Perché ogni movimento “anti-” è destianto a fallire


Vorrei fare una breve riflessione sulla politica in generale. La critica che viene fatta a molti partiti e movimenti percepiti (a torto o a ragione) come “nuovi”, è quella di “sporcarsi le mani” e “corrompersi”, una volta arrivati al potere (o essendo molto vicini a tale risultato). Aldilà del caso specifico dei 5 Stelle, noto che questo atteggiamento si ripete sempre, uguale a se stesso, ogni volta che c’è da valutare e collocare qualcosa di “nuovo” (almeno se paragonato a ciò che già c’era). Da una parte c’è il desiderio di cambiamento e di liberazione dai tanti gioghi che ci opprimono; dall’altra c’è istantanea cestinazione di ogni potenziale vettore di quel cambiamento (anche solo parzialmente, magari), perché ormai “troppo impuro”, troppo “corrotto” e permeato dal “sistema”, che viene immaginato come un’entità che basa il suo potere sulla diffusione a 360°, come l’inchiostro nell’acqua o i batteri nell’aria, e che prima o poi arriva a “contagiarti”. Il punto è che tale visione delle cose (movimenti inizialmente “puri”, e poi “corrotti”) spesso non è farina del sacco di chi la enuncia. La necessità di purezza ad ogni costo, il desiderio che tutto si risolva in maniera “limpida” ed alla luce del sole, come in un’epica battaglia in campo aperto, dove il nemico è davanti a te e tutto è esattamente come appare. Questa forma mentis è frutto della propaganda di stampo statunitense, che soprattutto attraverso il cinema (ma non solo) ci ha letteralmente rimbambiti con visioni di battaglie di ogni tipo che sono vinte da eroi solitari, combattute in campi aperti, e soprattutto in maniera “pura” e “incorruttibile”. La realtà delle cose è ben diversa, e gli USA sono i primi ad aver disatteso i metodi tanto propagandati, quando si occupavano della conquista e del controllo del resto del mondo. Su molte persone, questa visione ha invece fatto presa, ed esse sono le prime a rigettare qualsiasi nuovo possibile spunto, perché non abbastanza “puro”, oppure perché ha perso la purezza iniziale, “corrompendosi”. Ora, può benissimo darsi che il Movimento 5 Stelle sia un bluff, e che alla fine sarà fagocitato senza troppi problemi. Ma, aldilà di questo specifico partito, c’è da considerare che nulla “andrà bene”, poiché tutto sarà sempre troppo “impuro”, non appena sembra che possa avvicinarsi al potere. Così, ci si rifugerà in realtà residuali (tipo Potere al Popolo, tanto per dirne uno), e si seguiranno tali specchietti per le allodole perché “loro non tradiscono” e “restano puri”, rassicurando il proprio ego sulla propria purezza, e tirandosela da “moralmente superiori”, senza capire che se tali realtà possono essere così “pure”, è solo per il loro ineluttabile destino di irrilevanza. E chi smette di essere irrilevante, deve uscire dal mondo delle favole, delle battaglie gloriose e dei Don Chisciotte, e avventurarsi nella selva oscura del mondo reale, che non è “sporco” per definizione, ma non dimora nemmeno sulle nuvolette, come fanno invece i costrutti immaginifici come la “purezza”.
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di Gary North

Remnant Review

Ecco un consiglio che può farvi risparmiare tempo, denaro e disperazione emotiva: non fatevi coinvolgere in organizzazioni intellettuali o politiche esclusivamente “anti-“.

Un’organizzazione anti-qualcosa è condannata a perire sin dal giorno in cui nasce. Nessuno dedicherà la propria vita ad un’organizzazione che è esclusivamente anti-qualcosa, tranne il fondatore di una tale organizzazione e una manciata di reclute iniziali. Queste reclute andranno avanti, ma il fondatore potrebbe non farlo. Definisce il lavoro della sua vita in termini della sua causa, la quale è strettamente anti-qualcosa. Poche persone si impegneranno mai per la causa di qualcun altro su questa base.

Una tale organizzazione è costruita sulla disperazione. Il suo obiettivo è quello di sopprimere qualcosa di presumibilmente malvagio. Il problema è questo: l’organizzazione attuale è stata sufficientemente efficiente da aver ottenuto un ampio seguito. Il suo seguito è così grande che qualcuno ha deciso di dedicare il resto della sua vita a sfidarla. Ma se non ha un programma propositivo che sia anche pratico, guadagnerà seguaci tra le fila dei disgraziati. Questi ultimi vanno di movimento “anti-” in movimento “anti-” in cerca di significato. Non lo trovano mai. Questo è il motivo per cui cambiano sempre.

