Esclusivo! Governo Italiano, Tutti i Retroscena

Di Marco Tizzi , il - 52 commenti

E’ giunta l’ora di calar la maschera.
Ci tremano sempre un po’ le gambe quando leggiamo nei commenti “siete pagati”, “questo vi paga”, “quello vi paga”… E’ ora di ammetterlo: siamo retribuiti dai Servizi Segreti. Quali? Beh, tutti, ovviamente. Tranne quelli italiani che non hanno budget.
Questo porta dei vantaggi. Ora si da il caso che i nostri finanziatori ci abbiano concesso… ehm…. ordinato di rivelarvi in esclusiva tutti i retroscena che hanno portato alla formazione del Governo Italiano. E’ il New Deal dell’intelligence: trasparenza nei servizi segreti. Il mondo cambia.
Seguono sbobinature di intercettazioni.

26/05/2018, Roma-Francoforte

Roma: “Ciao Mario, Tutto bene?”
Francoforte: “Sergio! Sì sì, tutto bene. Dimmi pure”
Roma: “ascolta, sono venuti qui quei due là… mi sa che abbiamo un problema. Vogliono mettere Paolo all’economia”
Francoforte: (si sentono in sottofondo parole tedesche) “Jens, please! We have an issue here. Scusa Sergio. Ma Paolo… QUEL Paolo?”
Roma: “Sì, Mario”
Francoforte: “No no no no no. QUEL Paolo no. Quello sa troppe cose, non se ne parla nemmeno. E poi odia Angela. Non se ne parla nemmeno. Ho detto assolutamente no a Giulio, figurati Paolo. Dai, mi son scocciato di ‘sti due, fai così: rimbalzali e mettiamo… Jens, who we put in charge in Italy? (vociare di sottofondo). Oh yes! Sergio, chiama Carlo. Easy, problema risolto”
Roma: “Mario, ma questi hanno la maggioranza in parlamento…”
Francoforte: (fragorose risate di una moltitudine di voci) “Sergio, scusa, ma non sono riuscito a trattenermi… dai, chiama Carlo”
Roma: “scusa Mario, senza offesa, ma non è che i mercati non la prendono bene? Non vorrei che la prendessero come un segnale di instabilità, già negli ultimi giorni…”
Francoforte: (risate fortissime) “tranqui Sergio, ai mercati ci penso io. Vaja con dios!” (altre risate)

29/05/2018, Roma-Francoforte

Roma: “Mario…”
Francoforte: (si sente la canzone “Brasil la la la” in sottofondo) “Sergio! Mamma mia, che voce triste! T’è morto il gatto?” (risate fragorose)
Roma: “Mario, son due giorni che ti cerco, qui sta scoppiando un casino…”
Francoforte: (risate fragorose, sempre con “Brasil la la la” in sottofondo) “Dai, Sergio, mica te la sarai presa davvero! Ti abbiamo fatto u scherzu!” (altra voce in sottofondo: “Cottarellen! Mattarellen!”, altre risate) “dai, lo sai come siamo fatti noi, lo sai che ci divertiamo, lo sai che facciamo gli scherzi… Ma sai che due coglioni Francoforte? Mica è Berlino… Ascolta, abbiamo pensato che tanto tra poco Jens prende il mio posto… Jens, please! Stop salivating! It’s disgusting! scusa Sergio… dicevo, dato che manca poco mettiamo un po’ di pressione, lasciamo lì un po’ Carlo e poi vengo giù io per le elezioni, così salvo il Paese e a quei due lì gli faccio un mazzo così”
Roma: “va bene Mario, io mi fido, ma non è che son tanto tranquillo, scherzare su queste cose…”
Francoforte: (ancora “Brazil la la la” in sottofondo) “Sergio, take it easy! E’ tutto sotto controllo, divertiti un po’! Dai! Scusa, adesso devo andare che parte il trenino”

