Fenomeno Social. Intervista agli Amministratori di Storie di Prima Repubblica

Di Chris Barlati , il - 2 commenti

C’è del buono nei giovani, specialmente se guardano indietro.

I nazionalismi spesso portano a rinchiudersi in concetti stereotipati, mentre il lassismo politico privo di identità naufraga in una specie di globalizzazione culturale ed ideologica ove la memoria si perde insieme al futuro della generazione protagonista.

Il revisionismo, per evitare i due massimi, è dunque un dovere ed è per questo che bisogna apprezzare anche ciò che può sembrare banale, ma che in realtà è ricco di riferimenti e potenzialità.

Parliamo oggi di una pagina ”quasi” politica, attiva su facebook: Storie di prima Repubblica

Citazioni, approfondimenti e curiosità riguardanti i volti che furono i protagonisti della vita politica della prima Repubblica, della Politica e della società italiana.

Andreotti, Pertini, Craxi, Forlani, noti e ”meno noti” presidenti della Repubblica, del Consiglio, parlamentari. Tutti:

Dc, Psi, Pci, un universo politico, una inesauribile cultura di retorica propria dei ‘giganti’ della Prima Repubblica, da scoprire e da amare grazie al lavoro di due giovani ragazzi, Antonio e Giuseppe, che abbiamo avuto il piacere di intervistare.

Come nasce l’idea di creare una pagina social dedicata alla prima Repubblica?
La pagina nasce a seguito della consultazione referendaria dello scorso dicembre, quando in caso di esito positivo sarebbe nata la “Terza Repubblica” ed invece considerato l’esito negativo, la creazione di partiti più simili al cosiddetto pentapartito che a quelli della “Seconda Repubblica”, si è tornati ad una sorta di “Prima Repubblica 2.0″(nasce così l’hashtag che tanto fa impazzire gli utenti #stiamotornando).
Nei nostri profili ogni tanto pubblicavamo qualche concetto e idea sulla politica passata e il pensiero di diffondere questo a più utenti tutti uniti da una stessa “passione” è subito diventato un chiodo fisso. È seguita così l’apertura della pagina e la condivisione di fatti ed eventi relativi al periodo storico della Prima Repubblica, con qualche riferimento (che ovviamente non può mancare) alla Seconda Repubblica.
Ci piace l’idea di stimolare gli utenti, di creare dialoghi aperti e condivisi sui temi più intrinsechi della politica per far rinascere quella voglia di politica che in passato era certamente più presente.
Oggigiorno è di fondamentale importanza ripristinare il pensiero della politica come idea di trasformare in meglio il Paese.

Cosa rappresenta per voi quella dimensione della politica italiana oramai inesistente?
Rappresenta una grossa parte della nostra storia repubblicana che merita assolutamente di essere conosciuta.
Le vicende e i pensieri dei grandi statisti che hanno accompagnato la politica di quegli anni sono alla base della visione attuale della politica.
È risaputo che alcuni partiti attuali rappresentano la naturale successione dei vecchi partiti che hanno dominato quel tempo della politica italiana e quindi per capirne il pensiero è necessario approfondire gli aspetti della precedente età repubblicana.
La cosiddetta “Prima Repubblica” offriva un’opportunità a chi aveva voglia di provarci e rappresentava appieno il valoroso e affascinante lavoro di politico, come “servo” del Paese, come persona in grado di poter cambiare le cose, di poter rimettere in gioco l’Italia.

Il vostro politico preferito?

Antonio: Sono politicamente innamorato del modo di fare retorica politica del Presidente Giulio Andreotti.

Giuseppe: Non ho preferenze ma se dovessi scegliere un nome del passato, opterei per Enrico Berlinguer.

Quello invece degli utenti?
Giulio Andreotti.

Una sua frase ed un suo episodio che vi fa piacere particolarmente ricordare?
Giuseppe: Di Berlinguer prediligo la frase: “Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”.
L’episodio che apprezzo maggiormente è l’impegno messo per il “compromesso storico” come alternativa democratica per aprire la nazione al rinnovamento.

Di Andreotti “so di essere di media statura, ma non vedo giganti intorno a me”.
Gli episodi che ricordo con piacere sono gli incontri periodici che il “divo Giulio” aveva con i vari esponenti della chiesa cattolica in particolare quello con Papa Paolo VI di cui cito la frase seguente: “Politica la più alta forma di carità”.

E voi?
Antonio, 21 anni, Agente di Polizia Locale, studente di Corno presso il Conservatorio di Musica di Bari.

Giuseppe, 21 anni, studente di Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Bari.

Una lettura che consigliate ai curiosi della vostra età?
Giuseppe: “Avanti – Perché l’Italia non si ferma”, Matteo Renzi. Strano a dirsi di questi tempi ma Renzi, per quanto mi riguarda, è l’esempio perfetto per i giovani che vogliono interessarsi in modo attivo alla politica. Renzi spiega l’affascinante e doveroso ruolo del politico e spiega il potere come sostantivo e non come verbo, l’impegno e la speranza che ogni leader deve portare con sé.
“Odio gli indifferenti”, Antonio Gramsci. La speranza per un paese fatto da persone che riescano a guardare al di là della punta del loro naso. Analisi lucide di grande forza e attualità, sullo stato, la libertà e la politica.

Antonio: “Sergio Mattarella il Presidente degli italiani” edizioni San Paolo.
Lo consiglio perché tratta la storia politica dal dopoguerra ad oggi, le guerre di mafia dove lo Stato in passato spesso non ha vinto, le lotte della “Balena bianca”.

“Andreotti la vita di un uomo politico, la storia di un’epoca” Massimo Franco.
consigliato ai giovani democristiani, perché la DC non è mai scomparsa ma continua a vivere in ogni riforma del nostro Paese.

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    Nostalgia delle “convergenze parallele”?

  • cenzino fregnaccia pettinicchi

    Raccapricciante.

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