Le nascite sono ai minimi ed ecco una ragione fondamentale

Di Francesco Simoncelli , il - 138 commenti

di Jeffrey Tucker

Per 100 anni il governo degli Stati Uniti ha seguito il tasso delle nascite. È ormai a livelli minimi. Ci sono molte ragioni, ma si tratta fondamentalmente di un cambiamento nel modo in cui la società considera il valore economico dei bambini.

Per illustrare il punto, riflettiamo sulla continua popolarità di Anne of Green Gables, il libro del 1908 della scrittrice canadese Lucy M. Montgomery. Sì, è affascinante. Non capisco perché la versione proposta da Netflix (Anne with an E) stia ottenendo recensioni negative. Probabilmente perché tante persone amano il libro e le versioni cinematografiche precedenti. Tuttavia ritengo che quella nuova sia deliziosa e sto proprio pensando al perché.

Al di là della storia senza tempo di una brillante orfana che cresce e trova la sua strada nel mondo, lo spettacolo ci introduce ad un tempo ormai passato. È ambientato sull’Isola Principe Edoardo nel tardo XIX secolo, un tempo antecedente automobili, telefoni e controllo della temperatura interna. Quindi, certo, è un’epoca diversa, così come la lingua e la cultura.

Lo status dei bambini

Quello che ci colpisce è il rapporto completamente diverso tra bambini ed adulti che esisteva allora. Lo status dei bambini nella società era diverso da quello di oggi.

Erano aspiranti adulti e avevano molte responsabilità che potevano gestire nell’ambito delle loro competenze.

Non esisteva il Dipartimento del Lavoro e il Dipartimento delle Risorse Umane per “proteggerli” dal vivere appieno la vita. I bambini a quei tempi erano considerati preziosi perché erano tangibilmente produttivi. Lavoravano, acquisivano abilità e producevano per le loro famiglie o lavoravano per le imprese. Erano risorse preziose. Mentre acquisivano competenze, disciplina e un’etica del lavoro, potevano diventare sempre più preziosi per i loro custodi e le loro comunità. Questo è un motivo principale per cui la gente li voleva. E i ragazzini, a loro volta, erano socializzati per essere grati ai loro benefattori, sia a casa che a lavoro.

E dalla storia di Anne apprendiamo che un lavoro principale dei bambini a quei tempi era quello di accudire le persone anziane. Così i bambini erano preziosi da entrambe le estremità dello spettro della vita: come colleghi quando erano giovani e successivamente come aiutanti.

Che cosa c’è di diverso oggi? Oggi i bambini sono perlopiù un costo finanziario, perché la legge, il sistema istruttivo e lo stato sociale li rendono tali. Oh, certo, le persone amano ancora i loro bambini. Dal punto di vista emozionale e spirituale parliamo bene del valore infinito della loro vita.

E, naturalmente, tutti sono d’accordo. C’è uno status sociale che arriva quando arrivano i bambini e possono rappresentare un ingresso a nuove reti di amici.

Ma parliamo di dollari e centesimi. Quando si considera se avere figli o no, la gente sa che contribuiranno poco alla gestione della famiglia e poi devono considerare quanto dovranno spendere. I costi sono facili da calcolare alla fine. Ad esempio, se siete sposati e volete due bambini, spenderete $732,000 se vivete negli Stati Uniti del sud. Questa è una cifra scoraggiante, e senza tenere in considerazione il college.

In cambio, offrono… il valore infinito della loro stessa esistenza.

Ci sorprendiamo, quindi, se il tasso di natalità sia sceso al livello più basso da 100 anni a questa parte? Sì, ci sono altre ragioni che hanno a che fare con la tecnologia e con una maggiore certezza economica. Tuttavia, se riducete con la forza il valore di qualsiasi cosa, senza che le persone possano avere voce in capitolo, esse produrranno sempre meno. È proprio ciò che è accaduto allo status dei bambini nel corso del secolo scorso.

Perché essere Anne?

Come è potuto succedere? Guardiamo la storia di Anne.

Anne ha 13 anni quando comincia la sua storia. Aveva vissuto una vita molto dura a causa di circostanze fuori dal suo controllo. L’orfanotrofio era la sua vita, ma avrebbe potuto iniziare daccapo quando una famiglia la voleva adottare perché in necessità di un lavoratore. La famiglia aveva chiesto un ragazzo all’orfanotrofio, ma dopo un quid pro quo mandano una ragazza. La famiglia adottiva (un fratello e una sorella) acconsente a mantenerla solo dopo che la affascina e dimostra di poterne migliorare la produttività. Mostra le sue abilità, tra cui la sua incredibile erudizione.

Era un mondo molto più povero e solo i bambini ricchi potevano permettersi di frequentare a tempo pieno la scuola. Anne era per lo più autodidatta, ma amava leggere, sognare, fantasticare, immaginare. Leggeva ogni volta che poteva, alla luce di un lume di candela alla fine della giornata. Ed era brillante, anche senza essere istituzionalizzata.

Una ragione per cui questa storia ha catturato l’attenzione dei bambini per tante generazioni è la presenza di sfide, opportunità, tragedie e trionfi che sperimenta in una vita eccitante, varia ed interessante – vale a dire, una vita in una società economicamente libera. Era una bambina in un mondo che la voleva far diventare un’adulta e affrontare compiti e responsabilità da adulti. Sì, ciò coinvolge la scuola, ma non era obbligatoria e non era l’unico scopo della sua vita. Poteva anche bere vino!