30/05/2018, Berlino-Washington, ore 8.00 CET

Berlino: “Hallo!”
Washington: “hey Angela, Donald here”
Berlino: “Guten morgen Mitzter Prezident”
Washington: “yeah, yeah… whatever. Listen, we have this Italian government issue”
Berlino: “don’t worry Mizter Prezident, everything it’z under control”
Washington: “under control of whom? Angela, I told you many times: WE control!”
Berlino: “but, Mitzter President, italy iz in europe…”
Washington: “Angela, Angela… my poor Angela. Angela who never learns. Are you in your office?”
Berlino: “yez, Mitzter Prezident”
Washington: “open your curtains, take a look out of the windows, please”
Berlino: (deglutisce) “what iz it Mitzter Prezident?”
Washington: “big american missile! Very big, very fast. New stuff, made in America. Very atomic, too. We call it “american cucumber”. Amazing, isn’t it? Terrific weapon. Destroys everything in a range of miles… boom boom! We are moving them from our bases in Germany to our bases in Germany, I asked my buddies to pay you a visit, I’m sure you were really looking forward to see it”
Berlino: (deglutisce)
Washington: “now, back to that italian government issue: I love the idea of these five stars in charge, don’t you? Five stars… like stars and stripes. We miss the stripes, but are working on it. We have this Lapo Elkann guy who wants to help us with the stripes. And also this League, Vlad’s friends, they are really cool. Like National Football League. You don’t have football down there, you have that queer stuff… soccer. The best player in the world is gay. Disgusting. But we are gonna bring football, too. Stars and League government, amazing!”
Berlino: “but the markets…”
Washington: “Angela. I AM the markets”
Berlino: (singhiozzando) “but… but… thiz Savona guy… he hatez me!”
Washington: “Angela… oh my little dear Angela. You are so cute. Angela… EVERYBODY hates you. It’s time to face it. I’m gonna sort this thing out very quickly. I’ll be back to you soon for that Iran stuff. And that GDPR thing… you naughty-naughty. Take care”

30/05/2018, Roma-Francoforte, ore 10.00 CET

Roma: “Mario…”
Francoforte: (si sente la canzone “caro amico Charlie Brown” in sottofondo) “Sergio! Ancora ‘sta voce triste! Mammamia Sergio, lo devi prendere più alla leggera ‘sto lavoro, così finisce che t’ammali”
Roma: “Mario, mi hanno chiamato… quelli là.”
Francoforte: (sempre con “caro amico Charlie Brown” in sottofondo) “Quelli là… Quelli là? Proprio QUELLI là?”
Roma: “Sì, Mario, mi hanno chiamato… QUELLI là.”
Francoforte: (sempre con “caro amico Charlie Brown” in sottofondo) “Dai, Sergio, capisco che ti devi rifare, noi stiamo sempre al gioco, ma questo non è u scherzu, non fa ridere”
Roma: “Sono serissimo, Mario. Non ho mai fatto uno scherzo in vita mia”
Francoforte: (la musica si interrompe d’improvviso. Seguono grida indistinte in tedesco) “Jens, shut up! We are in the shit! THEY called!” (segue silenzio tombale. In lontananza si possono sentire campane suonare a morto) “E.. cosa hanno detto QUELLI là?”
Roma: “Deve partire il governo di quei due là”
Francoforte: “Cazzo. E Paolo?”
Roma: “Politiche comunitarie”
Francoforte: “Merda. Economia?”
Roma: “Tria”
Francoforte: “Chi cazzo è Tria?”
Roma: “Boh. Ma è dei loro. Ci siamo tenuti solo gli esteri”
Francoforte: “mmmmmmmmmmm aspetta, fammi pensare… mmmmmmmmmmmm… ascolta, non è che per caso si libera un posto in Banca d’Italia tra un annetto?”
Roma: “Eh, Mario non lo so… davvero non lo so…”
Francoforte: “Dai, Sergio, dopo tanti anni di amicizia! Cos’è, non ti fidi di me? Ho mai tradito la tua fiducia? Dai, Sergio…” (si sente un mormorio indistinto in lingua tedesca) “Jens, you can’t work for Banca d’Italia, c’mon! Go to Deutsche Bank! (altro mormorio indistinto in lingua tedesca) I don’t give a shit if it’s bankrupt, it’s a bank, of course it’s bankrupt!”
Roma: “Mario, faccio del mio meglio… però anche tu… non è che ci abbiamo fatto una bella figura”
Francoforte: “Sergio, te lo dico da amico, davvero, con tutto il bene che ti voglio: se vuoi continuare a fare ‘sto mestiere devi fregartene di quello che pensa la gente. Dai, ci sentiamo presto… oh, ricordati della Banca d’Italia, eh! Forza Lira! Cazzo, sarebbe anche un bel nome per un partito, ci devo pensare su… Magari lo brevetto prima che me lo freghino”

Però mi raccomando: non ditelo a nessuno. Son pur sempre Servizi Segreti.

 

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