili.
    Ormai non è neanche più follia, è farsa, avanspettacolo.
    ma sono dei deficienti? Sarebbe come tassare il conto corrente per incentivarne l’uso, quale scemo lo farebbe?

    • ws

      il cc è già tassato e il suo uso è stato reso OBBLIGATORIO ( come i sacchetti appunto )

      • Mario Rossi

        Allora diciamo le cose come stanno: l’imposta di bollo sui conti correnti (neolingua) é un prelievo forzoso dei vostri risparmi.
        Anche sui saldi negativi.

  • marcoferro

    la storia di bernarda renzi, mortacci sua quanto è brutta, non è proprio una bufala. si è stimato che in italia si consumano 2 miliardi di sacchetti, quindi per un giro di affari di 400 milioni di euro non proprio bruscolini. ho letto casualmente Affari italiani che dice: Catia Bastioli, la «manager renziana», è l’amministratore delegato di Novamont, l’unica azienda italiana che produce il materiale per realizzare i sacchetti bio. La «manager amica di Renzi», nel 2011 ha anche partecipato come oratrice alla seconda edizione della Leopolda renziana. Saranno coincidenze? Sarà che gli italiani sono troppo maliziosi? Chissà…di sicuro gli amici del cazzaro hanno sempre avuto qualcosa in cambio..

    • Epiphanius

      Grazie delle informazioni.

  • Epiphanius

    Già perchè secondo Renzi un’economia come quella italiana dovrebbe fondarsi sulla “green economy”, sul “settore food”, e altre amenità con immancabile inglesismo che fa molto LUISS e BOCCONI, i punti di riferimento di questi signori, come lo sono ovviamente dei grullini.
    Mica bisogna puntare su chimica, cantieristica, metallurgia, informatica, elettronica, nanotecnologie…Giammai ritornare veramente concorrenziali.
    Come dice Farinetti, grande fedelissimo renziano: “Nel sud c’è da fare un unico grande Sharm El Sheikh dove ci va tutto il mondo in vacanza” (Repubblica, 31 marzo 2014).
    Per fare i sacchetti in amido di mais o col riciclo dobbiamo temere la concorrenza del Sud Est asiatico? Ma se non produciamo più nemmeno le auto a momenti! Se qualcuno ne capisce di più ben venga, spieghi pure.
    Notevoli le dichiarazioni di intenti renziane:

    “pulire l’Italia dall’inquinamento ambientale”.. suggerirei di organizzare convegni a Longare, Teulada…magari nella dimenticava Taverna del Re (comune di Villa Literno), oppure dove preferite voi, i siti gravemente inquinati sono numerosissimi, a causa di attività ordinarie umane/industriali, di questioni militari o di attività illecite (non ultimi i roghi attribuiti ai nomadi – impuniti e incontrollati – nella Capitale e non dev’essere una fake news dal momento che Il Tempo ed altri vi hanno dedicato prime pagine e articoli con foto)

    “Oppure si pensa davvero che vivremo tutti di sussidi, assistenzialismo e reddito di cittadinanza?”

    Di grazia, Dott. Renzi, e il “modello accoglienza” da copertina di Venerdì di Repubblica (Fam. Calò di Treviso vgs. immagine) funziona gratis? “Accogliamoli a casa nostra”.. Ma senza sussidi, assitenzialismo ecc., altrimenti Renzi va in contraddizione? Questo sistema chi lo finanzia, il settore privato (ed indirettamente è così..) o magari qualcun altro?

    Notizia di ieri, senza sforzo, su Il Giornale.it ” Sprechi e appalti senza gara: il business dei migranti gestito dai privati. Sette centri su dieci non sono a gestione pubblica. Il sistema di accoglienza è ancora in piena emergenza”. Sarà anche propaganda elettorale, ma più di un fondo di verità c’è eccome.
    La vera e tragica aporìa è che togliendo “sussidi e assistenzialismo” ai circa 500mila “richiedenti asilo” (Ghana, Costa d’Avorio, Bangladesh, Benin, ecc. dove non ci sono guerre e molti altri) si va incontro all’ingnoto e a reazioni non preventivabili e che si possono fin d’ora ritenere allarmanti.

    Ancora, attività economiche come quella sotto citata (a Cosio Valtellino – Sondrio) vivono di concorrenza e “libera impresa” che si insegna alla LUISS e alla Bocconi oppure di sussidi e di assistenzialismo che Renzi aborrisce?

    Corriete.it, 10 marzo 2017 “Valtellina, l’hotel dei migranti non accetta più turisti «normali». Tutte le
    stanze dell’albergo Bellevue di Cosio sono occupate da profughi. Non c’è più posto per altri clienti. Il gestore: «Dai rifugiati più soddisfazioni economiche».

    In un articolo online il gestore, peraltro, si vanta di avere ospiti da tutti gli Stati dell’Africa occidentale, nessuno escluso, grazie all’arrivo di un “profugo” del Benin.

