AUTOMAZIONE, LO STATO NON PUÒ GARANTIRE UN BEL NULLA

Di Leonardo , il - 32 commenti

di MATTEO CORSINI

“Quando l’economia è in recessione, il migliore approccio probabilmente è una combinazione di stimoli fiscali e monetari. Ma quando la perdita di posti di lavoro è un problema cronico, come ora, può essere necessaria una politica diversa, un lavoro garantito dallo Stato”. Noah Smith ritiene che alla perdita di posti di lavoro dovuto all’automazione (e non solo), lo Stato dovrebbe reagire mediante un vasto programma di lavori pubblici in grado di dare occupazione a molte persone.

Bontà sua, Smith non ha alcuna pretesa di originalità, ricordando che già ai tempi di Roosevelt, negli anni Trenta del secolo scorso, gli Stati Uniti sperimentarono questo tipo di interventi. Per lo meno all’epoca la Teoria Generale di Keynes era fresca di stampa, se la si vuole considerare un’attenuante. Gli effetti sul bilancio federale furono ovviamente deleteri, e concediamo pure che le spese belliche non fecero che peggiorare il conto ulteriormente, ma resta il fatto che solo con una pesante inflazione nel dopoguerra il debito fu alleggerito, con buona pace dei creditori.

Si tenga presente, tra l’altro, che quando Roosevelt iniziò a intervenire e a spendere e spandere (peraltro in continuità con Hoover, come documentato da Murray Rothbard in “America’s Great Depression”) gli Stati Uniti erano decisamente meno indebitati di oggi. Alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale il debito federale, nonostante il New Deal, era sotto al 50% del Pil. Oggi il debito federale lordo è al 108% del Pil, ma secondo Smith si potrebbero spendere centinaia di miliardi (cita stime comprese tra 670 e 750 miliardi annui, ossia 3.5-4 punti di Pil) senza grandi preoccupazioni.

Io credo che sostenere queste cose nel 2017 sia un’aggravante, dato che un po’ di esperienza storica sul (mal)funzionamento di questi programmi la si è fatta. Il problema, in ultima analisi, è sempre lo stesso: purtroppo non si può creare ricchezza (e lavoro) dal nulla. Il che significa che qualcuno il conto lo deve pagare, prima o poi.

Lo Stato non può garantire lavoro, altrimenti un sistema puramente socialista funzionerebbe alla perfezione. Al di là delle considerazioni sulla compressione della libertà nei sistemi socialisti, mi sembra ormai evidente che siamo nel campo delle favole o delle cialtronerie (e propenderei più per la seconda ipotesi).

The post AUTOMAZIONE, LO STATO NON PUÒ GARANTIRE UN BEL NULLA appeared first on MiglioVerde.

Shares
Grazie per avere votato! Ora dillo a tutto il mondo via Twitter!
Come ti senti dopo avere letto questo post?
  • Eccitato
  • Affascinato
  • Divertito
  • Annoiato
  • Triste
  • Arrabbiato

  • AnonimoSchedato

    Quanti pensieri banali da questi economisti (non voglio dire “suggeriti”, ma spesso ne hanno l’aria).
    Se il lavoro diventa più scarso, e la produttività aumenta per via dell’automazione, il combinato suggerisce di ridurre l’orario di lavoro (in modo da consentire anche lavori multipli per chi è nella fase della vita che permette maggiori sforzi e richiede maggiori risorse. Ottenendo così anche l’effetto collaterale di aumentare la mobilità e quindi permettere adattamenti più rapidi ed efficaci e maggiori opportunità, lasciando la sicurezza di avere un lavoro “fisso” e un secondo da usare per cercare di migliorare, a tentativi).

    • Picelli Seller

      Alla faccia del banale 2 ore da ragioniere a fare bonifici da 1,000,000 di euro (il mio lavoro attuale)… poi ramazza e spazzare la strada del quartiere…. poi infermiere dalle 14:00 alle 15 e spogliarellista dalle 22 a mezzanotte.

      Tu si che hai la ricetta.

      Non candidarti in politica! Potrebbero eleggerti.
      Dì la verità, hai le spalle più coperte del mondo, e ti permetti di postare simili baggianate con i piedini al cldo…

      • AnonimoSchedato

        Controesempio:
        Quattro giorni da ragioniere a fare il cassiere dalle 7 alle 13 (in condominio con un altro ragioniere che li fa dalle 13 alle 19 negli stessi giorni e un terzo che copre gli altri tre giorni a orario meno esteso, magari a rotazione, così da permettere.l’apertura della banca 7 giorni su sette, e permettere anche a chi lavora di usarla senza prendere ferie o saltare pasto), pagato abbastanza per vivere decorosamente.
        Poi se si vuole, altro lavoro, meglio se in industria non collegata, ad esempio consulente del lavoro o commercialista, con orario complementare. Sul mercato. Per capire quanto è dura aver a che fare con le rapine legalizzate e poter gestire il proprio orario, crescere e poi abbandonare il posto caldo in banca per il successo ottenuto con il proprio lavoro.

