NAZIONE ITALIANA, MA SIETE SICURI CHE ESISTA DAVVERO?

Di Leonardo , il - 15 commenti

di ETTORE BEGGIATO

Che con un’enfasi e una retorica che si credeva ormai sorpassata non passa giorno che ci si appelli  all’unità nazionale, alla “nazione italiana”; e proprio in questi giorni si deve registrare l’ultimo appello del presidente del Consiglio Gentiloni.

Ma è davvero esistita ed esiste una nazione chiamata Italia? Dobbiamo accettare come dogma di fede tale definizione?

La mia domanda è sicuramente provocatoria, anche perché il dibattito, il confronto su questi temi e sulla differenza fra il concetto di Stato e quello di Nazione è pressoché nullo. Vediamo allora di cercare di razionalizzare il ragionamento. Aldo Gabrielli nel suo dizionario definisce la nazione come “complesso di individui avente una origine comune, spesso comuni la lingua, la storia, la religione, i costumi, sia esso o non politicamente unito”.  E già qui nascono le prime perplessità…

Che cosa io, io veneto, in comune con un  tirolese di Sterzing/Vipiteno, con un valdostano di Courmayer, con un sardo di Decimomannu, con un siciliano di Canicattì? L’origine? Non mi pare. La storia? Non se ne parla nemmeno, i costumi lo stesso, la lingua? Ecco, da un po’ di tempo parliamo la stessa lingua veicolare, l’italiano (io comunque penso sempre in veneto e, quasi sempre, parlo in veneto).

Ma anche qui fa pensare che nel 1861, quando fu compiuto il primo censimento nel Regno d’Italia (il Veneto non era ancora stato annesso) , “gli italofoni (cioè coloro in grado di esprimersi  in italiano) erano, fatta eccezione di Roma e della Toscana, l’8 per mille della popolazione, vale a  dire 160 mila individui dispersi in una massa di 20 milioni di abitanti” (Tullio de Mauro – Storia linguistica dell’Italia unita). E questo la dice lunga sul processo forzato di italianizzazione, di standardizzazione, di massificazione che è stato portato avanti dall’unità d’Italia, distruggendo un patrimonio di lingue, costumi, tradizioni forse unico in Europa.

Queste considerazioni portano ad una conclusione molto semplice (molto modesta e molto personale, se si vuole): l’Italia non è una Nazione ed è invece uno Stato sovranazionale, all’interno del quale vivono vari popoli (veneto, sardo, siciliano,  sudtirolese ecc.). Stato sovranazionale come la Gran Bretagna, dove troviamo inglesi, scozzesi, gallesi, nordirlandesi), Spagna (catalani, baschi, castigliani) ecc.

E quanto sta accadendo in Catalunya ci dimostra quanto sia in crisi lo “stato-nazione”: un concetto equivoco sul quale, soprattutto in Italia, c’è stata da parte della cultura dominante la volontà di non uscire da questo equivoco.

Un concetto che ha trovato soprattutto nel periodo fascista l’attuazione più dura e sistematica che si riassumeva e si riassume con “un popolo, una lingua, una storia”, un motto  che dopo mezzo secolo è stato fatto proprio dalla cultura di sinistra con la nascita di un “nazionalismo di sinistra” del quale avremmo fatto volentieri a meno.

E’ tempo di superare tale pensiero  sostituendolo con “più popoli, più lingue, più storie, più identità all’interno dello stato italiano” ed è emblematico come la prima delega che la Regione del Veneto chieda a Roma sia proprio quella della pubblica istruzione: da qui potrà nascere un Veneto più orgoglioso della propria storia e della propria identità, più moderno, più europeo.

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  • Blas

    Ma dai. Dante parlava degli italiani a fine 1300, ed erano piu o meno quelli che hai nominato. Hai piu in comune con loro di quello che credi. Lo stato italiano cosi come é nato é un invenzione dei savoia. Ma gli italiani esistono. Dovete cambiare lo stato in un´altro che serva a tutti gli italiani. Ma non siete gli unici ad avere quei problemi, mezzo mondo gli condivide quando non ne ha peggio.

    • Stemby

      Sicuro che Dante includesse i sardi? I friulani? I sudtirolesi? I veneti?

      • ettore,

        SI! Se un siciliano o un veneto o anche uno spagnolo parla lentamente il proprio dialetto si capisce tutto. Come origine genetica per forza di cose ( anche la vicinanza geografica) abbiamo in grandissima maggioanza antenati comuni, gli Italici di cui i latini erano una tribu’.

      • Blas

        Ma non sai che Dante é stato ospitato da i Della Scala a Verona? Come vuoi che non includa i veneti tra gli italiani?

        • Stemby

          Fixed.

    • Ruben

      Gli italiani esistono come esistono gli iberici: popolazioni simili che vivono nella medesima zona geografica ben definita, ma che non sono sufficientemente affini per convivere senza problemi.

