Perché il socialismo ormai è morto

Di Francesco Simoncelli , il - 42 commenti

di Gary North

Il socialismo era una filosofia specifica della proprietà statale dei mezzi di produzione.

Il welfare state non è mai stato una variante del socialismo. Marx, il socialista più famoso, disprezzava la democrazia. Disprezzava tutti i tentativi di miglioramento economico attraverso la legislazione. Voleva una rivoluzione proletaria. Predicava — il verbo corretto — una religione rivoluzionaria. Questa era la tesi del mio primo libro, Marx’s Religion of Revolution (1968). Potete scaricarlo qui.

Rimase in silenzio su come lo stato avrebbe stanziato risorse in base al suo sistema. Non pubblicò nulla sulle operazioni effettive della società post-rivoluzionaria, del socialismo e del suo successore finale, il comunismo. Verso la fine della sua carriera, nella sua ultima pubblicazione, poco più di un opuscolo, scrisse questo: “Tra la società capitalista e quella comunista si colloca il periodo della trasformazione rivoluzionaria dell’una nell’altra, che corrisponde anche ad una transizione politica in cui lo stato non può essere altro che la dittatura rivoluzionaria del proletariato”. (Critique of the Gotha Program, Pt. IV, 1875) Questo era un obiettivo puramente politico. Durante la sua carriera rimase in silenzio su come lo stato avrebbe dovuto, o voluto, oppure potuto, gestire l’economia.

Offrì alcuni slogan famosi. Offrì una retorica sull’inevitabile trionfo della classe proletaria. Ma non offrì linee guida ai leader dei proletari vittoriosi.

I socialisti nel diciannovesimo secolo erano altrettanto silenziosi su come lo stato potesse allocare la produzione in modo da creare la buona società. Nel ventesimo secolo non esisteva un trattato teorico dettagliato sull’economia del socialismo, con dettagli sulle effettive operazioni delle agenzie di pianificazione centrale in un mondo in cui lo stato avrebbe posseduto i mezzi di produzione. Non c’era alcun equivalente di Human Action di Ludwig von Mises, o Man, Economy, and State di Murray Rothbard, o Capitalism di George Reisman.

In retrospettiva, sembra incredibile: stiamo parlando di un movimento che catturò l’Unione Sovietica e la Cina, eppure non esisteva un solo libro, figuriamoci uno scaffale di libri, disponibile per Lenin nel 1917 e Mao nel 1949 che potesse servire da guida per il tipo di organizzazione economica che dovevano imporre. Non esisteva un trattato che potesse servire da modello per il socialismo del Nuovo Ordine Mondiale, il socialismo non rivoluzionario, o il comunismo marxista. Eppure Marx disse che il suo era un socialismo scientifico — non socialismo utopistico, come le opere dei suoi critici.

L’utopia significava “da nessuna parte”. Erano tutti socialisti utopisti, incluso Marx.

Il socialismo è sempre stato un movimento basato principalmente sulla retorica. Non c’è mai stata una logica. C’erano infinite promesse su come la politica o la rivoluzione di classe potessero condurre ad un paradiso socialista, ma non c’era nulla di scritto su come avrebbe funzionato questo paradiso.

Marx offrì i suoi famosi dieci punti nel Manifesto del Partito Comunista (1848), ma erano meri slogan. Il fatto che abbia incluso una banca centrale (n. 5) è indicativo di quanto fosse confuso riguardo al passaggio dal capitalismo al socialismo al comunismo. Non approfondì mai ulteriormente. Aveva un sacco di tempo per offrire dettagli. Morì nel 1883.

Ecco ciò che i difensori del socialismo rifiutano di affrontare: non esiste una teoria della pianificazione economica socialista. Una teoria economica socialista è sempre mancata. Non esiste inoltre un trattato pratico che sia servito da guida per i pianificatori economici socialisti dopo le loro rivoluzioni nazionali. La pianificazione economica socialista è stata caotica. Nessuna teoria della pianificazione socialista è mai emersa da questo caos.

