SE I VERI EXTRA-COMUNITARI SONO I NOSTRI FIGLI. E NOI.

Di Maurizio Blondet , il - 138 commenti

 

A proposito della squartata di Macerata,  del nigeriano e dello sparaccchiatore, una lettrice mi scrive:

Interessante tutto quello che scrive a proposito dell’omicidio di questa Pamela;

Certo il nostro governo è lassista con i migranti. Certo  i migranti sono pericolosi

Ma io mi chiedo: e queste Pamele e questi Traini sono degli italiani completamente manipolati l’una da due nigeriani malfattori (cosa le salta in mente di andare in un hotel con loro due a quella innocentina?) e quel Traini béh una cosa è certa è che  è stato manipolato.
Finché ci saranno delle pamele e dei traini il governo potrà continuare a essere quello che è.   Le colpe di quello che stanno in alto sono anche a causa delle colpe di tutti noi che stiamo in basso.
Buona giornata

(Lettera Firmata)

Nella sua sommarietà  di persona semplice, la lettrice pone il vero e centrale problema.  Non si sa come dirlo senza essere per forza brutali: non ci sarebbero spacciatori, neri o bianchi, se non ci fossero centinaia di migliaia di italiani giovani   che hanno bisogno della dose,   sicuramente  all’inizio come ausilio “ludico-ricreativo”  (discoteca),  e per fare come i coetanei (conformismo) per poi diventare dipendenti, in condizione dunque di schiavitù. Sono loro che creano e rendono prospero il  business criminale, il gigantesco import di coca, eroi, ketamina…  con tutta la pietà, bisognerà pur dirglielo, a questi cittadini:  per obbedire al vostro “bisogno” vizioso, voi vi state infischiando del peso morale e sociale che fate gravare sul resto della società.  La pietà per la  povera sprovveduta Pamela e le  centinaia di  sprovveduti e sprovvedute che ormai hanno perso  la lucidità e la mente, ha oscurato che essi sono corresponsabili del pericoloso  scadimento sociale e colpevoli del  potere crescente della malavita più bestiale, proprio perché estranea alla nostra nazione.

Un altro lettore  mi gira un articolo di Pierangelo Sapegno,

L’orrore dell’uomo qualunque che ha comprato il corpo di Pamela prima di morire

Pamela è appena scappata dall’istituto, mentre cammina sul ciglio della strada, senza soldi, senza un cellulare. La carica sull’utilitaria bianca, lei ha solo «la sua bellezza da vendere», e lui la porta a casa. fanno l’amore nel garage del retro, su una coperta. Le dà 50 euro e la accompagna alla stazione di Piediripa. La lascia lì, abbandonandola al suo destino. Innocent Oseghale la condurrà da un suo amico a comprare l’eroina che la ucciderà.   Esistono colpe che non sono previste dal codice penale, ma che appartengono al male di tutti i giorni”

http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/pamela-orrore-uomo-corpo-comprato/

Sì:  fanno orrore, più delle prostitute nere e transex che infestano certe strade fra i campi, i loro clienti italiani a migliaia; sapete, non potete non sapere, che state “usando”  le vittime di una tratta,   spesso terrorizzate e torturate dalla bande di sfruttatori. La vostra urgenza sessuale è così imperiosa, da  ritenervi in diritto di fregarvene, e di  finanziare col vostro vizio un mercato ripugnante  e ricchissimo?  In un articolo recente  della  Stampa ho appreso di ragazzini giovanissimi  del Mali sbattuti sulle strade di Torino  da una gang ferocissima di nigeriani per servire la prostituzione maschile. La  repressione dello Stato deve fare il  suo lavoro, certo; ma  quel mercato lo stanno alimentando con milioni di euro, sodomiti italiani che hanno “bisogno” di dare sfogo ai loro piaceri.

Che cosa sono questi “bisogni”, per soddisfare i quali voi italiani, connazionali a migliaia, ritenete un giusto prezzo il degrado sociale che  producete?  In questo gigantesco e schifoso mercato della carne che si chiama “accoglienza degli immigrati”   – e che provoca migliaia di morti non solo in mare –   sono responsabili politici, profittatori ammanicati  ed ideologi della società aperta e multiculturale  col loro pietrificato  “politicamente corretto” insensibile alle obiezioni; il programma di sostituzione alla Soros o il piano Kalergi, le ONG che vanno sottocosta a prenderli.  Ma  arrivati qui, i neri e i maghrebini, i pregiudicati africani o afghani che  sanno di trovare qui il paradiso dell’impunità, trovano ad accoglierli  centinaia di migliaia di italiani che “hanno bisogno” dell’ero, “bisogno” di una prostituta,  “bisogno” di soddisfare il loro vizio – e non si sentono responsabili di nulla. Nemmeno del  pessimo esempio di inciviltà   che danno a questi nuovi arrivati che non siamo capaci di cacciar via, e quindi cresceranno accanto a noi: odiandoci  e disprezzandoci, ben a ragione. Quel che valgono”i nostri  valori”,  glielo state insegnando voi, andandoci a letto a pagamento, seguendoli in case sconosciute per comprare loro la dose, litigandoci in discoteche losche  fra strafatti…e non vi rendete conto a che   livello siete scesi.

Irresponsabilità  delle classi “colte e civili”

Nella speranza (spero fondata) che questa irresponsabilità e indecenza  appartenga a minoranze  di  italiani, non si può però fare a meno di constatare  comportamenti aberranti – e sempre per l’urgenza  di “bisogni” sessuali –  vengano esibiti da persone che dovrebbero avere  sobrietà e moderazione, e dovere di responsabilità.

Un professore del liceo Tasso che si fa incriminare perché   assilla insistente con  sms sconci le sue studentesse, fino a farsi denunciare e perdere il lavoro .   Magistrati vengono arrestati perché vendevano le sentenze.   Carabinieri che finiscono   sotto accusa perché si sono approfittati di due turiste ubriache.  Un magistrato si  fa destituire dalla Corte dei Conti perché  andava a letto con le sue studentesse di magistratura, poi  si vantava delle sue relazioni sulla rivista a disposizione degli studenti; imponeva loro che  gli facessero conoscere i loro fidanzati; le soggiogava sessualmente anche minacciandole  di cause penali (“Le vinco tutte”);  si faceva dichiarare “un agente superiore a cui la borsista  doveva giurare fedeltà”.  Sarebbe consolante dire che, accecato dalle sue pulsioni sessuali imperiose e dal potere, aveva perso  il lume della ragione. Ma è peggio: invitato da Bruno Vespa, il magistrato  barese di 47 anni ha pure con tracotanza ed aria di sufficienza sostenuto che il suo comportamento era del tutto appropriato.

Sono segnali di cui non ci si allarma abbastanza. E’ il segno che l’irresponsabilità egoista e ottusa verso la società  che è propria  dei drogati sprovveduti dei ceti  bassi degradati, ha intaccato ormai ceti che, per professione  e dignità sociale, dovrebbero sentire il dovere di difendere ed alzare l’ordine civile e morale, se non altro per rispetto dei concittadini che li pagano.

L’irresponsabilità delle classi dirigenti, o almeno colte e civili, verso i concittadini, verso –  osiamo dirlo – la patria, è un sintomo terminale. Pubblici ufficiali, docenti e magistrati   non si sentono più responsabili dei loro atti. L’esibizione di lascivia non sembra loro una cosa indecente di cui  trattenersi. Il sopruso e la schiavizzazione  verso persone loro affidate,  una cosetta da nulla. E questi comportamenti diventano sempre più frequenti. E’ lo sbocco dello sradicamento completo dal cristianesimo dalla società italiana, certo.

Ma peggio: è la sostituzione del Dio cristiano con una “nuova religione”, come documenta  il  filosofo e storico  Marco Sambruna nel suo saggio da leggere, “Il declino del sacro – rumore sociale, mass-media e nichilismo” (Edizioni RadioSpada, 208 pagine, 14,90 euro). E’ l’esito ultimo dell’individualismo come agente patogeno di matrice protestante e liberal-borghese:  l’idea ,  enunciata a suo tempo con suprema chiarezza da Margareth Thatcher, che la società non esiste,  esistono solo gli individui che la compongono; da cui consegue  che  la società non  ha per sì diritti, nè difensori di questi diritti collettivi.

L’individualismo è diventato oggi un “dogma”, è diventato  “la nuova religione”. Coniugato col mercantilismo consumista che riduce l’individuo a compratore desiderante,  ne ha svalorizzato  ai suoi occhi, schernito e infine smantellato i comportamenti che per secoli hanno retto ogni società ordinata ed ogni pedagogia educativa: l’educazione all’auto-controllo, a  ritardare la gratificazione, alla sobrietà e razionalità.    In una parola, alla responsabilità non verso “il prossimo” cristianamente inteso (che non basta e non serve, se assolve), ma verso la propria comunità nazionale e culturale di cui ci si senta tenuti  a migliorare.

L’infantilizzazione dei viziosi

Niente di tutto questo  nel nuovo ethos. Esso mira a “deresponsabilizzare” l’individuo con “l’infantilizzalo”. E’ la strategia del consumismo totale ridurre i ceti subalterni a “farsi agire da pulsioni”, dominare dal “soddisfacimento di voglie immediate anziché bisogni reali”. E’ infatti l’avidità infantile, elenca Sambruna,  quella che:

  • Non sopporta l’autocontrollo, ossia l’educazione alla sobrietà, perché protesa al possesso di beni quasi sempre con finalità ludiche. Il bene stesso è percepito come un giocattolo […]
  • Non sopporta la gratificazione ritardata ossia il risparmio, perché pretende il soddisfacimento di voglie immediate e non bisogni reali.
  • Non sopporta la razionalità e l’ordine perché le voglie devono essere soddisfatte nel momento stesso in cui sorgono e non possono essere posposte ad altre priorità, quasi sempre più opportune per il benessere del soggetto”. E nemmeno parliamo del benessere della società in quanto tale, i cui diritti sovra-individuali sono spregiati (occasionalmente come “fascismo”, o “collettivismo” e “statalismo”).