COMUNISMO ED ANTI-COMUNISMO

Il movimento “anti-” più famoso nella storia dell’umanità è stato il movimento comunista di Karl Marx. Marx non ha mai scritto un libro su come sarebbe stato il comunismo dopo la rivoluzione. Non ha mai scritto un capitolo su come sarebbe stato. Ha scritto i famosi 10 punti nel Manifesto del Partito Comunista per parlare della transizione dopo la rivoluzione, ma prima dell’istituzione del paradiso comunista.

Pensate alla sua famosa teoria del conflitto di classe. Sapevate che non ha mai definito cos’è una classe? Quasi nessuno è a conoscenza di questo fatto. I marxisti lo hanno coperto fin dall’inizio, e quasi nessuno ha letto tutti e tre i volumi di Das Kapital. Solo il primo volume è stato pubblicato nella sua vita. Io li ho letti tutti e tre quando ho scritto il mio libro, Marx’s Religion of Revolution (1968). È solo nell’ultima pagina del terzo volume che leggiamo quanto segue: “La prima domanda a cui rispondere è questa: cosa costituisce una classe? E la risposta a questo quesito segue naturalmente dalla risposta ad un’altra domanda, vale a dire: cosa rende salariati, capitalisti e proprietari terrieri le tre grandi classi sociali?” Seguono poi due brevi paragrafi. Quindi leggiamo questo: “Qui il manoscritto s’interrompe”.

Marx aveva così pochi seguaci alla sua morte nel 1883 che meno di una dozzina di persone assistettero al suo funerale, e circa la metà di loro erano membri della famiglia.

Il movimento comunista non giunse a nessuna conclusione su come sarebbe stato il paradiso comunista. Era un movimento basato interamente sulla sua opposizione al capitalismo e all’etica sociale capitalista. Le varie nazioni comuniste hanno sofferto la tirannia e l’esecuzione di almeno 150 milioni di cittadini sulla base di una filosofia “anti-” che non ha mai offerto un’immagine propositiva di come sarebbe stata la società comunista, e non aveva alcuna teoria su come arrivare dalla rivoluzione socialista contro il capitalismo al paradiso comunista.

Oggi non rimane quasi nulla del comunismo al di fuori della Corea del Nord e di Cuba. Oggi è un movimento di perdenti. In realtà è sempre un movimento di perdenti. Non aveva una filosofia propositiva su cosa dovesse sostituire l’ordine capitalista che disprezzava. L’ottimismo del movimento era basato sull’auto-illusione. Era basato sulla retorica, ma la retorica non ha mai avuto né supporto materiale né supporto logico. È stato una frode sin dal 1845.

Fui introdotto al movimento conservatore da un discorso tenuto da un medico australiano, Fred Schwarz, nel 1956. Aveva fondato un’organizzazione chiamata Christian Anti-Communism Crusade. Quel discorso di un’ora mi cambiò la vita. Da allora divenni devoto all’anti-comunismo. Ma Schwarz ha sempre avuto un problema enorme. Ne parlò nella sua autobiografia. Diceva che la gente sarebbe venuta da lui dopo uno dei suoi discorsi anti-comunisti, e avrebbe chiesto indicazioni su cosa avrebbe dovuto fare. Si rifiutava fermamente di dare un qualche consiglio. Diceva loro che era un semplice medico che esponeva una diagnosi. Bene, ma offriva anche una prognosi implicita: se non avessimo fatto nulla, i comunisti avrebbero vinto. Il problema era questo: era un medico sociale e politico che non aveva alcun trattamento raccomandato, né raccomandava a nessun altro medico intellettuale un trattamento. Il suo era un movimento completamente “anti-“.

LA TESI A FAVORE DELLA LIBERTÀ

Anche la donna che mi portò al discorso di Schwarz era una delle prime sottoscrittrici al The Freeman, pubblicato dalla Foundation for Economic Education (FEE). La FEE iniziò a pubblicare questa rivista nel 1956. Ad un certo punto nel 1957, o all’inizio del 1958, mi fece leggere uno dei numeri. La rivista offriva una filosofia della libertà. Non era una rivista “anti-“. Era una rivista pro-libertà.

Nel 1971, quando sono diventato un membro dello staff della FEE, ho avuto alcune discussioni private con il fondatore, Leonard Read. Non è mai stato un mentore per me. Non si è mai seduto e mi ha dato una traccia di ciò che voleva che la FEE diventasse dopo la sua morte. Ma non credeva che l’organizzazione dovesse diventare un’organizzazione “anti-“. Non gli piacevano le critiche nei confronti di pensatori politici o filosofici viventi. Era giusto menzionare cosa c’era di sbagliato in un altro pensatore nel contesto di una presentazione positiva, ma non approvava gli articoli anti-qualcosa. Era convinto che l’unico modo per promuovere la libertà fosse con una filosofia positiva, qualsiasi presentazione positiva di come sarebbe stata la società sotto il dominio della libertà.