Quando guardiamo alla storia del socialismo, che significa proprietà statale dei mezzi di produzione, ci sono pochi esempi: l’URSS e la Cina comunista si sono avvicinate, ma i mercati neri hanno sempre continuato ad operare in entrambe le società. A fianco di questi grandi stati, c’erano anche piccoli stati comunisti: Albania, Cuba e Corea del Nord. Nessuno di loro ha prodotto una teoria della pianificazione socialista.

Il governo laburista della Gran Bretagna dal 1945 al 1951 nazionalizzò l’estrazione del carbone e gran parte dell’assistenza medica, ma non estese il controllo sui mercati dei capitali alla City, la giurisdizione legale separata dei banchieri nel centro di Londra. La Banca d’Inghilterra mantenne la maggior parte della sua sovranità. I laburisti la nazionalizzarono nel 1946, ma poi non riuscirono ad esercitarvi il controllo. Rimase keynesiana.

In breve, non ci sono modelli funzionanti di socialismo. Questo perché non ci sono modelli teorici di socialismo. È sempre stato basato sulla retorica, non sulla logica. Non è mai stato basato su alcun sistema di causalità economica. Non ha alcuna teoria delle sanzioni economiche paragonabile alle sanzioni nel libero mercato (es. profitti/perdite).

Ciò fu sottolineato nel 1920 da Mises nel suo saggio, “Economic Calculation in the Socialist Commonwealth“. Sosteneva che il socialismo fosse intrinsecamente irrazionale. Non ha un sistema di proprietà privata, pertanto non ha mercati dei capitali. Ma senza i mercati dei capitali, non ci possono essere prezzi per il capitale. Senza prezzi per il capitale, i pianificatori centrali non sanno come allocare il capitale per servire i bisogni della gente. Quindi, sosteneva, il socialismo non può sopravvivere.

Questa argomentazione non fu mai confutata da nessun socialista. L’immigrato polacco e professore universitario all’Università di Chicago, Oskar Lange, scrisse diversi articoli alla fine degli anni ’30 sugli argomenti di Mises, ma erano strettamente teorici. Quando tornò nella Polonia comunista nel 1945, e in seguito fu posto in posizioni di autorità nel governo, nulla di ciò che aveva scritto nei suoi famosi saggi fu effettivamente attuato dal governo polacco. Il suo ipotetico piano di pianificazione socialista rimase solo pura teoria. Si basava sull’idea che i pianificatori centrali potessero generare i prezzi attraverso il trial & error per allocare il capitale. Ma non ci sono prezzi generati dai consumatori in un commonwealth socialista. Più precisamente, non vi sono sanzioni economiche ad essi collegate. Se non esiste un sistema di profitti/perdite, non vi sono sanzioni economiche significative per i pianificatori. Ma ci sono sicuramente sanzioni politiche, come hanno scoperto i pianificatori sotto Stalin e Mao. Non è che i dittatori liquidassero il capitale, liquidavano letteralmente gli oppositori politici ed i burocrati che perdevano il loro favore.

Ci sono stati pochissimi economisti marxisti che hanno insegnato nelle università americane. Hanno avuto un’influenza pari a zero sulla professione. Non ci sono stati molti altri economisti socialisti nei campus. C’è stata una raffica di pubblicità verso la fine degli anni ’60 riguardo un piccolo gruppo di queste persone che si definiva Union of Radical Political Economists. Ho studiato con una delle sue figure più importanti alla scuola di specializzazione, Howard Sherman. Teneva conferenze, scriveva bene in inglese, non usava le equazioni. Non sponsorizzò mai il socialismo nella classe a cui ho partecipato. Se abbia mai convertito qualcuno al socialismo, deve averlo fatto in privato.

I professori socialisti sono confinati principalmente ai dipartimenti di sociologia e ai dipartimenti di letteratura. Queste persone non hanno mai seguito un corso di economia. Non comprendono la logica della causalità economica. Come i loro predecessori nel diciannovesimo secolo, limitano i loro commenti alla retorica.