 

Le agenzie (anti)educative di diffusione dell’ethos infantilistico  fanno credere  che il successo si ottenga “senza fatica”  e “senza sacrificio, rinunce e disciplina”. Alimentano “il mito giovanilistico della spensieratezza e della irresponsabilità perenne”. Impongono  “la privatizzazione dei valori” – come si sono privatizzati gli enti di servizio pubblico, istituzioni volte agli interessi collettivi per una nazione che si propone di durare oltre la generazione attuale.  Nelle  vite personali degli “sprovveduti”, si è instaurato l’atteggiamento per cui “il bene privato prevale sul ben pubblico, l’istantaneo  prevale sul duraturo, la gratificazione immediata sulla differita, il gioco sul lavoro”.

Questa è – spero si capisca – una compiuta ed efficace pedagogia per la ”formazione” di   tossicodipendenti da discoteca e frequentatori di prostitute e prostituti della tratta, generazioni di infinite  Pamele. So già, per esperienza, come reagiscono le Pamele quando si cerca di trattenerle, prima , dal cadere nella fossa della dipendenza – o del “grande amore”   del momento: “Nessuno mi  deve dire come vivere la mia vita. Io la vivo come voglio”.  Non si rende conto  che  vive come vuole il sistema, desiderando ciò che il sistema gli fa desiderare; che  le sue voglie “la agiscono” invece che essere lei a gestirle, priva ormai della tenuta e fortezza che non ha mai imparato ad esercitare –  perché  “resistere alle tentazioni” è stato tanto schernito e deriso da essere ridicolo solo proporlo, allo stesso modo che “evitare le cattive compagnie” .  E ormai la Chiesa cattolica offre una “religione low cost”  che asseconda, invece di contrastare, questa deriva mortale. Facendosene complice.

Relativismo dogmatico

La cosa grave è  in  queste torme infantilizzate, ignoranti e  soggette al primo impulso,  è stato insufflato   “il dogmatismo intransigente”, quel conformismo d’acciaio che le fa rifiutare, con le idee nuove, ogni  critica della condizione sociale, che invariabilmente  sentono come critica al loro modo di vita privato. Vige ormai,  pesante come una cappa di piombo sulla nostra  epoca,  ciò che Sambruna chiama felicemente “il relativismo intollerante”. Il relativismo che mentre dichiara l’equivalenza di tutti i valori e la liceità di ogni modo di vita,  in realtà non tollera – e sopprime dal  discorso pubblico –  tutti i modi e valori che non siano i propri.  Il totalitarismo  in cui viviamo, sorvegliato  dalle sue vittime, che loro chiamano “Libertà”.  Vogliono vivere nella menzogna perché la verità costerebbe loro “rinunce”  e “sacrifici”. Fine.

Questo ethos  è pensato per le classi che ho detto subalterne,  che non servono più nel capitalismo terminale.  Ma gli esempi del magistrato  aperto dominatore sessuale  delle sue allieve, del professore che concupisce fino a farsi denunciare, incapaci di trattenersi  dalle pulsioni e vizi mostrano che vi sono ormai irretite le classi dirigenti. O come dice Sambruna,  che l’ethos nichilista, dopo aver sostituito la religione, ha sostituito “la politica come principio conformante dei mondi della vita”. Il che rende il male ormai irreversibile, senza una persa di coscienza della fossa in cui, come nazione,  ci siamo cacciati.

Che fare? Aspetto idee.  Questo  pezzo è già troppo lungo.

 

Occorre un corso di antropolgia culturale  sui riti nigeriani satanici per il GIP di Macerata? Beppe Covatta ne sa di più.

Ma personalmente,  se devo ricordare cosa mi ha educato da piccolo a non essere come loro, le  generazioni irresponsabili infantili, devo dire che non è stato, immediatamente, la fede cristiana. Sono state le maestre. Come mi è capitato di dire altre volte, io   ho cominciato la prima elementare nel 1949: le maestre, dunque, erano   ancora quelle educate nel passato regime, ed educavano ancora secondo quella pedagogia.  Se dico che educavano all’amor di patria, devo subito aggiungere che nulla aveva  in comune con la  frenesia viscerale che coglie gli italiani quando vince la Nazionale di Calcio. Non era nemmeno   ciò  che una Boldrini potrebbe chiamare “nazionalismo”, perché  la patria   che ci insegnavano ad amare, era una patria sconfitta nella guerra e nelle vergogna, circolavano ancora numerosi i mutilati. No: ci insegnavano che la patria era povera (anzitutto di materie prime) e che  la sua risorsa erano le nostre intelligenze, qualità umane, creatività,  che dovevamo sviluppare per migliorare  il posto  della patria nel mondo.  Non dovevamo “essere di peso” alla nostra famiglia, e alla patria, che  nostre negligenze e incurie, si riflettevano sulla patria, la danneggiavano, la sminuivano.  La sobrietà  personale, il lavoro onesto, lo spirito di sacrificio era un dovere che avevamo verso i concittadini più adulti, a cominciare dai nostri genitori,  che stavano faticando, che erano disoccupati, che erano tornati mutilati.

Ebbene: molte volte nella follia e ribellione adolescenziale, mi ha trattenuto dal peggio, da   abitudini viziose, da “cattive compagnie”,   il ritegno di “essere di peso”  ai miei, diventare “un peso”   per la comunità. Come spero milioni di italiani ancora, mi è stata insufflata la resposbailità vrso lacomunità storia e sociale in cui sono nato. Ma cosa succede quando gli extracomunitari, gli irresponsabili, sonoo i nostro figli, o i nostri giudici e insegnanti?

 

 

L’articolo SE I VERI EXTRA-COMUNITARI SONO I NOSTRI FIGLI. E NOI. è tratto da Blondet & Friends, che mette a disposizione gratuitamente gli articoli di Maurizio Blondet assieme ai suoi consigli di lettura.

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • Semplice

    Beppe Covatta verrà linciato o alla meno peggio non lavorerà più. Le ricche squadracce rosse si metteranno presto all’opera.

    • Blondet

      In un secondo tempo mi hanno avvertito che Covatta ha smentito….meglio così. Imbarazza avere un simile ciocco dalla parte del buonsenso.

      • jackking

        anch’io per un attimo ho pensato che fosse una persona intelligente

      • Semplice

        Mà, la paura fa 90.

  • Gianox

    Beh, hanno fatto due guerre mondiali per ridurci così, per eliminare, metaforicamente parlando, quelle brave maestrine che ti insegnavano valori.
    Quello che ci vuole oggi è un’altra bella guerra mondiale.
    D’altronde, la terza guerra mondiale è nei progetti di chi ci governa occultamente.
    Ma questa volta la guerra dovrà servire per tagliare i rami secchi, scacciare gli ospiti indesiderati, regolare i conti con i traditori della patria e raddrizzare la schiena ai giovanotti senza valori.
    Gli ci vuole proprio a costoro di venire circondati da ammassi di cadaveri putrescenti.

    • Cruciverba

      Purtroppo non funziona cosi’. Nelle guerre a perire spesso per primi sono i rami verdi . I rami secchi sanno sempre come cavarsela a spese dei piu’ deboli . L’erba cattiva non muore mai .
      Senza considerare poi che gli Italiani sono noti per essere un popolo di vili traditori , pronti a camabiare la casacca dalla sera alla mattina pur di saltare sul carro dei vincitori .

      • Semplice

        Se gli italiani sono quello che dici….i mangia ranocchie cosa sono ?

      • Gianox

        Devono succedere tante cose che si incastrino bene, questo è vero.
        Rimane il fatto, però, che senza una guerra la nostra civiltà è fottuta.
        Almeno, con una guerra, te la puoi ancora giocare, hai speranza.
        Altrimenti, kaputt.

        • valentino

          Le ricordo la massima di Ezra Pound:”Il vero guaio della guerra moderna è che non da a nessuno l’opportunità di uccidere la gente giusta”

          • guidino

            questa si che la sapevo anche io. grazie ci voleva.

      • lochlomond

        beh visto che ora il nostro schieramento iniziale sarebbe, per forza di cose, con “l’Occidente nemico dell’Occidente”, un salto del fosso non sarebbe una cosa così brutta e commendevole…

    • Buon Giorno

      Dopo una guerra termonucleare non vi saranno più patrie a nord dell’equatore.

  • gianluca pointo

    beh, no, mi lasci dire che i ceti bassi, in quanto a vizio e turpetudine, hanno solo da imparare dai ceti alti, è vero esattamente il contrario, più si sale nella gerarchia sociale, e più si sviluppano vizi ecc. ecc. che i poveri, quanto meno perchè devono tirare la carretta, non possono sviluppare, non solo per limitatezza mentale.

    • televisione falsa

      Certo , per avere dei vizi bisogna avere tanti soldi da spendere nei vizi

      • gianluca pointo

        ovvio

    • gino monte

      hai ragione!
      e il motivo è che i ceti alti sono più “educati-repressi-pulitini” da bambini… poi crescono ed esplodono.
      è la repressione della Natura umana che fa scoppiare i cervelli.

      • Buon Giorno

        No, il motivo é che i ceti alti hanno più tempo libero, più soldi, più intelligenza media e quindi più noia esistenziale da compensare con il vizio.