    Ma poi: sussidi e assistenzialismo non sono in fondo quel che ha contribuito a “salvare” alcune banche decotte o dissestate dal credito facile e dalla mala gestio? https://uploads.disquscdn.com/images/9b3a83ca244c70d68844ccb2da254e2c8e2565f2e11f03512767dfb4665410c0.jpg

  • Epiphanius

    Vorrei capire perchè un mio articolato commento di utente partecipe e realmente interessato al ragionamento è segnalato come spam. Postato questa mattina. Grazie.

    • RC17

      Hai corretto/modificato il commento più volte in poco tempo? Se si è questo il motivo.

      • Epiphanius

        Grazie. Esatto, inserendo non tanto i link (sennò mappa immediatamente come spam) ma unicamente alcune notizie di questi giorni e mesi, col mero titolo. Al momento non penso sia visibile nelle discussioni. Come posso recuperarlo?

        • RC17

          Potresti provare a cliccare sul tuo nickname in alto prima dei commenti e poi su profilo, lì dovresti ancora vederlo, copi e incolli in un nuovo messaggio.

  • Uto Uto

    In origine vera il sacchetto di plastica dura. Inaffondabile, eterno, ma sopratutto gratis! Passano gli anni e lo stesso sacchetto per la spesa diventa a pagamento per contingentarne gli abusi. Nei tempi recenti la materia che lo compone è diventata biodegradabile, all’istante. Infatti appena inserite due bottiglie di barbera si bucava. Dei sacchetti del cazzo insomma. E pure a pagamento.
    Per ultimo gli incliti adepti delle ecominchie, hanno obbligato all’utilizzo dei sacchettini di merda anche per infilarvi i kili di mele o patate. Risultato: si rompono all’istante. Vedi su. Come regalo di natale 2017 adesso li pagherete, poco ma li pagherete.
    Ora vorrei sapere, obbligando al pagamento dei sacchettini cosa cambia rispetto a prima? Che ne consumeremo meno mettendo la roba alla rinfusa nel carrello? Non credo proprio. Non bastava obbligare i super a dotarsi di quelli ecocompostabili senza obbligare a farli pagare, come era prima? Noooo?

    • VincenzoS

      “In origine v’era il sacchetto di plastica dura. Inaffondabile, eterno, ma sopratutto gratis! Passano gli anni e lo stesso sacchetto per la spesa, diventa a pagamento per contingentarne gli abusi. Nei tempi recenti la materia che lo compone è diventata obbligatoriamente biodegradabile, all’istante. Infatti appena inserite due bottiglie di barbera si bucava. Dei sacchetti del cazzo insomma. E pure a pagamento.”
      Che quei sacchetti fossero gratis è una falsità. Per il supermercato erano un costo che poi ricaricava sui prodotti. E magari invece di ricaricare 1 centesimo, ne ricaricava, una volta fatti i conti, 2. Aldilà di questo ci sta il fatto che sono ricomparse le buone vecchie sporte, 1 € l’una e si riutilizzano centinaia di volte. Comodissime (i sacchetti di plastica segavano dita e mani), utili anche in altre situazioni, e che hanno consentito, indirettamente, un ulteriore abbattimento dei costi. Se prima per comprare due bottiglie di vino e tre pacchi di pasta ero costretto a girare per le corsie con un carrello ingombrando lo spazio, ora metto tutto nella sporta e vado alla cassa. Il risultato è che il supermercato ottimizza la gestione degli spazi e non deve dotarsi di tanti carrelli. Sono costi anche quelli.

    • Uto Uto
  • Valerio Calini

    Ci si indigna di più per i 2 cent a sacchetto che non per i miliardi bruciati dalle banche fallite per colpa delle euro-direttive del cazzo votate ed applicate dal PD.
    Va bene anche così, all’ennesimo sopruso la gente alla fine s’è incazzata e si vota tra soli due mesi.

    Che poi tutta la questione della tutela ambientale non sta neanche in piedi dal momento che il sacchetto che tu hai pagato non lo puoi riutilizzare ma lo devi ricomprare.
    Chi cazzo volevano prendere in giro?

  • giuseppe

    …portatevi (portiamoci) i sacchetti da casa e stop. Altrimenti andate (andiamo) al mercato…

  • paolosenzabandiere

    Chi Leosolda si fa vince una Terna a lotto.

  • RC17

    Chissà cosa penserebbe la gente nel sapere che un click, uno solo, su un banner o su un link di ricerca tramite Google con la dicitura “ann.” (i primi risultati) costano all’azienda dai 10 ai 50 centesimi e sono anche essi conteggiati nei costi dei prodotti.
    Un click e è come se ho acquistato 25 sacchetti! 😉

  • Scrillo

    involuzione tecnologica senza senso. una volta i sacchetti di plastica erano gratis e resistenti. ora li paghi ma fanno cagare, si rompono come niente, puzzano di decomposizione, non li riesci manco a riusare. poi questa ennesima idiozia, che non considera che ogni giorno compriamo migliaia di prodotti diversi il cui imballaggio e confezionamento è di plastica.

  • donato zeno

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