ZAIA E BANCHE VENETE, QUANDO L’IGNORANZA PRENDE LA PAROLA

Di Leonardo , il - 21 commenti

di MATTEO CORSINI

Capisco che ogni politico debba cercare di creare consenso, ma a volte affermare cose palesemente non vere è una pessima alternativa al silenzio.

Per esempio, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha detto che è “scandaloso che non si aiutino i 205 mila azionisti delle ex banche popolari venete che hanno perso tutto e hanno comprato le azioni non per speculazioni ma perché avevano la garanzia della certificazione di valore da parte di Banca d’Italia. In caso contrario non le avrebbero comprate”.

Non dubito che esistano motivi per muovere critiche all’operato della Banca d’Italia, ma sarebbe il caso di farlo basandosi su argomentazioni non così assurde. La Banca d’Italia potrà aver vigilato in modo discutibile per un certo numero di anni, ma non ha mai rilasciato (né è suo compito farlo) alcuna garanzia sul valore delle azioni di qualsivoglia banca.

Il valore delle azioni, trattandosi di banche popolari non quotate, era determinato annualmente dall’assemblea dei soci su proposta del consiglio di amministrazione. Quelle stesse assemblee alle quali partecipavano migliaia di coloro che hanno perso tutto (Zaia compreso se non ricordiamo male) e che, dando fiducia ai consiglieri, approvavano sostanzialmente all’unanimità tutto ciò che veniva da costoro proposto.

Con ogni probabilità molti di quei risparmiatori non erano stati correttamente informati dei rischi connessi all’investimento o del deterioramento delle condizioni economiche e patrimoniali degli emittenti, ma non è sparando la prima sciocchezza che viene in mente che si risolve la cosa. A meno che Zaia sia in buona fede, il che vorrebbe dire che le sue lacune sull’argomento sono (dovrebbero essere) imbarazzanti.

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  • Sergio Andreani

    Il suo ragionamento non fa una grinza.

    Peccato che si sia dimenticato di dire che nemmeno i risparmiatori del Monte dei Fiaschi di Siena erano stati correttamente informati.

    Ma per loro i soldi li hanno trovati.

    Come pure per molti altri risparmiatori delle banchette di merda legate al P.D. dell’Italia centrale.

    • Ronf Ronf

      Semplicemente il PD vuole far fallire le banche venete apposta per trascinare in rovina tutto il Veneto per poi cercare di vincere la Regione nel 2020 (notare che, se sommiamo la Moretti con Tosi, il totale del centrosinistra era al 40% nel 2015, quindi basterebbe spostare soltanto 5 punti da Zaia al centrosinistra per vincere le regionali del 2020 magari candidando Tosi con una coalizione larga)

    • maggioranza_silenziosa

      Si parla di azioni, anche gli azionisti MPS sono stati azzerati.

  • Annibale Mantovan

    Articolo pieno di cretinaggini. I dipendenti B. Italia sono controllati da B. Intesa. Chiaro che alla fine han detto che i conti delle venete non sono apposto…doveva comprare per 2 soldi il loro padrone! Il fallimento delle vanete è tutta una montatura. Dalla trasformazione in Spa nel 2014 su durettive romane e BCE (poi ritirate o smentite) all’ aumento di capitale del fondo Atlante…a Zonin come capo espiatorio. E’ solo una truffa ai piccoli azionisti delle popolari a vantaggio del grande capitale B. Intesa! Diciamo che hanno voluto mettere apposto i conti di Banca Intesa. Quanto alle azioni di Zaia l’ autore dell’ articolo dice che si anche Zaia ci ha rimesso in quanto piccolo azionista BPVI ma il grosso delle sue azioni il sig. Zaia le vendette nel 2009!?!? Dunque Zaia è enologo e Zonin è viticoltore…uhm…

    • Ronf Ronf

      Zaia nel 2009 era Ministro dell’Agricoltura in procinto di candidarsi alla Regione Veneto e quindi per le norme sul conflitto di interessi doveva vendere per forza!

      • Annibale Mantovan

        Tu hai già un nik da troll e per me sei solo un troll. Poi il contenuto dei tuoi interventi non fa altro che confermare. Per me scrivi fesserie. Ti prego di ignorarmi.

  • Filippo Candio

    Lo Scrivente del pezzo omette, nella difesa scritta da banca d’italia, queste ultime parole:

    Palazzo Koch (in foto) ha ufficializzato i richiami, inascoltati, fatti nel 2001 e poi 2007 e nel 2009 affinchè Popolare di Vicenza si dotasse di procedure obiettive di valutazione del titolo.

    Nel 2011, secondo la difesa di Bankitalia, Popolare di Vicenza si dota finalmente (dopo dopo dieci anni dal primo richiamo e due dal terzo) di un garante esterno, il professor Mauro Bini, e il prezzo del titolo non sale per quattro anni fino a scendere a a 48 euro nel 2015 e poi crollare fino all’azzeramento.