  • ilDemiurgo

    Pezzo magistrale, se possibile anche più dei precedenti.
    Ma aggiungerei alcune considerazioni.
    Colpevoli sono quelli che li fanno venire qui (gli immigrati palestrati e pronti all’uso della malavita), colpevoli quelli che li mantengono come villeggianti, quelli che ne utilizzano i “servizi” a pagamento (spaccio e sesso)… ma colpevoli anche e soprattutto QUELLE (e sono spesso donne di ogni età e di ogni ceto sociale, spesso accompagnate) che si concedono loro gratuitamente (o in cambio di una ricarica telefonica) solo per “diletto di letto”: poi, quando queste notizie escono, vengono trattate con divertimento, come una barzelletta, come se non fossero ugualmente censurabili. Perché unire donne libere a immigrati soddisfatti è progressismo e modernità, e piace a tutti: alle Boldrine e ai Grassi, ai Mattarelli e ai Saviani, alle Littizzette e ai Santori.
    Ed ha ragione, Blondet: è tutta una logica conseguenza del relativismo morale, che ha sostituito la legge di Dio e la morale cattolica (a volte troppo stringente, a volte violata: ma sempre conosciuta e, in fondo, temuta) con la libbertà e i diritti-senza-doveri, con la legge liquida, con la casta-che-tutto-può e con il singolo-cui-tutto-è-dovuto.
    I comportamenti aberranti (lascio l’elenco completo alla sensibilità di ognuno) portano, oggettivamente, alti costi sociali: l’abuso di droghe porta a spese sanitarie e sociali (feriti e morti in incidenti, malati da curare) mai realmente indagate (perché non sarebbe politicamente corretto), così come il sesso incontrollato e non protetto (ancor più se omosessuale) comporta spese sanitarie e sociali (instabilità familiare ed emotiva, con conseguenze spesso drammatiche e a volte fatali) altissime, l’immigrazione incontrollata e ingiustificata comporta spese sociali e in termini di “servizi” da erogare (mantenimento, istruzione, cure mediche, giustizia e carceri) insostenibili (e tutte scaricate sul debito pubblico)… parliamo probabilmente di centinaia di miliardi di € annui, SE SOLO SI VOLESSE CONTEGGIARLE.
    Ma di questo, naturalmente, non si può parlare.

    • lochlomond

      (PS guardi che la maggior parte di quelle che vanno con le “risorse” devono, a loro volta, pagare in qualche modo. Sugli stessi siti africani scrivono “non andate in Europa, sarete costretti per necessità a frequentare donne brutte e vecchie, che qui non avreste toccato nemmeno con un bastone”)

  • Luigi za

    L’irresponsabilità delle classi dirigenti, o almeno colte e civili, verso i concittadini, verso – osiamo dirlo – la patria, è un sintomo terminale.

    Ci é arrivato anche Lei Blondet?
    Il sottoscritto usò espressione più brutale ma con identico significato: la cacca entrante (=gli immigrati) deve spazzare via la merda esistente (=gli esemplari sub-umani da Lei descritti nell’articolo).

    E’ finita per l’Occidente, prendiamone atto!

    • Alan Ford

      Blondet ci è arrivato prima che tu prendessi in mano una penna

  • Matteo

    Il Covatta non ha mai rilasciato quella dichiarazione, lo dice lui, senza perdere l’occasione di vomitare anatemi sugli imbecilli di destra, che gli fanno pure schifo:
    http://www.vita.it/it/article/2016/07/12/giobbe-covatta-e-quella-citazione-razzista/140119/

    Guardatevi il video per ricredervi.
    No, parole così di buon senso non poteva averle dette lui. Fine delle speranze.
    Quel sito riporta la “citazione razzista”, prontamente smentita, del tizio. Ma scusate, voi ci trovate qualcosa di razzista in quelle parole???
    Ma siamo messi così male?
    Requiem per l’Italia.

  • gianluca pointo

    beh, che dire, siamo abbastanza perduti, mi permetta direttore, però forse, possiamo essere tenuti abbastanza vicino alla realtà, proprio dai ceti bassi, si perchè gli alti ormai sono completamente alla deriva, non saranno mai più di riferimento, sono completamente passati dalla parte del nemico, non ci sono intelletuali, scrittori, maitre a penser, insomma nessuna voce critica, tipo la sua, nessun pensiero controcorrente, cercano di rimanere a galla, facendo affogare gli altri, come sempre del resto, mentre il popolino, rimane comunque coi piedi per terra, lo so che a lei la massa non piace, e ancor meno l’uomo massa, ma, come dice hugo, il semplice, non riesce proprio a fare pensieri troppo cattivi, al massimo pensa a soddisfare la fame….o qualcosa del genere…

    • Blondet

      Non si illuda sui ceti bassi. Li hanno corrotti prima, lo diceva già Pasolini…Che li corrompeva per il suo vizio

      • gianluca pointo

        si, Pasolini, il più grande intellettuale del secolo scorso, ma sempre per fame però, vendevano quello che avevamo, la società era molto diversa, i bisogni erano primari, e la difficoltà consisteva nel soddisfare appunto queste necessità incombenti, mangiare bere, dormire, i film di franco e ciccio erano uno spaccato fedele della vita dell’epoca, incentrati solo sul riuscire a mangiare, giravano tutti i film, o quasi, qui, sulla tiburtina alla de paolis, e il pomeriggio si incontravano, gente comune….il vizio dei ricchi, diciamo o potenti però è diverso, credo, comunque, la società tutta è stata corrotta, a cominciare proprio dall’epoca di Pasolini, in tutti i settori, ed ancora, non se ne vede la fine…

    • ittymixe

      Come spesso, Blondet acutamente osserva e descrive i fatti, ma quando si tratta di fare la sintesi, si ferma sempre alla fermata precedente alla meta.

      Il magistrato… il carabiniere… la maestra… l’altro magistrato, etc: Blondet non si accorge (possibile?) che è l’intera casta statalista da mettere sotto accusa, cioè che la società italiana è marcia all’apice, ma non nel corpo della popolazione (che, ad esempio, ha ricominciato a risparmiare forte, lo ha detto l’AD Intesa proprio ieri).

  • Fabio Rubino

    e diciamola tutta: questi comportamenti/vizi servono solo ad attenuare o eludere una felicità ormai perduta… una felicità vera (non materialistica o imposta dalla “nuova” società)

    • televisione falsa

      Abbiamo perso la gioia di vivere , Forse perché abbiamo avuto troppo

      • Fabio Rubino

        ogni volta che vado a salutare i miei nonni, mia nonna me lo dice sempre: “hai miei tempi non avevamo NIENTE e si era felici,ci si sposava con nulla, la famiglia (molto allargata) si parlava, ci si aiutava, ci si rispettava, si ballava ecc.; oggi è uno schifo, sembra che il mondo sia indemoniato”…
        E stiamo parlando di una “vecchia” con la 3 elementare e nemmeno tanto praticante “cristianamente parlando”
        Quindi si, hai pienamente ragione

        • lochlomond

          anche mia nonna mi diceva sempre, in dialetto: “Non avevamo niente, ma eravamo contenti” e ricordava che in giro (per tutta Italia) era comunissimo sentire la gente cantare. In fabbrica, nei campi, per strada (una cosa che colpiva molto gli stranieri, specie se nordeuropei). Ora è un mortorio…

      • ignorans

        Non veramente. Io credo che il motivo è che 70-80 anni fa erano ancora tutti (o tanti) contadini. E’ un fatto mooooolto importante anche se non sembra di primo acchito. Bisogna avere una metà almeno della popolazione che si occupa di coltivare. Quelli poi saranno “l’anima” della nazione.

        • televisione falsa

          Sono d’accordo

        • maboba

          Tesi interessante

        • ittymixe

          Ne era convinto anche Pol Pot, ma lui puntava al 100%

    • Tex42

      Concordo in pieno anche qui. La nostra è la società del benessere, inteso però solo e soltanto come benessere economico.

      Consiglio a tutti di leggersi la serie di articoli “le società del malessere” su l’intellettuale dissidente.

    • nathan

      O che non c’è mai veramente stata.
      L’ignoranza e la scarsa fruibilità di informazioni, sono il più grande deterrente all’infelicità esistenziale.
      Vorresti tornare al medioevo dove tutti erano felici, lavoravano per sopravvivere e non domandavano, altrimenti venivano puniti nel sonno da Belzebù?

      • Fabio Rubino

        nathan spesso sono d’accordo con quello che dici, (anche in questo caso) se si parla di non fare i “bacchettoni” o sulla legalizzazione o sul progresso.
        Quello che volevo sottolineare è che i rapporti sociali e i suoi comportamenti sono notevolmente cambiati e non sempre in meglio a discapito della “felicità”.
        Ti faccio solo un paio di esempi: oltre ad un bisogno puramente “carnale” spesso si va a puttane perchè si è soli/insoddisfatti ecc; spesso ci si droga o si beve per raggiungere una felicità “illusoria” o per “dimenticare” i problemi… e cosi vale per tanti altri esempi ovvi che è inutile elencare.
        Sia chiaro io non sono contro l’ubriacata, la “sballata” o il “puttan tour” ecc. ma quando si diventa “dipendenti” o “succubi” del vizio vuol dire che qualcosa manca… e per me è la felicità/serenità.
        Poi il discorso che tu dici che l’ignoranza=infelicità esistenziale sono “parzialmente” d’accordo e il motivo ben spiegato in una puntata dei simpson 🙂 https://78.media.tumblr.com/tumblr_kpwfo5TTt51qzrcvro1_400.jpg

      • Buon Giorno

        Basterebbe tornare ad una via di mezzo come l’Italia pre-sessantottina.

  • Luigi za

    E ormai la Chiesa cattolica offre una “religione low cost” che asseconda, invece di contrastare, questa deriva mortale. Facendosene complice.

    Esatto per l’oggi, ma per il passato e precisamente dall’ 8 ottobre 1958 fu l’ispiratrice di tale demenziale politica proposta dalla più grande testa di cazzo del XX secolo arrivata al comando in Vaticano e superata solo dall’attuale successore.
    E’ lì che bisognava e bisognerà colpire perchè è da lì che hanno aperto le porte ai demoni.

    • Alan Ford

      ma non praevalebunt! ricorda

    • Sandro B.