        Come vedi c’è una serie di vantaggi in questa organizzazione del lavoro (certo, lo svantaggio di non poter più chiudere nell’angolo i dipendenti, che potrebbero costruirsi una scelta, e scegliere ciò che gli conviene di più, impedirà che venga mai preso in considerazione) tra cui la possibilità di estendere gli orari (flessibilità produttiva) senza fare violenza a chi deve sottostarci, aumentare la concorrenza (quindi l’efficienza, quello che si è cercato di cancellare con il job act che ha ingessato il mercato più di quanto già non fosse, mentre dichiarava falsamente di voler aumentare la mobilità), permettere la crescita dei capaci e meritevoli (lasciandogli un po’ di prime time per studiare, leggere, provare altre attività, anche in proprio) e mi fermo per non appesantire la lettura, ma potrei continuare.

        Passiamo poi al capitolo insinuazioni (Schopenhauer ne “L’arte di ottenere ragione” suggerisce di usare l’attacco personale quando non si hanno argomenti di peso, e questo è il primo pensiero che viene a chiunque le vede usare se ha raziocinio).

        Puoi star certo che non mi eleggerebbero mai: sono onesto, dico quel che
        penso e non uso le persone, ne adeguo le mie idee o convinzioni all’opportunità e alle convenienze. Ho perso tante occasioni per non aver
        voluto cambiare nessuno di questi insopportabili segni di obsolescenza
        che trovo molto fastidioso il tuo commento.

        Quanto alle spalle coperte, parli senza sapere niente, e non sai quanto ti sbagli. Ma una cosa mi permette di essere ottimista malgrado tutto, parlo bene un altra lingua e ho una professionalità che si vende bene anche all’estero (anzi, meglio all’estero, ma lasciamo stare).

        Saluti.

    • Antonello S.

      Dopo questa ti proponiamo per il nobel…

      • AnonimoSchedato

        Hanno dato quello per la pace ad Obama. Non so se accetterei di essere accomunato. Anche se i soldi fanno sempre comodo.
        Comunque ricorda che il progresso è fatto con idee nuove, non con quelle vecchie.

  • Flavio Bosio

    Eppure senza quelle “opere pubbliche” (dighe, ponti, autostrade, porti, aeroporti, ferrovie, centrali nucleari ecc..) non ci può essere sviluppo economico, siano esse finanziate dallo Stato o da privati.
    L’unico problema è che soprattutto in Europa è sempre lo Stato a sobbarcarsi la realizzazione delle suddette opere diventando un player economico a tutti gli effetti.
    Se lo Stato si limitasse ad “autorizzare” la realizzazione delle suddette opere da parte di public company regolarmente quotate il problema non sussisterebbe nemmeno.

    • Fabrizio de Paoli

      Guarda che non esistono opere pubbliche, intese come utili a tutti.
      Un’autostrada mi serve solo se ci devo viaggiare o se devo spostarmi in una data regione oppure, indirettamente, se usufruisco di merci che ci hanno viaggiato sopra, ma ci sono autostrade che anche IO ho pagato per la loro realizzazione ma che non ho mai usato, come ci sono merci che ci hanno viaggiato sopra e che non ho mai comprato.
      Il concetto di utilità pubblica è fasullo, o se lo si vuole prendere per vero va esteso anche a tutto ciò che è opera di privato.
      Allo stesso modo dovrei affermare che una fabbrica di assorbenti è un’opera di utilità pubblica, ma da maschio avrei dei problemi a digerire il concetto…
      Qualsiasi opera, statale e non, è utile solo a chi ha convenienza ad utilizzarla ed è quindi disposto a pagare per ciò che fornisce.
      Ma se è disposto a pagare e se c’è un imprenditore così attento da considerarla un investimento produttivo allora la realizzerà, senza aver la necessità di dover rubare soldi ad altri per realizzarla perché sarà un’opera, non pubblica, ma utile.

