TUTTO A NORMA DI LEGGE: I CATALANI SCHIAVI COME NOI

Di Leonardo , il - 5 commenti

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Ho sempre guardato alla Catalunya come ad un punto cardinale del percorso indipendentista che perseguo per il Veneto: democratico, pacifico e legale.  Il punto è che l’ho sempre fatto per trarre suggerimenti politici e motivazione ispirata. Mai avrei pensato potesse diventare la cartina al tornasole dell’intero sistema dentro il quale viviamo e “detto democratico”.

Purtroppo la partita del diritto applicato si è orientata sullo scontro tra il diritto teorico ed il diritto reale. Le sapienti mosse di Puigdemont  stanno stressando il sistema con le uniche armi che i Catalani hanno deciso di utilizzare: quelle scritte dal sistema che si trovano a combattere, ma dentro il quale pretendono di restare. Si badi, questo passaggio è cruciale perché l’obiettivo della Catalunya diventa così “gioco-forza” quello di cambiare il sistema dall’interno!

Noi viviamo in un sistema, quello italiano, che ha già dichiarato attraverso il P.M. di Brescia, tal Nocerino, che “Auspicare l’indipendenza è da considerarsi eversione”… AUSPICARE! Noi viviamo in un sistema, quello italiano, che ha richiesto 5 anni di reclusione e 324.000euro di danni ad un padre di famiglia che difendeva casa sua da un assalto notturno di ladri: Walter Onichini! Tutto a norma di legge. Tutto legale.

Noi viviamo quindi in un sistema, quello italiano ed europeo, che non esiterà a carcerare ed a violare chiunque né metta in discussione la legittimità. Dietro la maschera della legalità, non esiterà un solo istante a giudicare e punire chi LEGITTIMAMENTE, ma spesso anche LEGALMENTE (sulla base di trattati sottoscritti dagli interessati), rivendichi una diversa lettura delle regole.

Uscire dal pensiero unico non è solo faticoso, per chi decida di guardare al mondo con occhi suoi, ma è diventato chiaramente pericoloso. E questo fa di chiunque uno schiavo a tutti gli effetti.

Massimo Vidori

Canton Dolomiti, Indipendenza Veneta

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  • Svicolone61

    Non è, IMHO, una diversa lettura delle regole….
    E’ che le regole, quando si parla di lasciare un contratto, se questo contratto non prevede il recesso unilaterale, oppure il recesso e’ definito eversivo dal contratto stesso, non sono più pertinenti…..bisogna appellarsi ad “diritto naturale” oppure, se esiste, un diritto “superiore”…….ed in questo Puidgemont, mettendosi sotto l’ala del diritto UE, non ha fatto una mossa stupida, IMHO….

    • Firmato Winston Diaz

      E’ quello che dice Alessio Morosin da sempre, infatti alle ultime elezioni regionali non ha raggiunto neppure il misero quorum del 2.5 per cento.

      Ma il punto di forza che l’articolo, tipicamente, neppure prende in considerazione, e’ quello che consiste nel perorare la costruzione europea sul modello svizzero, cioe’ attraverso la dissoluzione degli attuali grandi stati nazionali che tanti danni hanno fatto al mondo e a se stessi negli ultimi quattro secoli (in particolare da napoleone in poi), in zone regionali di dimensioni piu’ limitate, non in grado di sopraffarsi reciprocamente, che si riuniscano pacificamente in una confederazione di stati europea: sul modello svizzero, che evidentemente e’ l’unico possibile per tenere insieme entita’ geopolitiche tanto diverse fra loro culturalmente, finanche nelle lingue, mutuamente incomprensibili, invece che sotto il tacco di una satrapia burocratica e vessatoria.

      Hai mai sentito un movimento indipendentista italiano che sostenga questa che e’ l’unica via possibile e civile? Quasi mai, e se l’ha fatto con quasi nullo sostegno popolare, fino a sfociare oggi, all’esatto contrario, nel demenziale antieuropeismo di quell’equivoco personaggio che comanda il piu’ importante partito autonomista italiano, e che riscalda e fomenta la canaglia retrograda, arrabbiata e ignorante che lo sostiene (mi dispiace arrivare a dire cio’, ma e’ cosi’, ne conosco direttamente troppi esempi, e troppo pochi controesempi che si sono peraltro ormai ritirati nella sfiducia quando non vergognandosi).

      Onestamente, sara’ merito anche la lettura pluriennale della fauna che affolla i blog, ho maturato una sfiducia totale nel genere umano. Gli si puo’ dare anche la migliore forma istituzionale del mondo, bestie arrabbiate sono e bestie resteranno, capaci di distorcere satanicamente la loro visione della realta’ se cio’ credono (oltretutto spesso erroneamente) che gli convenga (senza offesa per le bestie vere che, a questo punto hanno pienamente ragione gli animalisti, a certe bassezze non sono neppure in grado di concepire di arrivare, ne sono impossibilitate costituzionalmente).

