Armi e scuole: il mercato può fare meglio?


Dopo la recente strage in una scuola pubblica negli States, insorge per l’ennesima volta il dibattito riguardo il controllo delle armi. Viene da chiedersi se almeno una delle persone che chiede una restrizione alle armi sia mai stata ad Acapulco o in Messico in generale… Nonostante le pesanti leggi contro il possesso delle armi, le persone oneste sono rimaste alla mercé dei criminali. Comunque, il buon senso e la logica pare sempre che siano le vittime successive di queste sparatorie, come se l’abolizione del secondo emendamento (l’unica cosa che ancora rende l’America un Paese civile) possa rappresentare una soluzione a tragedie del genere. Salvo poi “scoprire” che i media si scordano sempre di menzionare le volte in cui insegnanti armati hanno impedito stragi della stessa portata di quella avvenuta in Florida. Se davvero si volesse partire da un punto sensato per arginare episodi di violenza del genere, bisognerebbe semplicemente:

1. Porre fine alla lotta alla droga e decriminalizzarne l’uso;
2. Promulgare leggi migliori per quanto riguarda il trattamento della malattia mentale (badate bene, il punto 1 e 2 sono molto legati);
3. Privatizzare l’intero sistema sistema scolastico, permettendo ai genitori di scegliere se mandare i propri figli in scuole in cui non c’è personale armato, in scuole in cui c’è personale armato, o seguire la strada dell’homeschooling.

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di Jeff Deist

Non c’è un’epidemia di violenza armata in America; anzi, il contrario. Ma la recente sparatoria in una scuola superiore in Florida c’ha ricordato i profondi problemi culturali alla base della nostra società. Questi problemi vanno oltre lo scopo del libertarismo di per sé, ma ancora una volta possiamo osservare che una maggiore libertà richiederà una rinascita della società civile: il nichilismo e la disperazione in ogni segmento della popolazione sono molto più pericolosi dei “fucili d’assalto”. Meno possiamo governarci, più inviteremo lo stato ad intervenire.[1]

Milioni di armi già sono in possesso di varie famiglie americane, quindi promulgare leggi “come quelle in Europa” non funzionerà. Cessioni volontarie di armi da fuoco alla polizia non scalfirà nemmeno la superficie del problema, e tanto meno fermerà i criminali. La confisca involontaria è inefficiente sia dal punto di vista politico che pratico.

Non esistono soluzioni politiche top-down. Il controllo delle armi in realtà non previene il crimine, ma fornisce alla classe politica e ai media l’ennesimo dibattito culturale fuorviante. Gli americani sono profondamente divisi sulle armi, così come sono profondamente divisi sull’aborto, sul cambiamento climatico e su decine di altre questioni. E perché dovremmo aspettarci il contrario in un Paese in cui ci sono 320 milioni di persone con economie e culture diverse?

Il vero federalismo, a lungo abbandonato dai progressisti e dai conservatori, è un approccio che ha il potenziale di ridurre i conflitti politici sulle armi. Manhattan e Montana potrebbero avere prospettive diverse, ed entrambi possono gestire le cose senza il Congresso. Contrariamente a quanto si crede, il Secondo Emendamento non è né una legge “federale” sulle armi, né ha creato un diritto alla proprietà privata delle armi. Ha semplicemente sancito l’idea che “il popolo” debba essere armato per difendersi potenzialmente contro lo stato stesso.

Non abbiamo bisogno di una costituzione per riconoscere che tutti gli esseri umani hanno un diritto innato e preesistente all’autodifesa. Per rendere efficace questo diritto (specialmente per i membri più deboli della società) devono essere impiegati strumenti. Le armi sono semplicemente tali strumenti, oggetti inanimati che non possono ricadere in categorie innate di bene o male. Il diritto di possedere armi è un derivato naturale della proprietà dei nostri corpi.

La risposta libertaria alle sparatorie di massa, in particolare alle sparatorie nelle scuole, è quella di consentire agli insegnanti e ad altro personale di portare armi nei campus. In realtà, il programma libertario più ampio è quello di permettere alla maggior parte delle persone di essere armate, o almeno potenzialmente armate, per creare una società più sicura (per non dire più educata). Se non possiamo schioccare le dita e produrre città e quartieri privi di criminalità dove nessuno ha bisogno di portare una pistola, dovremmo come minimo consentire a tutti di avere la capacità di dissuadere o difendersi dai criminali.

Tutto questo è teoricamente giusto, ma ignora l’impulso del mercato di esternalizzare i servizi agli specialisti. Questo è il motivo per cui i quartieri ingaggiano pattuglie di sicurezza private e perché le celebrità assumono guardie del corpo professioniste. Non tutti vogliono portare con sé una pistola o addestrarsi nel suo uso. E c’è il problema della grandezza, in cui le persone potrebbero trovarsi schierate contro bande criminali organizzate.

Piuttosto che discutere incessantemente sul complesso processo politico di elaborare leggi sul controllo delle armi, dovremmo pensare a soluzioni di mercato che si concentrino sul controllo della criminalità. Dovremmo pensare in termini di economia di mercato, dove la proprietà privata e gli incentivi corretti ci forniscono ciò che il governo e le leggi non possono: un meccanismo per determinare possibili danni e il costo della protezione o della prevenzione di tali danni. La gente vuole quartieri e scuole sicuri, e questo è solo un altro modo per dire che esiste un mercato per tali necessità.