      ….cosa è successo l’8 ottobre 1958 ? Wikipedia dice che il 9 ottobre è morto Pio XII e poi il conclave ha eletto Giovanni XXIII….ti riferisci a questo?

    • Tex42

      Concordo in pieno.

    • valentino

      Bhè, non che PaoloVI fosse tanto da meno di GiovanniXXIII

      • Ronf Ronf

        Paolo VI è arrivato DOPO il papato di Giovanni XIXIII (il quale era succeduto a Pio XII). Occhio a non fare confusione con la cronologia dei Pontefici romani…

        • valentino

          E dove avrei scritto che sua “entità” è il predecessore” di Giovanni23?

  • ignorans

    Quello che non si capisce è questa ossessione contraria all’individualismo. Bisogna dire che l’individualismo va accentuato al massimo. Ma proprio esasperato! Perché? Perché l’individualismo è una garanzia per il saggio: egli può continuare ad esistere. In caso contrario, cioè se l’individualismo venisse represso ci sarebbero solo branchi di stolti.

    • Cruciverba

      Credo che l’individualismo di cui parla il professore sia quello egoistico edonistico deleterio per se stessi e per l’altrui persona .
      Non è l’individualismo un male in se ma la sua esaltazione in chiave egoica utilitaristica .

      • ignorans

        Pur di avere qualche intelligente, bisogna accettare di avere tanti stupidi.

        • Alan Ford

          OK, ti accettiamo…

          • ignorans

            Alan Ford era il tonto della banda…

        • Sandro B.

          Il guaio è: cosa gli facciamo fare agli stupidi nella società moderna? Forse sarebbe meglio fare in modo che ce ne siano di meno.

        • Dobbiamo scegliere: se lasciarli con l’ascia o accettarli con l’accetta.

          • Filippo Candio

            M A G N I F I C O !!!!!!!!!!

    • Buon Giorno

      Il collettivista Giappone ha una percentuale di stolti maggiore dell’individualista Italia? Sicuro?

  • Gianox

    Più tardi, mi rileggo con più attenzione questo articolo. Offre tanti di quegli spunti di riflessione che mi viene voglia di scriverci altrettanti commenti.
    Una cosa che mi è venuta in mente è la seguente.
    Quando guardi i bambini crescere, noti subito le differenze.
    A 4/5 anni, sono tutti adorabili, magari un po’ pestiferi, come lo sono sempre i bambini a quell’età, ma pur sempre adorabili.
    A 10/11, iniziano ad essere abbastanza insopportabili. A 13/14, avresti già voglia di prenderli a sprangate, tanto sono già diventati irriverenti.
    Cosa è successo?
    E’ successo che a 13/14 anni hanno già passato metà della loro vita sui banchi di scuola.
    Ed è questo il punto: la scuola serve solo a diseducare, ad inculcare in loro quell’edonismo sfrenato che li porterà a diventare da adulti degli egoisti viziosi.

    • Sandro B.

      Secondo me la scuola, la buona scuola come la chiamano adesso, semplicemente non fa nulla: non educa perchè non ne ha la forza, l’autorità e, dopo i ricorsi al Tar dei genitori per i figli bocciati, nemmeno più la legittimazione; non diseduca perchè per essere diseducati bisognerebbe prima essere stati educati, non si può perdere quello che non si possiede. Ergo, ad insegnare ad essere egoisti e viziosi quasi sempre ci pensano le famiglie. I figli assorbono come spugne quello che percepiscono da mamma e papà specialmente nei primi anni di vita e se i genitori vivono sulla base di principi sbagliati è inevitabile che anche i figli ne vengano plagiati. Però ci sono d’altro canto i figli fortunati nella sfortuna, che nonostante i genitori, per una favorevole commistione genetica, trovano presto la strada giusta da soli, formandosi una personalità, un carattere ed una capacità obiettiva che li aiuta a superare i momenti difficili della crescita e ad avviarsi ad essere adulti con la quasi certezza di farcela. Per tutti gli altri, sfortunati, la quasi certezza è la deriva. Ci vorrebbe una scuola che non esiste, o almeno non più, come scritto nell’articolo.

      • Gianox

        Non è una cosa facile da spiegare.
        Ti faccio il mio esempio personale. Io sono nato negli anni ’70, e quindi, per ovvi motivi anagrafici, non ho avuto quegli insegnanti di cui parla Blondet.
        Mia madre, una volta sposatasi, ha smesso di lavorare facendo la madre e la casalinga a tempo pieno. Lavorava solo mio padre, che aveva una buona posizione ed era piuttosto benestante di famiglia, ma non era certo un top manager.
        Oggi, a meno che tu non sia veramente un top manager, non ti puoi permettere di lasciare la moglie a casa a fare la casalinga, e non solo per questioni di polemiche femministe, ma proprio perché, se non lavorano moglie e marito, non si riesce a metter su famiglia.
        Questo è poi il motivo principale per cui oggi si tende ad avere un solo figlio: costano troppo.
        Non a caso in Russia Putin favorisce le politiche familiari, ma un Salvini che parla di questo è tacciato di fascismo.
        Comunque, tutto questo significa solo che madre e padre non hanno più il tempo materiale di occuparsi dell’educazione dei propri figli, ormai di mandata alla scuola pubblica, quindi allo Stato. Ritornando a parlare di me.
        ai miei tempi – dicevo – non c’erano più le maestre di Blondet. C’erano ancora delle maestre che erano state a loro volta educate dalle maestre di cui parla Blondet.
        Ma c’erano già insegnanti che avevano vissuto il ’68 e tutti gli annessi e connessi.
        Come credi che siano cresciuti quei bambini che hanno avuto per lo più maestri impregnati di sessantottismo?
        Immagino che molti di loro, una volta divenuti adulti, non siano stati in grado di trasmettere i giusti valori ai propri figli. E questi i loro figli oggi sono educati quasi esclusivamente dalla scuola pubblica e dalla televisione.
        Quello che voglio dire è che, per una serie di concause, che secondo me sono state create ad hoc, il processo di trasmissione di valori da generazione in generazione ha subito una battuta di arresto.
        I genitori sono sempre meno partecipi dell’educazione dei propri figli e gli insegnanti della scuola pubblica sono sempre più imbevuti di ideologia post sessantottina.
        Si è volutamente creato un corto circuito nella trasmissione intergenerazionale di valori.

        • lochlomond

          inoltre una cosa che ho sempre notato con tristezza, sin da piccolo (anni 80/90) e che oggi mi pare divenuta regola, è che molto raramente i (pur pochi) nipoti parlano e ascoltano ciò che hanno da dire i nonni o in generale i parenti più anziani. Non solo manca la curiosità o il rispetto da parte dei giovani, ma in molti casi è fisicamente difficile, perché c’è poco tempo (i nonni non sono in pensione…) o i nipoti non parlano più il dialetto e nel dialogo si perde molto.

          • deboravr

            Ho notato che è una caratteristica comune tra molto ” scolarizzati”. Studiano per assimilare nozioni, fare verifiche per avere il voto, vuotare la testa per le verifiche e i voti successivi. Già alla scuola primaria sono piccoli impiegati che svolgono il lavoro a casa senza il minimo interesse per quello che studiano. Il loro interesse è selettivo e finalizzato al regolare svolgimento del lavoro in classe per non diventare uno di quei bambini etichettati come iperattivi o con la sindrome del deficit di attenzione

        • Noel

          vero!

        • deboravr

          Ho avuto un’ insegnante alle elementari sessantottina che ha fatto di tutto per inculcare l’ ateismo. Tra un’ apologia al comunismo, critiche pesantissime alla religione cattolica e i suoi praticanti , ha prodotto una classe dove chi ce l’ ha fatta ad arrivare alle medie senza lacune lo ha fatto perché aveva genitori che riempivano i vuoti didattici. Poi sono diventata mamma e ho dovuto decidere se delegare o diventare io responsabile. L’ unica volta che ho affidato mio figlio alle cure di una maestra della scuola di infanzia, la signorina poco più che ventenne pagata a voucher si è premurata di spiegargli quanto è bello Samain e che la “religione ” wiccan è bella e volemose bene ballando intorno al fuoco.
          Oggi per i nostri figli abbiamo scelto l’ homeschooling. Non posso concedere che le loro teste siano contenitori di insegnanti con vissuti tra i più disparati. Non siamo benestanti ma abbiamo scelto la strada del sacrificio e della rinuncia per occuparci in prima persona della loro istruzione ed educazione.
          Ho amici che fanno vacanze favolose e possono dare sfogo a parecchi desideri materiali. Però si ritrovano alle sei di sera con figli che sono dei perfetti sconosciuti. Mangiano , vanno a dormire e vivono fine settimana isterici per recuperare tempo e attenzione perduti che nessuno restituirà alla loro famiglia.
          Non serve essere top manager, basta pensare uscendo dai binari percorsi dalla massa. Ho amici homeschoolers che hanno invitato i lavori e gli stili di vita più incredibili per uscire dalla routine sveglia-caffè- barba-bidet. I loro figli sono nella maggior parte dei casi individui maturi, ben istruiti e capaci di relazionarsi perfettamente

          • Gianox

            Vero. Non serve essere top manager.
            Si deve solo essere propensi a fare sacrifici per il bene dei proprio figli.
            Ma per i più è più facile rinunciare ad una corretta educazione dei propri figli, perché altrimenti si devono fare sacrifici.
            Complimenti per la determinazione.

          • Sandro B.

            Mi associo. Complimenti. Stavo per replicare alle tue considerazioni che peraltro condivido menzionando proprio gli aspetti citati da Deboravr.

  • Svicolone61

    Sono discorsi complicati…..
    In ogni modo, IMHO, alla sorgente c’è una forte deresponsabilizzazione dell’individuo.
    Uno Stato che in Occidente si e’ sempre piu sostituito ai genitori nell’allevare un paio di generazioni che, deresponsabilizzate e non pagando mai per i propri errori, imparono poco o nulla.