      Dimmi tu ad esempio cosa ha questo in comune con la soldataglia feroce e buzzurra cui vorrebbe, ingenuo, dare voce e liberta’:

      https://www.youtube.com/watch?v=4szoRcgVwP0

      Veramente demoralizzante, e sfiduciante.

      • Svicolone61

        Grazie.
        Molto interessante il video della difesa della LR 16/14 da parte di Morosin, contro la “romanesca” avvocatura e di fronte alla “napoletana” corte…..

        Perché Morosin prende solo il 2,5%?
        E Zaia/Salvini, che forse fanno un titolo di studio in due, prendono il 40% in Veneto?
        Forse è proprio come scrivi tu: sono molto più simili a coloro che li votano…..

        In ogni modo in primavera bisognerà anche noi votare per loro,
        ……i meno peggio…..(che in fondo un referendum sull’autonomia non se lo sono fatto bocciare dai “napoletani”)

        • Firmato Winston Diaz

          “…i meno peggio”

          Non so, sinceramente nutro serissimi dubbi su questo: da quando ho memoria, non ricordo un solo movimento o partito politico che, pur avendo promesso apertura e “liberalismo” (in senso etimologico, cioe’ di libero, nobile, generoso, magnanimo, vedi treccani) in fase di propaganda elettorale, non si sia comportato all’estremo opposto una volta al potere (anche le cosiddette rivoluzioni liberali di reagan e della tatcher pian pianino sono diventate completo ostaggio delle destre piu’ bigotte, reazionarie e conservatrici, peraltro venendo infine per questo giustamente cacciate dal governo).

          Questo accadeva anche quando il movimento o partito politico partiva da presupposti credibili.

          All’opposto, la destra italiana, sia quella nazionale, che quella locale e localistica, e’ da sempre tendenzialmente clerico-fascista nel senso piu’ pieno del termine, e quindi all’estremo opposto che liberale nel senso detto sopra, perche’ questo e’ il sottofondo culturale del nostro paese, perlomeno dell’ultimo mezzo millennio. L’accanimento giustizialista, cullato amorevolmente in tutti questi anni, ne e’ uno dei sintomi.

          La osservazione della deriva di questo stesso sito o di siti similari, del resto, cosi’ come la presa d’atto della traiettoria dei vari movimenti/partiti in questione, mostra piuttosto chiaramente lo scivolamento, non vederlo e non prenderne atto si puo’ spiegare solo con una cecita’ indotta da spirito di fazione, cui tenderei ad oppormi a prescindere. Poi, si fa di tutto, esagerazioni, distorsioni, menzogne e falsificazioni, per spingere la gente sempre piu’ verso la rabbia e la paura affinche’ aumenti la richiesta di un potere piu’ forte, oppressivo e aggressivo, che ne prenda le difese, “dalla culla alla tomba”, altroche’. La situazione sta degenerando nel contrario di quello che mi sembra, probabilmente ingenuamente, auspicavamo, ed e’ opportuno prenderne le distanze, anche se forse e’ troppo tardi.

          Questo peraltro avviene a destra non meno che al centro e a sinistra. Mah, si vede che ci stiamo avvicinando a uno di quei momenti della storia in cui la voglia di spaccare le mura autocostruite della prigione in cui ci si e’ accuratamente autorinchiusi (perche’ e’ cosi’, la gente si e’ chiusa dentro da sola, mattoncino dopo mattoncino), richiede la presenza di un capro espiatorio che giustifichi l’esplodere della violenza.

          Quindi, sinceramente, “not in my name”, con quanto sopra non ho nulla da spartire.

  • lupodeicieli

    Credi che qui , in Sardegna, sia molto diverso? Alcune persone, le cui idee politiche non condivido, sono in attesa di processo dal 2006: diverse mi pare siano state dietro le sbarre. Non conosco dettagli o particolari del caso catalano né del vostro, in Veneto: però, così come per chi auspica qualcosa di diverso dall’autonomia, per la Sardegna, deve per forza di cose avere, tra le proprie fila o come consulente esterno, qualcuno che mastichi di diritto, di costituzione, di trattati, di accordi. Diversamente rimane sì una cosa bella e interessante, ma come un passaggio, interessante, della propria vita e della propria terra: se , al contrario, deve essere una battaglia o una guerra, bisogna prepararsi, studiare, sacrificarsi : tutte cose che , sono certo, voi e altri, catalani compresi, avete fatto e fatte, però ritengo che gli studi e approfondimenti per evitare questioni stile giudici o magistrati troppo sicuri di se “da mandare la gente dietro le sbarre”, siano determinanti.

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