Perifrasi della costituzione italiana: artt.80 – 81 – 82

Di JLS , il - 9 commenti

Con questi tre articoli (80 – 81 – 82) si chiude la sezione della costituzione dedicata alle funzioni e al funzionamento delle camere, ricordandoci che funzioni e funzionamento di apparati parassitari e burocratici, non hanno nulla a che vedere con funzionamento e funzioni di organizzazioni dove ci sono capitali, reputazione e responsabilità personali.

Art. 80. Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.

Senza entrare nel merito e nel dettaglio delle attribuzioni, dell’autonomia, dei compiti e dell’autorità assegnate alle camere con l’art.80, per la ratifica dei trattati internazionali, quello che colpisce di questo “semisconosciuto” ambito di attività parlamentare, è il numero impressionante di trattati internazionali, bilaterali e multilaterali, di cui la Farnesina da contezza, archivia e rende disponibili  (http://itra.esteri.it/Ricerca_Documenti/wfrmRicerca_Documenti.aspx ), ma soprattutto la vastità delle materie di interesse coperti da questi trattati. In tutto circa 200 materie che vanno da “Accettazione alle Frontiere”, agli “Aiuti in natura” (!!!! – testuale); dai “cimiteri di guerra” alla “meteorologia”; dalla “Polizia mortuaria” al “Vicinato”.

Ecco a voi, a titolo di esempio un’accordo internazionale (datato 24.2.2018) disponibile sul sito della Farnesina

“ACCORDO PER L’ESECUZIONE DI UNA INIZIATIVA DENOMINATA “PARTECIPAZIONE ITALIANA AL FINANZIAMENTO E GESTIONE DEL PROGRAMMA SETTORIALE DEL GOVERNO MOZAMBICANO PER IL SETTORE SANITARIO”

La Farnesina si premura peraltro di avvertire gli utenti del sito, con il seguente messaggio:

Archivio dei Trattati Internazionali Online

A cura del Servizio per gli affari giuridici, del contenzioso diplomatico e dei trattati

ATRIO – versione rinnovata e potenziata del precedente portale Itra – ha lo scopo di rendere facilmente accessibili le informazioni relative al quadro convenzionale in vigore in Italia sul piano bilaterale e multilaterale.

Nota: le informazioni presenti nella banca dati non rivestono carattere di ufficialità. L’Utente è comunque pregato di consultare i testi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale Italiana.

 

Raccogliendo qualche altro dato, si evince che la ratifica dei trattati internazionali, non è affatto un’attività parlamentare secondaria o minoritaria, ma anzi costituisce (vedere grafico successivo) la principale attività delle camere (36,28 % del totale delle attività parlamentari !!) . Credo che nessuno, a parte gli addetti ai lavori, lo abbia mai neppure sospettato.

 

Nelle ultime due legislature i trattati internazionali e la loro ratifica costituivano il 36,28% delle leggi approvate, la fetta più consistente dei disegni di legge che hanno completato l’iter. Il numero di questi provvedimenti – che con buona probabilità riguardano argomenti di politica estera –  è dunque consistente, ma è anche vero che trattandosi di ratifiche di testi nati fuori dalle aule parlamentari, il ruolo dei nostri eletti è molto limitato. Figuriamoci quello degli ignari elettori, tutti confidenti che i propri beniamini daranno loro da vivere meglio, con meno preoccupazioni ed ansie, predando gli elettori dei partiti di opposizione, come da programmi elettorali !!! Coglioni.

Non ho trovato una tabella più aggiornata di quella sotto inclusa, del numero di leggi riguardanti la ratifica di trattati internazionali. Se qualche lettore ne è in possesso ci faccia sapere.

Legislatura Date Numero di legge di ratifica
I 08/05/1948 – 24/06/1953 123
II 25/06/1953 – 11/06/1958 156
III 12/06/1958 – 15/05/1963 119
IV 16/05/1963 – 04/06/1968 123
V 05/06/1968 – 24/05/1972 40
VI 25/05/1972 – 04/07/1976 139
VII 05/07/1976 – 19/06/1979 108
VIII 20/06/1979 – 11/07/1983 136
IX 12/07/1983 – 01/07/1987 108
X 02/07/1987 – 22/04/1992 192
XI 23/04/1992 – 14/04/1994 65
XII 15/04/1994 – 08/05/1996 114
XIII 09/05/1996 – 29/05/2001 287
XIV 30/05/2001 – 27/04/2006 231
XV 28/04/2006 – 28/04/2008 41

Art. 81. Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.

L’esordio dell’art.81 formula un’attribuzione ovviamente priva di contenuto e di sostanza, se è vero come è vero che il bilancio dello stato alla colonna Entrate coincide con due voci: entrate fiscali, entrate da prestiti ottenuti attraverso titoli di debito pubblico. L’approvazione a cui sono dunque chiamate le camere non ha nulla a che vedere con l’analogo atto in un ambito privato. Essa equivale invece alla facoltà di poter battagliare tra loro, per le bande rivali del parlamento, su come ripartire e a chi/cosa destinare le ingenti somme della spesa pubblica. L’art.81 inoltre, sebbene indichi come vietata l’introduzione di nuovi tributi e nuove spese nella legge di bilancio, lascia libere le suddette bande rivali della partitocrazia tricolore, di poter razziare quello che loro meglio aggrada, purchè a fronte di ogni loro bramosia di spesa, si indichi come a questa si farà fronte. Formidabile, davvero formidabile. Tratto dal manuale “L’aggressore seriale: metodi e tecniche”.

Si conferma quindi con l’art.81, come la cura linguistica del forbito testo della costituzione sia proporzionale solo alla discrezione di saccheggio che i padrini costituenti, si sono riservati per loro e i loro successori, consapevoli che la democrazia del consenso si regge proprio sul potere di spesa dei governi e dei partiti.

 

Art. 82. Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse. A tale scopo nomina fra i propri  componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione di inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.

Dell’attribuzione di questa facoltà alle camere, è ignota l’origine. Non si sa in altre parole, cosa sia balenato nella testolina di qualche padrino della costituente, per aggiungere ai compiti legislativi canonici delle camere, quello di doversi occupare ad ogni costo, di materie di pubblico interesse. Come se leggi e la facoltà di presentarle, voltarle e farle promulgare non fosse sufficiente. Non possiamo non ritenere che questo articolo nella costituzione sia stato inserito appositamente per distribuire trasversalmente da destra a sinistra, l’esercizio di poteri e influenze a tutti i partiti, che l’azione di governo e delle maggioranze, non avrebbe consentito con la sola legiferazione.

Risultato di questo scherzetto? E’ presto detto:

14 commissioni permanenti sia in parlamento sia in senato (ci sono cioè 14 argomenti di pubblico interesse, di cui commissioni apposite devono occuparsi!!!)

Commissioni bicamerali di 4 tipologie (consultive, miste, di vigilanza e controllo, costituzionali)

Commissioni speciali e di inchiesta

In totale 60 commissioni, con 60 presidenti, e un numero imprecisato di partecipanti.

Circa il livello di trasparenza di cosa avviene in queste commissioni. Non ci sono dati uniformi su presenze, votazioni, lavoro svolto e documenti prodotti, rendendo impossibile tracciare in maniera completa quanto succede. Questo rappresenta non solo un problema per l’accountability politica di certe decisioni, ma anche perché non permette ai cittadini di informarsi in maniera esaustiva sul complesso lavoro dei nostri eletti.

E adesso rimettevi tutti in fila per le prossime elezioni

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