  • MATT KENT

    Tre cose, due da osservatore. E una da esperto di industria.
    1. Roosvelt fu quello che requisì l’oro privato a tutti gli americani il 5 aprile del 1933 giustificandolo, come fanno tutti i parassiti criminali del pianeta, con la legge di guerra in vigore all’epoca e con la minaccia di 10 anni di carcere ai trasgressori (l’estorsione e l’esproprio sono tra le più classiche trovate per creare lavoro, sviluppo, prosperità e guerre mondiali)
    2. Se i governi sono preoccupati dalla disoccupazione e dichiarano di combatterla (l’avrebbero creata loro stessi a ben riflettere) come fanno ad incentivare l’automazione che appunto ha tra i principali effetti quello di ridurre il bisogno di manodopera o lavoro umano in genere?
    3. Da 32 anni frequento industrie di ogni dimensione e tipologia, non c’è stato uno solo delle decine di interventi pianificati dallo stato, che non abbia prodotto danni irreparabili in quelle organizzazioni che sedotte da incentivi e sgravi sull’aliquote estorsive fiscali, hanno fatto investimenti dannosi, improduttivi che dopo qualche anno sono stati propria la zavorra che le ha mandate a fondo.
    4. AMEN.

    • land 110

      dissento leggermente dal punto 3
      hanno distrutto interi comparti industriali dovresti aggiungere

  • Nikytower

    Correggerei il titolo… Lo stato può garantire solo povertà. 🙂

    • Fabrizio de Paoli

      Aggiungerei “…direttamente proporzionale alla sua crescita”.

    • Picelli Seller

      Parole sante. Di solito impiegando, per farlo, incapaci, lavativi quando non proprio delinquenti… contornati da un 10% di brave persone che si rodono il fegato.

  • Filippo Candio

    “non si può creare ricchezza (e lavoro) dal nulla. Il che significa che qualcuno il conto lo deve pagare, prima o poi.”
    E dove sta la differenza tra un sistema capitalistico ed uno socialista? Alla fine chi paga?
    Qualcuno mi spieghi

    • Fabrizio de Paoli

      Nel sistema capitalistico paga solo chi trae convenienza dal servizio o dal prodotto fornito.

      • Antonello S.

        E se l’automazione riduce drasticamente i posti di lavoro, chi lo alimenta il sistema capitalistico?
        Eppure anche il fordismo qualcosa ci ha detto…

        • Fabrizio de Paoli

          Gli stessi esuberi, che vanno a lavorare su qualcosa di nuovo ed inesistente fino a quel momento

          • Filippo Candio

            beh questo vale nel capitalismo come nel socialismo

          • Fabrizio de Paoli

            Sempre che il socialismo abbia la stessa creatività, ingegno, intuito, volontà, capacità, dinamicità ed INTERESSE del capitalismo.

          • Picelli Seller

            e che non esisterà in futuro.
            Non tiratemi fuori gli esempi dei telai automatizzati o dei manovratori di ascensori

            Questa volta gli uomini sono i “cavalli”. Quanti cavalli vedete in giro dal 1950 in poi?

          • Fabrizio de Paoli

            Questo non puoi saperlo, e se puoi saperlo sai già benissimo cosa accadrà in futuro, in quel caso per quanto ti riguarda puoi già comodamente agire per diventare ricco con pochissimo sforzo.

          • Antonello S.

            Le nuove attività che sono sorte negli ultimi anni non hanno richiesto una particolare manovalanza in virtù dell’innovazione tecnologica.
            Amazon da lavoro a centinaia di persone ma lo fa perdere a migliaia.
            La carenza di moneta in circolazione nel sistema economico reale è come un serpente che morde la sua coda.
            Si sta creando una classe media molto più vasta ma anche mediamente molto più povera, mentre “quelli di sopra” aumentano le loro già immense fortune.
            Gli stati stanno restringendo i cordoni della borsa tagliando sooprattutto sul welfare, in un patetico ed inutile tentativo di ridurre un debito pubblico inestinguibile.

            Non mi paiono ottimi segnali per sperare in un futuro radioso che possa offrirci il mitico mercato.

          • AnonimoSchedato

            Solo perchè con affitti alle stelle, tasse al 70% (sommare tutto, please, non è un numero inventato) intraprendere nuove strade è quasi impossibile malgrado i sedicenti tassi al minimo.
            Per questo non nascono posti nuovi. Le idee, se non le puoi far rendere, se non le puoi sfruttare un po’ anche per te stesso oltre che per far crescere la scelta dei consumatori e la società nel suo complesso, te le tieni nel cassetto.

