Movimento 5 Stelle, disoccupazione e reddito di cittadinanza


Articolo originale su ExitEconomics – vita da expat

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addendum delle 16:45: ringrazio il lettore Antonio che ha segnalato questo link

Questo per tutti gli espertoni di geologia, orografia e ingegneria civile che pensano che un costo per lo piú di manutenzione (le statistiche parlano di costi negli ultimi venti anni mentre le nuove tratte autostradali sono aumentate solo di 750 km, in Francia di 1500) giustifichino un tale salasso per le tasche dei contribuenti. E’incredibile come l’italiano medio trovi sempre giustificazioni per spese assurde.

Un breve estratto:

” 74 milioni di euro tra Torino e Novara, 79,5 milioni di euro tra Novara e Milano e 96,4 milioni di euro tra Bologna e Firenze, contro gli appena 10,2 milioni di euro al chilometro della Parigi-Lione, i 9,8 milioni di euro della Madrid-Siviglia e i 9,3 milioni di euro della Tokyo-Osaka”

Ovviamente le tratte Milano-Novara sono tempestate da tunnel, viadotti, illuminazione a LED e schermi OLED per la segnalazione stradale, asfalto che ricarica le batterie delle auto elettriche etc…

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Alle volte le immagini dicono piú di mille parole.

Ecco la mappa della disoccupazione in Italia

E questa é la mappa dei voti in Italia

Notare la “leggerissima” correlazione tra Movimento 5 Stelle e tasso di disoccupazione al Sud Italia?

Ora, chi mi legge sa che penso che la dirigenza dei 5 stelle (Di Maio in primis, che farnetica di un milione di veicoli elettrici da costruirsi nel Sud in due anni da ora)  non sono buoni nemmeno ad allacciarsi le scarpe, ma ero convinto che avrebbero vinto, specie al Sud, dove la povertá dilaga e tutti si attendono l’aiuto dello Stato, con la S maiuscola, che fa rima con reddito di cittadinanza, alias reddito universale, alias soldi gratis nel conto in banca.

Veniamo agli altri vincitori, la Lega: tra i ripescati ci sono Alberto Bagnai e Claudio Borghi Aquilini, esperti del settore economico della Lega. Due keynesiani di ferro, piú keynesiani di Keynes, quelli della spesa pubblica e del moltiplicatore del PIL in regime di cambi flessibili. Quelli del “se eravamo corrotti in passato, ma stavamo bene, perché se siamo sempre corrotti ora stiamo male?”. Quelli che “la colpa é soprattutto dell’euro”. Ma trascurano che la globalizzazione e la demografia sono driver molto piú forti dell’euro nella crisi italiana.

Purtroppo anche a costoro, che sono molto piú intelligenti di me, sfugge l’ovvia constatazione che la corruzione nella pubblica amministrazione produce danni enormi che si aggravano anno dopo anno.

E non c”é “causa esterna europea che tenga”.

Per esempio, in nome dei vincoli europei, ci dicono che non possiamo investire in infrastrutture (fare deficit per investimenti). Bene, date un’occhiata a questa tabella, presa dall’eccellente post di Ugo Arrigo su LaVoce.info

La spesa per km di rete ferroviaria in Italia (155) é due volte e mezza quella (60)della Francia, che fa della Spesa Pubblica un cardine di crescita e welfare.

Vedete voi qualche possibilitá, anche remota, per cui i conti in Italia possano migliorare con queste elezioni? Io é da tempo che osservo la politica e i giornalisti italiani come un biologo osserva i batteri. Senza tifo, solo studio.

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