VENEZUELA, STANDARD & POOR’S DICHIARA IL FALLIMENTO UFFICIALE

Di Leonardo , il - 8 commenti

di FRANCO POSSENTI

Sai che roba dover aspettare l’ufficialità del fallimento di un paese che non riesce nemmeno a fornire latte, uova e farina ai suoi abitanti. Comunque sia, ora che l’inflazione veleggia ben oltre il 1000%, arriva la notizia: l’agenzia di rating Standard&Poor’s ha dichiarato il Paese in “default selettivo” perché non è stato in grado di ripagare quella cifra: una decisione che era nell’aria e per la quale l’agenzia ha atteso un mese prima di intervenire.

LEGGI QUI LA NOSTRA INCHIESTA SUL VENEZUELA: TUTTE LE CAUSE DI UN DRAMMA

L’ufficialità della mossa di S&P è arrivata dopo che l’incontro tra governo e creditori privati sul rimborso di 60 miliardi di dollari. Due giorni fa è accaduto e si è chiuso a Caracas dopo soli 30 minuti con un nulla di fatto. Il dittatore Nicolas Maduro, dopo aver annunciato di voler procedere a “un rifinanziamento, una ristrutturazione del debito estero e di tutti i pagamenti che deve effettuare” aveva convocato la riunione con gli oltre 400 creditori presenti, ma non c’è stato alcun accordo. I mercati e le principali agenzie di rating, invece, scommettono ormai su un default completo del Paese sudamericano.

“Abbiamo abbassato il rating di due livelli a ‘D’ e tagliato il rating a lungo termine a ‘SD’ (default selettivo), ha reso noto l’agenzia S&P. Ma potrebbe non essere l’unica, se si considera che il colosso statale del petrolio, Petroleos de Venezuela Sa, è già stato bollato come in default da Fitch e Moody’s e da solo vale una buona fetta del bilancio pubblico.

Dal punto di vista sociale, economico e politico la situazione del Venezuela è disperata. Ed è dura vedere la via d’uscita, visto che mesi di scontri per le strade fra cittadini e governo hanno solo portato ad un consolidamento della tirannia, attraverso una assemblea costituente farlocca ed elezioni regionali pilotate da Caracas.

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  • Annibale Mantovan

    Mi chiedo chi è che ascolta ancora Standard & Poor’s e affini. Nel 2008 Lehman Brothers è fallita in un weekend avendo rating tripla A….ergo tutte le tripla A come Lehman compresa S&P sono fallite di fatto più del Venezuela e, per stare vicino casa, più della Grecia. Devono solo ringraziare la droga Q.E. se riescono ancora a pagare le bollette a fine mese.

  • marcoferro

    una agenzia di rating americana, braccio armato dei banchieri è l’ultima di chi ci può fidare visto che lavora per il nemico. inoltre non vedo il problema, il venezuela ha tante cartucce ancora da spararsi, male che vada c’è sempre la cina….

    • Scrillo

      l’agenzia di rating non conta niente, quello che conta è che il venezuela non ha ripagato i titoli di stato ai suoi sottoscrittori.

  • mariobond

    Non cè bisogno che lo dica S&P, anzi parlano per parlare, ma Venezuela è fallita già da parecchio, purtroppo, sia politica che socialmente, ora si chiude il cerchio anche economicamente, perche se anche un paese ricco, è stato depredato da mezzo mondo, anche con la complicitàò di politici corrotti morti di fame, mi sembra che l’Italia vadaverso quella stessa direzione e l’esclusione della Nazionale dai mondiali fa da apripista ad una situazione a venire a dir poco confortante, che qui ci siano i supermercati pieni non vuol dire che stiamo bene, perche a differenza del Venezuela non ci sono i soldi per svuotarli.

    • Annibale Mantovan

      Io non vorrei fare polemiche ma è IMPOSSIBILE che uno stato con sovranità monetaria fallisca, tanto meno se pieno di risorse petrolifere. Non basta non ripagare i bond per il fallimento in quanto nessun stato del mondo occidentale, Italia e Germania comprese, possono ripagare i bond emessi in quattro e quattrotto…NESSUN stato. Gli unici che possono farlo forse sono gli USA ma solo stampando dollari. E’ quindi più esatto dire nel caso del Venezuela, ammesso che non vi siano stati nuovi sottoscrittori, che questi abbiano deciso di non sottoscrivere per qualche motivo loro, inflazione galoppante o altro. Non significa quindi fallimento. Secondo me sarebbe più esatto dire ridimensionamento. Ai dipendenti pubblici venezuelani e ai pensionati arriveranno meno soldi in attesa di tempi migliori o di politici che non si faranno corrompere.

      • mariobond

        Beh, io credo che avendo raggiunto un livello così basso di credibilità, non ci sia nessuno che possa far credito oppure comprare bond, e come tutto se tu hai una merce e non la vendi non incassi, il petroleo merce preziosa e principale del Venezuela è ormai ipotecato se non tutto quasi perciò, anche stampando moneta che per forza di cose deve essere correlata alle altre, attualmente il Bolivar non vale neanche la carta su cui è stampata, chi vuoi che te la accetti, tu compri normalmente una moneta forte, la carta straccia nessuno la vuole. Se parliamo della situazione interna ancora peggio perche si può dire che se devo pagare stipendi stampo e pago, ma non ci sono merci, cibi, ricambi, medicine, attrezzature, perche tutto viene da fuori e per compralo servono $ che non hanno perche hanno rubato tutto, Analogo l’Euro che ha un ente alle spalle che lo appoggia e lo gonfia (BCE) ma in alcuni paesi non arriva a sufficienza a chi ne ha bisogno e quel poco che arriva nelle tasche della gente, subito viene depredato dagli Stati con Tasse e Balzelli per ripagare interessi su interessi di debiti infiniti.

  • Scrillo

    Ok, ma il fatto che il Venezuela fallisca a noi cambia qualcosa? A meno che qualche pazzo si sia fidato a comprare i titoli di stato di quel paese alcuni anni fa, non credo che ci saranno grosse ripercussioni.

  • gino monte

    ma non diciamo cazzate.
    cina e russia hanno accettato una ristrutturazione. i bond sono sempre in negoziazione. il bond 2027 in 2gg è risalito da 23 a 30.

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