Perchè i libertariani devono negare i problemi ambientali

Di Er Monnezza , il - 32 commenti

da Argento Fisico

Interessante articolo questo che mi hanno segnalato, robetta che ha a che fare coi miei dubbi anche sulle varie teorie “austriache” e di quanti se la prendono sempre e comunque con gli stati cattivi (che, percarità, sono ben consapevole essere spesso se non di regola parassitati e parassitari in vario modo …)

Quando mi distanzio dagli “austriaci” e dai loro discorsi, quando dico che – nonostante la buona fede di tanti che amano i loro libri e i loro discorsi – alla fine sono teorie che fanno il gioco dei veri poteri di oggi che sono ben sopra i miseri “stati sociali e socialisti”, ho in mente cose come quelle di cui parla questo articolo:

George Monbiot blog on  libertarians , private property and environmentThe Guardian – Why libertarians must deny climate change, in one short take
I must applaud Matt Bruenig’s summing up of the inherent conflict between libertarianism and environmental issues
Posted by George Monbiot, Friday 6 January 2012

Durante le vacanze di natale ho letto quello che mi pare il più importante essay che mi sia capitato fra le mani negli ultimi 12 mesi.

Anche se inizia con una critica poco gentile di uno scritto mio non me la prendo con l’autore. In un breve e semplice tratto, Matt Bruenig presenta una sfida devastante a quelli che chiamano se stessi libertari ani, e spiega perché non possono fare a meno di negare i cambiamenti climatici e tutti gli altri problemi ambientali.

Bruenig spiega qual’è l’argomento al cuore delle argomentazioni di conservatori e libertariani: le regole procedurali della giustizia valgono per i diritti di proprietà. In breve questo significa che se il processo attraverso il quale è stata acquisita una proprietà è stato giusto quelli che sono diventati i proprietari dovrebbero essere liberi di farci quello che gli pare, senza restrizioni sociali di sorta od obblighi verso chicchessia.

I loro diritti di proprietà sono assoluti e non devono subire intrusioni da parte dello stato ne da parte di nessun altro. Ogni interferenza, o danno, al valore della loro proprietà senza il loro consenso – anche sotto forma di tassazione – è una violazione ingiustificata. Questo, con variazioni locali, è la base della filosofia dei candidati repubblicani, del movimento del Tea Party e di lobby che amano chiamarsi “thinktank del mercato libero”, così come anche la gran parte della nuova destra inglese.

È una visione spietata, unilaterale, meccanica, del mondo, che eleva i diritti di proprietà sopra tutto il resto, e questo significa che coloro che hanno più proprietà finiscono con l’avere un grosso potere sopra gli altri.

Vestita con le vesti della “libertà”, questa è una formula per l’oppressione e la servitù. Non fa niente contro le disuguaglianze, contro l’esclusione sociale e la durezza delle condizioni di vita di tanti. E’ una visione chiaramente, trasparentemente egoistica, che cerca di giustificare l’avidità a le concentrazioni di potere.

Ma, dice Bruenig, accettiamola. Accettiamo l’idea che un danno al valore della proprietà senza il consenso del possessore sia una ingiustificata intrusione nelle libertà personali del possessore. Questo significa che quando un libertariano si trova faccia a faccia con dei problemi ambientali, si trova bloccato.

I cambiamenti climatici, l’inquinamento industriale, il consumarsi dello stato protettivo di ozono, il danno alle bellezze fisiche e paesaggistiche dei dintorni delle case della gente (e quindi del loro valore), tutte queste cose, se i libertariani non avessero a disposizione uno shockante set di doppi standard, se non usassero due pesi e due misure, dovrebbe essere denunciato da loro come danno alla proprietà della gente.

I proprietari di centrali a carbone in Inghilterra non hanno mica ottenuto il consenso da parte di tutti quelli che posseggono magari un lago o una foresta in Svezia su cui si deposita la pioggia acidificata dalle emissioni di quella centrale. Quindi, nell’ottica libertariana, questo dovrebbe essere affrontato come un danno ingiustificato alla proprietà degli svedesi suddetti.

Allo stesso modo non hanno mica ricevuto il consenso da parte delle persone di questo paese di far entrare mercurio ed altri metalli pesanti nel loro sangue, il che significa che stanno violando la proprietà di quelle persone, nella forma dei loro stessi corpi.

Allo stesso modo non hanno – ne loro ne gli aeroporti, le compagnie petrolifere, o quelle dell’automotive – ottenuto il consenso di tutti quelli che saranno colpiti dal rilascio del monossido di carbonio nell’atmosfera che ne sta provocando un aumento medio globale delle temperature e che – con l’innalzamento dei livelli del mare, le siccità, le tempeste ed altro – hanno danneggiato e stanno danneggiando la proprietà di tanti.

Come dice Bruenig: “Quasi tutti gli usi della terra portano a danni collaterali di qualche tipo alla proprietà di qualcun altro. Quindi, come lo si può permettere? Nessuna storia di libertà e diritti di proprietà può giustificare l’inquinamento, in qualsiasi forma, perché quegli effetti colpiscono la libertà e la proprietà di altri. Quasi tutte le azioni, alla fine, causano dei danni alle proprietà, circostanti o lontane, a gente che non ha mai dato il suo consenso a subire questi danni. Sono eticamente equivalenti – per un onesto libertariano – a tirare un cazzotto in faccia ad uno o rompere i vetri della finestra altrui.”

Ed ecco una spiegazione semplice e coerente del perché il libertarianesimo è spesso associato alla negazione dei cambiamenti climatici e alla ridicolizzazione di ogni problema ambientale. Sarebbe impossibile per il proprietario di una centrale elettrica, di un’acciaieria, di una cava o di qualsiasi tipo di grossa impresa ottenere il consenso per tutti i danni che andrà a fare contro la proprietà degli altri, inclusi i loro stessi corpi.

Questo è il punto in cui il libertarianesimo va a sgrugnare contro la dura realtà e si schiaccia come una lattina sotto una scarpa.

Ogni onesta e seria applicazione di questa filosofia andrebbe contro il vero scopo che si nasconde dietro la gran parte ci chi si dice libertariano: permettere a chi ha capitali di espandere i propri interessi, senza tassazioni, regolamentazioni o riconoscimento dei diritti degli altri.

Il libertarianesimo finisce con lo sconfiggersi da solo se riconosce che i problemi ambientali sono reali.

E quindi li nega.

www.monbiot.com

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