  • marcoferro

    articolo senza senso e sconclusionato. probabilmente scritto dopo un giro in osteria…

    • tarabuso

      che tristezza ancora parliamo di nazioni e di popoli, addirittura in questo articolo si parla di dialetti e lingue citando “Tullio de Mauro – Storia linguistica dell’Italia unita” ma almeno leggetelo cavolo

  • Annibale Mantovan

    La cosa più RIDICOLA dei commenti che si leggono sul tema è che si fa continuamente appello all’ unità nazionale mentre, da 50 anni, poi si va a Bruxelles a SVENDERE le chiappe degli italiani a favore della Germania, dell’ America e delle multinazionali. Avete capito o no che il problema sono i governanti e coloro che li manovrano? Poi la seconda cosa che gli unionisti fanno finta di non capire sono le angherie fiscali. Nel paese dei balocchj degli unionisti il nord est è pieno di risorse e di ricchezze da prelevare e saccheggiare: avranno le banche pieni di risparmi (e s’ è visto come la multinazionale B.ca Intesa se li è presi) avranno il petrolio, l’ acciaio, il gas nonchè oro e diamanti…come sono cattivi i VENETI a voler tenere tutto quel ben di DIO solo per sè. Il 65% degli italiani quindi a BUROCRATIZZARE e gozzovigliare ed il rimanete 35 a lavorare il triplo in un regime di CONCORRENZA globale. Gli unionisti quindi diventano patetici. Io dico loro: se vi vanno bene i vari Napolitano, Boldrini, Berlusconi, Renzi, Ciampi, Grillo, Gentiloni, Letta,…TENETEVELI! Noi andremo per i fatti nostri. Ripristineremo le frontiere, allacceremo rapporti da stato indipendente con chi ci pare (me sembra che la via della seta l’ abbia creata un certo Marco Polo de Venessia… ). Vedete…a noi ci basta riaprire i libri della SERENISSIMA REPUBBLICA con le vecchie regole così se qualche doge farà il birichino lo annegheremo nella laguna! (pecà che no ghe xe i cocodrili).

  • tarabuso

    quindi secondo chi ha scritto l’articolo il veneto nei confini che oggi conosciamo è un popolo perchè parla la stessa lingua?……AHAHAHAHA se è così invece di citare quel testo chiamate direttamente l’autore e fatevelo spiegare

  • Tex42

    E’ vero l’opposto. L’Italia è stata la prima nazione (e il primo popolo) a formarsi, 2000 anni fa per merito dei romani.
    I Romani infatti provvidero ad unificare etnicamente, linguisticamente e politicamente la penisola. A nord attuando il genocidio dei galli e la loro sostituzione etnica con coloni romani, al centro e al sud integrando pienamente i greci e le popolazioni italiche.

    Come attesta la genetica, tutte le successive invasioni di popoli (tranne la più recente che ha portato 5-6 milioni di stranieri negli ultimi anni) sono state numericamente insufficienti ad alterare questo quadro di partenza.

    Si potrebbe obbiettare sulla italianità solo per la Sicilia, la Sardegna e poche altre zone di confine.

    • Mela

      Corretto. Al netto delle recenti immigrazioni meridionali al Nord, gli Italiani sono grossomodo gli stessi dell’Antichità, del periodo cioè a cui risalgono le principali differenze etniche della Penisola.

      Tutti gli Italiani, pur con le loro differenze, sono una popolazione europea meridionale, in un certo senso isolata, anche geneticamente, dalle Alpi e dai mari: insomma, unica.

      Questo spiega come mai gli Italiani settentrionali (i “padani” ovviamente, non le minoranze germaniche e slave) sono geneticamente affini a Iberici e Toscani, più che a Francesi e Tedeschi, anche se va segnalato che tra Nord e Sud esiste uno stacco che avvicina il primo, appunto, all’Europa atlantica e il secondo alla Grecia, escludendo i sardi che sono isolati dal neolitico.

      • what you see is a fraud

        Mi dispiace ma non ci credo a questo
        Citazione “sono geneticamente affini a Iberici e Toscani, ”
        Ma in Padania non c’erano i Longobardi ?( da cui viene Lombardia )
        Loro erano una tribu” Germanica che controllava buona parte del Nord Est fino a CIvidale . Infatti sono andato a vedere un museo di oggetti Longobardi , Molto interssante perche’ i cosi’ detti barbari avevano una loro cultura molto simile a quella pre- esistente . E i Veneti non erano migranti Normanni ?

        • Mela

          I longobardi c’erano, ma era principalmente occupatori, non colonizzatori. Si parla di decine di migliaia sul territorio, centinaia massimo. Decisamente troppo pochi per lasciare massicce influenze etniche e genetiche sul territorio. Normanni i Veneti? Il regno dei Normanni in italia era al Sud. Forse allude ai cimbri? Beh, altre favole. Furono quasi tutti sterminati dai romani.

          Mediamente i Veneti; tutto il Nord-Est hanno si più influssi germanici/mitteleuropei rispetto al resto della penisola, ma si tratta di percentuali davvero risicate.
          Ecco un quadro molto preciso della situazione autosomica:
          https://4.bp.blogspot.com/-uwDKeF7HnRM/WFJ68fzbfUI/AAAAAAAABCA/btxoo-6thC8_EZMhWX6_sPGPQ8HiONaWACLcB/s1600/sazzini2016-fig2a.jpg

  • Antonello S.

    Questi del Miglio Verde alzano spesso il gomito…

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