In generale, il sistema legale degli Stati Uniti impone la responsabilità ai proprietari di determinati spazi la cui negligenza (o condotta intenzionale) si traduce in qualcuno che rimane ferito in quella determinata proprietà.

In base all’identità della parte lesa, vengono accordati gradi diversi di responsabilità legale (“dovere”) nei confronti dei proprietari terrieri: un trasgressore, ad esempio, ha meno diritto a fare causa per infortunio rispetto ad un invitato (cioè, un cliente). La legge tiene in considerazione se la parte lesa abbia uno scopo legittimo di essere lì, e in alcuni casi se abbia contribuito alla sua ferita per sua negligenza.

Il dovere di rendere la propria proprietà sicura da un particolare danno riguarda, in un certo senso, la prevedibilità di tale danno. Lasciare il latte versato in un corridoio del supermercato troppo a lungo potrebbe comportare un danno al proprietario se un cliente scivola e si fa male — una caduta abbastanza prevedibile e chiaramente causata dal pavimento bagnato. Ma gli atti criminali intenzionali di una terza parte generalmente assolvono il proprietario. Dopotutto, nessun aggressore armato era mai entrato prima nel supermercato, quindi perché il proprietario avrebbe dovuto difendersi da questo evento molto improbabile?

Ma un distretto scolastico pubblico dovrebbe avere un dovere più marcato di mantenere gli studenti al sicuro rispetto a quello di un proprietario di un supermercato? Probabilmente sì, visto che nella nostra società la vita dei bambini è forse più importante di quella degli adulti.

Inoltre, le sparatorie nelle scuole sono ora più prevedibili nonostante rimangano estremamente rare? L’attenzione dei media e la notorietà data a tali sparatorie cambiano il calcolo? Forse oggi le sparatorie nelle scuole potrebbero essere considerate prevedibili agli occhi di una giuria.

Non possiamo necessariamente trarre conclusioni qui, ma la domanda è: i proprietari delle scuole pubbliche — in genere i distretti scolastici municipali o provinciali — dovrebbero essere immuni da cause legali per sparatorie semplicemente perché sono suddivisioni politiche degli stati? Dovrebbero godere dell’immunità, o dovrebbero essere costretti a prendere in considerazione misure di sicurezza come devono fare i proprietari privati? Dopotutto, sembra chiaro che una sparatoria di massa in una prestigiosa scuola privata si tradurrebbe in un contenzioso legale.

Sembra chiaro che imporre una responsabilità extracontrattuale ai proprietari e agli operatori scolastici, anche ai funzionari di governo, migliorerebbe la sicurezza e fornirebbe una fonte di risarcimento per le famiglie delle vittime. Le agenzie di sicurezza private, che hanno una reputazione sul mercato da proteggere, quasi certamente fornirebbero un servizio più efficiente della polizia di stato — per la semplice ragione che più crimine punirebbero, più i loro profitti aumenterebbero, senza invece passare per i vari solleciti odierni di un aumento del budget della polizia. E i modelli di sicurezza privati come quelli a Disneyland traggono vantaggio dal voler creare un ambiente sereno e felice, in cui le forze di sicurezza hanno ogni incentivo a non esacerbare le situazioni o ad assumersi le loro responsabilità.

Inoltre i modelli di assicurazione privata potrebbero aiutare le scuole a stanziare razionalmente i fondi relativi ai rischi coinvolti. Poiché le sparatorie nelle scuole sono rare, i premi per coprire un evento del genere dovrebbero essere limitati. Ma anche altri tipi minori di criminalità nelle scuole potrebbero essere assicurati, aiutando gli amministratori a capire meglio cosa devono affrontare. E le compagnie di assicurazione si farebbero in quattro per offrire consigli su come evitare le sparatorie, dal momento che sarebbe nel loro interesse impedire che tali cose accadessero visti i costi in cui incapperebbero.

Certo, le scuole pubbliche che utilizzano i fondi dei contribuenti per assumere sicurezza privata e pagare i premi assicurativi confonde un po’ le acque, ma almeno sposta tutte le parti coinvolte — distretti scolastici, amministratori, insegnanti, fornitori di sicurezza e genitori — verso un approccio basato sul mercato per scuole più sicure. La responsabilità extracontrattuale, per quanto imperfettamente amministrata dai tribunali statali, offre un modo per allineare gli interessi dei genitori e dei proprietari delle scuole nel prevenire ulteriori eventi orribili.

Un sistema razionale di sicurezza privata e controllo della criminalità si concentrerebbe sulle soluzioni di mercato, le quali riducono la criminalità in generale e forniscono un risarcimento significativo alle vittime. In altre parole, si concentrerebbe sulla prevenzione e sulla restituzione. Il mercato può fornire entrambe le cose molto meglio dello stato, con il suo sistema amorfo e distorto di giustizia e incarcerazione di massa — pagato dai contribuenti che afferma di rappresentare.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.blogspot.it/

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Note

[1] Sfortunatamente Murray Rothbard non scritto molto sulle armi e sulla cultura delle armi come ha fatto invece per altri argomenti. Nel libro For A New Liberty attacca il controllo delle armi sia dal punto di vista concettuale che empirico, definendolo un impulso snob di chi è abbastanza fortunato da vivere in aree sicure e abbastanza ricco da non preoccuparsi per la perdita di una piccola parte della sua proprietà (come il portafogli rubato in una rapina o la macchina rubata). E nel libro Making Economic Sense condanna una proposta dell’era Clinton di aumentare le tasse federali sui venditori di armi.

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