Tutti pazzi per la D’Urso americana, paladina di “diritti” e piagnistei: Dio ci conservi la Deneuve

Di Mauro Bottarelli , il - 56 commenti


Non so voi ma io mi sento più tranquillo. Nell’arco di poche ore, infatti, abbiamo preso atto che bastavano due pattinatori sul ghiaccio qualificatisi per i prossimi Giochi invernali in Corea del Sud per riportare a più miti consigli i governi di due Paesi che fino alla scorsa settimana si promettevano l’un l’altro testate nucleari, ancorché questo sondaggio di Statista

ci dimostri quanto vi dicevo da tempo: ovvero, che l’opzione “Dottor Stranamore” per la penisola coreana era principalmente un’arma di distrazione di massa per le opinioni pubbliche occidentali, le stesse che ignorano il gioco sporco in atto contemporaneamente in Siria, ad esempio. Sappiamo poi che non è più tempo per l’Itaia di referendum per l’uscita dall’euro, lo ha certificato Luigi Di Maio da Bruno Vespa, motivando la scelta finale di linea con l’indebolimento strategico dell’asse franco-tedesco. Ma, soprattutto, due notizie mi hanno riempito il cuore, queste:

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ovvero, da un lato la constatazione che il Terzo Mondo ci fa un baffo e dall’altro il fatto che un Paese dove si attende con ansia la presentazione del simbolo della lista che fa capo a un nulla come Beatrice Lorenzin, a occhio e croce capace di attirare il voto di congiunti di primo grado o poco più, non merita nulla più che l’estinzione o l’occupazione militare.

Ma è soprattutto una notizia che mi ha riempito il cuore, talmente clamorosa da aver goduto delle prime pagine dei principali quotidiani di ieri,



ivi compreso l’autorevole “Corriere della Sera” di cui non ho trovato la riproduzione: Oprah Winfrey come anti-Trump alle presidenziali del 2020! E non è uno scherzo, perché per sostenere questa tesi da ospedale psichiatrico, “Repubblica” ha mobilitato la penna più radical-chic del suo salotto, il corrispondente dagli USA, Federico Rampini e il suo ego in bretelle. E cosa mai ha fatto scoppiare questa mania? Eccolo qua,

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il discorso tenuto dalla famosissima presentatrice tv alla cerimonia per i Golden Globes, sorta di Telegatti molto più fighi perché ammerigani. E cosa avrà mai detto per meritarsi addirittura la candidatura in pectore alla Casa Bianca? Una valanga da stronzate e ovvietà ma in linea con il tema della serata, ovvero lo slogan “Time’s up” relativo alle molestie sulle donne. Apriti cielo, al solo proferire la frase da Nobel “il tempo per uomini brutali è finito”, il codazzo di mezze shampiste, cocainomani e invertiti di vario genere che riempiva la sala è andato letteralmente in delirio, tributandole applausi senza soluzione di continuità e sancendo la sua idoneità al ruolo di prima donna a capo della nazione più potente del mondo, dopo il fallimento di Hillary Clinton, di cui la Winfrey è stata sostenitrice accanita e dichiarata.

Ma la cosa grave non è il sostegno da cane di Pavlov dell’umanità deviata presente ai Golde Globes, quanto quello di media e presunti intellettuali, da una parte e dall’altra dell’Atlantico. Viene quindi da chiedersi: al netto del discorso di facile presa, talmente facile che pare l’abbia compreso anche Asia Argento, questa gente sa chi è Oprah Winfrey, la donna che vogliono in possesso della valigetta con i codici nucleari? E’ questa,
Oprah's Most Embarrassing Moment | The Oprah Winfrey Show | Oprah Winfrey Network

ovvero nulla più e nulla meno che la Barbara D’Urso d’Oltreoceano, conduttrice di uno show televisivo imbarazzante quanto lei, colmo di carrambate imbarazzanti, approfondimenti degni di una televendita di massaggiatori per la cervicale o pentole antiaderenti e angoli del disagio sociale talmente gretti da tramutare il mitico “Pomeriggio Cinque” in una puntata di “Protestantesimo”. I suoi meriti, tali da avvalorare nientemeno che una candidatura alla Casa Bianca? Politicamente corretta, paladina di qualsiasi presunto diritto o piagnisteo avanzato da una minoranza, di colore e ultra-democratica. Insomma, uno stereotipo con le gambe, il meglio che un Paese come gli USA possano chiedere per essere rappresentati nel mondo.

Ma se questo resoconto

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è la prova lampante di come non debba stupire l’entusiasmo scaturito dal jet-set USA verso Oprah Winfrey, stupisce invece come gli intellettuali de sinistra di casa nostra si siano subito accodati, visto che non più tardi di tre giorni prima il sedicente filosofo, Carmine Castoro, ospite di Lilli Gruber a “Otto e mezzo” avesse dichiarato, tronfio di sé e del suo disagio intellettuale spacciato per cultura, di essere più spaventato da Barbara D’Urso che dall’ISIS e che nessuno, salvo Alessandro Sallusti, abbia avuto nulla da ridire.

Ora, la D’Urso è imbarazzante quanto il suo Circo Barnum televisivo ma basta un click del telecomando per farla sparire, opzione che non è stata possibile per le popolazioni civili di Siria e Iraq: al netto delle parabole, Castoro si è quindi rivelato un imbecille. Nessuno, però, lo ha fatto notare: tutti d’accordo con lui? Se Oprah Winfrey è la loro risposta a Trump, viene da pensare d sì. Ed è un altro, ottimo segnale: il politicamente corretto, infatti, dimostra di essere alla frutta. O, forse, già al caffè. E la conferma ci arriva di qui,
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ovvero dal fatto che un bastione storico della sinistra d’Oltralpe come “Le Monde” abbia ospitato il coraggioso j’accuse di Catherine Deneuve e altre 100 personalità francesi contro il neo-puritanesimo scaturito dallo scandalo Weistein e impersonato a meraviglia da Oprah Winfrey e il suo discorsetto da Boldrini sul red carpet. Della serie, al netto del codice penale, provarci con una donna, da che mondo è mondo, è prassi per l’uomo, evitiamo di tramutare un corteggiamento maldestro in un’accusa che può distruggere una vita.

E in una deriva che ci vorrebbe tutti politicamente corretti e talmente proni all’ideologia gender – che per i suoi propugnatori non esiste, ricordatevelo sempre – da smettere di essere maschi e femmine, tramutandoci in un ibrido di ossessioni e ipocrisie come quello rappresentato in massa alla cerimonia dei Golden Globes. Qualcosa si muove? Forse sì ma solo quando questa notizia
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sarà apertura di tg e giornali al pari di Oprah Winfrey e della sua potenziale corsa verso la Casa Bianca in nome della figa di legno al potere e dei sepolcri imbiancati forse potremo dire che qualcosa è davvero cambiato. Per adesso, viva Catherine Deneuve.

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

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