Perché essere a favore dell’esistenza del denaro contante

Di Lo Ierofante , il - 9 commenti

 

 

 

Gerardo Gaita

 

 

 

Denaro a corso legale (stabilito in linea di principio): denaro che ha la caratteristica di non poter per legge essere rifiutato per l’estinzione delle obbligazioni pecuniarie nello Stato in cui esso è emesso, come il dollaro negli Stati Uniti d’America o l’euro nell’Unione Monetaria Europea.

Il denaro a corso legale può prendere attualmente la forma di denaro contante o di denaro elettronico.

Alcuni sostengono che in tal senso dovrebbe esistere solo il denaro in forma elettronica e auspicano pertanto l’abolizione del denaro contante e portano a loro sostegno 4 argomentazioni.

Tuttavia, queste 4 argomentazioni possono essere tranquillamente rovesciate e prese oggettivamente a sostegno dell’esistenza del denaro contante.

Vediamo come.

Prima argomentazione: l’abolizione del contante, eliminando o quantomeno riducendo di molto l’evasione fiscale, favorisce un’economia più sana e sostenibile.

Questa affermazione è palesemente falsa. Ammesso che l’abolizione del contante riesca ad eliminare o ridurre di molto l’evasione fiscale, non c’è comunque alcuna correlazione tra evasione fiscale e allocazione efficiente delle risorse. In tal senso, possiamo infatti benissimo vivere in paese in cui l’evasione fiscale è zero ma le condizioni economiche generali sono ampiamente disagiate.

Seconda argomentazione: in ogni caso, il denaro contante può essere utilizzato per compiere evasione fiscale e l’evasione fiscale è un problema perché sottrae risorse allo Stato e pertanto è meglio comunque abolire il denaro contante.

I risultati finali non possono essere slegati dai processi entro cui questi risultati avvengono. Oltre una certa soglia, all’aumentare del peso relativo dello Stato nell’economia tendenzialmente aumentano anche le spinte all’evasione fiscale. Di conseguenza, se il contrasto all’evasione fiscale passa principalmente per una contrazione del campo delle scelte e dei diritti e non per una spontanea adesione al rispetto di certe regole, ciò che alla fine avremo ottenuto saranno sicuramente più danni che benefici e un apparato statale che poggia su basi sociali meno, anziché, più solide.

Terza argomentazione: la non tracciabilità delle transazioni monetarie possono alimentare il crimine in generale.

Affermazione vera, ma qui il punto è un altro e cioè se si vuole vivere dentro una società totalitaria, che in quante tale annienta la possibilità di usufruire di quella libertà individuale che è il diritto alla privacy in nome di una sicurezza che comunque, anche nella migliore delle ipotesi, non potrà mai essere garantita al 100 per cento (data la costante evoluzione e adattamento del crimine), oppure in una società libera, che in quanto tale cerca invece continuamente di conciliare il binomio libertà individuali e sicurezza. Inoltre, non è affatto detto che lo Stato possa trasformarsi in nome di un qualche ideale e/o mero interesse materiale nella più grande delle organizzazioni criminali esistenti. Se c’è qualcosa che il secolo scorso ci dovrebbe aver insegnato è proprio che a volte lo Stato può tramutarsi nella peggiore delle organizzazioni criminali. Di conseguenza, non si può certo considerare una presa di posizione lungimirante dare tutto in mano a un grande lupo con la speranza che sia buono come un agnellino e ci protegga per paura che piccoli lupi ci aggrediscano.

Quarta argomentazione: senza denaro contante si faciliterebbe la trasmissione e pertanto il successo di tutte quelle politiche monetarie dirette a stimolare la spesa, dato che viene eliminata per gli individui la possibilità di prelevare il contante dal sistema bancario per tesaurizzarlo al di fuori di quest’ultimo.

La suddetta affermazione ruota attorno all’idea che spendere è in sé e per sé il motore dell’economia, ma, in realtà, non c’è niente di più sbagliato del pensare che la spesa sia in sé per sé il motore dell’economia. Non è infatti la spesa in sé e per sé il motore dell’economia, ma il come si spende. In tal senso, spendere male è infinitamente molto peggio che non spendere alcunché ai fini di un’economia sana e sostenibile. Di conseguenza, se il contesto istituzionale è ostile a un’allocazione efficiente delle risorse, meglio spendere meno che spendere di più e aspettare che il legislatore prenda coscienza che servono atti necessari a promuovere un’allocazione efficiente delle risorse e concretizzi effettivamente questa coscienza. Credere che l’individuo abbia il diritto di decidere in ogni momento quanto denaro spendere e quanto tesaurizzare al di fuori del sistema bancario non equivale ad un’eresia, ma è invece perfettamente conforme ai parametri di una società libera ed economicamente ben funzionante.

In breve, il denaro contante rappresenta una restrizione al potere politico che non dipende dalla buona volontà o dall’intelligenza dell’operatore politico di turno e per questo ne andrebbe difesa l’esistenza indipendentemente da quanto utilizzo ciascuno di noi ne faccia.

Per saperne di più: ContanteLibero

 

 

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