    Oltre a questo mi saprebbe dire,l’autore, cosa sarebbe successo se, l’assemblea, avesse bocciato la determinazione del prezzo proposto dal cda ?

    • Opinionlader

      Da almeno 10 anni su RC + altri blog finanziari si leggono 1-2 volte all’anno strani articoli su BPVI.
      Una persona normale che ha investito i risparmi in azioni BPVI aveva il dovere di chiedersi come mai i valori in borsa delle banche quotate si dimezzavano mentre quelle di BPVI rimanevano sempre al prezzo stabilito dalla banca.
      Queste cose le dicevo a mio fratello, ma lui chiamava l’oste per chiedere se il vino era buono (un amico dirigente di BPVI).
      Quando il fondo Atlante ha finito i soldi era evidente che BPVI non aveva futuro.

      Chi pensa che sia stata tutta una manovra organizzata da Intesa che controlla Bankitalia per acquisire gli assets di BPVI è malato come chi chiede all’oste se il vino è buono.
      Forse non lo avete capito ma l’operazione Intesa BPVI e Veneto Banca ha avuto il solo scopo di dare un ulteriore calcio al barattolo:

      – perchè se fallivano si trascinavano il sistema bancario italiano
      – il sistema bancario italiano si trascinava quello tedesco e francese
      – e tutti insieme facevano saltare l’€urone

      Anche se Funny King ogni tanto scrive qualche articolo strampalato il 95% di quello che scrive è chiaro e fa capire molte cose, purtroppo però ognuno ha le proprie convinzioni e non c’è più sordo di chi non vuol capire.

      • Filippo Candio

        non capisco questo commento in risposta al mio. Tanto più che non ho menzionato intesa e tutte le varie teorie complottiste.Poi per quanto riguarda Rc io gli articoli su bpvi gli ho visti solo quando i giochi erano già fatti e cioè da metà 2015.Prima vedevo le tabelle con i cet1 delle varie banche e dove bpvi era nella media delle altre con un bel 12,6 . Poi, scoperto che il cet1 non vale una cippa , le tabelle sono scomparse.
        resto in attesa di sapere cosa sarebbe successo se l’assemblea avesse bocciato il prezzo azione proposto dal cda.

        • Opinionlader

          Tra 2008 e 2015 ci sono stati diversi articoli sia su RC che nella stampa locale e Sole24H in genere comparivano quando erano pubblicati i bilanci. Diciamo che io ho seguito BPVI perchè un amico d’infanzia era uno dei top manager. Quando lo incontravo decantava quanto fosse un’ottima banca, chiedendomi di aprire un conto che ho sempre rifiutato di aprire.
          Per sua sfortuna avevo letto le analisi di un noto blogger che conosce bene BPVI e che trovavo molto più veritiere dei bilanci della banca, come poi si è dimostrato.

      • Annibale Mantovan

        Io non so cosa sia stato scritto in passato su BPVI, tanto meno su Veneto Banca, ma mi sembra che il tuo ragionamento pecchi di ingenuità. Per prima cosa BPVI e Veneto Banca operavano principalmente nelle province di Vicenza e Treviso, due tra le più ricche d’ Italia. Per quanto mal gestite, se vero che fossero malgestite, difficilmente faranno peggio di B. Intesa che opera su tutto il territorio nazionale. Per seconda cosa Le azioni popolari staccavano un dividendo dell’ 1-2% all’ anno ed in una percentuale simile il titolo si rivalutava. Sommando i 2 valori il rendimento per il proprietario risparmiatore era simile ad un titolo di stato, forse qualche frazione in più. Non sta in piedi quindi il paragone con la quotazione di borsa delle altre banche in quanto questi titoli avevano goduto in passato di apprezzamenti speculativi del 10-20% anno o anche più. Con un semplice grafico di lungo termine (20-30 anni) si può leggere queste quotazioni. Io non dico che il titolo dovesse per sempre salire, ci sta che sconti una crisi, ma l’ azzeramento NO! L’ Azzeramento puzza di MARCIO lontano chilometri!…e non mi sento malato. BPVI e Veneto Banca potevano flettere, sempre meno di B. Intesa e Unicredit, e poi prontamente recuperare. Invece è accaduto che si sono azzerate mentre le altre si sono rivalutate!? Io penso che i grandi soci di B. Intesa, quelli che finanziano il PD, Forza Italia, Grillo, Salvini, Zaia e finanche Cicciolina han voluto farsi un regalo e si sono adoperati per “fregare” 200.000 piccoli azionisti risparmiatori (5 mld euro!). In fin dei conti bastava “pagare” il consiglio direttivo delle Venete. Dal 2012-13 si sono succeduti una serie di fatti sempre al limite della legalità, secondo me studiati a tavolino da manager ed avvocati, per compiere una serie di azioni volta a trasformare la società in SPA, poi azzeramento del valore del titolo e sucessiva acquisizione. Governo centrale e BCE conniventi, B. Italia (organo garante controllato da B. Intesa per circa il 30%) complice, media idem a incolpare Zonin per distogliere l’ attenzione! Il piano perfetto difficilissimo da dimostrare in quanto il garante NON esiste…ma Il buon senso dice così.