Ogni organizzazione che è esclusivamente “anti-” non ha una filosofia di vittoria. Non ha una filosofia di ottimismo. Non ha nulla da offrire alle sue reclute se non una vita di frustrazione trascorsa nelle trincee intellettuali, nel tentativo di respingere qualsiasi cosa contro cui il movimento “anti-” si oppone. Quel movimento che ha potere, influenza e denaro ha una filosofia propositiva. Offre speranza alle reclute. Offre speranza a tutti i suoi sostenitori. Ha una visione della vittoria. Nel caso del marxismo, non c’era alcuna dichiarazione su come sarebbe stato il Nirvana, ma ai membri veniva insegnato dall’inizio alla fine che il comunismo sarebbe stato vittorioso. Il socialismo scientifico lo garantiva.

C’è una vecchia frase nella politica americana: “Non puoi battere qualcosa se non hai niente”. Leonard Read ci credeva. Io ci credo.

Qualsiasi persona ragionevolmente intelligente può avanzare una tesi contro quasi tutto. Non ci vuole molta creatività per presentare una tesi negativa contro qualsiasi organizzazione o istituzione del mondo reale. Come gli esseri umani, le istituzioni sono imperfette. Ma se il critico non prevede la sostituzione del sistema prevalente, sta girando a vuoto. Sta sprecando il suo tempo. Rimarrà deluso alla fine della sua vita, e forse anche prima. La gente non si impegnerà in una guerra difensiva contro un movimento apparentemente onnipotente. Qual è il punto? Se non c’è speranza di vittoria, e se non c’è alcun piano per ottenerla, allora il tempo, i soldi e il capitale emotivo investiti nel movimento “anti-” ad un certo punto risulteranno sprecati.

Se un movimento non ha una visione positiva di ciò che vorrebbe sostituire, non ha modo di valutare il probabile successo della sua opposizione all’ordine presente. Se non sapete se state facendo passi avanti, state sprecando il vostro tempo. Potreste andare indietro.

I politici non vincono le elezioni sulla base della negatività. Presentano una visione positiva ai loro elettori. Il loro piano può essere irrazionale, ma almeno ce l’hanno.

Quando qualcuno vi dice che le scuole pubbliche sono malvagie, informatevi sul tipo di scuola che sostiene. Quando qualcuno vi dice che il curriculum del Common Core è un disastro, chiedetegli quale curriculum usa per insegnare ai suoi figli. Chiedete di vedere i libri di testo, se ci sono libri di testo. Chiedete di vedere i piani di lezione. Scoprite la metodologia d’insegnamento. Ovviamente, scoprite il prezzo. Non si può ottenere qualcosa in cambio di niente. In altre parole, scoprite cos’è buono prima di dedicare tempo allo studio di ciò che è male. Prima di spendere soldi per combattere ciò che è male, scoprite quanti soldi vi verrà chiesto di pagare per rimpiazzarlo con una cosa buona. Come minimo scoprite i dettagli della cosa buona.

Tutto ciò dovrebbe essere ovvio, ma non lo è. Il movimento conservatore dal 1945 è stato a stragrande maggioranza un movimento “anti-“. Era anti-comunista alla fine degli anni ’40. Fu anti-Unione Sovietica dal 1948 al 1991. Ma il movimento non ha mai sviluppato un curriculum completo, K-12.

Il movimento conservatore inoltre non ha mai prodotto un singolo studio dettagliato del New Deal di Roosevelt che coprisse sia le sue politiche economiche interne che le sue politiche estere. L’unico libro che tenta di farlo è il libro del 1948 del giornalista anti-FDR John T. Flynn, The Roosevelt Myth. Ma non era uno studio accademico, e la documentazione era debole. L’ho letto nel 1958. Ho riconosciuto che c’erano lacune nella documentazione. Ora sono passati 60 anni ed è ancora l’unico libro anti-FDR ad essere esaustivo nelle sue critiche. Ho delineato il set multi-volume di cui abbiamo bisogno. Leggetelo qui: https://www.garynorth.com/public/2279.cfm

CONCLUSIONE

Evitate qualsiasi movimento che sia strettamente “anti-“. Evitate le persone in un tale movimento che cercano di reclutarvi. Se non siete disposti ad impegnarvi nel paradigma alternativo o in quello che dovrebbe sostituire l’ordine mondiale malvagio, allora non fatevi coinvolgere affatto dal movimento “anti-“. Potete decidere di leggere libri pubblicati da tale movimento Potete scoprire questo o quel programma dannoso dell’attuale ordine mondiale. Potete essere un compagno di viaggio, ma non firmate assegni.

Quando venite avvicinati da un membro entusiastico del movimento “anti-“, dite: “Ciò che stai descrivendo sembra male. Cosa proponi come alternativa? Come proponi di implementarlo?” Se non ci sono risposte chiare a queste due domande, sarebbe saggio evitare ulteriori indagini.

[*] traduzione di Francesco Simoncelli: https://francescosimoncelli.blogspot.it/

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