Perifrasi della kostituzione taGliana: art.10

Di JLS , il - 7 commenti

Continua oggi la disamina della costituzione più bella del mondo con il suo art.10. I precedenti 9 sono post che potete trovare su questo sito.

Ammetto che per qualche tempo mi ero arreso al contenuto dell’ultimo articolo il 139, che testualmente recita togliendo ogni speranza: “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”.

Della serie: questa è, questa vi dovete tenere; nei secoli dei secoli, amen. Ho ragione nel pensare che lo statalismo è l’unica religione planetaria cui si è battezzati senza alcuna alternativa dal primo vagito. E che il suo dio lo stato è stato innalzato a divinità perfetta ed eterna.

Ma mi sono riavuto dallo shock dell’art.139 e riparto. Mai arrendersi ai prepotenti e agli spacconi, anche se travestiti da benefattori e non imbracciano la lupara.

STATOMAFIA

Questo il testo dell’art.10 suddetto: “L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.”

Ce n’è di che scrivere, ma mi limito ad alcune considerazioni.

  1. Riportando qui la definizione che di Diritto Internazionale da Wikipedia (Il diritto internazionale, chiamato anche “diritto delle genti” (ius gentium), è quella branca del diritto che regola la vita della comunità internazionale. Può essere definito come il diritto della Comunità degli Stati, quindi un diritto al di sopra di essi e dei loro ordinamenti giuridici interni) mi chiedo come è possibile che vi sia uno “ius gentium” cui l’ordinamento giuridico italiano dovrebbe conformarsi, e contemporaneamente migliaia di situazioni reali di persecuzioni, soprusi impuniti nel nostro paese. Delle due, l’una: o il benedetto “ius gentium” è incompleto e ignora ampiamente i diritti di proprietà, l’autodeterminazione dell’individuo e altro ancora; oppure l’art.10 come tutto il resto della costituzione, è una raccolta favolistica di buone intenzioni, di cui notoriamente sono lastricate le vie dirette all’inferno. A dire il vero, potrebbe anche essere un mix delle due situazioni prima indicate. Le norme internazionali sono state fatte dagli stati, e gli stati a parte le parole, non hanno nessuna convenienza a garantire i diritti di proprietà e autodeterminazione delle genti, fondando la loro stessa esistenza e perpetuazione, sulla coercizione dei cittadini che risiedono in territori delimitati da frontiere.
  2. Prosegue l’art.10 parlando di stranieri, tema che 70 anni fa era sconosciuto ed oggi è di drammatica attualità. Specifica l’art.10 che lo straniero è sottoposto al diritto internazionale, sconfessando quindi la supposta conformità del diritto italiano al suddetto diritto internazionale. Se l’ordinamento giuridico italiano proclama la conformità allo ius gentium, che motivo c’è di parlare di stranieri e di fare queste distinzioni ? A parte che già la definizione di straniero sarebbe da chiarire. Chi è uno straniero ?  A chi, e a cosa servono queste distinzioni ? Straniero per lo stato è uno che ha una cittadinanza in altro stato, un passaporto diverso. Per me straniero può essere anche il mio vicino di casa, come amico e confidente potrebbe essere un selvaggio della foresta amazzonica. La condizione di straniero non dipende dalle frontiere geografiche ma da ben altro tipo di frontiere.
  3. L’apoteosi mitologica l’art.10 la raggiunge offrendo, in mancanza di asili nido per gli italiani, l’asilo permanente agli stranieri che non godessero nei loro paesi o nei posti dove abitualmente risiedono, delle libertà democratiche di cui notoriamente l’itagliano dispone a piene mani. Libertà quali: mettersi in fila al seggio elettorale, mettere una croce su una scheda variopinta, puntare pari o dispari ai referendum, confidare che nuove coalizioni e nuovi simboli possano cambiare almeno le vittime della rapina. Peccato che il bottino è sempre lo stesso, la finalità pure: i cordoni della spesa pubblica da cui deriva il consenso e il potere. Fossi un cosiddetto straniero sbarcato in italia, alla gentile offerta della giurisdizione locale risponderei: no, grazie. Ma la giurisdizione locale sa quando e cosa prevenire, altro che terremoti e disastri naturali. E cosi offre preventivamente ricchi premi e garanzie agli stranieri che in cambio assicurano totale accondiscendenza alla demokrazia e ai parassiti di palazzo, a partire dai colli di roma ladrona.
  4. Conclude l’art.10 con la tutela dello straniero che disponendo ormai di asilo permanente nel nostro meraviglioso paese, potrebbe risultare perseguitato per motivi politici. Ecco a questo straniero l’asilo è assicurato doppiamente. Nel paese infatti, dove opporsi al potere politico significa stare seduto su uno scranno dell’opposizione e attendere il proprio turno per mettere le mani sul bottino: i soldi delle tasse.

Fare proclami e dipingere buone intenzioni a condizione di non mettere in discussione la forma repubblicana del sistema. Una truffa in piena regola.

Dalla cloaca itaGlia è tutto, a voi studio.

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