La revoca della legittimità


di Gary North

C’è una frase famosa nella politica americana: “Il consenso dei governati”. È una frase importante. È l’essenza della legittimità politica.

Durante gran parte della storia, il consenso dei governati è stato riluttante. La gente ha tollerato il sistema politico in cui vive. Pensano che non valga la pena bighellonare con la politica. Un numero enorme di persone in tutta la storia ha ignorato la politica, tranne nei periodi di elezione. Questo è stato un atteggiamento saggio. La salvezza non arriva dalla politica.

L’unica società della storia che ha goduto dell’interesse pieno delle masse per la politica è stata quella dell’Atene classica. Era una società che si basava economicamente sulla schiavitù. Atene s’è suicidata attraverso il suo impero e la guerra. Alessandro Magno non ebbe problemi a sconfiggere Atene e Sparta. Non era un democratico. Aveva studiato la democrazia sotto Aristotele, e la disprezzava.

L’Atene classica credeva nella salvezza mediante la politica. Quella religione non durò nemmeno un secolo.

Quello che la maggior parte delle persone vuole la maggior parte del tempo è essere lasciata in pace dal governo civile. Non vogliono essere disturbati dai suoi dettagli tecnici. Ciò favorisce sempre gli insider politici e la piccola frazione della popolazione che è attivamente impegnata nella politica.

IL CONSENSO NON È GARANTITO

Spesso dimentichiamo l’ovvio: il consenso riluttante è comunque consenso. La gente si arrabbia col governo centrale, ma raramente si impegna nella politica tranne che per votare nelle elezioni importanti.

La gente si preoccupava del governo dell’Unione Sovietica. Esisteva addirittura una rivista umoristica che permetteva una certa dose di critiche ai burocrati locali. Si chiamava Krokodil. La gente veniva spedita nei campi di lavoro forzati qualora avesse criticato apertamente il partito comunista, ma quest’ultimo permetteva una certa dose di critiche alla burocrazia. Le burocrazie sono sempre un problema per i politici. Possono resistere con successo al cambiamento politico. I politici non si fidano mai dei burocrati. Questo è uno di quei rari esempi di saggezza condivisa tra popolazione e politici.

L’Unione Sovietica ed i suoi Paesi satelliti nel 1989 costituivano il più grande impero duraturo della storia, ed era anche un impero enorme in termini di numero di persone sotto il suo controllo. Eppure è caduto nel 1991, quasi senza spargimenti di sangue. Non ci fu una rivoluzione organizzata, ma l’élite comunista aveva perso la volontà di governare. L’Unione Sovietica aveva subito una grande sconfitta militare in Afghanistan, 1979-88. Poi il suo stato-cliente, l’Iraq, si vide distruggere l’esercito nel febbraio 1991. L’Iraq usava armi sovietiche. I generali sovietici constatarono che le armi ad alta tecnologia degli Stati Uniti avevano reso obsoleta la tecnologia militare sovietica. Quando un impero che si basa sulla conquista militare e sul controllo militare non può più vincere sul campo di battaglia, ha raggiunto il viale del tramonto. Il 25 dicembre 1991 Gorbachev diede al mondo il più grande regalo di Natale della storia: la bancarotta dell’Unione Sovietica. L’impero era finito.

Questo evento era stato previsto in un libro di Andrei Amalrik del 1970, Will the Soviet Union Survive Until 1984? L’ipotesi era considerata inconcepibile quando venne pubblicato, ma sbagliò la data di soli sette anni. Non sapeva se l’Unione Sovietica si sarebbe disintegrata sotto i colpi dell’anarchia, o sarebbe diventata una federazione. È diventata una federazione.

Il popolo russo accettò con riluttanza la legittimità dell’URSS fino all’ultimo giorno. Ciò che accadde è che le élite al vertice persero la fiducia nel sistema. Questo era certamente vero dopo il 1980. Ci volle solo un decennio affinché questa perdita di fiducia si traducesse nel completo disfacimento dell’impero sovietico.

Oggi, in tutto l’Occidente, gli elettori hanno sbaragliato le élite politiche. In Gran Bretagna la Brexit ha rappresentato il primo segno. Ha sorpreso le élite. Ma quello che è accaduto di recente è stato un altro segno. Il primo ministro May credeva di poter indire un’elezione e solidificare il controllo del partito conservatore sul Parlamento. Invece il partito conservatore ha perso il controllo del Parlamento. Ora sta cercando di costruire un governo di coalizione attraverso un’alleanza con un movimento politico davvero conservatore, fondato nel 1970 da un vero critico della politica moderna, il rev. Ian Paisley. Era un predicatore anti-cattolico in Irlanda del Nord. Oggi il partito non è altrettanto radicale ed è lontano dall’estrema destra, ciononostante è anti-aborto, anti-élite e anti-establishment. La May dovrà mandare giù diversi bocconi amari per mettere insieme un nuovo governo.

Com’è possibile che un Primo Ministro britannico è dovuto ricorrere ad una mossa tanto tonta come questa? È una delle tante mosse tonte nella storia della politica britannica. Questa entrerà nei libri di testo. Ha completamente giudicato male l’elettorato. Non aveva idea di ciò che gli elettori erano pronti a fare al suo partito. Ha fatto quello che prima di ciò era considerato inconcepibile: ha fatto apparire Jeremy Corbyn presentabile. Ha garantito la sopravvivenza della leadership di quest’ultimo nel partito laburista.

