Eccoci servito il grande successo al Consiglio UE sull’immigrazione: la “nuova Aylan” chiude i giochi

Di Mauro Bottarelli , il - 362 commenti


Scusate, oggi vi tocca sopportarmi più del solito ma parlano le notizie, da sole. Per l’esattezza, queste:

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insomma, la conferma ai miei dubbi. Parziale, per carità. Indiretta. Temporanea. Ma come sapete bene, io alle coincidenze non ci credo e, per quanto vada di moda buttare merda sulla Francia a prescindere, mi sono sempre rifatto a un loro motto, tout se tient. E qui, chi non vede un nesso, una regia, è davvero miope. Per scelta o per disgrazia ma sempre miope. D’altronde, il timing è tutto: ieri il mondo aveva occhi e orecchie solo per Helsinki, qualsiasi altra notizia sarebbe giocoforza passata in secondo piano. Meglio aspettare, quindi. Tanto il mondo ci ha messo poco a classificare quell’incontro storico per ciò che in realtà è stato – una pantomima – ed è tornato a concentrarsi sulle cose serie, con l’ovvia e interessata eccezione degli USA, dove il “tradimento” del presidente verso una potenza nemica andrà a dare man forte al risorto Russiagate in vista delle elezioni di mid-term e della giubilazione di Donald Trump come capro espiatorio di tutto. In primis, crisi finanziaria (avrei un sacco di grafici nuovi al riguardo ma siccome vi fanno cagare, ve li evito). Oggi, è il giorno del migrante.
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Insomma, in primis è il giorno della quasi certezza che quei 447 fatti sbarcare a Pozzallo si diretto via libera del Viminale – stavolta il buon Matteo ci è cascato con tutte le scarpe – dall’Italia non se ne andranno nemmeno in cartolina, tanto per usare una figura retorica molto cara proprio al ministro dell’Interno. D’altronde, il “Gruppo di Visegrad” è stato chiaro: il piano Conte ci porta all’inferno. E quattro alleati ce li siamo fumati. Nel frattempo, il traghettatore verso gli inferi, caso strano, faceva riverente visita alla Comunità di Sant’Egidio, gente che di immigrazione ne sa qualcosa. E che ha le idee chiare su come affrontare il problema, peccato che siano vagamente differenti da quelle di Germania e Austria, i due Paesi con cui l’Italia avrebbe dovuto formare l’asse dei volonterosi, trio di super-eroi le cui parole d’ordine sarebbero state respingimenti e blocco delle partenze. A occhio e croce, ci stiamo fumando anche loro. Insomma, di fronte a un’offensiva di sbarchi che, casualmente, è riscoppiata di colpo, Matteo Salvini e l’area governativa che a lui fa riferimento sta ritrovandosi senza alleati a livello europeo (e anche in patria non sento i Cinque Stelle sgolarsi in sua difesa e in quella della linea del governo, visto che – tra l’altro e piccolo particolare – quella di premier e ministro dell’Interno non paiono coincidere).

In compenso, abbiamo parecchi nemici. In primis, la Francia, per evidenti motivi e per un’antipatia personale fra Macron e Salvini che è nota anche ai sassi. Ma anche la Spagna, come ci mostrano queste novità di giornata:

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Madrid, paracula quanto basta, comincia a piagnucolare in sede UE, quando in realtà ha accolto solo i migranti dell’Aquarius e si appresta a espellerne almeno la metà, tutti gli altri barconi li ha respinti senza che nessuno andasse a chiedere conto o a rompere i coglioni in nome dell’umanità e dell’accoglienza. Ma si sa, Pedro Sanchez ha fatto il beau geste di sbloccare l’immobilismo con il suo atto tanto nobile e ora si appresta a incassarne il dividendo politico. A nostre spese. A guarda caso, è spagnola anche la OpenArms, ovvero la ONG che – sempre casualmente, a livello di timing e attenzione mediatica globale – oggi ha reso note fotografe e filmato di un naufragio, durante il quale ha salvato una donna gettata in mare dagli scafisti e, udite udite, testimoniato la morte in mare di una mamma e di suo figlio, sempre abbandonati al loro destino dai trafficanti, messi in fuga in fretta e furia dall’arrivo della Guardia Costiera. “Per quanto tempo avremo a che fare con gli assassini arruolati dal governo italiano per uccidere”, il sobrio commento della ONG all’accaduto.


