Una società che non comprendiamo e che non possiamo affrontare, ecco perché anneghiamo nella violenza

Di Nuke The Whales , il - 72 commenti

Chi abbiamo di fronte ogni giorno? Sono persone come noi? Oppure fronteggiamo la impostata maniera del politicamente corretto che ci vieta di analizzarli e di saperci difendere? Non è un romanzo giallo, è quello che viviamo.

Gli immigrati e i clandestini che abbiamo importato – e che ci hanno imposto di importare – sono a volte esseri umani privi di freni morali, individui che hanno pochi scrupoli a causa della società e della cultura da cui provengono. Già oltre a possedere autoctoni che hanno riempito le colonne della cronaca nera li abbiamo pure importati. Ma questa non è la sede per incendiare la polveriera xenofoba o razziale, voglio portarvi a ragionare su altri lidi.

In Europa accadono tragedie perché arrivano qua persone che appartengono a gruppi etnici che non hanno la cultura del rispetto della vita. Etnie e culture che hanno usi e costumi crudeli e che sono capaci di efferata ferocia. Parliamo di immigrati e clandestini che provengono da un mondo dove nessuno li ha mai rispettati e dove non hanno mai goduto di diritti che nella cultura occidentale sono considerati SCONTATI. Ecco analizziamo questo fatto: valori che noi diamo per scontati, che ci sono costati guerre e rivoluzioni, ma i nostri eredi li danno per scontati, non li capiscono e sono impreparati davanti a persone che non detengono i nostri scontati valori occidentali. Il danno sul danno.

Ma il politicamente corretto sapeva dove colpire, prende la giovane popolazioni che vive di immense eredità culturali, persone che vivono pacificamente e che non hanno mai combattuto, in questo ambito è stato veramente semplice introdurre il concetto di accoglienza. Accogliamoli: hanno bisogno, http://refugees-welcome.it/, ma non si sono chiesti se erano uguali o affini a noi e nemmeno se si sarebbero integrati. Una generazione che non ha MAI combattuto, che è nata e cresciuta come pacifista: se si incazzano veramente vanno a salvare ghiacciai, alghe e balene. Gente cresciuta a salvare il clima e a ripristinare il meteo, gente che accarezza la natura, ma che non sa cosa esiste davvero fuori dal loro mondo. La società occidentale protegge i pargoli e li cresce in una società non violenta che consente loro di progredire, ma ora vicino a me esistono persone non progredite, molto diverse e a me non affini.

Accettare di convivere con persone che culturalmente commettono riti di sacrificio, cannibalismo, persone che nascono in ambienti dove esistono ancora le guerre tribali, persone abituate a barbarie senza fine, ecco tutto questo adesso per me non ha veramente senso. Gli occidentali non vogliono capire che stanno ospitando migranti che sanno utilizzare il machete, persone che non provano paura o disgusto a macellare corpi vivi o cadaveri. Persone che nelle guerre tribali asportano parti di corpo, vedi la “moda” manica lunga e manica corta raccontatami da un missionario cattolico che conosco (preferisco non spiegarvi cosa vuole dire per non urtarvi), neonati che “con madri dai capezzoli asportati” sono destinati alla morte. Ragazzi volete svegliarvi per favore?

Venite a raccontarmi le solite manfrine, ma rimane sempre un fatto: quella è la loro umanità! Per noi è orrore, ma per loro è la normale umanità, che vi piaccia o meno. Lo vogliamo capire che ci siamo messi in casa disperati che nulla hanno da perdere e cercano – attraverso espedienti – di riuscire a vivere un altro giorno? Un giorno alla volta e non guardano in faccia nessuno. Sono particolarmente incazzoso e inviperito per quello che ho vissuto di recente sulla mia pelle, vi sembra normale che debba girare semi-armato per arrivare incolume alle 18 alla mia macchina in pieno centro città? Lo sapete che i corsi di Krav Maga spopolano e hanno utenze di tutte le età? Non è uno sport, è un sistema di difesa dove non si onorano le regole.

Sempre nell’ultimo periodo dovevamo decidere se pubblicare una intervista condotta presso una comunità brasiliana che vive in Italia, comunità molto ben inserita e con cui ci siamo confrontati in una lunga cena.

Le sorprese sono state tante, pure troppe. Voi credete che il razzismo non esista nella mista e multietnica società brasiliana: ERRORE! Sono terribilmente razzisti per loro stessa ammissione. Molti italo-brasiliani in Italia vivono senza problemi, ma durante gli scambi di studio in Brasile hanno dovuto compilare la carta di ingresso: Sei bianco? Sei nero? Sei Pardo? Davanti a me avevo dolcissimi nonni che erano rammaricati perché i nipoti erano tutti bianchi ma un nipote era pardo, quella stessa persona era triste di doversi definire Pardo. Gli intervistati non hanno fatto solo le superiori, sono persone di una rilevante cultura. SORPRESONA: molti di loro sono ex cattolici ora diventati evangelisti, molti di loro fuggono da un ambiente dove la discriminante razziale impera e sono arrivati qua. In Italia si sono fatti un culo al cubo, lavorano, sono molto religiosi e sono ultra incazzati per la attuale immigrazione selvaggia non controllata. Mi hanno spiegato il razzismo dilagante in Brasile e l’ossessione di avere una pelle chiara. Altri mi raccontano che in Brasile frequentavano compagnie miste, il bianco del gruppo non veniva mai fermato e controllato mentre il resto della sua compagnia passava ore “in compagnia” della polizia. Abbiamo parlato con loro della attuale immigrazione e si sono scatenati come pantere. Del resto non posso dimenticare il giorno della mia seconda laurea dove un ragazzo italo-africano discuteva animatamente perché per la festa di laurea non voleva assolutamente mettere piede in un locale “pieno di africani di un certo tipo (la frase vera era molto più frizzante)”. Ho ascoltato le sue parole, lui non voleva mischiarsi con certe persone solo perché aveva in comune il colore della pelle. Guardai dritto negli occhi A per essere sicuro che avevo sentito bene, la sua risata mi rassicurò.

Tre giorni dopo passo a ritirare il pranzo dal mio amico magrebino che si lamenta per il costante arrivo di persone che non potranno mai vivere nel nostro sistema e che nemmeno mai potranno inserirsi, lui si considera un occidentale con orgoglio.

Questi problemi rimangono e sono persistenti, mi hanno detto che dovevo immedesimarmi in un italiano che nel 1800 e nel 1900 andava in America e che dovevo capire le similitudini. Mi hanno detto che devo essere più aperto: ok una cosa è essere aperto e una cosa è analizzare chi ci mettiamo in casa. Chi ci mettiamo in casa non mi piace, parere personale. Alla fine l’etichetta è sempre la medesima: sei un razzista. Io dico solo che abbiamo in pancia un pandemonio di OSPITI ACCOLTI A SUON DI LEGNATE con cui non potremo mai integrarci, un abisso diverso che non è destinato a mescolarsi. Di certo siamo stati educati finemente e in modo decadente, tanto da estinguerci nel silenzio imperante. Ma qualcuno di loro desidera occhi azzurri, grigi e verdi. Curioso vero? Oltre la pelle… il colore degli occhi…

Paul & Ale

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