È una persona con abilità intellettuali limitate. Per tutta la vita è stata in politica. Non ha ideologia. Ha anche un cattivo giudizio politico. È pagata invece per avere un buon giudizio politico.

Le élite stanno perdendo il contatto con gli elettori in tutto l’Occidente.

Negli Stati Uniti la presidenza è oggi letteralmente screditata. Ci sono circa una mezza dozzina di indagini su Trump. È improbabile che sia imputato ed improbabile che sia condannato se accusato, ma è chiaro che la sua presidenza e le sue aspirazioni sono finite nella pattumiera della storia. Non riceverà alcuna collaborazione dal Congresso. Spenderà tutta la sua presidenza sotto assedio.

Le persone che lo supportano ora conoscono la verità: Washington è completamente corrotta.

Washington è stata completamente corrotta per oltre un secolo. Non è niente di nuovo. Mark Twain ne scrisse verso la fine del XIX secolo. La differenza è questa: Washington oggi ha invaso ogni zona della nostra vita. Sta facendo ciò che la popolazione in genere non vuole che faccia: interferire. La popolazione vuole essere lasciata in pace. La popolazione non vuole preoccuparsi della politica. Ma il disfacimento del consenso sta spingendo la politica sulle prime pagine dei pochi giornali che ancora pubblicano edizioni stampate.

Stiamo assistendo ad una baruffa tra adolescenti. La posta in gioco è così bassa e la retorica così alta che le persone che normalmente non prestano molta attenzione alla politica non possono scamparvi.

I seguaci fedeli di Hillary ed i seguaci devoti di Trump non riusciranno mai a trovare una soluzione politica. Il Paese è ora politicamente diviso. Senza una guerra o una catastrofe economica, non ci sarà molta unità.

LA POLITICA DEL SACCHEGGIO

Ci sarà una tremenda crisi economica. Quando arriverà, la quota della spesa del governo federale aumenterà. Le persone guardano disperatamente al governo centrale per i salvataggi. La popolazione continuerà a concedere la legittimità al governo federale finché quest’ultimo firmerà assegni. Firmerà grandi assegni all’élite, ma dovrà firmarne a sufficienza ai disoccupati per giustificare la sua esistenza. Lo stato sociale crescerà e questo sarà il suo epitaffio. Raggiungerà il fondo del pozzo. Il sangue sarà estratto dalle rape politiche ancora solvibili.

Durante i prossimi 20 anni, la quota discrezionale del bilancio federale scenderà a zero. Poi la politica sarà una questione di prendere una fetta di torta da un gruppo e trasferirla ad un altro gruppo. Non saranno ammessi nuovi gruppi nell’operazione. Non verranno stilati nuovi programmi. Non ci saranno nuove spese per programmi non discrezionali del governo federale. Le componenti non discrezionali del bilancio del governo federale scompariranno.

Lo stato sociale diventerà poi un campo di battaglia politico. Ogni gruppo cercherà di estrarre la sua libbra di carne dal Federal Reserve System o dagli investitori in debito del Tesoro USA. I tassi d’interesse infine torneranno su. I pagamenti degli interessi da parte del governo federale aumenteranno. La politica diventerà una guerra tra i gruppi con interessi particolari, ognuno dei quali sarà disperato per canalizzare più ricchezze a sé da Washington.

Ad un certo punto, Washington non sarà in grado di firmare gli assegni promessi. A questo punto la legittimità sarà revocata dagli elettori. Questa sarà la fine del consenso dei governati.

I governati sono disposti a sopportare un governo federale fintanto che gli assegni saranno firmati. Il sostegno riluttante degli elettori al governo federale e ai principali partiti politici è completamente dipendente dalla capacità del governo di estrarre ricchezza da un gruppo e darla ai membri di un altro gruppo. Questa è la politica del saccheggio. La politica in generale è sempre stata una politica del saccheggio. Ma il livello di saccheggio, e il grado di dipendenza di coloro che ne sono dipendenti, ha raggiunto vette mai viste prima.

In tutto l’Occidente lo stato sociale sta raggiungendo i limiti della volontà della popolazione di accettare un altro giro di saccheggi. La politica del saccheggio sta finalmente sbattendo contro il proverbiale muro di mattoni. La popolazione conferisce il consenso per essere governata solo su questa base: ogni gruppo estrae la sua quota promessa di bottino. Quando questa promessa verrà infranta, i gruppi con interessi particolari revocheranno il loro consenso.

Ecco la morale della favola: quando i gruppi con interessi particolari non possono estrarre altre ricchezze attraverso il saccheggio politico, la politica cercherà di conservare il livello di saccheggio esistente. Ma questo non sarà possibile dal punto di vista fiscale e allora la politica dibatterà su quali vacche sacre sarà possibile sacrificare.

Lo abbiamo già visto: l’URSS negli anni ’80. L’Unione Sovietica infine aveva finito la ricchezza da estrarre.

Prima del 2050 la politica del saccheggio sarà radicalmente ristrutturata. Dopo l’uccisione di una vacca sacra, un altro gruppo con interessi particolari revocherà la legittimità al governo federale, e così fino a quando non saranno morte tutte.

Quando il governo federale staccherà la spina ai vecchi, questi ultimi staccheranno la spina alla legittimità politica del governo federale. Quello sarà davvero un grande giorno.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.blogspot.it/

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