Cazzo, sembra la sceneggiatura di un film, manco Saviano dei giorni migliori e più ispirato! C’è proprio tutto: gli scafisti cattivi, le ONG che fanno ciò che possono ma hanno le ali tarpate dai governi complici dei trafficanti, la fuga dalle autorità marittime che porta a gesti disumani come questi. E’ inutile, sono una potenza, sono gli “Elmetti bianchi” dell’immigrazionismo. E Salvini, invece, è solo. Certo, con dietro una massa enorme di sostegno popolare ma politicamente è senza alleati: in casa, perché temo un’escalation di presenzialismo di Roberto Fico a breve e fuori, perché di fronte a un governo che tentenna su un argomento simile, dubito che Germania e Austria rischieranno il culo in ossequio all’asse dei volenterosi. Spiace dirlo ma pare proprio che qualcuno abbia fatto i conti senza l’oste del potere mediatico dell’avversario: andare in guerra con i sassi contro i missili, è semplicemente da pazzo. A meno che non si voglia riciclare quella pazzia come eroismo e martirio al prossimo appuntamento elettorale, dove l’alleato di oggi potrebbe tornare ad essere solo avversario. E di quelli tosti, stando almeno alle percentuali.

E se temo che la Germania e l’Austria possano scaricarci è anche per questo:

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US In Talks To Sell Patriot Missiles To Turkey To Block Russian S-400 Sale

l’America punta sul warfare, lo sappiamo ma la prima notizia lo conferma. In compenso, alla faccia di quel trionfo della destabilizzazione dei vecchi equilibri che sarebbe stata la cacata andata in scena ad Helsinki, ecco che – come vi dicevo l’altro giorno – dopo aver massacrato la lira turca, costringendo la Banca centrale a manovre suicide stile 1992, ora gli USA starebbero tentando Ankara sul bersaglio grosso: abbandonare l’idea di acquistare le batterie missilistiche russe e comprare Patriots. In nome, ovviamente, della fedeltà atlantica. E di un sereno futuro da sultano per il buon Recep Erdogan, il quale non ci metterà molto a battere cassa a Bruxelles, minacciando altrimenti di farla finita con la politica di gendarme dei confini e puntando a rifarsi di una parte di quanto perso con i giochini sporchi dei sicari di Wall Street attivati dal Pentagono.

E a occhio e croce, visto quanto Donald Trump ami la Germania e Angela Merkel in questo periodo e vista la sua dichiarazione a margine della vertice NATO – “L’Europa sta cambiando in peggio a causa del flusso di immigrati” -, non mi stupirebbe che, tanto per destabilizzare in maniera fatale l’UE (la quale oggi ha avuto anche l’ardire di firmare l’accordo sul libero commercio con il Giappone e di aprire a un dialogo con la Cina, alla faccia dei dazi USA), roba da colpo di grazia, la Casa Bianca chiedesse al buon alleato turco di riaprire la rotta balcanica, quella che va verso Nord, ovvero verso i Paesi del “Gruppo di Visegrad” e verso proprio Austria e Germania.

Se così sarà, prepariamoci a un’estate da vero e proprio caos. Le premesse, anche solo con quanto accaduto nella giornata di oggi, ci sono tutte. Ma si sa, Donald Trump è nostro amico, Giuseppe Conte un premier affidabile e leale e in Europa basta battere un po’ i pugni sul tavolo e alzare la voce per ottenere ciò che si vuole. Per quanto il Viminale smentisca la ricostruzione di OpenArms e prometta di fornire prove al riguardo, il danno temo ormai sia irreparabile. E il silenzio di Palazzo Chigi e Cinque Stelle, imbarazzante.

P.S. Fra meno di un’ora a Westminster, Theresa May e il suo governo rischiano di andare sotto su un emendamento al Trade Bill che smonterebbe, di fatto, l’impianto stesso sul Brexit presentato dalla primo ministro la scorsa settimana. Se, come annunciato, l’opposizione che lo ha presentato, voterà compatta (Labour e LibDem), basteranno sette dissidenti Tories per mandare sotto il governo su un elemento chiave, visto che si tratta della permanenza del Regno Unito nell’unione doganale, se da qui al gennaio 2019 Londra non sarà riuscita a ottenere da Bruxelles un’area di libero scambio. Un altro successone di Donald Trump alle porte? O, più semplicemente, un altro tassello della destabilizzazione USA dell’Europa, la stessa che qualche genio supporta e festeggia in nome del sovranismo?

Sono Mauro Bottarelli, Seguimi su Twitter! Follow @maurobottarelli

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