Vediamo folle di studenti universitari che affermano di essere a favore del socialismo. Ma nessuna di queste persone ha mai letto un libro sulla teoria economica socialista. Questo è comprensibile dal momento che non ce n’è uno.

Sono motivati dalla retorica. La retorica è tutto ciò a cui sono stati esposti. Si recano a grandi riunioni di massa per protestare contro questo o quell’aspetto del capitalismo, ma non hanno programmi. Non hanno un’agenda personale e non hanno un’agenda sociale. In questo senso, sono proprio come Karl Marx.

La differenza è questa: non troveranno sponsor ricchi come Frederick Engels, il quale gestiva la fabbrica tessile della sua famiglia a Manchester e usava un po’ del suo denaro per mantenere Marx.

Queste persone fanno rumore, ma in termini di perseguire un’agenda sistematica per trasformare gli Stati Uniti in un commonwealth socialista, sono davvero innocue.

Quando Deng Xiaoping inaugurò la riforma agraria nel 1979, che si basava fortemente sulla proprietà privata, lanciò il periodo di crescita economica più impressionante che un grande Paese avesse mai sperimentato. Ma questo pose fine alla pianificazione economica socialista. Quando il 25 dicembre 1991 Mikhail Gorbachev annunciò che l’Unione Sovietica stava fallendo, pose fine al fascino per il socialismo tra gli intellettuali. Si erano sempre aggrappati al socialismo perché si aspettavano che la loro classe avrebbe esercitato il potere in un regime socialista. Quando divenne chiaro che l’Unione Sovietica era troppo debole per imporre la sua volontà alle masse russe, quella fu la fine della loro infatuazione per il comunismo e il socialismo. Le loro ragioni si sono sempre basate sul potere, mai sulla logica del socialismo.

Quindi, in questo mese, nel centenario della rivoluzione bolscevica di Lenin in Russia, possiamo rallegrarci del fatto che il socialismo è morto. Da un punto di vista teorico, non è mai stato vivo. È stato un cadavere sin dal primo giorno. Era sostenuto dalla retorica, non dalla logica.

Se volete visualizzare il futuro del socialismo, pensate al cadavere di Lenin in Piazza Lenin. È vestito di buon punto, ma non può andare da nessuna parte.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

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    Se scrivessi sulla mia squadra di calcio sarei molto + coerente.

    • Carlo Robotti

      un articolo full of cazzxxxxxxx

  • sfracellone

    Certamente a livello individuale l’egoismo è una religione con maggiore probabilità di successo.
    Ma il capitalismo porta in sé le motivazioni della sua fine storicamente ineluttabile.
    Infine il socialismo si affermerà grazie all’istinto di conservazione individuale e collettivo.

    • ecomostro

      Il capitalismo c’è dai tempi dei Fenici… sono millenni che c’è gente che ne aspetta la fine.

      • sfracellone

        Si, ma l’analfabetismo non è più così diffuso, esistono i media, i social e
        la gente non è più quella di una volta.

  • Mister Libertarian

    Il socialismo economico, cioè il marxismo classico, è morto è sepolto. Nessuno crede più alle colossali scemenze della collettivizzazione dei mezzi di produzione, dell’abolizione della proprietà privata e altre amenità del genere.

    Tuttavia il marxismo culturale, nella sua veste multiculturalista e politically correct, è vivo e vegeto e pericolosissimo.

    Distruggerà l’Occidente se non lo abbattiamo.

    • Tenerone Dolcissimo

      Nessuno crede più alle colossali scemenze della collettivizzazione dei mezzi di produzione, dell’abolizione della proprietà privata e altre amenità del genere
      ————
      Scusami ma a me sembra che all’abolizione della proprietà privata le elites di Bruxelles e dell’OCSE ci credano.
      E non mi sembra neanche che queste elites siano prive di potere e che non siano in grado di influenzare la nostra vita.

