VOGLIAMO ABOLIRE LE INDENNITA’ DEI CONSIGLIERI REGIONALI?

Di Leonardo , il - 4 commenti

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Nell’800 l’attività politico-istituzionale era svolta a titolo gratuito da un’élite, tale per censo e istruzione. Erano nobili, votavano solo loro, decidevano solo loro. Lo Statuto Albertino del 1848, art 50, prevedeva la gratuità del loro mandato. La Costituzione repubblicana oggi in vigore ribaltò quel principio e introdusse l’onerosità del mandato elettivo a garanzia del libero funzionamento del sistema democratico. In sostanza: per permettere a tutti di svolgere l’attività politica, anche  a quelli che non vivevano di rendita, è stato previsto uno ‘stipendio’.

Nel corso del tempo, questo principio è stato sicuramente abusato. Dopo la fine della “Prima R pubblica”, circa ventisei anni fa, iniziò a montare un malcontento diffuso nei confronti di quella che, ormai, era considerata una casta politica autoreferenziale che aveva fatto crescere a dismisura la sfiducia dei cittadini nei confronti della politica e delle istituzioni, il cui culmine è arrivato negli anni che stiamo vivendo. Tutto ciò ha portato a campagne pressanti per la riduzione dei costi della politica. 

In alcuni casi con successo dato che i politici, fiutata l’aria, hanno ben pensato di porre parzialmente rimedio a quelli che erano considerati degli eccessivi privilegi da parte del popolo. Come?

Tagliando “poltrone”, stipendi, indennità, pensioni, rimborsi e altro.  Quanto bisogna scendere ancora? Qual è il valore di questo lavoro?  La tendenza attuale porta a pensare che la volontà sia quella di trasformare la politica in un’attività dopolavoristica. Se questa è effettivamente la volontà allora dobbiamo andare fino in fondo facendo la nostra parte: aboliamo le indennità dei consiglieri regionali.

“Il mio Progetto di Legge è molto semplice – dichiara Antonio Guadagnini, consigliere regionale di Siamo Veneto – con soli due articoli  e in pochissimo tempo possiamo abolire le indennità dei consiglieri regionali portando un risparmio di 6,7 milioni di euro annuali per la Regione Veneto.  Bisogna valutare pro e contro: se si ritiene che il lavoro del consigliere regionale non valga nulla, rendiamolo gratuito. Lasciamo che se ne occupino quelli che sono disponibili a farlo gratis. La comunità ne trarrà un vantaggio Riflettiamoci. È sufficiente la buona volontà per impiegare al meglio i 13 miliardi del bilancio regionale? 

Spero che questa sia l’occasione per fare una riflessione approfondita su quello che veniamo a fare qui in Consiglio Regionale. Con coscienza e coraggio, senza paura della ghigliottina”.

Siamo Veneto

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