Terablocchi per Bitcoin Cash

Di Mirco Romanato , il - 10 commenti

Qualche settimana fa stavo supportando l’idea di blocchi da 1 GB per Bitcoin Cash in una delle chat telegram che si occupano di criptovalute; e un critico mi ha trollato dicendo, “ma ad un certo punto i blocchi arriveranno a 1 TB…centralizzazione…blah, blah, blah”. Per chi è in questo campo da qualche anno, le critiche di questo tipo sono ormai talmente ripetitive da essere noiose.

Ma la persona in questione è un po’ più intelligente della media e conosceva il significato del prefisso TERA. Io, però, sono abituato a ragionare in modo piuttosto differente dalle persone “normali”, anche quelle molto intelligenti. E quindi ho avuto l’impulso di andare a vedere cosa sarebbe successo se ci fosse stato un blocco da 1TB di transazioni ogni 10 minuti sulla rete Bitcoin Cash. Quali sono le imlicazioni economiche di un blocco da 1 TB? O 2 TB. Perché 2 TB? Perché in 2 TB si possono infilare 8 miliardi di transazioni. Praticamente 1 transazione per ogni essere umano vivente sul pianeta Terra in ogni singolo blocco, ogni 10 minuti.

Commissioni nei terablocchi

Qual’è il totale di commissioni di transazione un blocco di 2 TB potrebbe contenere?
Se supponiamo che una normale transazione di 250 byte costi 1 centesimo di $ (equivalenti a 0.04$/KB) un blocco da 2 TB produrrebbe 80 M di $ di commissioni (escludo il valore dei BCH creati in quel blocco che probabilmente non sarebbero da trascurare). Parliamo, perché sia chiaro, di 80 M di $ in commissioni ogni 10 minuti. In un anno sarebbero 4.204 miliardi di $ (quattromila miliardi di $, non 4 miliardi di $). Circa due volte e mezzo il PIL dell’Italia. Diciamo che probabilmente l’economia mondiale deve crescere un bel po’ per essere in grado di generare un volume di transazioni e l’attività economica tale da giustificare queste transazioni e le commissioni pagate.

Costi di trasmissione dei terablocchi

Ma supponiamo che questa domanda di transazioni esista oggi: quanto tempo ci vorrebbe per trasmettere questo blocco tra gli USA e il Giappone? Quanto costerebbe?

La risposta è stata francamente sorprendente anche per me: 0.3 secondi. Nel 2015 Google e una azienda di telecomunicazioni giapponese hanno investito 300 M di $ per costruire una dorsale a fibre ottiche da 60 Tbps (bit per secondo) lunga 9000 km tra Giappone e California. La dorsale è entrata in funzione alla fine del 2016. Quindi, oggi, è possibile trasmettere un blocco da 2 TB in 0.3 secondi ogni 10 minuti (600 secondi). Questi significa che il 99.9% del tempo la linea può trasmettere altro. Se una mining pool volesse riservare a se stessa la banda necessaria a trasmettere e ricevere transazioni e blocchi, le basterebbe un investimento dell0 0.1% in questa dorsale a fibre ottiche. E questo sarebbe un misero 300K $ una tantum (non di affitto annuale). Quanto verrebbe generato da circa 3 secondi di mining. Il più piccolo dei miner industriali seri non conduce oggi investimenti inferiori a 2 M di $ in HW.

Per la cronaca, Facebook e Microsoft stavano progettando una dorsale a fibre ottiche con la capacità di 160 Tbps che attraversi l’Atlantico tra USA e Europa (probabilmente c’è una grossa domanda di trasmissione di foto di gatti e video divertenti). Questi numeri mostrano che pagare per la connettività tra mining pool non è un problema, che siano blocchi da 1 MB, 1 GB o 2 TB non importa.

E mi stavo per dimenticare di dirvi che, date le tecnologie esistenti, non è necessario trasmettere tutto il blocco quando questo viene pubblicato da un minatore. xThin Blocks, Compact Blocks, Graphene, Weak Blocks, Canonical Ordering delle transazioni,  sono tutte tecnologie sviluppate o in via di sviluppo che permettono e permetteranno di ridurre del 90-99%, se non del 99.99% i dati necessari a ricostruire un blocco presso il ricevente. Quindi, nel caso di blocchi da 2 TB, di trasmettere solo 20 GB o meno; in alcuni casi solo pochi KB di dati.