All’epoca i bambini non erano stati nazionalizzati dallo stato, ogni loro mossa controllata dalle istituzioni pubbliche e preclusi dal mondo del lavoro. Potevano gestire tante responsabilità da adulti. Che Anne lavorasse duro, che potesse fare tutto ciò che un ragazzo poteva fare, che avesse molte abilità e che svolgesse un percorso d’apprendimento autonomo, è una vera fonte di gioia per i lettori e gli spettatori. Si dimostrava all’altezza del compito.

Cos’è cambiato?

Poco dopo l’uscita del libro, la politica pubblica riguardante i bambini ha cominciato a cambiare. La scuola pubblica è stata resa quasi universale nel mondo sviluppato. L’istruzione privata ha iniziato il suo lungo percorso di declino fino al punto che alla metà del secolo era portata avanti o dalle chiese o era disponibile solo per i ricchi. Queste scuole pubbliche sono entrate nel mirino di ogni progetto statale: pianificate, gestite dall’alto, trattando ogni studente come un’unità indivisa di un aggregato, soldati in un esercito.

Poi la scuola è stata resa obbligatoria nell’Era Progressiva. Famiglie e bambini non avevano altra scelta. In un mondo del genere, Anne sarebbe stata ancora adottata? Perché? Invece di rendersi conto del suo valore, sarebbe stata rinchiusa in una cella per dodici anni ed i suoi fiduciari responsabili avrebbero dovuto fornirle vitto e alloggio senza compenso. Non ci sarebbe stato alcun mercato per persone simili.

Un paio di decenni dopo, la politica pubblica è andata oltre. Durante il New Deal, “il lavoro minorile” è stato completamente vietato. Ancora oggi è così, con rare eccezioni (si può essere un attore-bambino e lavorare per l’attività di famiglia). Ai minori sono preclusi i loro diritti umani inerenti al lavoro e viene impedito loro di essere preziosi per gli altri secondo le proprie capacità e desideri.

La legge dice che è possibile lavorare dai 14 anni, ma i limiti sono troppo rigidi e le scartoffie burocratiche troppo lunghe. Anche a 16 anni ci sono posti di lavoro che si possono ricoprire e lavori che è permesso fare. Non si è realmente liberi di guadagnare soldi servendo gli altri fino ai 18 anni, età dove risultano socializzati per voler fare tutt’altro.

E tutto questo per il loro bene.

Poi gli stati hanno istituito la previdenza sociale, l’assistenza medica per i vecchi e case finanziate pubblicamente per i “pensionati”. Questo permette ai ragazzini di allontanarsi dal volersi prendere cura dei loro genitori. Anche l’inverso diventa vero: sono meno utili ai genitori perché non sono più necessari per la cura del loro fine vita.

Il risultato è che la politica pubblica ha ucciso il valore dei bambini nel mondo, negando i loro diritti di scegliere, lavorare e servire gli altri. La società ha letteralmente deciso di svalutarli al punto che rappresentano un costo quando sono giovani e superflui quando i loro custodi sono vecchi.

C’è di peggio: i ragazzini di oggi sono radunati in collettivi definiti dall’età, dove una figura di autorità li osserva e li educa per 12 anni, e l’unico lavoro che è permesso avere è ripetere le informazioni che l’insegnante dice loro, seduti su una sedia, giorno dopo giorno, per tutta la loro crescita.

Quando scopriamo che i ragazzini sono annoiati e si comportano male, li riempiamo di droghe, li sminuiamo, li imprigioniamo per un cattivo comportamento e infine li presentiamo al mondo all’età di 18 anni senza alcuna competenza, etica del lavoro o conoscenza di cosa significhi effettivamente avere successo nella vita.

Non viviamo più in un’epoca agricola o industriale che è fisicamente estenuante (la grande scusa per cui abbiamo smesso di lasciarli lavorare). Nei nostri tempi digitali, ci sono interi mondi con lavori sicuri che i bambini potrebbero fare durante l’apprendimento e godersi la vita. I bambini avrebbero una vita migliore. Semplicemente non glielo permettiamo.

Pensiamo che l’orfanotrofio di Anne fosse crudele. Ma lei è fuggita perché una famiglia adottiva ha visto il suo valore. Almeno non è cresciuta nel mondo irreggimentato e regolamentato di oggi, da cui non esiste fuga per nessun bambino.


Ridateci Green Gables

La mia teoria del perché amiamo questo libro è semplice: i bambini a quei tempi erano considerati dalla società come veri esseri umani con diritti, dignità ed opportunità. Potevano vivere una vita piena e meravigliosa.

I loro diritti non venivano sistematicamente violati dalla legge al fine di aiutarli. I progressisti hanno schierato la violenza dello stato per migliorare la loro vita, e oggi siamo arrivati alla realtà che ci circonda.

C’è da meravigliarsi se siamo nostalgici della vita dei bambini a quei giorni? E c’è da stupirsi se la gente deve pensarci due volte se vuole renderli produttivi oggi?

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: http://francescosimoncelli.blogspot.it/

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