    • lochlomond

      non direi tuttavia che lo Stato si sia granché sostituito, diciamo che hanno eliminato i genitori ma pure l’educazione statale stessa…

      • Svicolone61

        Veramente dovunque ti giri e ascolti e’ sempre lo Stato che propone di mettere le pezze dove l’inviduo sbaglia o non fa.
        Metti al mondo figli a 16 anni con un nullafacente e lo Stato ti dà assistenza e ti conferma che il padre e’ un optional, vuoi cambiare (o non ti piace il lavoro) e puoi fare il disoccupato per un paio di anni e lo Stato ti paga i sussidi (Francia e Germania e quasi tutti gli altri Paesi europei e nordamericani), non risparmi nulla spendendo tutto e lo Stato ti dice che vivendo di credito stimoli l’economia ( US in primo luogo)……e molti altri esempi….

  • televisione falsa

    Proprio così , tutto vero , siamo una civiltà umana che non funziona , E infatti sta per finire

  • Cruciverba

    Quello che vediamo è il frutto degli insegnamenti che sono stati ricevuti .
    Per fare un grande uomo ci deve essere già un grande uomo .
    Se colui che insegna non ha mai appreso nulla cosa potrà mai insegnare ?
    In questi anni c’è stato un attacco generale verso l’umanità .
    Hanno abbattutto l’elemento spirituale nell’uomo per esaltare l’aspetto edonistico materiale . I risultati sono sotto gli occhi di tutti , ormai gli uomini si sono trasformati in fredde macchine infelici, utili ingranaggi facilmente sostituibili di un sistema che li divora giorno per giorno cancellando i residui barlumi di umanità che albergano nel cuore delle persone . Vogliono uccidere lo spirito , cacciare Dio dal suo trono voltandogli le spalle per non vederlo . Ma lui è sempre la per quando vogliano ignorarlo Egli non ignorerà loro .

  • Ronf Ronf

    Blondet dice che nel 1949 in I elementare “ci insegnavano che la patria era povera (anzitutto di materie prime) e che la sua risorsa erano le nostre intelligenze, qualità umane, creatività, che dovevamo sviluppare per migliorare il posto della patria nel mondo” e io faccio notare a Blondet che se oggi la Boldrini sta dove sta, la colpa è proprio di quelli come Blondet che hanno lavorato per decenni creando sviluppo e benessere che ovviamente è servito per creare il plusvalore (come direbbe Marx) necessario per creare la sovrastruttura parassitaria che sostiene la Boldrini. Ergo, bisognava impedire lo sviluppo industriale (cosiddetto “miracolo economico”) della Repubblica Italiana (come volevano fare gli UK, ma gli USA lo hanno impedito) che ovviamente è servito solo e soltanto a favorire le Boldrini di turno (senza l’industria, secondo voi è possibile avere il plusvalore necessario per sostenere le demenzialità delle Boldrini di turno? Risposta: certo che no, senza industrie non c’è nessun tipo di “riforma della società” perchè la gente è troppo impegnata a cercare il cibo per poter pensare al gender) e quindi era meglio lasciare l’Italia allo stato brado (cioè agricolo).

    • lochlomond

      grazie tante, come se poi le nazioni povere fossero più libere…c’è del vero in quel che Lei dice, un nesso benessere/rimbambimento, ma sarebbe pure peggio se fossimo senza industrie).

      • Ronf Ronf

        Portogallo e Polonia vivono molto meglio dell’Italia: perchè?!? Senza il miracolo economico all’italiana, loro NON hanno avuto il plusvalore che in Italia è servito per consentire a PCI e CGIL di prendere il controllo di scuola e magistratura con i risultati disastrosi (Boldrini) che sappiamo…

        • gianluca pointo

          si ma la polonia lo sta avendo adesso, idem sarà per il portogallo, con la mossa della detassazione, tra dieci anni, avranno ri-sviluppato la loro economia, anche se li poi entra in gioco una diversa filosofia di popolo, i portoghesi sono diversi, molto piu cool….

    • Verklarte

      La Grecia e il Portogallo non hanno avuto nessuno sviluppo industriale nel dopo guerra ma la mentalità edonistico-individualista è identica a quella italica. La Grecia ha vivacchiato nella sua tradizione commerciale e levantina, il Portogallo da media potenza coloniale, dopo il 1974, è diventato uno zero nella comunità internazioale. In seguito, con l’assorbimento nella UE sono diventati ancora più poveri, ma “viziosi” come gli altri paesi. Si salvano in parte le nazioni dell’ex-patto di Varsavia che hanno mantenuto una forte identità nazionale. Ha ragione Gianox, la colpa del nostro declino è l’americanismo, inteso come cultura e stile di vita.

      • Ronf Ronf

        Intanto l’americanismo che voi è tanto disprezzato è quello che (fino a Bush senior) ha garantito all’Italia lo sviluppo economico e il benessere (di cui ancora beneficiano milioni di italiani tramite il risparmio e le case delle generazioni precedenti). L’errore è stato quello di non fare il Golpe Borghese che gli UK volevano fare nel 1970 contro la deriva sinistroide

        • Verklarte

          Ancora con il golpe Borghese che sarebbe meglio chiamare putch visto che non c’è stato…guarda che Fasanella e Cereghino non sanno quello che scrivono. Nel dicembre del 1970 avevo 24 anni quando tu non eri ancora nato. Ti posso assicurare (se non credi a me puoi chiedere al direttore) che il controllo delle sinistre marxiste sulle istituzioni (magistratura, scuola, amministrazione pubblica, settore industriale pubblico) era così capillare e invasivo che sarebbero bastati 5 (cinque) minuti e uno starnuto di Berlinguer per far sparire quella decina di finti golpisti (e i militari loro sostenitori) che avevano occupato il ministero degli interni. Borghese era un agente dell’MI6 e doveva far finta di fare un golpe che sapeva benissimo non aveva nessuna possibilità di successo perché glielo avevano chiesto gli inglesi. Doveva solo spaventare per creare insicurezza e voglia di ordine. Così fu. L’anno successivo il MSI nelle elezioni amministrative ebbe l’11% dei consensi. Poi intervennero i servizi tedeschi e israeliani e il piano Nixon per il MO, ma per parlare di questo dovrei scrivere un libro…

          • Cruciverba

            Borghese fu usato ed ingannato e capi’ solo all’ultimo di essere stato fregato .

          • valentino

            Borghese aveva protezioni molto in “alto” forse superiori a quelle di Andreotti

          • Franco Maraschi

            Non so’ voi, ma io rifiuto di pensare male di un patriota come Borghese, gia’ alla guida di un leggendario sottomarino, e che per il suo senso dell’onore (il vile tradimento del re) armo’ la x mas con i suoi soldi…spese tutti i suoi averi in una causa che sapeva persa.

          • valentino

            Non era mia intenzione ledere l’onorabilità del Principe, averne avuti un altro paio di Comandanti così…

          • valentino
          • Verklarte

            Ma anche se così fosse sarebbe la dimostrazione che il golpe NON ci doveva essere. Si doveva creare un état d’ésprit, un’ atmosfera favorevole all’avvento di un governo di tipo gollista. Molti esponenti di destra furono usati per questo scopo. Il principe Borghese era un’eccellenza per i servizi britannici e godeva di molte simpatie anche negli alti gradi militari inglesi a causa delle sue imprese con i mezzi d’assalto. Nel ’45 gl iinglesi lo sottrassero dalle grinfie dei partigiani ma pretesero in cambio qualche lavoretto segreto. Borghese non sapeva di essere usato? Non era uno stupido e sapeva che aveva un debito di roconoscenza verso i suoi ex-nemici.

          • Ronf Ronf

            E infatti l’errore è stato il mancato sostegno degli USA (e quindi dell’Esercito Italiano, dei Forestali, dei Carabinieri e della Polizia dello Stato Italiano che ovviamente erano – e sono tutt’ora – in mano agli USA) e quindi Londra negli anni successivi perse la testa facendo gli attentati terroristici. E ciò ci dimostra che in Italia era meglio fare il golpe, ma serviva l’aiuto degli USA “e dei suoi domestici” (i funzionari dello Stato italiano ufficiale) perchè gli UK da soli non potevano farlo. Comunque per me c’era da fare il colpo di Stato militare nel 1960 quando la sinistra aveva fatto cadere Tambroni (è da qui che inizia la crescita di debito pubblico, deficit, inflazione e disoccupazione) oppure già nel 1953 quando De Gasperi impedì a Scelba di dichiarare ufficialmente che il PCI aveva truffato le elezioni impedendo alla DC di vincere il premio di maggioranza (anzi, in Italia la democrazia MAI E POI MAI si sarebbe dovuta reintrodurre: bisognava lasciare i militari al potere come all’inizio del I governo Badoglio). Racconta la storia dei servizi segreti tedeschi e di Israele in Italia: c’è tempo…

          • Verklarte

            Si vede che sei giovane anche se sei indubbiamente molto preparato. Ma non riesci a immaginare che cosa voleva dire fare un colpo di stato in un paese che aveva il più forte partito comunista dell’occidente? Ti ripeto che il controllo delle sinistre sulle istituzioni (aggiungo anche sull’esercito e sulle forze dell’ordine) era totale. I lavoratori del settore privato erano iscritti al 75% alla CGIL anche nelle piccole imprese, nelle scuole imperava il gramscismo…Anche ammesso e non concesso che qualche testa matta in Italia e all’estero avesse voluto fare un golpe, sarebbe abortito in pochissime ore, con scioperi generali infiniti… Non sarebbe bastato arrestare sindacalisti e politici di sinistra, il Pci aveva un governo ombra i cui dirigenti erano conosciuti solo al Cremlino. Poi c’era la sinistra extra-parlamentare che solo a Milano nel 1970 contava circa 20 mila picchiatori (rapporto del prefetto Mazza) inquadrati militarmente…ci sarebbe stata una guerra civile più senguinosa di quella del 43-45. Ma poi perché hai tutta questa simpatia per i golpisti? Ammiri Pinochet o Videla per caso? Io no.
            Il debito pubblico iniziò a crescere con il divorzio della Banca centrale dal Tesoro, lo sanno anche i piddini ma non lo possono dire.
            FuorI argomento: chi vincerà il 4 marzo?