Costi di archivio dei terablocchi

Chi non è addentro alle innovazioni della genomica o della ricerca astronomica o nucleare è sorpreso quando si parla di blocchi da GB o TB. Ma in questi campi di ricerca la massa di dati prodotti,  elaborati e immagazzinati quotidianamente è enorme. Ma supponiamo che non si vogliano usare soluzioni industriali più efficienti (roba usata da Facebook, Google, Microsoft, Amazon, etc. nelle loro server farm) ma che vogliamo usare normali Hard Disk da 10 TB acquistabili su Amazon a 400$ l’uno. Supponiamo anche che ci sia una ridondanza del 100% (tutti i dati sono replicati almeno una volta). Questi richiederebbe, con blocchi da 2 TB, 60 HDD da 10 TB ogni giorno; circa 20 mila HDD all’anno. 4 M di $ all’anno di HDD per immagazzinare blocchi da 2 TB sempre pieni.

Costo dell’HW per verificare i terablocchi in tempo reale

Ovviamente, i critici, non potendo fornire nessun consiglio utile, hanno continuato a criticare anche dopo che avevo dimostrato che anche blocchi enormi erano perfettamente realistici a livello di costi di trasmissione e archiviazione. Che razza di mostro di computer servirebbe per verificare in tempo reale un blocco da 2 TB? Io non ne avevo idea, ma qualcun’altro si.

Pochi giorni dopo, Joannes Vermorel nel suo articolo Terabyte blocks for Bitcoin Cash ha risolto la questione con dati anche molto migliori dei miei.

Un mining rig per blocchi da 1 TB composto da 256 nodi ed con ogni nodo composto da :

  • 1 Intel Xeon Processor E7, 8 cores (USD 1250)
  • 2 Intel Xeon Phi 7210, 64 cores (USD 4000)
  • 1 Intel Optane 4800X 750GB (USD 3400)
  • 2 Samsung 64GB PC4-19200 DDR4 (USD1400)
  • 2 WD Red 10TB HDD (USD 750)
  • Misc (rack, power, network) (USD 3000)

costerebbe 3.5 M di $ (o 7 M di $ per blocchi da 2 TB).

E 20 anni di blocchi da 2 TB costerebbero, usando la tecnologia Freeze-Ray di Panasonic, circa 22M di $.

Conclusioni

Vermorel arriva alla conclusione che un nodo in grado di supportare blocchi da 1 TB ha un costo annuale di 1.3 M di $ (ammortizzando il costo totale su 20 anni).
Ma se i trend di discesa dei prezzi continuano, il costo scenderà a 400K$/anno in 5 anni.

Ma ricordiamoci che il nostro minatore guadagna 80 M di $ ogni blocco che riesce a minare con successo. Minando un blocco alla settimana sono 4 Miliardi di $ all’anno. Il costo di mantenere un nodo in grado di gestire l’intera blockchain di blocchi da 2 TB è 1/10 di 1/1000 di quanto un minatore riceve in commissioni in un anno se minasse 1 blocco alla settimana.

Non solo, 400K$ all’anno sono il salario base di uno dei tanti dirigenti bancari di alto livello. O il costo di occupare un letto di un ospedale italiano per un anno in un reparto a bassa intensità di cure. Le aziende, istituzioni e privati in grado di permettersi, da soli o in associazione con altri, di mantenere un nodo con l’intera blockchain verificata in tempo reale (per necessità di lavoro) è gigantesco ad un costo tanto basso. Probabilmente nell’ordine di 1 o 2 milioni di nodi potrebbero essere finanziati senza problemi. Ma, diciamo che siano solo 100 mila nodi.

Una rete formata da 100 mila nodi, distribuiti in tutto il mondo, mantenuti per profitto e non per spirito di volontariato, è sufficientemente decentralizzata per i vostri gusti?


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