Le multinazionali italiane all’estero – 2013

Di Giorgio , il - Replica

Fonte: Elaborazioni su dati Istat


Nel 2013, solo lo 0,5% delle imprese italiane aveva una sede all’estero ed offriva un’occupazione equivalente al 10,7% di quella presente in Italia, realizzando il 15% del fatturato conseguito sul territorio nazionale.

Limitatamente alle imprese industriali, quelle con stabilimenti all’estero erano l’1,8%  e garantivano l’occupazione ad un numero di persone equivalente al 23% degli addetti nazionali. Il peso del fatturato delle filiali estere era il 23,8% di quello complessivo.

Rispetto al 2012, il numero delle imprese che hanno un’attività all’estero è aumentato dello 0,8%. Sono aumentate in particolare le imprese industriali (+3,9) e quelle dei servizi non finanziari (+0,2). Sono diminuite quelle impegnate nelle costruzioni (-2%) e quelle dei servizi finanziari (-7,4).  Nel complesso, l’occupazione estera è aumentata del 0,6%.
La dimensione media delle aziende italiane all’estero è di circa 80 addetti, che sale a 120 per quelle industriali e a 135 per quelle dei servizi finanziari. Scende a 85 per le imprese di costruzioni e a 47 per i servizi non finanziari.


Il costo del lavoro delle imprese manifatturiere italiane all’estero
Quindici paesi accolgono il 71,6% delle filiali estere delle imprese manifatturiere italiane. Il costo annuo per addetto di questi 15 paesi è  mediamente di 29.278 euro (+4,3% sul 2012). In Italia, nel 2013, il costo del lavoro per dipendente era di 40.482 euro (il 38% in più della media dei 15 paesi esteri).   
Tra i principali paesi in cui si sono insediate le aziende manifatturiere vi è la Romania, con il 15,5% degli stabilimenti manifatturieri italiani all’estero e il 9,6% dell’occupazione, grazie ad un costo del lavoro per addetto di poco superiore a 7.900 euro annui (+13,1% sul 2012).
La Cina ospita l’8% delle aziende italiane all’estero e il 9,4% dei dipendenti, con un costo del lavoro per addetto annuo analogo a quello rumeno, sebbene nel corso del 2013 sia aumentato del 22,4%.
In Brasile si sono insediate il 5% delle aziende manifatturiere italiane all’estero ed offrono lavoro al 10,2% del personale occupato all’estero dalle nostre imprese. Il costo del lavoro per dipendente è in media di 22.972 euro.
In sostanza, dieci dei 15 paesi hanno un costo del lavoro inferiore a quello italiano ed ospitano quasi il 43% delle aziende manifatturiere che hanno un’attività all’estero,  dando lavoro a più del 46% di quanti sono stati assunti dalle imprese italiane.
Il costo del lavoro italiano è più basso rispetto a quello  francese (56.600 euro), a quello degli Stati Uniti (quasi 56mila euro), della Germania (53.265) e del Regno Unito (quasi 46.700 euro).  Anche quello spagnolo (44.320) supera di quasi il 10%  il costo del lavoro medio per dipendente sostenuto in Italia dalle aziende manifatturiere nel 2013.

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