IL “SOVRANISTA PADANO”, L’ENNESIMO IGNORANTE ITALIANO

Di Leonardo , il - 8 commenti

di MATTEO CORSINI

Ogni volta che sento parlare Matteo Salvini mi chiedo se, in fin dei conti, il suo obiettivo non sia quello di far rimpiangere Umberto Bossi, facendolo sembrare un gigante della politica. Salvini ha un’idea di “sovranismo” che ha poco a che vedere con l’indipendentismo e che credo farebbe rivoltare nella tomba il professor Gianfranco Miglio, il cui contributo, a dire il vero, fu malauguratamente messo ai margini anche dal precedente “capo”.

Parte integrante del progetto sovranista salviniano pare riguardi la Banca d’Italia che, a detta del segretario leghista, “quando la Lega sarà al Governo tornerà sotto il controllo pubblico”. Salvini, come tanti sovranisti (sembra quasi in competizione a chi la spara più grossa con gli esponenti del M5S, che hanno tra i loro ultimi punti di riferimento il presidente dell’Ecuador, Correa), continua a spacciare l’idea che il problema della Banca d’Italia sia il fatto che la proprietà delle quote del suo capitale faccia capo per lo più a soggetti privati, segnatamente a banche e assicurazioni.

Il fatto è che, come ho già avuto modo di scrivere, i proprietari della Banca d’Italia non decidono alcunché né in merito alla nomina dei membri del Direttorio, men che meno in merito alla gestione della Banca e alla destinazione degli utili. Prova ne sia che, tra tasse e retrocessione di utili (da signoraggio e non solo), oltre l’80 per cento dell’utile lordo della Banca d’Italia va al Tesoro.

L’idea di fondo dei “sovranisti” è che esista una via indolore alla soluzione dei problemi economici, e che questa soluzione sia la monetizzazione della spesa pubblica. Ma si tratta di nient’altro che di una grossolana illusione: la moneta fiat può solo essere usata per redistribuire la ricchezza, non per moltiplicarla. Altrimenti l’esperimento, più volte sperimentato in passato, avrebbe risolto i problemi, invece di moltiplicarli.

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    Caro Leonardo (Facco?) e Matteo Corsini non so se ci fate o ci siete. Il problema non è la distribuzione degli utili al Tesoro bensì la facoltà di emettere moneta a debito. Chissenefrega se su un miliardo di euro prestati l’1% di utili vanno allo Stato, quel che conta è che la BCE ed in proporzione i detentori di quote divengono proprietari del miliardo creato dal nulla che il debitore dovrà restituire con gli interessi. Ecco perchè istituti di credito e assicurazioni (privati ndr) ambiscono a rimanere soci della Banca d’Italia, perchè partecipano alla divisione della torta. Che poi la Governance non sia direttamente sotto il loro controllo (e anche qui è da vedere, in quanto sappiamo bene come funziona la commistione tra nomine, partiti di potere e amici finanzieri) poco importa. Ogniqualvolta viene iniettata liquidità nel sistema, i fabbricatori di denaro aumentano la loro ricchezza nella misura della quota prestata.

  • mau

    Ah dimenticavo, alla luce di quanto sopra ritengo che l’ignorante non sia Salvini ma colui che ha scritto l’articolo.

  • Ronf Ronf

    Nel marzo 1946 il Parlamento di Londra ha nazionalizzato la Banca d’Inghilterra (BoE) e mai nessuno si è permesso di definire la BoE e le sue decisioni politiche come “punti di riferimento il presidente dell’Ecuador, Correa”. E faccio notare che nel 1946 c’erano al governo i Labouristi nettamente a sinistra, ma questa legge fu votata anche dai Tory di Churchill e mai nessuno dei suoi successori si è permesso di privatizzare la BoE (visto che la Thatcher diceva che “un monopolio privato è persino peggiore di uno pubblico”)

  • SUPERCAZZOLAPREMATURATA

    Considerando che i diritti di SIGNORAGGIO li guadagna la BCE per la componente banconote, che la Banca d’Italia privata il 20%, visto che a quanto dice l’articolista, gira l’80% al tesoro, e che le banche prestano il denaro comprandolo all’1% mettendo come collaterale i titoli di Stato che fruttano a loro un guadagno del 6%, non sarebbe il caso che IL DENARO LO STAMPASSE/PRODUCESSE DIRETTAMENTE LO STATO SOVRANO IN MODO CHE IL POPOLO NE GUADAGNASSE GLI UTILI?

    • mau

      Trascuriamo il signoraggio, ovvero l’interesse. Non è più logico preoccuparsi di che fine fa l’intero capitale e non solo l’interesse relativo?

      • SUPERCAZZOLAPREMATURATA

        Io mi sono attenuto al tema. Che nonostante il QE i soldi non arrivino agli imprenditori ed alle famiglie perché poco remunerativi rispetto ai titoli di Stato, ė un problema nel problema, sempre figlio della perdita di sovranità e di quella moneta di merda chiamata Euro.

        • AnonimoSchedato

          I titoli di Stato ormai rendono spiccioli (ma sono ottimi come garanzia per altri prestiti). I crediti non arrivano ad impreditori e, per fortuna, alle famiglie perchè siamo in una fase di deleveraging, dovuta alle sofferenze (che se si va a guardare, sono soldi non restituiti dagli amici degli amici, quelli che “investono” nel mattone in un paese in sboom demografico, a decine di milioni di finanziamento per volta).
          Ho detto “per fortuna”, perchè dovremmo (ri)cominciare a capire la differenza tra credito per investimento e credito per consumo.
          Il secondo è una trappola mortale per l’economia, ed è servito a mascherare la perdita di potere di acquisto dei salariati per decenni, oramai.

  • Rolmas

    Articolo vergognosamente fuorviante. Un manipolatore della verità, come ce ne sono tanti in giro

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