          • Ronf Ronf

            Strano, come mai dal 1690 al 1980 è raddoppiato il debito? E “per fortuna” negli anni 70 il debito pubblico era “coperto” dall’inflazione altissima! Mi spiego: negli 70 la Francia (che dal 1973 aveva fatto il divorzio tra la Banca di Francia e il Tesoro, Legge Pompidou-Giscard che i Le Pen da sempre vogliono abolire) faceva il deficit annuale attorno al 3% (con un’inflazione non tanto distante dalla forte inflazione che c’era in Italia) invece in Italia il deficit annuale era al 12% e questo ci dice che il disastro degli anni 80 è semplicemente figlio del disastro del ventennio precedente. Pinochet (non mi piacciono gli altri dittatori dell’America Latina a prescindere dal loro credo politico) ha fatto del suo paese una nazione dove si vive bene (infatti tutti i governi che sono arrivati dopo di lui, cioè le sinistre e i democristiani, hanno mantenuto TUTTE le sue riforme economiche). Ovviamente lui ha sbagliato nell’usare la violenza, ma l’alternativa era Allende che voleva farsi rieleggere nonostante i divieti costituzionali che impediscono ancora oggi al Presidente cileno di farsi rieleggere se non dopo una pausa (Allende voleva la rielezione subito su modello italiano dove in teoria il Capo di Stato può essere rieletto all’infinito senza dover fare pause). Io al posto di Allende avrei messo un mio discepolo e avrei cercato di tranquillizzare gli USA (invece Allende cercando di forzare la mano ha dato agli USA il pretesto formale che cercavano). Tornando al confronto Italia-Francia, perchè in Italia il deficit annuale era al 12% e in Francia (paese dove i sindacalisti erano persino più estremi a livello ideologico) era molto più basso? Risposta: perchè in Italia la DC era troppo debole e solo una guerra civile avrebbe potuto salvare l’Italia dall’inquinamento dei sinistroidi che ha distrutto lo Stato. Ti ricordo che il debito negli anni 80 esplode a causa degli interessi SUI TITOLI EMESSI NEGLI ANNI SETTANTA che non venivano più coperti dall’inflazione: ma se negli anni 70 invece di fare il 12% di deficit annuo si fosse fatto solo il 3%, allora tutti quei titoli NON ci sarebbero stati… pensaci sopra

          • Verklarte

            Non ci siamo. Come puoi vedere dal grafico (spero che si legga) nel 1980 il debito era sceso di 10 punti rispetto al decennio precedente. Nel ’70 c’era stata la riforma regionale ( un pozzo senza fondo di sperperi) e la riforma sanitaria che aveva abolito la casse mutue (tutte in attivo) buttate nel calderone dell’Inps. Scelte demenziali, come quella di far andare in pensione i 35-40enni con 15 anni di contributi con la famigerata Legge Mosca del 1976. Eppure, siccome c’era un’economia in espansione, il debito pubblico nel 1980 diminuì e si assestò al 55%
            La situazione si era stabilizzata. Fino al 1981 chi investiva in Bot era un cretino perché gli interessi coprivano solo il 70% del tasso di inflazione. Nel 1980 l’inflazione era del 21% e un bot annuale rendeva il 16%. Erano gli anni del boom edilizio e della seconda, terza o quarta casa, era il mattone il “bot” che rendeva. Dal 1981 in poi il Tesoro dovette aumentare i rendimenti dei titoli essendo venuto meno il suo potere calmieratore. Ricordo che nell’81 investii tutti i miei risparmi nel bot biennali e ci guadagnai parecchio, salvo poi bruciarli tutti vent’anni dopo con i derivati finanziari, ma questa è stata una mia cazzata.
            Su Allende hai ragone, ricordo perfettamente quegli anni, un mio ex-compagno di scuola era corrispondente del Corriere in Cile e mi teneva aggiornatissimo. Però chi fa un golpe è sempre un traditore, qualunque sia il suo colore politico.
            Sul deficit di bilancio un governo sovrano può allargarsi come vuole se vuole creare occupazione. Adesso avremo forse tra un mese un ex-premier che dice di considerare la clausola del 3% “stupida” ma che la farà rispettare. Capisci come siamo ridotti?
            https://uploads.disquscdn.com/images/3cabd483927d1ae4a0e9f8578869ff1976aa71b336fcb7fe7a8323ee611dac69.png

    • Noel

      esatto! + turismo…

      • Ronf Ronf

        Turismo come in Spagna? Ma proprio no! I turisti tedeschi in Spagna si comportano da incivili e da padroni, quindi sporcano tutto e danneggiano il territorio: casomai in Italia ci vuole il turismo di elites, ma in ogni caso per vivere solo con agricoltura e turismo al massimo in Italia ci devono stare 30 milioni di persone, quindi bisognava evitare il miracolo economico del dopoguerra che invece è stato alla base dell’esplosione del numero degli abitanti (che già erano in troppi nel 1940 con quei famosi “45 milioni di italiani che necessitano dello sbocco sull’Oceano” come disse il Duce in quel famoso 10 giugno). Karl Wolff (Comandante SS nel Nord Italia) aveva ricevuto l’ordine da Hitler di distruggere tutto il Nord Italia (città e industrie) smontando tutte le strutture (es. il Lingotto della FIAT) per portarle in Germania (gli industriali tedeschi, che avevano sostenuto Hitler e che oggi si sono messi in testa di imporre il gender e l’europeismo a tutti i costi, sapevano bene che gli USA si sarebbero impadroniti dell’industria italiana usandola per creare sviluppo in Italia a favore degli italiani e degli USA contro i tedeschi che ovviamente volevano avere il monopolio dell’industria in Europa. Notare che gli industriali tedeschi avevano portato i loro soldi in Svizzera e questo spiega perchè l’elites tedesca si è salvata nonostante la distruzione totale della Germania in stile Dresda)

    • Va bene

      Forse era meglio che Berlusconi non scendesse in campo nel 94, la vittoria della sinistra serva dei tedeschi avrebbe fatto enormi danni ,ma non sarebbe riuscita a distruggere completamente il paese e dalla totale sfiducia si sarebbe ricreato un nuovo scenario politico (come accadde in Ungheria).
      Berlusconi ha solo diluito il crollo di fiducia nella sinistra vista la totale perdita del consenso nelle classi medio-bassa come gli operai o i lavoratori in generale (eccetto coop per l’accoglienza,di sicuro quelli adesso sono molto contenti) negli ultimi anni .
      Renzi pensava di vincere contro tutti e ha perso la sua supremazia politica dopo il referendum e adesso vediamo cosa decideranno gli italiani il 4 marzo ,nulla e scontato come la vittoria di Trump o il Brexit .

      PS:se l’Italia vale qualcosa geopoliticamente è solo grazie alle sue industrie .

  • Per scherzo ho fatto un sondaggio tra amici su chi avrebbero preferito ministro dell’interno tra Traini e HalfAno nella storia della repubica itaGliana. La sorpresa è stata che, neanche per scherzo, nessuno ha mai concepito HalfAno. Almeno Traini non ha morti sulla coscienza.

    • Svicolone61

      Sembra però purtroppo che ci sia ancora un 20-25% di italioti (e un 5% ancora più a sinistra) che preferiscono un ministro dell’Interno che li va a raccogliere in mare invece di difendere le frontiere con le armi.

  • Gianox

    La vera libertà non consiste nel fare tutto ciò che si ha voglia di fare, giacché questa non è altro che licenziosità.
    La vera Libertà consiste nel poter fare ciò che si ha il dovere di fare, in primis il dovere di fare nei confronti della propria comunità di appartenenza.
    Ma oggi ciò che ci viene insegnato sin dall’infanzia a venerare come libertà non è altro, appunto, che licenziosità.
    D’altronde, si sostiene che il celebre motto della Rivoluzione francese “liberté egalité fraternité” non sia altro che un motto massonico, dietro cui si nasconde l’esaltazione della licenziosità.
    Qualche settimana fa Blondet ha pubblicato un articolo molto interessante in cui il katehòn paolino veniva individuato nel potere imperiale.
    Il potere imperiale, o statale, da sempre ha il compito di educare, spesso anche con le maniere forti, le nuove generazioni al rispetto di quei valori che rendono grande una comunità, in modo tale che sia veramente soddisfatta l’affermazione in base alla quale la libertà consiste nel poter fare ciò che si ha il dovere di fare.
    Oggi il potere statale ci educa, diversamente da quanto successo nei secoli precedenti, alla licenziosità, cioè a credere che la nostra libertà consiste nel poter fare tutto ciò che ci passa nella testa di fare.
    E non è solo il potere statale che ci insegna la licenziosità. Oggi anche la Chiesa Cattolica post conciliare lo fa.
    Che cosa è successo di così strabiliante perché il potere statale, e persino quello ecclesiastico, smettessero di educare la vera libertà passando all’insegnamento della licenziosità?
    Ci sono state due guerre mondiali che hanno distrutto i precedenti ordinamenti statali. La prima guerra mondiale a posto termine agli imperi di ispirazione cristiana, quello asburgico e quello zarista.
    La seconda guerra mondiale ha fatto sì che si estendesse su tutto l’occidente il potere imperiale statunitense, portatore di una civiltà (per così dire) apparentemente affine a quella europea, ma in realtà molto differente ed antitetica, visto che era espressione di una cultura protestante che spesso era invisa anche all’interno degli stessi paesi europei di confessione protestante.
    Il trionfo dei cosiddetti valori democratici e liberali si è avuto con l’affermazione del potere imperiale americano.
    Gli stati europei erano prevalentemente monarchici, e lo erano da secoli; dopo la Seconda Guerra Mondiale sono tutti diventati repubblicani.
    E sono state queste repubbliche che hanno iniziato ad educare i propri cittadini secondo i criteri della licenziosità.

