LA DIGNITÀ UMANA, IL GRANDE SEGRETO DELL’OCCIDENTE.

Di Giampiero Giancipoli , il - 18 commenti

(tratto da Celebrazioni della Riforma con Vishal Mangalwadi – 4)

Un migliaio di anni fa, la civiltà Islamica aveva superato l’Europa in praticamente ogni aspetto. I dominatori Islamici erano più ricchi, i loro eserciti più potenti, e l’erudizione era di molto più avanzata. Ma in seguito successe qualcosa che cambiò tutto questo. Oggi, il mondo ispanico traduce in un anno più libri di quanti gli arabi ne abbiano tradotto negli ultimi mille anni. Che cosa ha provocato questa drammatica ascesa dell’Occidente? I miei professori laici insegnavano che il segreto era stato la “riscoperta” in Occidente durante il Rinascimento del valore della dignità umana.

Verissimo, ma essi insegnavano pure che gli umanisti Rinascimentali avevano scoperto questa concezione dell’uomo nei classici Greci e Latini.

E questo è un mito.

Gli scrittori classici promuovevano molti ideali nobili, ma l’inerente valore, la dignità e l’uguaglianza di ogni essere umano non era certamente tra questi.

La Dichiarazione di Indipendenza Americana contiene l’affermazione:

“Noi riteniamo che sono per sé stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali…”

Ma l’uguaglianza tra gli uomini non è mai stata di per sé stessa evidente. Per tutta la storia virtualmente ogni società ha tenuto schiavi e ha ritenuto le donne inferiori agli uomini. E allora come è che la concezione Occidentale degli esseri umana è così radicalmente differente? I miei professori credevano al mito laicista che la nozione della dignità umana aveva avuto origine nell’antica Grecia.

Ma non avevano consultato le fonti primarie.

Un secolo di ricerca è culminato in un opera in due volumi di Charles Trinkaus, In Our Image and Likeness. Trinkaus era giunto alla conclusione che sebbene gli umanisti rinascimentali citassero e esaltassero i classici, la loro peculiare concezione della dignità umana scaturiva dalla Bibbia, in diretta opposizione al pensiero Greco, Romano e Islamico. La loro concezione derivava dal primo capitolo della Bibbia (Genesi 1:26), che afferma che Dio fece l’uomo a Sua immagine. Scrittori rinascimentali come Pico della Mirandola (1463-1494) non dedussero tuttavia la loro elevata concezione dell’uomo da quel solo verso della Bibbia sulla creazione dell’uomo. La Bibbia rivelava il carattere unico della dignità umana in modo supremo nell’incarnazione di Gesù Cristo. Dio vide la miseria dell’uomo e venne come uomo, per fare degli esseri umani figli e figlie di Dio.

Gli intellettuali mussulmani non potevano credere a tutto questo, e chiesero allora: “Ma Dio può allora diventare anche un cane?”, che è un’idea che abbassa l’uomo al livello delle bestie. È stata l’incapacità dell’Islam di apprezzare il valore e la dignità degli esseri umani a impedire lo sviluppo del pieno potenziale delle sue genti, intrappolandole prive di quei diritti e di quelle libertà fondamentali che hanno fatto sì che l’Occidente scavalcasse la civiltà Islamica.

Per esempio l’Arabia Saudita si è rifiutata di firmare la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite perché ha correttamente osservato che la Dichiarazione era un documento Anti-Islamico, un’idea Giudaico-Cristiana spacciata come “universale”.

Quindi lungi dall’offendere la dignità di Dio, l’Incarnazione era intesa come dimostrazione suprema della speciale dignità dell’uomo. L’uomo fu creato ad immagine di Dio, ma la Bibbia insegnò ai Riformatori come Martin Lutero che gli esseri umani erano caduti nel peccato. Eppure Dio ci ha amati al punto da venire a salvarci dal nostro peccato e renderci suoi diletti figli.

La discesa di Dio significa l’ascesa dell’uomo. Ci conferma che gli esseri umani sono unici nell’ordine del creato.

Ora certamente anche gli atei vi diranno di credere nell’uguaglianza degli uomini.
Ma questo solo perché la Bibbia ha inciso quella nozione nel loro DNA culturale.

Se degli atei avessero redatto la Dichiarazione di Indipendenza, essi avrebbero scritto qualcosa come:

“Noi riteniamo che sono per sé stesse politicamente corrette queste verità: che tutti gli uomini si sono evoluti eguali; che essi sono dalla selezione naturale dotati di certi inalienabili diritti…”

Che assurdità! In nessun modo osservabile gli uomini posso essere considerati tutti uguali. L’evoluzione non ha mai chiesto alle zanzare di non uccidere gli esseri umani. No, l’uguaglianza è un’idea morale e teologica che l’evoluzionismo non può sostenere perché al contrario esso è inteso a spiegare la disuguaglianza, questa   per sé stessa evidente in natura.

Quindi la questione è, ridurremo noi l’uomo al livello delle bestie? O recupereremo lo storico fondamento per la fede nella speciale dignità umana?

Tratto dall’episodio 4 dei primi dieci video per la celebrazione del cinquecentesimo anniversario della Riforma – la scaturigine del moderno miracolo economico. 


Vishal Mangalwadi è autore del libro The Book that Made Your World, How The Bible Created the Soul of Western Civilization.  Altri articoli di Mangalwadi:

Ma la Bibbia opprime le donne?
I Dieci Comandamenti: il Carattere di una Nazione
La Religione può Fare la Differenza?

 

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