          • Fabrizio de Paoli

            Anche per me è un problema monetario, solo che per me il problema non è la carenza di moneta ma il fatto che si stia usando una moneta debito al posto di una moneta merce, o meglio ancora, fissa.
            Quello che fino ad un po’ di tempo fa ci sembrava una classe media benestante era solo apparenza perché tutto quel “benessere” era ancora da pagare.
            Ed è vero che l’1% (anche meno) si sta arricchendo in maniera spropositata, lo riesce a fare perché NOI ci ostiniamo a non ribellarci all’uso di una moneta manipolabile dalle Bc, anzi siamo talmente coglioni da chiederne di più diventando sempre più schiavi del debito.
            Qui non siamo in presenza di imprenditori capaci e ricchi grazie alle loro capacità, ma di banche centrali colluse con gli stati che imponendo forzatamente la moneta a debito, e potendone creare a volontà, riescono ad impossessarsi di capitali veri come terre, risorse, cervelli, tecnologie, oro, senza averne alcun merito o diritto, se si esclude quello regalatogli dagli stati di poter rubare legalmente.
            È ovvio che vengano a raccontarti che serve più moneta, altrimenti il giochino si rompe ed il progetto di diventare proprietari del mondo viene interrotto.
            Il debito mondiale prima o poi esploderà, i valori nominali crolleranno ma i veri capitali importanti e fondamentali rimarranno in mano a chi è riuscito ad accaparrarseli, GRAZIE ALLA TUA SUPERFICIALITÀ E COMPLICITÀ.

          • Antonello S.

            Questo grassetto finale lo rimando al mittente, perchè se proprio non lo sai le banche centrali sono dirette da banchieri, che rispondono personalmente ai loro azionisti privati, cioè a migliaia di aziende facenti parte di quel mitico mercato che voi avete voluto scientemente DEREGOLAMENTARE confidando in una legge naturale che mal si applica all’avidità umana.
            La moneta a debito avrebbe potuto essere una colossale ed imperdibile occasione per migliorare e semplificare la vita ai più deboli, lasciando ai migliori comunque la possibilità di emergere ed arricchirsi senza dover per questo dominare sugli altri.
            Voi liberisti/liberalisti siete stati USATI e sfruttati da questo sistema per imporre le politiche che hanno destabilizzato ed annullato anni di lotte sociali e non vi potrete mai affrancare da questo marchio.

          • Fabrizio de Paoli

            Come sei ingenuo. Tu metti (per legge) nelle mani di una banca centrale il potere di creare moneta dal nulla e poi ti lamenti se questi ad un certo punto ti dominano.
            L’austriaco invece vuole proprio TOGLIERE quel potere dalle mani di chicchessia, vuole deregolamentare ALLA RADICE, non solo dei pezzettini che fanno comodo al crony capitalism, che NON PIACE NEANCHE A ME e non c’entra un cazzo col libero mercato.
            Vuoi aiutare i poveri?
            Benissimo, molto nobile, ma fallo in un altro modo, non corrompendo la moneta, rubando ricchezza con la moneta e REGALANDO la certezza matematica a chi la gestisce di dominare il mondo.

      • Filippo Candio

        perchè nel mondo socialista è differente ?

        • Fabrizio de Paoli

          Sì, sei obbligato a pagare per ciò che non ti serve. Non puoi scegliere cosa fare dei tuoi soldi.

          • AnonimoSchedato

            Aggiungerei che i propri soldi sono la propria vita, almeno per chi lavora per vivere. Quindi non puoi decidere cosa fare con parte della tua vita (parte sempre crescente, ultimamente, e non si spiega, visto che la tecnologia non è regredita, al massimo dovrebbe essere costante a meno di trucchi per “ridistribuire” il valore del lavoro altrui, ma vallo a spiegare ai meno attenti).

          • Politicamente Scorretto

            il capitalismo muterà o terminirà la sua esistenza con il progredire dell’automazione e dell’ IA

      • Picelli Seller

        Quindi pago io per comprare un f35 che non vola, non serve (chi mai ci dichiarerebbe guerra, facciamo schifo senza bisogno di tirarci bombe) e sul quale non mi faranno mai fare un giro….

        Avrei tratto più convenienza a tenermi tutte le tasse per me.
        Invece di buttarne sistematicamente un 50% nel cesso!

        • Fabrizio de Paoli

          Hai perfettamente ragione sull’F35 e sul fatto che quelli sono soldi tuoi.
          Questo oltretutto dimostra che non siamo in un sistema capitalistico perché in quel sistema uno i suoi soldi se li può tenere e spendere come vuole.

  • chinaski137

    economia mista…mai sentito parlare?

RC Facebook

RC Twitter

RC Video

Licenza

Creative Commons License Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5. In particolare la pubblicazione degli articoli e l'utilizzo delle stessi è possibile solo indicando con link attivo l'indirizzo di questo blog (www.rischiocalcolato.it) oppure il link attivo dieretto all'articolo utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi