Proporzionale o maggioritario? Cosa dovrebbe prevedere la nuova legge elettorale?

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sistema-elettorale-rosatellumIn Italia ci sono sostanzialmente due scuole di pensiero. Una proporzionalista e l’altra maggioritarista; nel mezzo invece c’è chi considera cosa buona e giusta una legge mista proporzionale e maggioritario, come del resto lo è quella attuale (il rosatellum), seppure sbilanciata in favore del proporzionale. La scelta fra i due sistemi è una scelta che si basa su un diverso approccio al concetto di democrazia rappresentativa. Infatti il proporzionale privilegia la rappresentatività, mentre il maggioritario privilegia la governabilità. Le leggi ibride invece cercano di coniugare le due istanze, prevedendo un meccanismo che pur non sconfessando la rappresentatività, garantisca la governabilità.

Dunque, ammesso si facesse un governo di scopo, finalizzato alla modifica della legge elettorale, quale legge dovrebbe essere approntata dal parlamento? Ebbene, seppure sia vero che il principio maggioritario, per alcuni commentatori, presenti dubbi di costituzionalità, sul presupposto che la nostra Costituzione garantisca che tutti i cittadini hanno il diritto di organizzarsi in partiti e concorrere così alla vita politica nazionale (ma, per quanto mi riguarda, questo enunciato non contrasta affatto con il maggioritario), dimostrandosi che il sistema pensato dal costituente sia quello proporzionale (e allora perché non l’ha detto chiaramente?), ritengo e sono convinto che non esista un sistema elettorale assolutamente giusto o sbagliato, mentre esiste un sistema elettorale giusto per quel tipo di paese e per il suo corpo elettorale.

I sovranisti di sinistra (e dunque parlo dei sovransocialisti) contrastano ideologicamente il maggioritario sul presupposto che la carta del 1948 sostenga il sistema proporzionale. Ma come ho detto, se così fosse, perché il costituente non l’ha detto chiaramente? Perché non ha vietato altri sistemi elettorali che non fosse quello proporzionale? Non lo ha fatto, dunque le ragioni dei sovransocialisti sono del tutto infondate. Questo però non significa che non ci sia del vero nel ritenere che il sistema proporzionale sia la scelta più democratica e rappresentativa; ma – come ho già detto in un altro contesto – il popolo ha bisogno non solo di essere rappresentato ma anche di essere governato, e governare non significa mettere su un governo raffazzonato, frutto di accordi e compromessi innaturali, spesso figlio di una politica partitica opaca e ipocrita, ma significa approntare un preciso indirizzo politico preordinato a raggiungere certi obiettivi nell’interesse del popolo. Sicché (ripeto) non si può affermare – come fanno i sovransocialisti – abbasso la governabilità, viva la rappresentatività. E’ necessario che la legge elettorale sia in grado di esprimere l’una e l’altra. Altrimenti il concetto di democrazia si sostanzia nel banale assemblearismo, che è tutto fuorché capace di perseguire gli interessi nazionali.

Perciò, tenendo presente che in Italia vige il parlamentarismo puro, che si concretizza nella formazione di esecutivi parlamentari (che necessitano cioè della fiducia del parlamento per governare), e tenendo presente la tendenza alla frammentazione del quadro politico nazionale, si può dire che il sistema elettorale più adatto per il nostro paese sia un sistema che pur prevedendo la rappresentatività, sia in grado di garantire la governabilità a chi ottiene la maggioranza relativa dei voti, sia in solitaria e sia in coalizione.

Per quanto mi riguarda, io vedrei bene nel nostro ordinamento, una legge elettorale proporzionale pura che però preveda il premio di maggioranza al raggiungimento di una certa soglia di consenso, sia per lista e sia per coalizione di liste. Del resto, se il rosatellum (la legge elettorale attuale) avesse previsto questo premio, così come era stato proposto da Fratelli d’Italia (il premio scattava al raggiungimento del 37% dei consensi), a quest’ora non staremmo parlando di come uscire dall’impasse di una partita sostanzialmente pareggiata tra il centrodestra e i cinquestelle, ma staremmo parlando di ministri e di governo di centrodestra con premier Salvini. Purtroppo però la proposta di Fratelli d’Italia fu respinta.

D’altro canto, non esistono alternative realistiche di stampo proporzionale o ibrido, senza il premio di maggioranza. Nemmeno il maggioritario puro sarebbe in grado di superare il tripolarismo formatosi nel nostro paese (centrodestra, centrosinistra e cinquestelle). Mentre è possibile (ma non certo) che l’impasse potrebbe essere superato con un maggioritario a doppio turno nel quale a superare il turno siano solo i due candidati che abbiano preso più voti. In tal caso infatti, il corpo elettorale perdente sarebbe costretto o ad astenersi oppure a propendere per l’uno o l’altro candidato. Ma personalmente disdegno questo sistema, perché costringe l’elettore a votare candidati di partiti nei quali non si riconosce ideologicamente e politicamente (il cosiddetto “meno peggio”), oppure lo costringe all’astensione nel secondo turno, favorendo così la formazione di maggioranze a bassissima rappresentanza.

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