UE, Lega e M5S votano “sì” a una legge che stanzi fondi per chi abbandona l’euro. E poi si lamentano

Di Mauro Bottarelli , il - 76 commenti


Non c’è pace. Uno era convinto di aver finito la tregenda di queste ultime due settimane, di poter pensare e occuparsi di altro che non fosse il governo Lega-M5S e le magnifiche sorti e progressive promesse al Paese, che tutto torna in discussione. Proprio oggi, proprio mentre Di Maio, Salvini e soci erano al Quirinale per giurare, tutti belli eleganti come dei cresimandi. Guardateli qui,


sembrano la versione 2.0 del Quarto Stato, un Pellizza da Volpedo dei giorni nostri e in salsa governativa. Tutti sorridenti, soddisfatti, pieni di buoni propositi ed entusiasmo. Giuro, tutto avrei voluto tranne che dover dare loro dei dilettanti allo sbaraglio. E non solo ai grillini, anche ai leghisti. E non perché siano al governo o mi siano antipatici ma perché, al netto del casino dell’affaire Savona, bisognerebbe spendere qualche energia in più nel coordinamento delle politiche fra gli eletti. Ovvero, rendere noto a tutti che la nuova linea è che non si esce dall’euro. Anzi, l’euro è una figata. Talmente bello che Salvini ha fatto addirittura cancellare la scritta “No euro” dal muro della sede di Via Bellerio, una bella rinfrescata primaverile. E molto paracula. Lo dico perché, ad occhio e croce, sia i leghisti che i grillini fanno troppo affidamento sullo scarso senso della notizia dei giornalisti italiani: gente che si è accorta che c’era un filino di crisi finanziaria, solo quando ha visto le foto dei dipendenti di Lehman Brothers con gli scatoloni in mano. Pensando, sulle prime, a un trasloco.

Peccato che, al di fuori dei confini nazionali, ci siano giornalisti di tutta Europa. Soprattutto a Bruxelles, sede di quel Parlamento Europeo causa di tutti i mali. Gente che ha il brutto vizio di non farsi i cazzi suoi, tipo ad esempio il corrispondente del piccolo ma curioso “Cyprus Mail”, il quale ha trovato quantomeno bizzarro che mentre a Roma i due leader giurassero amore eterno alla moneta unica per tranquillizzare i mercati e il Quirinale e mettere il culo su sontuosi scranni governativi, a Strasburgo i 5 eurodeputati del Carroccio (si potrà ancora usare questa definizione o è troppo nordica?) e 16 dei 17 eletti fra i 5 Stelle abbiano votato a favore di un emendamento a una proposta di risoluzione sul Budget 2021-2027 (riferimento della procedura 2018/2714, proposta di risoluzione protocollata B8-0241/2018) con il quale, al punto 17, si chiedeva “l’istituzione di programmi di sostegno per quegli Stati membri che intendono negoziare la loro uscita dall’euro sulla base del fatto che restarvi è diventato insostenibile”.

Younous OMARJEE – 8th Parliamentary term

Di più, il documento – proposto da tre europarlamentari dell’estrema sinistra a nome del gruppo GUE/NGL con primo firmatario l’eurodeputato francese Younous Omarjee e supportato da 90 membri su 750 – “ritiene che detti programmi dovrebbero prevedere una compensazione adeguata per i danni sociali ed economici arrecati dall’adesione alla moneta unica”. Se non vi fidate, ecco il link: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=MOTION&reference=B8-2018-0241&language=IT

Cazzo, dei geni! A Roma sono riusciti a malapena a silenziare un pochino le polemiche sul “piano B” del professor Savona ed ecco che mercoledì i baldi rappresentanti della coalizione giallo-blu in quel del Parlamento Europeo riunito in seduta plenaria decidono di ballare il tip tap in una pozzanghera di merda, tanto per essere sicuri di sporcarsi per bene i pantaloni e rendere visibili a occhio nudo le macchie. Perché è inutile prendersela con i mercati, i poteri forti, lo spread, Oettinger, Juncker, la maledizione di Montezuma, il ciclo astrale e la siccità, quando giustamente se non avvisi i tuoi eurodeputati del cambio di linea, questi si comportano in base alle direttive di scuderia: ovvero, euro merda. Più che altro, euro tutt’altro che intoccabile e irreversibile, tanto che si vorrebbe addirittura che l’UE supportasse con dei programmi di sostegno le nazioni che intendono abbandonare la moneta unica.

Diciamo che ho conosciuto supporters più entusiasti della valuta comune UE, volendo proprio stare a sottilizzare. Certo, il fatto che pur stando a Strasburgo uno possa consultare i quotidiani on-line italiani e farsi un’idea su che aria stia tirando a casa è oggettivo ma l’Alsazia in primavera è meravigliosa, l’aria profumata e i colori splendidi: come può venirti in mente che a Roma stiano tramutandosi in replicanti di Mario Monti? Prossime iniziative comuni pare che siano una pisciata collettiva sullo zerbino di casa Draghi a Francoforte e una raccolta firme per l’apposizione di un busto di Nigel Farage all’ingresso della sala della Plenaria.

Di chi sarà la colpa, questa volta, se qualcuno metterà in dubbio la genuina adesione di Lega e M5S alla realtà dell’eurozona? Un complotto cipriota? Strano, perché a Cipro sono due le nazionalità principali, fra gli “ospiti”: oligarchi russi, i quali non dovrebbero avere interesse a tirare brutti scherzi a Lega e M5S o inglesi. E visto che a storpiare l’intervento di Jean-Claude Juncker, trasformandolo in un attacco contro gli italiani fannulloni e corrotti proprio mentre nasceva il nuovo governo giallo-blu, istigando ulteriore sentimento anti-tedesco e fornendo un assist a Salvini e Di Maio, ci ha pensato il britannico “The Guardian”, la pista dietrologica verso la perfida Albione zoppica. Forse occorrerebbe (e, tra l’altro, basterebbe) fare ricorso alla famosa coerenza sbandierata finora, che ne dite? Perché se qui la stampa dorme, altrove no. E, soprattutto, non dormono i mercati, come ci dimostrano questi grafici,


i quali sembrano dirci che la notizia della performance all’Europarlamento ha fatto bruciare i miracolosi 56 punti base di calo che gli acquisti del MEF avevano garantito ieri mattina al BTP biennale, quello finito nella bufera per l’inversione sulla curva dei tassi. Boom, un bel 50 punti base di aumento rispetto all’apertura di stamattina. Ma si sa, i giornali e i tg guardano solo lo spread del decennale, del resto se ne fregano. Peccato che, invece, a Cipro proprio non sappiano farsi i cazzi propri. Cominciate bene, bravi.

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