CATALOGNA INDIPENDENTE? IN CAMPO LE SOLITE FITCH E MOODY’S

Di Leonardo , il - 9 commenti

di REDAZIONE

Cominciata la fuga di banche e società dalla Catalogna, spaventate dalla prospettiva dell’indipendenza. Il consiglio di amministrazione della multinazionale Gas Natural Fenosa ha deciso, in una sessione straordinaria, di trasferire la propria sede legale da Barcellona a Madrid. Lo hanno riferito fonti del settore. La decisione è legata  alle ricadute del referendum. E CaixaBank, il principale istituto bancario catalano, ha annunciato questa sera, al termine del consiglio di amministrazione, che trasferirà la sede legale a Valencia, “a causa dell’attuale situazione politica e sociale in Catalogna”.

Molte le imprese pronte ad andarsene. Ieri era stato il Banco Sabadell, terza banca catalana, ad annunciare il trasferimento della sede ad Alicante, nella regione autonoma della Valencia. Medesima intenzione, secondo quanto scrive El Mundo, avrebbe anche Abertis (multinazionale del settore infrastrutture di trasporto e tlc). Mentre altri importanti gruppi, molti stranieri, attendono l’esito della plenaria di lunedì. Una dichiarazione di indipendenza della Catalogna significherebbe l’uscita dall’Ue, come ha ribadito ieri Pierre Moscovici.

La battaglia politica tra Madrid e Barcellona diventa così anche una battaglia economica. Il governo spagnolo ha adottato un decreto per agevolare l’uscita dalla Catalogna di imprese che temono una dichiarazione di indipendenza. Il decreto permetterà alle imprese di spostare la sede sociale in un’altra regione senza sottoporre la decisione al voto degli azionisti.

Il commissario Ue all’Economia, Pierre Moscovici, ha avvertito che “una Catalogna indipendente non sarebbe membro dell’Unione europea, perché l’Unione europea conosce un solo Stato membro: la Spagna”. Aggiungendo che lo strappo tra Barcellona e Madrid “è una vicenda dolorosa che va trattata dagli spagnoli. Risolverla non spetta né a Parigi né a Bruxelles né ad altri”.

L’agenzia Fitch, intanto, ha annunciato di essere pronta a tagliare il rating catalano, affermando che le tensioni tra Catalogna e governo centrale “potrebbero peggiorare nel breve periodo” e portare a eventi “imprevedibili” come possibili impatti sui “fondi di liquidità” cui la Catalogna fa ricorso per finanziarsi. L’indipendenza della Catalogna avrebbe un ampio impatto negativo dal punto di vista del merito di credito per un vasto numero di emittenti bond in Spagna e nella regione. Lo sottolinea Moody’s in un report. Sebbene l’agenzia di rating ritenga più probabile che la Catalogna resti nel Regno di Spagna e non diventi uno stato indipendente, “la situazione resta fluida e la secessione non può essere esclusa nel lungo termine”.

Nel mentre, il prefetto spagnolo in Catalogna Enric Millo ha “chiesto scusa” alla popolazione per le violente cariche della polizia domenica contro i seggi del referendum. “Ho visto le immagini e so che ci sono persone che hanno ricevuto percosse, spinte, e che c’è ancora una persona in ospedale, posso solo chiedere scusa a nome degli agenti che sono intervenuti” ha detto alla tv pubblica Tv3. E un giudice di Barcellona ha ordinato l’avvio di una inchiesta sull’accaduto. Il magistrato ha deciso di indagare, dopo una denuncia del governo catalano, sull’operato della polizia in 23 centri elettorali nei quali risultarono ferite 130 persone e ha invitato la procura, che aveva definito proporzionato l’uso della forza da parte degli agenti spagnoli, a “non minimizzare la gravità” dei fatti.