    • Noel

      grande Gianox!…condivido su tutto quanto hai postato…sono anni che sostengo ciò!

    • Buon Giorno

      Perfetto

  • nathan

    L’erba e complementari vanno solo legalizzate, ancora non ci arrivano.
    Ovviamente, se ti prendono al volante che sei fatto (esattamente come il legalissimo alcool), è giusto che ti facciano il culo, per il resto, non se ne può più di leggere i soliti bacchettoni che ti dicono come dovresti vivere.
    Volete fermare i criminali? Legalizzatela.

    • lochlomond

      anche ai minorenni? E l’eroina che, sempre minorenni, stanno tornando ad assumere in quantità (mini dosì a 3-5 euro mi si dice, spacciatori ormai ad ogni angolo anche nelle più piccole cittadine.).

      • nathan

        No, nessuno ha scritto di minorenni, che se è per questo neanche l’alcool e le sigarette potrebbero comprare, eppure lo fanno.
        Ma visto il livello imbarazzante dei genitori che fanno figli tanto per fare, non mi stupisce tale fenomeno..
        Se poi ad uno l’hashish o la mariuana non gli bastano e cerca l’eroina, lì interviene giustamente Darwin con la selezione naturale.

        • lochlomond

          quindi il mercato illegale resterebbe in piedi, anzi si rischierebbe un marketing ancora più aggressivo sui settori di mercato che costitutivamente resteranno sempre fuori da una liberalizzazione…Io rabbrividisco quando si invoca Darwin per ragazzini che potrebbero avere 13 anni.

          • Stemby

            Premesso che rabbrividisco anch’io a simili pensieri, col proibizionismo non si è mai risolto niente. Ci campano migliaia di italiani e diversamente italiani, tra criminali e “forze dell’ordine”, ma l’eroina tagliata non-si-sa-bene-con-cosa-e-come sulle strade la trovi.
            Fa orrore, lo comprendo, ma probabilmente sarebbe molto meglio depenalizzare tutte le droghe, e investire i soldi risparmiati nella prevenzione.

          • Buon Giorno

            La legalizzazione fa solo ingigantire un fenomeno, come dimostra la strage causata dagli oppiacei negli USA:

            http://www.occhidellaguerra.it/storia-un-massacro-americano-continua-la-crisi-degli-oppiacei/

          • Stemby

            Quello è un problema culturale americano che nulla ha a che vedere con la legalizzazione delle droghe.

        • Filippo Candio

          eroina legalizzata, tagliata con la stricnina. Una spada e via……

        • Stemby

          Mi sto sempre più convincendo che sarebbe meno peggio perfino l’eroina legalizzata. Fa orrore, ma razionalmente è difficile non arrivare a questa conclusione.

    • Semplice

      L’italiano medio ha necessità di odiare il prossimo suo come un eroinomane deve farsi una pera; entrambi sanno che fanno il loro male ma non riescono a smettere.

      La cosa oscena poi è che l’italopiteco è bacchettone solo con se stesso, italiani, mentre verso lo straniero dà sempre volentieri il culo, sia esso nero o krukko o yankee.

      Sanno che la legalizzazione della maria è cosa giusta e naturale ma SEMBRA che tutti dicano NO per paura di cosa pensano gli altri. Nè più nè meno di quello che avviene con i clandestini…tutti sanno cosa sia giusto fare ma hanno paura a dirlo.

      Siamo tornati indietro come gamberi, a prima del 90 nei paesi socialisti.

    • Sandro B.

      Il concetto non fa una grinza in teoria. In pratica mi preoccupa il fatto che se adesso ci sono al volante più o meno solo alcolizzati ed evidentemente non riescono a beccarli tutti perchè purtroppo gli incidenti dovuti all’abuso di alcool accadono comunque, dopo oltre a questi, per la facilità di reperimento dello stupefacente dovuto alla legalizzazione, ci sarebbero anche i fumati se non peggio che si mettono sconsideratamente alla guida. Capisci bene che a meno che non inventino l’automobile che si accorge se sei strafatto o, ebbene si, alcolizzato a questo punto già che ci siamo, temo che i disastri non possano che aumentare. Sulle forze dell’ordine c’è da farci poco affidamento, non per colpa loro beninteso.

    • Buon Giorno

      Potremmo legalizzare il commercio di organi giá che ci siamo.

      Se la legalizzazione si fermasse all’erba potrebbe andar bene ma penso che tu sappia bene che dopo legalizzerebbero il resto. La Cannabis inoltre é giá legale in modica quantitá: in italia vi sono giá negozi che la vendono.

      • maboba

        Esatto. La depenalizzazione per posesso di modiche quantità è in realtà già la sua legalizzazione. Inoltre quella prodotta legalmente avrebbe sicuramente un prezzo più alto (il perché è ovvio) di quella illegale e quindi poco cambierebbe su quel versante.

  • peacock

    ottimo pezzo complimenti, particolarmente ispirata la definizione di “religione low cost” a cui fa da controaltare quella da sempre “high cost” ovvero quella musulmana. La società più andrà verso l’imbarbarimento più ci penseranno i musulmani a raddrizzare la schiena a tutti ( quando e se avranno finito di scannarsi tra di loro ).

  • enricodiba

    Gli italiani ci mangiano tutti con gli immigrati e chi non ci mangia è un buonista all’ultimo stadio

  • Fabio E. Nategh

    i cinesi comunsitsi hanno il senso della patria e dell adignita… mai visto uno per starad a chiederee elemosina. ci conquisteranno tutti …. e meno male

    • Buon Giorno

      Tremila anni dopo, avremmo bisogno di un Confucio anche noi.

  • Rifle

    Ottimo pezzo di Blondet, fa molto riflettere.

    Che fare?
    Impegnarsi personalmente in una vita proba, senza aspettarsi ringraziamenti da parte di nessuno, semplicemente perchè è giusto fare così, sapendo però di contribuire al bene personale e collettivo.

    Comunque tutte le società corrotte prima o poi o rinsaviscono o vengono spazzate via, è successo all’impero romano in finale, succederà anche all’Italia e all’occidente.

  • Giorgio Ansan

    Non s’adombri Blondet, l’immondizia relativistica e probabilistica che da più un secolo inquina la cultura occidentale sta per essere spazzata via. E’ già tra noi, anche se la grandissima maggioranza degli uomini, lei compreso, non lo sa, l’epoca dell’assolutismo e del determinismo più ferreo e spietato, quello del Dio dei fisici, l’unico che detiene tutto il potere di ciò che accade e che ha già predetermibnato il destino dell’uomo come quello di un qualsiasi altro gregge di pecore che bruca i pascoli entropici della Terra. Il devastante collasso entropico della civiltà umana che lei stesso avrà modo di vivere di persona se Dio glielo concederà è oramai iniziato e non si fermerà per tutto il resto del secolo……

    • Fernando Vehanen

      Dio è una contrazione quantica

      • Giorgio Ansan

        il Dio dei fisici è semplicemente il problema della cosiddetta “arbitrarietà delle condizioni iniziali” che discende direttamente dalla legge di conservazione della quantità di moto (e dell’energia) e dalla seconda legge della termodinamica (la legge di entropia) e, quindi, il problema di “ciò” che determina l’esistenza di un determinato universo invece che un’altro, o ancora, il problema della “dimensione originaria” che è sede di ogni possibilità…. Non so cosa si intenda con “contrazione quantistica” ma se è uno dei tanti concetti oscuri ed insulsi partoriti dai fisici seguaci di quell’immondizia ideologica che è l’interpretazione probabilista della scuola di Copenaghen della meccanica quantistica o l’interpretazione relativistica della teoria della relatività, o ancora l’interpretazione probabilista della seconda legge della termodinamica, puoi anche risparmiarti di spiegarmelo….

        • Fernando Vehanen

          Evidentemente lo sai già ma lo rifiuti; la cosa non mi importa, a dire il vero.

  • giuseppe

    …come ha detto Massimo Popolizio nel film “Lui è tornato”, interpretando brillantemente Il Duce…”vi ho lasciato che eravate un popolo di analfabeti e vi ritrovo un popolo di analfabeti”. Mai parole sono più esatte di queste…

  • AndreTheBoss
  • gino monte

    “propria dei drogati sprovveduti dei ceti bassi degradati”

    blondet, ma che dici? la droga ai ceti bassi è recente, 100 anni fa era un lusso cui era dedita l’aristocrazia e l’alta borghesia, ovvero proprio quei ceti che dovrebbero essere “responsabili”!

    quanto ai “bisogni”… hai mai pensato che gli istinti sono naturali e leciti? che se la natura (o dio) li ha fatti c’è un ottimo motivo? che sono ineliminabili e se vengono repressi si ribellano causando disastri? e che i responsabili dei disastri siete proprio VOI repressori?

    • Buon Giorno

      ” la droga ai ceti bassi è recente”

      Dillo ai cinesi…

      “hai mai pensato che gli istinti sono naturali e leciti? che se la natura (o dio) li ha fatti c’è un ottimo motivo? che sono ineliminabili e se vengono repressi si ribellano causando disastri? ”

      Stuprare, uccidere, massacrare altri gruppi umani, sono istinti che abbiamo in comune con gli scimpanzé (unico altro mammifero che combatte guerre tribali) e vecchi di milioni anni: secondo la tua filosofia di vita dovremmo lasciarli sfogare liberamente e vivere come in Africa o Brasile.

      “e che i responsabili dei disastri siete proprio VOI repressori?”

      I responsabili dei disastri sono coloro che in nome della “libertá” sovvertono l’ordine sociale chiamandolo “oppressione” senza capire (non ne hanno l’intelligenza) che la Civiltá consiste in nient’altro che nella repressione degli istinti necessaria ad evitare che comunitá di migliaia o milioni di persone si uccidano e brutalizzino reciprocamente invece di cooperare per il bene comune. Chi é piú civile, ordinato, funzionante e benestante: l’Oriente plasmato nei millenni dal pensiero confuciano che sottomette le voglie dell’individuo all’ordine sociale ed al bene comune oppure l’Africa Nera e l’America Latina dove gli individui vivono per soddisfare i propri istinti, in uno stato di semi-anarchia?

      • Fernando Vehanen

        Dillo agli inglesi che l’hanno importata in Cina.

      • gino monte

        sì ma sti cinesi sono tutti ordinati-confuciani o strafatti di oppio? deciditi.
        con gli istinti mi riferivo soprattutto alla sessualità, la bestia nera di blondet.
        quanto ai milioni di persone che si uccidono, mi pare che la società occidental-cristiana abbia battuto tutti i record.

        • Sick boy

          La sessualità, caro il mio gino, è un vizio esattamente come tutti gli altri: ne vuoi sempre di più. Basta minchiate.

          • gino monte

            può diventare un vizio mentale. ma sul piano fisiologico ha dei limiti naturali.

    • Blondet

      Relativismo dogmatico in piena vista.

      • gino monte

        non sono proprio per niente relativista. penso che la sessualità abbia UNA Natura, reprimendo la quale si formano per sfogo tutte le forme “relativistiche” di sessualità, che quindi considero culturali.
        in sostanza secondo me la religione s’è data la zappa sui piedi: reprimendo l’eterosessualità naturale ha favorito tutte le perversioni. senonchè poi ha cercato di reprimere anche queste… ma è una battaglia persa.
        sapevatelo.

    • Stanislao Prudosky

      Non fa una grinza.

      “Se la natura disapprovasse le nostre inclinazioni non ce le ispirerebbe”
      — Marchese de Sade

      • Maurizio Blondet

        Sade: ottimo il maestro che s’è scelto. presto squarterà qualche ragazza drogata?

  • gino monte

    quanto alla risorgente eroina… embè l’occidente cosa c’è andato a fare in afghanistan?

  • marcoferro

    la chiesa dovrebbe essere una che contrasta queste cose, ed invece abbiamo preti ricchioni che vanno con i negri, preti puttanieri e dulcis in fundo preti pedofili. che invece di contrastare il caos lo cavalcano. l’altra categoria, la seconda gamba che dovrebbe sorreggere la società sarebbero gli insegnanti i quali mal pagati, costretti con la buona scuola del cazzaro, se di roma ad andare a torino a insegnare il gender e la sessualità fluida che stanno tentando di imporre. ma anche qui le mele marce sempre più numerose e imbarazzanti stanno uscendo fuori con gli insegnanti malati sessuali, drogati, che mettono le mani addosso ai bambini all’asilo, oppure succede il contrario con la prof colpita alla faccia da uno studente di diciassette anni per una stupida interrogazione. infine resta la famiglia, ma quale famiglia ? genitori divorziati che si sono messi con altri compagni immaturi e che non sono cresciuti mai e seguono pochissimo i figli. con i quali poi tentano di compensare il mancato amore e la mancata attenzione con stupidi regali che finiscono ancora di più alienarli e allontanarli come l’iphone con fesbuc, titter etc…non avendo il controllo stretto si mettono nei guai a fumare, frequentano le cattive compagnie, etc..ma questo riguarda anche i genitori nornali non separati, che con questa vita sempre frenetica, a correre di qua e di la per pagare mutui, affitti, assicurazioni auto, il mangiare, etc…seguono anche loro malgrado, sempre meno i figli

  • Stefano Fontana

    La cosa interessante è che lei usa il concetto lacaniano di applicandolo alle condotte trasgressive e libertarie, quando, al contrario, veniva adoperato proprio per qualificare i comportamenti responsabili e razionali, svelando quali fossero i moventi di fondo di quell’etica. Ribaltamento delle dimostrazioni, segno incontrovertibile del tramonto. Questo semplificando sul concetto di essere agiti, che rinvia, in primo luogo, all’indefinibilità dell’io, all’impossibilità di trovare il suo ubi consistam.

    • Blondet

      Il concetto viene dalle dottrine indu. L uomo comune crede di agire , invece è agito dalle sue passioni, impulsi, karma accumulato…

      • Stefano Fontana

        Mi concederà che il ca parle di Lacan non ha antesignani indù, se non in modo del tutto casuale. È l’esito della decostruzione psicanalitica dell’Io.

  • Sick boy

    Ok però se Covatta non l’ha detta non l’ha detta. Cercato ovunque, compare solo come bufala.

    • paolosenzabandiere

      Vero. Ma questo è il post di Blondet in riposta ad un altro utente:

      “Blondet Semplice • un giorno fa
      In un secondo tempo mi hanno avvertito che Covatta ha smentito….meglio così. Imbarazza avere un simile ciocco dalla parte del buonsenso.

      6
      •Rispondi•Condividi ›”

      Lo trovi tra i primi post di questo articolo.

    • Blondet

      Dal mio sito ho tolto covazta….da rischio calcolato non posso.

      • Sick boy

        capisco, amen. grazie della risposta

  • paolosenzabandiere

    DIRETTORE TUTTO VERO MA…

    C’è un povertà morale, spirituale, che si taglia a fette. Ma il comune denominatore, il responsabile di tutto ciò sono sempre e solo loro. Se la ricorda sorella morte, che ha contribuito a fare di milioni e milioni di aborti una cosa come bere un bicchier d’acqua? Ma non fa parte della stessa banda che ci ha voluto far fuggire dalle nostre responsabilità, dalle nostre scelte, giuste o sbagliate che fossero? Non hanno pensato che tutto fosse possibile, essere tutto e il suo esatto contrario, senza mai conseguenze per le nostre scelte? Una società dall’amore così infinito da uccidere tranquillamente i suoi stessi figli in arrivo. E allora poi perché non pensare l’impossibile? Hai scelto di essere gay, un tuo problema, ma come puoi pensare che i figli nascano dall’amore tra due sederi? Ti inducono a pensare che si abbia necessità di droga perché fondamentalmente incapace di usare le endorfine naturali che il nostro cervello può rilasciare copiosamente. Così alla ricerca di nuove emozioni ridicole per avere una paura folle di emozioni reali. Cos’altro sarebbe la storia dei casini per bambole?

    http://www.globalist.it/world/articolo/2018/02/02/apre-a-parigi-il-primo-bordello-di-bambole-e-il-secondo-in-europa-2018832.html

    Ora questi compari e comari, questi criminali visionari del tutto è possibile vogliono addirittura che noi si acquisiscano gli usi, i costumi, di popoli che di fatto sono rimasti quasi all’età della pietra, con i loro riti tribali, i loro sacrificio umani. E veniamo proprio al MA… del titolo. Questi folli polpottisti, capaci in altri paesi di sterminare un popolo se questo non li asseconda, non vanno ai funerali di loro concittadini sgozzati a Dacca ma poi sono in prima fila, e accanto alla mafia nigeriana (a loro insaputa, spero), ai funerali di una violentissima risorsa nigeriana. Ora ci saranno le lezioni politiche, si candideranno, e noi dovremmo chiedere loro con insistenza, senza tregua, se è mai possibile, con la scusa ridicola di importare risorse che mai pagheranno le nostre pensioni, che più che una soluzione sono un problema, che accettare organizzazioni criminali che minacciano, spesso uccidono poveri esseri che si ribellano al loro potere, con i loro riti di morte non è nella nostra cultura. Che i dittatori veri sono loro.

    Noi dobbiamo sopportare di essere accusati di essere fascisti e razzisti solo perché difendiamo la ragione che loro stessi hanno assassinato a favore della loro ideologia? Ma c’è sempre un Ma… Abbiamo gli strumenti per spazzarli via, dialetticamente parlando, per far comprendere ai poveri buonisti diventati tali a forza di dosi massicce di pensiero mainstream quali sono i loro veri, unici nemici. Non so se la povera Pamela sia stata vittima di riti juju ma dovremmo far comprendere a tutti che chi permette l’ingresso sul nostro suolo di criminali che comunque quei riti mostruosi usano per mantenere il loro potere devono essere spazzati via insieme a chi tutto questo permette.

    Ma spesso siamo così indaffarati da essere incapaci di arrivare al cuore delle persone. Ripeto, non so di cosa e per cosa sia morta la povera Pamela, ma il suo cuore è alcune sue parti intime sono sparite come si usa fare in certi riti di magia nera, e avremmo dovuto sommergere di mail e di protesta chi tutto questo “nuovo che avanza” ha colpevolmente permesso, agevolato.

  • RC18

    Un buona fetta di popolazione crede che i propri disagi derivano dalle frustrazioni generate nel non dare sfogo a determinate pulsioni.
    Credendo che queste voglie di libertà sono più che naturali, inveiscono contro chiunque faccia discorsi atti a dare dei limiti, lo percepiscono come una privazione di pseudo diritti e di conseguenza come un incremento della frustrazione.
    Attualmente anche tutto ciò che è considerato arte e cultura muove verso questa prospettiva.
    Ma se questa visuale aveva un suo fondamento, da 30/40 anni a questa parte, con tutte le “libertà ottenute”, non avremmo dovuto vedere un netto miglioramento in tutti i campi sociali?
    Vediamo invece il suo esatto contrario.
    Possibile che anni e anni di lavorio su questo piano non abbiano prodotto neanche una briciola di cosa si presupponeva?
    A farci la metafora con un’azienda, a quest’ora, qualsiasi manager avrebbe classificato il tutto come “strategia sbagliata”.
    Cosa ci serve per capire ciò? I paletti dove sono stati fissati? Cosa deve succedere per dire: “ok invertiamo la rotta”?

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.