        • Opinionlader

          Di fatto i valori delle azioni si è azzerato perchè BPVI aveva più crediti inesigibili che riserve grazie all’ottima gestione Zonin & Co.
          BPVI e Veneto Banca si potevano salvare se gli azionisti tiravano fuori i soldi e facevano una ricapitalizzazione per coprire i buchi, evidentemente dopo l’esperimento Atlante non c’era più nessuno che voleva metterci altri soldi.
          Poi ti lascio le convinzioni che hai, di fatto sono fallite e l’operazione B. Intesa è stata fatta solo per evitare di mettere in strada tutti i dipendenti e far fallire il sistema bancario italiano.

          • Annibale Mantovan

            Caro nazista EU, 1) Tu dici che BPVI è fallita per colpa di Zonin mentre Veneto Banca per colpa di chi sarebbe fallita? …ed entrambe lo stesso trimestre? 2)Quando hanno fatto l’ aumento di capitale con il fondo Atlante i vecchi azionisti di fatto nemmeno potevano partecipare!? (ci ho provato a sottoscrivere nuove azioni per diluire il valore delle mie in portafoglio!) 3) Perchè le hanno obbligate entrambe a trasformarsi in SPA prima del “fallimento”? Le due banche, se veramente fallite, potevano portare i libri in tribunale anche come banche popolari…tu conosci il valore delle ipoteche in portafoglio a BPVI e Veneto Banca? E quanti titoli di stato possedevano?Tu continua a pensarla come vuoi ma secondo me dovresti svegliarti. Questa storia puzza di MARCIO! Io dico che 10 grandi azionisti di B. Intesa hanno fregato 200.000 azionisti delle popolari.

          • Opinionlader

            Se pensavate che le azioni BPVI potevano tenere il valore mentre quelle di tutte le altre banche scendevano di brutto vuol dire che vi dovete svegliare.
            Vi siete fidati e avete perso, altre persone si sarebbero insospettite e avrebbero liquidato l’investimento.
            Avete fatto delle scelte e avete perso, inutile cercare colpevoli, avete fatto tutto voi.

          • Annibale Mantovan

            Dal 2012-13 (forse anche 2011) le azioni non si potevano più vendere. Tantissimi di coloro che si sono messi in lista per vendere sono stati SCAVALCATI e qui scatta il reato penale ma stranamente nessuno ha voglia di indagare…troppo difficile! In ogni caso non fai altro che confermare la tuia ingenuità… sei dalla parte di B. Intesa, ti hanno istruito bene.

          • Opinionlader

            Ieri ho trovato nel pc un PDF di un articolo di giornale riguardo BPVI. L’articolo racconta in merito ad un esposto di ADUSBEF sul valore delle azioni (secondo loro taroccato). Purtroppo il ritaglio non riporta il nome del giornale e la data, ma dall’articolo si capisce che è il 2009.

            Qui comunque trovi la storia: http://www.adusbef.it/Consultazione.asp?id=9772

            Questo cosa dimostra: che già nel 2008 c’erano dei sospetti che qualcosa non quadrava, chi ha voluto continuare a tenere i soldi in BPVI lo ha fatto perchè gli conveniva. Poi come sia andata lo sappiamo.

          • Annibale Mantovan

            Vedo che sistematicamente ometti di rispondere su Veneto Banca…? Mancano 1000 volte tanto ciò che si è portato a casa ZONIN. Hai capito bene? 1000 volte tanto! Tu bevi quello che ti pare , semprechè tu non sia del PD, e comunque gli assomigli.

          • Opinionlader

            Parlo di quello che conosco: BPVI, di Veneto Banca conosco poco, se avevi i soldi lì sono kazzi tuoi, ti dovevi svegliare prima.
            Non sono mai stato del PD, quindi caschi male, mentre tu dimostri di avere pochi argomenti e molta ignoranza.

          • Annibale Mantovan

            Ti ringrazio per l’ ignorante e per l’ addormentato, per fortuna che ci sei te, nuovo nazionalsocialista dell’ Europa Unita…ti mancano gli eurobond? Certo che da ignorante non ci vedo tanta differenza con il programma PD + bankster + multinazionali ma forse mi devo ancora svegliare…sei sicuro di non avere proprio niente del PD?

          • Opinionlader

            Stai farneticando: Eurobond, PD, bankster e multinazionali …. cosa centrano con BPVI e Veneto Banca?
            Dai dimmi ci hai rimesso + o – di € 100.000 in Veneto Banca?

          • Opinionlader

            Dai dimmi ci hai rimesso più o meno di € 100.000 in Veneto Banca?

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