Il ‘Parlament’ va avanti: riconvocato martedì per valutare l’approvazione della dichiarazione di indipendenza, sfidando lo stop di Madrid. La sessione – vietata per lunedì dalla Corte costituzionale spagnola – si terrà martedì e prevede all’ordine del giorno solo la relazione del governatore Puigdemont, per evitare nuovi stop. Il rinvio a martedì, scrive El Pais, serve al governo catalano per prendere tempo e negoziare una soluzione non traumatica con Madrid. Carles Puigdemont tira dritto, dunque, sordo a qualunque monito. (Ansa)

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  • Nikos

    { Aggiungendo che lo strappo tra Barcellona e Madrid “è una vicenda dolorosa che va trattata dagli spagnoli. Risolverla non spetta né a Parigi né a Bruxelles né ad altri”}
    Un altra dichiarazione iposcrita di un eurofarabutto. Loro che si prendono il diritto(da chi?) di intervenire in qualsiasi parte del mondo, seminando morte, calpestando diritti i nternazionali piu’ elementari, si lavano le mani da Ponzi Pilato su che cosa sta succedendo in Spagna. E’ pacifico, se Madrid fosse cantraria agli interessi degli Euroburocrati, sarebbero tutti questi a gridare urbi et orbi per i diritti del popolo Catalono calpestati.
    Non ci sono piu’ parole per descrivere il loro comportamento.

  • Stefano Fontana

    I catalani finiranno per essere vittime della loro proverbiale avarizia. Per non pagare al governo centrale un miserabile contributo equivalente al 5% del loro pil, rimarranno con le toppe al culo. Personalmente, al posto di Rajoy, dichiarerei la netta contrarietà della Spagna alla secessione e poi lascerei fare. Nel giro di qualche mese, li prenderei per fame. Si ripeterebbe, così, la situazione già verificatasi alla fine del ‘500 sotto Filippo II.

    • Ronf Ronf

      Il problema è che oggi esiste lo Stato democratico, non la Monarchia Assoluta, e quindi avresti gli idioti di Podemos a fare violenza in tutte le piazze perchè loro sanno che il governo Rajoy non può reagire come avrebbe fatto Filippo II

      • Franco Maraschi

        Podemos come il governo greco , Corbin e m5s svolge la funzione di utile idiota su incarico dei globalisti, la sinistra in massima parte e’ traditrice del popolo che dovrebbe difendere.

      • Stefano Fontana

        Beh, premesso che Rajoy ha mandato guardia civil ed esercito, esattamente come Filippo II, quel che intendevo è che, come allora, i catalani usciranno da questa ribellione con le ossa rotte e non basterebbero certo le manifestazioni di massa a fermare le aziende che vogliono cambiare sede

  • Halexjan Hale

    Una scissione con uscita dall UE della Catalunya sarebbe solo un disastro. Sia per la Spagna che per la Catalunya stessa.
    Si scatenerebbe una battaglia di dazi o gabelle per il passaggio delle merci in Francia, con aumento dei prezzi dell import, visto che la Catalunya non è autosufficiente con i beni di prima necessità.
    Per esempio, l Andalusia è la dispensa d europa per quanto concerne frutta e verdura e i camion passerebbero dalla Catalunya.
    Barcellona è un importante scalo commerciale, nonché turistico, ma può essere sostituito con valencia almeno per le merci.
    Insomma, un bel casino. Un gran bel casino…
    Per colpa di quattro fanatici.

  • marcoferro

    La rinuncia a tutte le velleità d’indipendenza, scioglimento dei Mossos, ripristino della lingua spagnola nelle scuole come lingua ufficiale, educazione civica obbligatoria (vista l’ignoranza in materia), scioglimento del governo catalano attuale e divieto di costituire qualsiasi partito indipendentista (una legge Scelba spagnola) e forse ci può essere ancora un dialogo.

  • Annibale Mantovan

    Dunque…l’ agenzia Fitch taglia il rating, cosìStandard and Poors e Moodys, la UE mi sembra di capire che si aggrega…più chiaro di così…vuol dire che il futuro è SOLO indipendentista. Voi lettori di RC che siete contro svegliatevi. W la Catalogna indipendente.

    • what you see is a fraud

      Le agenzia di rating e i loro impiegati dovrebbero essere messi al muro e sparati senza processo . So parla di criminali economici .

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