      • Carlo Robotti

        “..abolizione della proprietà privata ” Ehhhh?????? ma dove l’hai sognato? cosa direbbe il signor Warburg da Francoforte? e DeBenedetti?

        • Tenerone Dolcissimo

          Il grande capitale prescinde dalla proprietà privata in quanto si situa in una dimensione siderale che non risente di espropri e collettivizzazioni.
          A quel punto diventa esso stesso promotore di iniziative espropriatrici allo scopo di pascersi dei loro proventi.
          Non hai notato, per esempio, che l’imposta patrimoniale veda fra i suoi promotori ed esaltatori sia grandi conglomerati finanziari, come DB, sia gruppettari di sinistra o sindacati comunisti come la CGIL, tutti che marciano fraternamente a braccetto per mettere le mani sulle case degli italiani???

          • Carlo Robotti

            veramente quello si chiama furto o ipertassazione…

        • paolinks

          Mai sentito parlare Minniti di requisire le case sfitte per metterci dentro i clandestini?

          • Carlo Robotti

            Si hai ragione: ora mi ricordo anche che siamo messi peggio dei cinesi, lì impiegarono 13 anni per comprare una casa sulla traiettoria del progetto di una autostrada. Questa venne costruita con una curva attorno alla casa e funziono’ cosi’ per 10 anni, fino all’accordo di vendita con i proprietari che non volevano vendere. Non trovo piu’ la foto ma era incredibile..
            Effettivamente da noi la requisizione è possibile a cifre che vogliono lor signori.

            Fa parte della ‘conquiste’ del 25 aprile, è per quello che festeggiano.

    • sfracellone

      Abbattere Wall Street prima che ci stritoli tutti, non sarebbe meglio?

    • donato zeno

      Marx non era per niente multiculturalista ed il politicamente corretto ad un predicatore di odio di classe lo avrebbe fatto solo ridere,Quello che imperversa adesso è il rimasuglio della “New Left” americana anni 60.

      • Mister Libertarian

        Sì, si tratta di una metamorfosi del marxismo.

  • cipperimerlo

    Supponiamo esistano 2 aziende molto simili per struttura e diffusione, entrambe con decine di migliaia di addetti e miliardi di dollari di fatturato.
    Il “capo” della prima azienda, al momento della sua nomina, dichiara alla stampa:”noi pianificheremo in dettaglio la nostra produzione, applicheremo una rigida politica di prezzo, per mantenere la redditività, controllando i costi. Da subito presenteremo un piano industriale dettagliato, con gli investimenti da fare, nonché il piano di espansione che applicheremo fedelmente”.
    Il capo della seconda azienda, al momento della sua nomina, dichiara alla stampa:” Noi non pianificheremo nulla, non ci struttureremo né stileremo piani industriali. Ci adatteremo ai prezzi del mercato, rendendoci molto flessibili organizzativamente, a seconda delle richieste dei clienti”.
    Doveste investire in una delle due aziende, a quale affidereste denaro?

    • Alcoor26 .

      Probabilmente con una crisi come quella del 2007, la prima azienda strutturata rigidamente salterebbe in aria. Soprattutto se in italia, con ambiente anticompetitivo e nessuna flessibilità al lavoro.

    • ecomostro

      Supponiamo esistano 2 contadini, uno in un paese capitalistico ed uno in un paese comunista.
      Nella fattoria di ciascuno c’è un maiale che si è ammalato ed ha la febbre alta.
      Se io fossi il contadino del paese capitalista chiamerei con insistenza il veterinario per farlo venire prima di sera e dargli gli antibiotici, poi metterei il maiale malato in un locale pulito e isolato dagli altri, punterei la sveglia ogni due o tre ore la notte per provargli la febbre e somministragli paracetamolo se sale sopra una certa soglia, gli darei il latte con il biberon, gli farei degli impacchi con acqua fresca, ecc. perché non voglio perdere una bestia.
      Se io fossi il contadino del paese comunista chi me lo farebbe fare di passare la notte in bianco vegliando al capezzale del Maiale dello Stato? Ma che se ne vada diretto al Diavolo il Maiale dello Stato, with compliments, ma proprio senza problemi.

      • cipperimerlo

        Cosa c’entri con la mia domanda, lo sai solo tu!

        • ecomostro

          Mi sa che ho la febbre, ma non so se c’entra.

          • cipperimerlo

            Io volevo indicare che persino aziende private che operino sul mercato hanno bisogno di organizzare e pianificare.

      • Danilo Roascio

        non hai il senso della collettività…lo stato sono i cittadini, tu il maiale un altro le patate tutti insieme fanno l’arrosto di maiale con le patate

        • Vincenzo Laino’

          Mi dispiace.Lo stato NON sono i cittadini.Lo stato e’ l’organizzazione che i cittadini si danno per il funzionamento delle cose comuni.E l’organizzazione si esplica tramite i dipendenti pubblici.Ricordo inoltre un architetto radical chic ,anni orsono,che mi disse : ” la casa di proprieta’ alla morte del proprietario non deve andare agli eredi ma allo stato ,che provvedera’ a darla a chi ne ha bisogno” Gli risposi: “a queato punto chi me lo fa fare a fare sacrifici per una vita;ci pensera’ lo stato a darmi una casa” Risposta: “sei un egoista”.Ma fateci il piacere va……………

      • sfracellone

        Beh, devi tenere presente però che l’educazione e il patrimonio ideale di un comunista sono
        profondamente diversi dagli altri: quindi può darsi che il contadino comunista avrebbe accudito il maialino pensando al bene della società e che quello capitalista avrebbe pensato di farne ugualmente
        macello vista la necessità di far quadrare i propri conti senza riguardo al prossimo.

      • Nikytower

        Grande! 🙂
        Svilupperei la teoria… Dal maiale di stato allo stato maiale! :)))

  • Gian Maria Freddi

    Socialismo = statalizzazione dei mezzi di produzione è una distorsione (dogmatica e fallimentare) leninista, in realtà il socialismo si basa sulla proprietà comune dei mezzi di produzione (che cos’è la proprità comune: http://socialismo-mondiale.blogspot.it/2010/07/che-cose-la-proprieta-comune.html ).
    Marx, come gli altri socialisti, era per la vera democrazia (potere del popolo).

    • HarinGV

      Inutile girarci intorno, la proprietà comune dei mezzi di produzione diventa prima o poi, spontaneamente, statalizzazione. E ci sarà sempre qualcuno che deve mettersi la giacca per fare un discorso mentre qualcun altro deve ascoltare. Et voilat, ecco rifatta l’URSS… (scusate ma siete proprio patetici)

  • Fabio E. Nategh

    ma invece l economia americana od occidentale è ricca perche il capitalismo è ricco oopure perche l’occidente drena e succhia risorse dal resto del mondo? ? e il socialismo è fallito perche non funzionava o perche gli americani hanno sabotato l ‘Urss con tutti i mezzi fino a farla crollare( anche l ‘urss ha provato a sabotare gli Usa) ? ?

    • Gian Maria Freddi

      In ogni caso l’URSS era capitalismo di stato, non socialismo (lo ammise anche Lenin).

      • sfracellone

        ( Era un Comunismo da riformare, così come il nostro capitalismo, ORMAI INTOLLERABILE, è OGGI DA RIFORMARE):

      • paolinks

        Lenin ammise qualcosa di più profondo, ovvero che il socialismo era inapplicabile ad una società composta da esseri sostanzialmente egoisti.

        Il problema di tutti i filosofi positivisti ( Marx compreso ) era di credere che il progresso scientifico-tecnologico comportasse automaticamente un progresso morale. Abbiamo visto invece che l’essere tecnologicamente avanzato è ancora più introverso, egoista e aggressivo.

        Come può un essere simile lavorare per la collettività? Non siamo mica api. E nemmeno angeli.

        Quindi il problema non è che il marxismo sia una teoria sbagliata, ma è realisticamente inapplicabile al materiale a disposizione.

        • Gian Maria Freddi

          Se molti individui oggi si comportano in maniera antisociale, è perché nasciamo e cresciamo in un ambiente sociale altamente alienante e spietatamente competitivo (capitalismo/mercato). La natura umana e le risorse esistenti (naturali e artificiali) non sono un ostacolo alla realizzazione del (vero) socialismo, l’unico notevole ostacolo ancora da superare è l’attuale modo di pensare della gente (lavoratori in primis), che è favorito da chi oggi ha il potere politico ed economico (classe governate/capitalista, ossia la minoranza privilegiata). Viviamo in una sorta di Matrix purtroppo, ma la pillola rossa è disponibile e si può coraggiosamente scegliere di ingurgitarla. 🙂

          • paolinks

            Il problema è che modificare comportamenti acquisiti richiede generazioni ed un lavoro costante e subdolo di indottrinamento di massa. Quello che fanno con i mass media in pratica, solo che vanno nella direzione opposta.

          • Gian Maria Freddi

            Una persona può cambiare il suo modo di pensare anche senza indottrinamento, tramite la sua personale esperienza di vita (e di lavoro) e venendo a contatto con persone che già la pensano in modo diverso.

          • paolinks

            Chi cerca. Ma il punto fondamentale è cambiare la mentalità delle masse. Non si può imporre un nuovo sistema economico, politico e sociale se la stragrande maggioranza della gente ragiona alla vecchia maniera.

          • Gian Maria Freddi

            Vero, ma se i pochi si organizzano politicamente (senza leader né seguaci/militanti che non pensano con la propria testa), possono diventare sempre di più fino a diventare vasta maggioranza.

          • paolinks

            Organizzandosi fanno propaganda, cioè educano gli altri. Quindi alla fin fine il discorso è sempre quello, ovvero cambiare la percezione della realtà tramite l’informazione, che essa venga dai mass media o da gruppi di ribelli.

    • sfracellone

      Il socialismo è crollato per la guerra sotterranea del Vaticano di Wojtyla.
      E’ vero però che in molti Paesi ex-comunisti in molti rimpiangono il comunismo ( con tutte le cose che andavano cambiate).
      Naturalmente i mafiosi non ne hanno nostalgia.

  • Pareggiamoiconti

    Notevole articolo. Grazie.

    Edit: e i commenti sono impagabili ^^

  • Mister Libertarian

    Segnalo un bell’articolo sui risultati eccezionali delle ricette liberiste applicate al Cile:

    http://www.lanuovabq.it/it/cile-chi-ha-paura-del-lupo-neoliberista#.WmmNQHOe92Y.facebook

  • Albert Nextein

    North è molto autorevole quando scrive e racconta del passato.
    Deve possedere un bagaglio culturale sterminato.
    Io concordo con quanto scrive in questo articolo.
    Le prove sono sotto i nostri occhi, le viviamo, le subiamo.
    I governi si susseguono ed ognuno mette pezze che sono peggio del buco da riparare.
    Fintanto che c’è stato un minimo influsso liberale sui provvedimenti governativi, si galleggiava bene , si risparmiava, si accumulava , tutti insieme ricchi e non ricchi.
    Mi riferisco al periodo dal dopoguerra al 1962-63, gli anni delle statalizzazioni.
    Da quel momento in poi è iniziato lo sbracamento cattosocialista.
    E ci siamo dentro ancora alla grandissima.
    Dobbiamo ringraziare, oltre ai partiti nostrani, le banche centrali, le banche commerciali, molti paesi esteri, il sovrastato europeo, le organizzazioni economiche internazionali.
    Grazie a costoro ci si muove in modo dissociato, inconsulto, incoerente, alterno , demenziale , contraddittorio, verso un reset colossale.
    Il reset della miseria, quella vera.
    La miseria socialista.

  • yuk yuk

    se qualcuno mi scrive ancora frasi tipo “ma quello non era il vero socialismo” lo mando di forza a fare il baby sitter da Niki Vendola.

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